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Non sono d'accordo. L'editore in quanto imprenditore deve essere libero di poter mettere lo zampino dove vuole nella sua proprietà, cioè la sua impresa. Deve poterne fare ciò che vuole compreso snaturarla o farla chiudere. Deve solo esimersi dal compiere illeciti.
Il pubblico è libero di giudicare, così come i suoi dipendenti, giornalisti compresi saranno liberi di lasciarlo. Piena libertà.
L'informazione è garantita dalla costituzione... lo stato garantisce il rispetto di questo principio con addirittura tre reti nazionali di cui una con anche rilievo locale. Ben ma ben più che sufficiente.
Non deve essere il privato a supplire al pubblico in questo caso... il principio costituzionale è già garantito dalla Tv pubblica.
Il privato se non compie illeciti deve essere libero di poter fare ciò che vuole. Si chiama libertà di iniziativa economica. Per la concessione egli già paga in denaro, si impegna ad essere lecito nel suo agire televisivo ed a rispettare i tetti. Non penso proprio che i Italia li si superi. Non "deve" null'altro a nessuno l'imprenditore.
Non metto poi in dubbio che A TE interessi dei termovalorizzatori, A TE interessi dei Brescia, A TE interessi che paghi i giornali anche se non li compri, che a 450.000 interessino le critiche di grillo.... potrebbero pure interessare a me... ma non è obbligatorio che interessi alla televisione privata.
Questo dico, essa non ha nessun debito con il popolo Italiano, che può scegliere di guardarla oppure no.
Per criticare un politico non c'è in effetti bisogno di alcuna elezione. Per fare qualcosa di buono e contribuire invece serve confrontarsi con le regole democratiche che esistono. Avere il coraggio di farsi eleggere e portare ad esecuzione le proprie idee, se ben giudicate dal popolo.
L'Italia dei continui NO l'abbiam già vista... dire NO è facile e senza sforzo... le firme potevano essere anche 5.000.000.
Tentare di far qualcosa è ben altro...
Che poi internet sia quella che tu chiami la "reale" informazione è tutto da dimostrare, mi sembra che anzi sia davvero il posto dove, senza alcun qualità, possa nascere tutto, il contrario di tutto e poi ancora il suo contrario.
Vedo invece di buon occhio la legge di riforma del sistema televisivo e tutto il sistema di riordino che ha aperto le frequenze digitali aprendo la strada all'ingresso di nuovi competitor privati.... migliaia di canali a disposizione di chi vuole per garantire pluralismo.
Paolo
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