Gran bella analisi
Nicola
quando uscirono i dati storici di
Google, si parlò molto dell'importanza della distribuzione nel tempo dei
BL e dell'aumento
"naturale" dei
link che puntano ad un documento.
In particolare nella sezione link di quel brevetto, che non sappiamo ancora se sia in funzione o no, si parlava esplicitamente della distribuzione dei link nel tempo, e di come Google cercasse di tener conto dell'aumento dei link in relazione ad una certa data iniziale di acquisizione del documento o della scoperta di un nuovo link che puntava ad esso.
Si parlava di concetti di
"ritmi di crescita" per analizzare la variazione nel tempo dei link che puntano a un documento e in questo rilevare quale sia la tendenza del documento: con che
frequenza un documento acquista
backlink. Un ritmo crescente nel numero e nella velocità di apparizione di nuovi link in un periodo di tempo, può segnalare al motore di ricerca che il documento sia nuovo, fresco, o comunque mantenuto aggiornato, ed essere meritevole, quindi, di maggior valorizzazione.
Così come si parlava dell'individuzione di
"picchi anomali" nell’acquisizione di backlink da parte di un documento rispetto a modelli “standard” che identificano le varie tipologie di documenti (il tuo caso 4).
Cito
Beke in relazione a questo, e ti consiglio di dare un'occhiata al suo articolo sui
link del brevetto dei dati storici
"In questo caso il motore può supporre di trovarsi di fronte ad un sito che tratta un argomento “caldo”, e quindi premiarlo, ma può anche ipotizzare di avere rilevato un tentativo di
spam, eseguito attraverso l’acquisizione di backlink scambiati, comprati, oppure ottenuti attraverso guestbook,
forum o altre pagine dove sia possibile inserire un link senza richiederlo al webmaster."
Quote:
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nbriani
Che ne pensate ? Potremmo tentare qualche test?
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Eh si qualche test bisognerebbe organizzarlo per benino, ma, così su due piedi, mi sembra abbastanza difficile: magari ne discutiamo anche in laboratorio e
