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Fuffissima
L'audience che ascolta è tanto più ampia quanto quella che sfrutta questo canale per comunicare; questo significa che, se in Italia entreresti in competizione con una decina di voci di blogger considerati autorevoli, sul mercato inglese i blog di qualità con il quale andresti a confrontarti diventano centinaia.
Il mio obiettivo non è quello di scoraggiarti, ma invece quello di invitarti a scrivere contenuti di elevatissima qualità e provare a metterti in gioco in mercato più meritocratico e meno autoreferenziale del nostro 
A questo punto però mi sento di chiamare in causa chi questa scelta l'ha già fatta: Petro, come ti sei trovato ad aprire un blog per il pubblico anglofono?
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Eccomi
Quoto in toto quello che ti ha detto Fuffissima riguardo alla "concorrenza": tutto vero: maggiore audience potenziale, ma anche maggiore difficoltà.
E ti parlo della mia esperienza: sul mio blog tecnico in inglese (geek-notes.com), all'inizio ricevevo visite quasi esclusivamente dall'italia, perchè non l'ho molto promosso al di fuori dei siti nazionali.
Poi però, ho scritto due-tre articoli che rispondevano a delle esigenze non ancora soddisfatte dal resto del web, ed ecco che ho cominciato a ricevere prima
link, e poi anche visite, da tutto il mondo (e dico Tutto il mondo, anche paesi/siti non anglofoni). Ovviamente, questo ha generato a sua volta nuovi link spontanei che hanno portato alcuni
post ad avere un
pagerank e, più in generale, una considerazione da parte degli utenti, che sinceramente non mi aspettavo. E sono sicuro che non avrei ottenuto gli stessi risultati se avessi scritto le stesse cose in italiano.
In sostanza, secondo me se hai qualcosa di originale e utile da dire, e sai come dirla, il dubbio sulla scelta della lingua semplicemente non si pone. Soprattutto se l'argomento è tecnico, come nel tuo caso.
P.s. Se hai intenzione di scrivere in inglese, prendi un
server in U.S.A.
