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C'è ancora troppa confusione, anche perché non sanno nemmeno loro di cosa parlano, ma mi potresti indicare un paese in cui per il fatto di essere clandestino ricevi una aggravante a parità di condotta? Perchè la nostra Costituzione (scricchiolante ma ancora in piedi) non lo permette.
Ad ogni modo una cosa è il reato di clandestinità e altra cosa è l'aggravante per clandestinità. Non vanno confuse.
Se commetti una rapina a volto coperto hai l'aggravante del "travisamento". Se vai a una festa in maschera non commetti reato di "travisamento".
Nel caso della aggravante, come già detto, è talmente anticostituzionale che un giudice di Milano, pur non applicandola nei confronti di un cileno, perchè il suo reato era già aggravato (l'aggravante è unica) ha rimesso la pregiudiziale alla Corte Costituzionale.
Nel caso del reato di clandestinità si crea l'ingolfamento che ho detto prima (a meno che non vogliano fare come dicono e cioè dando la competenza ai giudici di pace, che giudici non sono)
Siccome a dire NO e basta non si ottiene nulla, come dicevi giustamente, la soluzione io l'avrei.
Istituzione di una banca dati impronte e DNA elettronica. Identificazione e schedatura di chi viene fermato a commettere un reato, se senza documenti associazione ad un codice cmq identificativo.
Dotazione per le volanti del pad per il controllo elettronico delle impronte e espulsione diretta per chi risulta pregiudicato o espulso in precedenza, stavolta sì con previsione di pene detentive per chi giù espulso ritorna nel paese.
Adesso se fermano uno senza documenti gli chiedono il nome e dice quello che vuole e nessuno appare "già" espulso.
keiske
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