Innanzitutto credo che alcuni siti / documenti AI possono essere utili per gli utenti, che quindi saliranno giustamente nel motore di ricerca. Per quanto riguarda i documenti
spam, si vede già la chiara tendenza di non analizzare il documento stesso però l'ambiente dove viene inserito e la sua percezione dalla community d'internet. Siccome l'algoritmo che analizza il valore semantico di documento nella grossa maniera si basa sull'insieme di documenti che il motore ha nei
datacenters per cambiare veramente il ragionamento di motore di ricerca ci vogliono milioni di documenti AI creati nei
IP diversi, tutti preferibilmente linkati oltre che tra loro, anche dai siti “naturali” è considerati affidabili. Oltre questo processo di introduzione dei tale documenti dovrebbe essere rallentato nel tempo, cosi per non fregare i filtri temporanei di
Google (un documento di alberghi a milano AI e creato da un uomo puo anche essere considerato semanticamente lo stesso, però se uno viene pubblicato insieme alla stessa data con milione dei altri documenti Google dovrebbe riuscire a beccarlo).
Quindi oltre che l'analisi
semantica, dove i discorsi di AI sono sicuramente molto utili, abbiamo da fare con il numero sempre crescente di fattori che sono independenti dalla base di
algoritmo. Tanto a livello teorico si può fare tutto, Google deve agire solamente con lo scopo di fare il lavoro di “criminali virtuali” più difficile possibile. Fin quando sarà più facilmente salire usando le tecniche white-grey-hat che creando una rete di siti AI, direi che possiamo dormire tranquillo.