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Stuart
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Vari network sono stati gravemente penalizzati. La tecnica è quindi considerata, in questo momento, molto molto rischiosa. Occorre essere sicuri di saperla ben padroneggiare.
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Ciò è assai vero per quanto riguarda l'uso e abuso che molti siti hanno fatto dei sottodomini [keyword.dominio.com ; keyword2.dominio.com e così via...]
Usando gli accorgimenti suggeriti (contenuti unici, domini diversi, ISP diversi, linkaggio reciproco che parte SOLO DOPO un minimo di promozione) i rischi di penalizzazione sono assai ridotti, direi minimi.
In poche parole, tu webmaster sai di aver realizzato un network, ma non è la stessa cosa che penseranno i motori di ricerca. Parallelamente, parlandone in questi termini si potrebbe pensare che è un metodo disonesto per tentare di scalare le serps: chi ha una pletoria di contenuti disponibili da offrire, non fa nulla di sbagliato se decide di suddividere contenuti unici in più domini.
Che poi di fatto sia un 'artificio' per migliorare il proprio ranking, e che quindi si debba fare molta attenzione OK, ma questo vale per qualsiasi intervento ad hoc che si fa per ottimizzare la propria attività online.
Cordialmente,
Stuart
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Sono d'accordo. Quello che volevo dire, infatti, è proprio questo. Un network di siti non è un progetto di due mesi di lavoro. Si comincia a lavorare oggi, per avere i risultati tra due anni.
Occorre un'organizzazione, un metodo, gente che gestisca i contenuti, progetto di direzione di tutti i
link, valutazione di quali sono i siti madre ed i siti satelliti, ecc. ecc.
Come dice Stuard, se ben fatto, non vi sono pericoli. Non si improvvisa, però.