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Vecchio 09-07-08, 01:01   #10 (permalink)
Giorgiotave
 
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Personalmente ritengo che la visione di quelle persone si sia radicata negativamente nella popolazione Italiana perchè quella popolazione è spesso fonte di episodi criminosi.
LEGALITA: Non può essere considerata la priorità, non va “criminalizzato” un popolo. (mentre è giusto perseguire individualmente chi delinque). Una maggiore “legalità” si può ottenere, solo nel lungo periodo, avviando politiche per l’inclusione, deriverebbe dalle altre tematiche.

Questa frase fa parte della ricerca dell'Istituto per gli studi sulla pubblica opinione 'Italiani, Rom e Sinti a confronto' (documento del Ministero dell'interno da dove molto probabilmente sono stati presi i dati di Wikipedia che Andrez cita), la prima Conferenza Europea sulla popolazione Rom si è tenuta a Roma, presso la Scuola superiore dell’Amministrazione dell’Interno, il 22 e 23 gennaio 2008.

Inoltre, la tua frase non riporta nessun dato, ti prego quindi di riportare i dati ufficiali. Potrebbe passare come una tua sensazione o percezione

Vorrei quindi affrontare un attimo il discorso Legalità & Stranieri.

Nel Blog Toghe puoi ad esempio leggere due articoli con tanto di dati Istat:
  1. Rumeni, giustizia e demagogia
  2. La democrazia può averla solo un popolo informato e consapevole
Ecco una parte degli articoli:
Quote:
Si tratta di una indagine frutto di una convenzione tra l’Istat – che l’ha condotta – e il Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità – che l’ha finanziata con i fondi del Programma Operativo Nazionale “Sicurezza” e “Azioni di sistema” del Fondo Sociale Europeo.

I risultati si possono leggere nella relazione che si trova nel sito internet dell'Istat, qui e, il testo integrale, qui.

Da questa indagine emerge che il 69,7% degli stupri è opera dei partner delle vittime. In particolare, il 55,5% è opera degli ex partner e il 14,2% è opera del partner attuale. Il 17,4% degli stupri è opera di un conoscente e il 6,2% è opera di estranei, una piccolissima parte dei quali stranieri.

Il tasso di delinquenza degli stranieri nel nostro Paese è complessivamente bassissimo.

In sostanza, in Italia, la stragrande maggioranza degli stupri, degli omicidi – dolosi e colposi -, degli spacci di droga, per non parlare delle corruzioni e concussioni, degli abusi edilizi, delle evasioni fiscali, delle calunnie, degli sfruttamenti sono commessi da italiani.

Quanto al fatto che saremmo un Paese “invaso” dagli stranieri, le cifre dell’immigrazione relative ad alcuni paesi europei sono le seguenti: Svezia 5,2%,Germania 9,0%, Gran Bretagna 5,3%, Spagna 11,0%, Italia 5,0%.
Nel bellissimo sito del Ministero degli Interni alla sezione Documenti, ci sono tantissimi rapporti.

Si può notare nei documenti che sto per citare come l'immigrazione clandestina è vertiginosamente cresciuta negli ultima anni con una curva molto forte tra il 2001 e il 2006.

Si nota come gli stranieri, solo per pochissime tipologie di reato, superano il 50% dei reati. La media è del 27% del totale.

Mentre gli stranieri regolari che commettono reato, per tipologia di reato, vanno dal 6% al 9% del totale.

Quote:
Nel complesso gli stranieri regolari denunciati sono stati nel 2006 quasi il 6% del totale dei denunciati in Italia. E gli stranieri regolari sono meno del 5% della popolazione residente. Quella sproporzione dunque non c’è se si parla di immigrati regolari.
Del resto la quota di stranieri regolari denunciati sul totale degli stranieri regolari in Italia si ferma al 2% circa.
E' interessante anche "GLI IMMIGRATI NELLA STAMPA NAZIONALE QUOTIDIANA1" un capitolo a pagina 339 del Primo Rapporto sugli immigrati in Italia

Quote:
Analisi condotte da chi scrive relative al periodo 1969-
2002 mostrano che la criminalità non è mai stato un tema dominante, e che la crescita delle notizie sui reati commessi da stranieri segue, anziché precedere, la crescita della quota di stranieri sul totale degli autori di reato. Tuttavia queste analisi mostrano che di 14 picchi rilevati tra il 1984 e il 2007, solo uno riguarda la criminalità, mentre la maggioranza, sette, riguardano la politica, e gli altri sono legati a notizie stagionali, sempre più ritualizzate, sugli sbarchi di clandestini, all’interno sostanzialmente di due filoni retorici: il primo fatto di articoli con un taglio “di costume”, che danno più risalto alla sorpresa dei bagnanti sulle spiagge per l’arrivo inatteso degli immigrati; il secondo fatto di articoli più drammatici relativi a episodi tragici come naufragi o a descrivere le drammatiche condizioni in cui si svolgono le traversate.

A distanza di trent’anni dall’inizio della presenza straniera sulla stampa italiana, possiamo quindi riassumere almeno tre punti centrali.

  1. Il primo è il carattere ciclico dell’attenzione, con fasi di grande attenzione seguite da rapidi cali e lunghi periodi di latenza.
  2. Il secondo è la normalizzazione del tema, ovvero la sostanziale ritualizzazione delle notizie e la fine della spettacolarizzazione del tema. A parte i picchi dovuti ai temi politici, ormai le notizie sull’immigrazione costituiscono una sorta di “basso continuo” che non stupisce o sorprende più nessun lettore.
  3. Il terzo punto, però, è invece il ruolo centrale della politicizzazione dell’immigrazione nella stampa italiana.

Di fatto l’immigrazione è un tema che è entrato nel discorso pubblico attraverso la politica, mediato dalla politica. È ipotizzabile che questa costituisca una caratteristica italiana, forse relativamente più importante rispetto a quanto avviene in altri paesi europei, anche se quest’ipotesi va presa con cautela in assenza di indagini comparate solide. Ricerche successive dovrebbero stabilire l’esistenza di even-
tuali differenze nelle strade con cui le opinioni pubbliche dei diversi paesi hanno ridotto la complessità di un fenomeno inatteso come l’immigrazione, valutando il ruolo rispettivamente svolto dai cleavagespolitici, culturali, religiosi, di classe, o riconducibili alle sfera del lavoro.

In Italia l’immigrazione sembra essere un tema su cui litigano i politici, non un oggetto di tensione culturale, identitaria o religiosa. È la politica a giocare un ruolo centrale nel definire non solo l’immagine degli immigrati, ma anche il quadro cognitivo all’interno del quale l’immigrazione viene rappresentata dai nostri mezzi di comunicazione di massa: ovvero un tema oggetto di conflitto e di contrasti non solo tra campi politicamente avversi, ma anche all’interno di essi, quindi un tema “che divide”, una faglia strutturale nella costituzione delle opinioni pubbliche del nostro paese, il cui peso non accenna a diminuire e che probabilmente vedrà progressivamente accentuato il proprio ruolo.
Ecco i documenti nei quali ho preso i dati:
  1. Il primo Rapporto sull'Immigrazione in Italia
  2. V Rapporto “Indici di integrazione degli immigrati in Italia” presentato dal Cnel
  3. 'Italiani, Rom e Sinti a confronto', una ricerca quali-quantitativa dell'Istituto per gli studi sulla pubblica opinione
  4. Rapporto sulla criminalità in Italia anno 2006

Interessante anche il sito Stranieri in Italia ed i dati di Amnesty International per quanto riguarda il razzismo in Italia.

Ma...i Rom e Sinti quanti crimini commettono? Si può affermare correttamente che "quella popolazione è spesso fonte di episodi criminosi"?


Quote:
Lkv Visualizza il messaggio
In altri Paesi in cui il sistema legislativo e giudiziario funziona non si trovano in questa situazione, la nuova generazione giunta in massa era infatti in fuga da Paesi che hanno adeguato il loro sistema legislativo e giudiziario rendendolo piu' efficace e rapido. E ovviamente sono fuggiti da noi.
Questo è uno dei problemi più gravi e mortificanti del nostro paese.

Blocca Processi (100.000 processi ), 41 Bis tolto ai Boss, continui attacchi alla Magistratura ed ai suoi poteri, moltissimi reati impuniti o con pene inesistenti.

Non c'è nessun messaggio che invita i giovani al rispetto per il prossimo, alla legalità, alla dignità, alla lotta alla mafia, all'aiuto per i più deboli.

Oggi c'è rabbia in giro. C'è rabbia per la situazione economica Italiana; ma c'è rabbia soprattutto per vedere tutti questi crimini non puniti dove i media tempestano le news sugli stranieri e sullo non sconto della pena (che non c'è a volte).

Infatti la gente vuole farsi giustizia da sola. Soprattutto se la persona che commette il reato è straniera.

Questo si chiama razzismo? Si si chiama razzismo (...e facciamo anche passare leggi razziste...non capitava da 70 anni ).

La colpa è di tutti noi. Non facciamo abbastanza


Ultima modifica di Giorgiotave : 09-07-08 01:10.
Giorgiotave non in linea   Rispondi citando