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Vecchio 13-11-06, 13:53   #75 (permalink)
fradefra
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Data di registrazione: Aug 2005
Messaggi: 794
Quote:
Stuart
Assolutamente d'accordo.

Anche se non sono molto favorevole a considerare indissolubile il binomio possibilità finanziarie = successo visto che nel bene e nel male tutti abbiamo assistito a fenomeni diametralmente opposti.

Il motivo principale per cui l'article marketing in italia, allo stato attuale delle cose, non decollerà mai è un altro. E' stato "importato" in modo sbagliato, in ritardo di almeno 2 anni, e rivolgendosi ad un tipo di publisher, i webmaster, più incline al vampirismo e al parassitismo che non alla condivisione e al piacere di scrivere.

Il termine "sito di/per article marketing" poi, nasce da un gigantesco malinteso. L'article marketing è una strategia di incremento popolarità che sfrutta i siti che permettono la pubblicazione e la ripubblicazione di articoli. Definire il proprio sito "di/per article marketing", è come dire che Google è un sito SEO. Viene confusa la causa con l'effetto, una metonimia, insomma.

Attualmente, chi coltiva l'hobby di scrivere, che ha qualcosa da dire, che vuole dimostrarsi esperto di un particolare campo o disciplina, impiega dai 2 ai 4 minuti per aprirsi un blog. Non va certo su fastpopularity.com, articolista.com o articolando.com. Primo perchè non ci arriva (nè dai motori di ricerca, nè da banner, nè da link...). Secondo perchè una volta sul sito legge di popolarità dei link, promozione siti internet, pochi articoli di qualità, moltissimi comunicati stampa e passa oltre.
Alla base del successo di siti come Isnare (esempio) c'è stato il sapersi porre come trait d'union tra tutte quelle persone che sapevano e volevano scrivere di qualcosa, ma non avevano tempo di gestire un blog o un sito personale, e tutti quei webmaster in cerca di contenuti liberi da particolari copyright da ripubblicare nei propri siti.

A mio parere, in Italia, un sito non può nascere come "sito di article marketing", perchè attirerà solamente webmaster. Può diventarlo però: immaginiamo che DOMANI Corriere.it e Repubblica.it permettano ad utenti registrati di inserire articoli con permesso di ripubblicazione.
Senza finalità becere quali la link popularity, pagerank e facezie simili. Solo per il "gusto" di scrivere su Repubblica o Corriere. In meno di una settimana centinaia di abituali fruitori di questi giornali online diventerebbero "giornalisti", sceglierebbero accuratamente gli argomenti di cui parlare, curerebbero grammatica, sintassi e ortografia e soprattutto lo farebbero svincolati da qualsiasi interesse che non sia quello di scrivere qualcosa che in moltissimi leggeranno.

E' la (quantomeno apparente) mancanza di fini diversi dal farsi conoscere come esperto che ha fatto la fortuna dei siti di news/articoli oltreoceano. In italia ogni articolo viene scritto e sottoposto agli admin dei siti di article marketing [sic] infarcito di link, con un registro linguistico spesso troppo promozionale e autocelebrativo, e ciò incide innanzitutto sul *reale* livello di expertise mostrato, sulla qualità degli scritti e, conseguentemente, azzera le possibilità di ripubblicazione degli stessi (perchè mai un wm dovrebbe ripubblicare gratuitamente quella che è di fatto la pubblicità di un concorrente?).

Venuta meno la ripubblicazione degli articoli (seppur permessa e caldeggiata), viene meno la mission del sito. Il quale alla fine si ritrova ad essere poco più di una web directory.


Cordialmente,
Stuart
Quando ce vo', ce vo'!
fradefra non in linea   Rispondi citando