Ciao
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1. mi (ci) puoi fare qualche esempio pratico?
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Se tu cerchi su
Google (o su qualsiasi altro motore di ricerca), ad esempio, servizi finanziari oppure assicurativi (due settori che fanno largo uso di
landing pages per le campagne), ai
link sponsorizzati dei nomi più noti sono quasi sempre abbinate landing pages.
Pagine che hanno un look & feel simile a quello generale del sito ma che, come ha spiegato anche Giorgio nella sua guida, sono studiate per agevolare il visitatore a compiere l'azione target; nella landing troverai quindi tutte le informazioni necessarie per convincerti a compiere l'azione... e nulla più (es. non ci saranno link ad altre pagine del sito,
banner pubblicitari...), per evitare che tu possa distrarti o finire altrove (non dimenticare che hanno pagato per portarti su quella pagina).
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2. Si tratta di pubblicità aggressiva?
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Di per sè la landing non è vera e propria pubblicità, bensì il passo successivo: è la pagina dove ti fanno arrivare dalla pubblicità per convertirti in contatto o in cliente.
Per usare una metafora calcistica: la pubblicità è l'ala che, arrivata sul fondo, crossa al centro; la landing page è il centravanti che, in mezzo all'area, gira il pallone in rete e fa vincere la partita.
L'errore che molte aziende fanno online è quello di (e qui torno alla metafora calcistica) spendere tantissimo per ingaggiare fortissime ali, che crossano migliaia di palle gol, ma non investire in un centravanti che poi faccia gol e consenta di vincere la partita.
Sicuramente ti sarà capitato almeno una volta, cliccando su di un link sponsorizzato, di essere mandato non sulla pagina più attinente a ciò che cercavi, bensì sulla homepage del sito, dove di quello di cui eri alla ricerca non c'è traccia e non ti spiegano neanche come interagire con l'azienda...
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3. Comporta delle controindicazioni?
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Fare landing pages funzionali ed efficaci non è semplice; occorre un'accorta analisi del tuo target per capire cosa vuole da te e come il tuo sito possa rispondere alle sue esigenze per fargli trovare il prodotto giusto al momento giusto nelle condizioni giuste (n.b.: io qui sto semplificando al massimo il processo, visto che non esistono due visitatori identici). Tuttavia, spesso, per fare buone landing pages basta anche solo un po' di logica e di buon senso.
Faccio un esempio: fino a qualche tempo fa (non sono riuscito a controllare se ancora oggi sia così), il carrello elettronico di uno dei più importanti siti di ecommerce italiani presentava un classico esempio di cosa NON fare per migliorare i tassi di conversione visitatore/cliente: all'ultimo step del processo di acquisto, a pochi pixel di distanza dal pulsante "acquista", avevano piazzato dei banner. Metti che uno sta per acquistare e vede un banner che promuove la vacanza dei suoi sogni... quell'utente rischi di perderlo (sembra banale, eppure capita realmente) e, per pochi centesimi di euro guadagnati dall'advertising, perdi una vendita.
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4. comporta realmente un beneficio per l'utente? O è solo uno strumento prettamente di marketing?
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Diciamo che sono il giusto compromesso: sono di beneficio per l'utente perchè (se sono studiate bene) lo agevolano nel compiere l'operazione che rappresentava il suo obiettivo (chiedere un preventivo, acquistare...).
Ipotizziamo io voglia fare un preventivo di polizza auto: se arrivo in una landing page dove mi spiegano dettagliatamente di quali informazioni ho bisogno per richiedere il preventivo ed in 3 click ho il preventivo bello e pronto, io sarò un utente soddisfatto e la landing page mi sarà stata di aiuto per agevolarmi e non farmi perdere tempo prezioso.
Il rovescio della medaglia è dato dal fatto che, spesso, in queste pagine le "call to action" sono offerte che poi nella realtà non sono disponibili (come la promessa, ad es., di voli ad 1 € che, nel 99% dei casi, non sono mai disponibili; però intanto ti hanno portato a vedere che ci sono voli che, anche se non costano 1 €, sono comunque convenienti...)