(Scrivo queste parole quando ormai il peggio è passato, ma non volevo rovinare la lettura usando il passato che renderebbe il tutto meno.. meno "toccante", quindi ho deciso di raccontarvi tutto il percorso usando il presente.)
@Andrez: ti ringrazio delle belle parole, mi fà piacere che tu l' abbia letta "con piacere" (perdonate il gioco di parole), ma sopratutto che sia riuscito a comunicarti il mio stato emotivo.
A volte la parte più difficile è proprio riuscire a farsi capire.
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Cont@bile
Ti ringrazio perché questi tuoi versi mi sono stati di enorme aiuto.
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ehm.. non sò come, ma mi fà piacere
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Cont@bile
Spesso le persone come te e come me sono persone molto sensibili ed il ns. stato "umorale" subisce l'influenza degli avvenimenti che ci accadono intorno in maniera maggiore rispetto ad altri.
Nel cuore, è vero, portiamo il nostro dolore ma questo non deve farci vivere male. Tutto ha un senso anche se spesso non lo si riesce a comprendere subito.
E' dura risalire ma bisogna provarci.
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Il fatto è che bisogna avere un motivo per cui continuare.
E fino ad ora era sempre stato così.
Affrontavo ogni problema come una nuova sfida, come qualcosa che mi avrebbe reso più forte e non ho mai demorso, però, a darmi forza c'era sempre una piccola luce che mi indicava dove andare, qualcosa che mi diceva: "continua, resisti, perchè un motivo cè", ma ora..
Ora mi sento arrivato alla fine, al punto di non ritorno.
Il mondo intorno a me sta crollando, si sgretola, svanisce.
Ma fino ad adesso ero riuscito a correre più veloce, a non farmi inghiottire.
Seguivo ciecamente quella luce e correvo, correvo...
Fino a che non mi son ritrovato ad un punto morto.
Da qui non posso più muovermi.
E la luce sè spenta.
Al buio non riesco ad orientarmi, sò che la via d' uscita cè, sò che è li, magari vicino a me, ma non posso più vederla.
Allora ho smesso di correre. Mi son seduto e guardo il tutto che scompare, non m' importa se mi inghiottirà stavolta, ho resistito per quanto potevo, ho combattuto e semplicemente.. ho perso.
Però all' improvviso, quando tutto sembrava spegnersi, quando anche l' ultima speranza sembrava vana e la parola fine era prossima, ecco che quella piccola luce emette un flebile bagliore, un sussulto appena percettibile.
Rimango sorpreso, non sò ancora sè è un mio deliro o se è vero.
Ma io ci voglio credere.
Mi alzo da terra, sporco, sudato, con le mani ed il volto feriti.
Il mio sguardo vola veloce verso quella luce, quasi a chiedergli un segno.
E d' improvviso...
Quella luce torna a risplendere, più forte di prima.
Diventa accecante.
Mi bruciano gli occhi ormai abituati al buio.
Mi copro il volto con il braccio, una goccia di sudore cade in terra e mentre la guardo cadere, in quell' eterno istante, capisco che cè ancora una speranza, che la parola fine ancora non è stata scritta.
Finalmente posso tornare a correre.
Quella piccola luce in realtà è il mio nuovo progetto, una delle mie tante follie quotidiane, qualcosa che mi porto dietro da molto tempo ma che non ho mai avuto il coraggio e la voglia di fare veramente.
Sto pensando di scrivere un libro..
(to be continued...)