A mio avviso il problema puo' essere visto da diverse prospettive:
1) Credo esista
un problema di "cultura digitale" in particolar modo in Italia (non lo dico io, ma l'Istat): siamo grandi utilizzatori di cellulari, ma scarseggiamo in cultura
informatica, che va oltre aspetti meramente tecnici, sfociando nel sociale. Per questa ragione c'e' una grande difficolta' a far comprendere e apprezzare appieno ai clienti la qualita' di quasi tutti i lavori legati all'ITC.
2)
Siamo ancora in una fase "prodromica" (mi riferisco sempre all'Italia), la centralita' del web e delle sue dinamiche e' per molte aziende ancora relativa. Quando il web fara' davvero la differenza tra un'azienda e l'altra, i clienti accetteranno piu' facilmente di pagare il giusto compenso.
3) Una sera al ristorante, una mia amica psichiatra mi raccontava che quando aveva pazienti inabbienti li curava senza richiedere loro "danaro", ma facendo saldare il loro "debito" in altro modo (servizi, favori, ecc.).
Quando io le chiesi come mai, mi rispose che non era per sfruttarli, ma per fargli capire che quello che veniva loro dato senza un compenso in danaro aveva ugualmente un
valore e come tale andava
giustamente apprezzato e compensato.
Mi aggiunse che per sua esperienza, coloro che danno via gratis o per poco il proprio lavoro, magari lamentandosi per tutto cio' che ne consegue, hanno una scarsa stima del valore del proprio lavoro e di conseguenza di se'.
Dopo quella conversazione ho aumentato le mie tariffe e sono ancora sulla piazza.