Dribblo la scivolosa domanda sulla differenza fra siti
Made-for-AdSense e non (personalmente sono dell'opinione che qualsiasi sito il cui modello di business sia interamente basato su
AdSense sia, in un certo senso, un MFA... no?

) per focalizzarmi su un'ipotesi a mio avviso molto interessante contenuta nel commento video di ShoeMoney, secondo cui il vero obiettivo di quest'epurazione (molto probabilmente operata non sulla base di segnalazioni o
hand-picking o criteri discrezionali, ma semplicemente
incrociando i dati di AdSense con quelli di AdWords/Analytics) non sarebbero neppure i siti MFA in quanto tali, ma bensì quel sottoinsieme di MFA i cui click presentano
tassi di conversione inferiori a una determinata soglia. Si tratta di siti che generano traffico-spazzatura, la cui permanenza all'interno del circuito AdSense nel medio-lungo termine produce un
danno, e non un profitto, per
Google e per gli advertiser, mettendo a rischio la profittabilità del sistema AdWords-AdSense, e quindi la sua sopravvivenza sul medio-lungo termine (la giustificazione del
ban "il tuo modello di business è incompatibile con quello di Google" mi sembra avvalorare questa ipotesi). Da cui la decisione di estrometterli dal circuito in quanto elementi di disturbo. Questo, badare bene, a prescindere dalle fonti dalle quali i singoli siti acquisiscono traffico (siano esse AdWords, risultati organici o altre fonti gratuite o
paid-for). Anche perché, nell'ottica e interesse di Google (giustamente molto attenta alla performance della rete di contenuti di AdWords), si tratta di una distinzione praticamente irrilevante.