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Vecchio 09-02-06, 12:53   #1 (permalink)
Ryan Giggs 79
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Approfondimenti per l'apertura di una nuova attività

Premessa: questa guida serve per dare un’infarinatura sui passi da compiere per avviare una nuova attività, ovviamente non ha pretese di esaustività perché scritta non da un commercialista ma da uno “che ci è passato”, quindi va presa come un resoconto (che cerca di essere completo per quanto possibile) di un’esperienza personale e non come oro colato, magari per sapere quelle basi che vi permetteranno di capire cosa fare e a chi rivolgervi. Per avere dati oggettivi, commercialista!
Inoltre, qui e lì ho cercato di mettere in evidenza alcune discussioni già fatte su questo forum sulle tematiche più importanti…. Spero possa essere utile a quanti (mi sembrano molti su questo forum…) si trovano più o meno con le mie esigenze e necessità… ovviamente saranno graditi tutti gli interventi per aggiungere/segnalare link e notizie o semplici commenti, in quanto vorrei che questa piccola guida venga via via aggiornata (penso in futuro anche ad aggiungere voci sull’INPS, UNICO, versamenti IVA ecc…). insomma, un continuo work in progress! Ciao a tutti!

Lavorare per conto proprio, magari nello studio di casa, può essere il sogno di tutti coloro che hanno a che fare col web (in questa sede mi riferisco soprattutto a chi realizza siti e a chi li promuove – posizionamento sui motori di ricerca, e più in generale alle altre attività legate all’informatica – codice k 72.60.0).
Ecco un primo link utile per sapere cosa bisogna fare:
qui
Ma anche qui: http://www.giorgiotave.it/forum/viewtopic.php?t=5492

E’ bene dire che il lavoro autonomo ha dei costi, e che l’apertura di una partita iva può essere una scelta giusta se pensate di realizzare nel corso dell’anno ricavi di almeno 10.000 euro, altrimenti conviene lavorare con la ritenuta d’acconto (prestazioni occasionali: vedi qui: http://www.giorgiotave.it/forum/viewtopic.php?t=802 ). Nella pratica, almeno il 10% del vostro utile andrà via in tasse, un altro 18% se lo prenderà l’INPS (anche se c’è la possibilità di rivalsa del 4% - vedi più oltre), senza scordare l’IRAP, imposta regionale per le attività produttive in misura (di solito) del 4,25%.
Premesso questo, le istituzioni alle quali rivolgersi per l’avvio di un’attività di lavoro in proprio sono essenzialmente due:

a) Agenzia delle Entrate http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/connect/Nsi/

b) INPS http://www.inps.it/home/default.asp

c) Camera di commercio (no se siete liberi professionisti, solo per le imprese, anche se individuali) http://www.cameradicommercio.it/

La prima per tutto ciò che riguarda la vostra posizione fiscale, quindi apertura P.IVA, tasse, ecc., la seconda per la posizione contributiva (pensione), la terza per certificare la vostra iscrizione al registro delle imprese.
Il primo passo da compiere in assoluto è quello di aprire la partita iva, che serve per certificare le proprie prestazioni lavorative e applicare l’imposta sul valore aggiunto (IVA), ma anche per farsi fatturare i beni di produzione che bisogna acquistare per l’esercizio della propria attività. A fine anno, le fatture emesse ai clienti (guadagni) sottratte dalle fatture ricevute per l’acquisto dei beni di produzione (spese) determinano l’utile (in pratica il guadagno) della vostra attività, in base al quale verserete tasse e contributi.

Apertura della partita IVA: per l’apertura della p.iva, bisogna recarsi all’Agenzia Delle Entrate (magari dopo aver letto l’apposita guida consultabile all’indirizzo http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/...o_attivita.pdf ). Questa guida ve letta per bene perché contiene spiegazioni esaurienti su come procedere)
Muniti di fotocopia della carta d’identità e del codice fiscale, si compila un semplice modulo consultabile qui: http://www.upa.padova.it/WWW/servizi...ITTA%20IND.pdf
Mentre ecco la guida alla compilazione: http://www.commercialistatelematico....a9istrcnew.pdf
Scrivendo i propri dati anagrafici e un codice particolare chiamato codice di attività, che descrive in linea di massima qual è il vostro lavoro. Tali codici (atecofin) possono essere consultati qui: http://www2.agenziaentrate.it/ilwwcm...cofin/Sezioni/
IMPORTANTE: l’apertura della partita iva deve essere fatta entro trenta giorni dall’avvio dell’attività, ossia entro trenta giorni dalla prima fattura emessa.
Infine, il proprio codice attività può essere scelto consultando gli studi di settore appositi. Gli studi di settore sono degli studi che permettono l’inquadramento delle professioni in base a degli studi sulle persone e imprese che le praticano: sono importanti da consultare perché permettono di capire cosa si può fare e cosa no scegliendo un codice d’attività. Per i professionisti del web si può vedere qui: http://www1.agenziaentrate.it/settor...isti/sk27u.pdf mentre per chi voglia metter su impresa: http://www1.agenziaentrate.it/settor...vizi/TG66U.pdf
Per una discussione su questi studi applicati al web: http://www.giorgiotave.it/forum/viewtopic.php?t=7291

Nota: sia che siate imprese individuali che liberi professionisti (lavoro autonomo), il documento che l’agenzia delle entrate vi rilascerà, oltre al numero della vostra nuova partita IVA riporterà la dicitura DITTA INDIVIDUALE. Questo non vuole dire che per l’Agenzia siate un’impresa.


ATTENZIONE: molti si trovano di fronte a contratti a progetto pur avendo P.IVA. Per approfondimenti sulla possibilità di intraprendere entrambe le cose e le complicazioni del caso leggete qui: http://www.giorgiotave.it/forum/viewtopic.php?t=2235


Regimi fiscali: a seconda dell’attività svolta, bisogna scegliere il regime fiscale appropriato, che determina il grado di tassazione e l’obbligo di tenere le scritture contabili (libri giornale, libri dipendenti, registri iva, ecc…). Per le nuove attività produttive è previsto un regime fiscale agevolato, che dura per i primi tre anni di attività a condizione che non si superi il tetto dei 30.000 euro di ricavi. Questo regime è vantaggioso perché comporta un’imposta sostitutiva dell’irpef del 10%, non concorre a formare il reddito soggetto ad imposta sul modello UNICO ed in più se lo richiedete, l’agenzia delle entrate vi fornisce un software attraverso il quale inviare le vostre fatture direttamente all’agenzia, che si occupa di elaborare per voi la parte del modello UNICO relativo ai movimenti effettuati sotto il regime agevolato, e predispone il modello F24 (http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/...i/modello_f24/ ) per il pagamento delle imposte sostitutive irpef e addizionali regionali. Inoltre, questo regime comporta versamento di tasse ed iva annualmente, senza acconti e saldi, semplificando non di poco la vita al contribuente. Per consultare la legge di riferimento per il regime agevolato: http://www.handylex.org/stato/l231200.shtml
Mentre per l’assistenza dell’agenzia delle entrate potete documentarvi qui: http://fisconline.agenziaentrate.it/...age=REGFISC_02

Fatturazione: una volta ottenuto il proprio numero di partita iva, si può iniziare ad emettere/ricevere fattura. La fattura è la certificazione del lavoro che avete svolto e dell’avvenuto pagamento, e deve contenere i vostri dati, quelli del vostro cliente, le voci di spesa (la cifra che avete chiesto al cliente), l’eventuale rivalsa INPS del 4% (vedi oltre). La somma di tutte le voci sarà l’importo totale del vostro servizio, al quale dovrete aggiungere la voce IVA, determinata in misura del 20%. Quindi, se scegliete il regime agevolato per le nuove attività, che non prevede ritenuta d’acconto, le voci di una fattura sono più o meno le seguenti:

prestazione : x euro (somma delle varie voci)
rivalsa INPS: 4% x
Totale: x + 4% x
Iva: 20% di (x + 4% x)
Totale comprensivo di iva: totale + iva

Quest’ultima voce è quanto in effetti il vostro cliente vi dovrà versare.
Per info sulle fatture, ecco un sito che se ne occupa dettagliatamente: http://www.fatture.net/

Importante: se siete professionisti e non vi avvalete del regime agevolato, nella fattura dovrete inserire anche la ritenuta d’acconto, a carico del vostro cliente che in pratica vi versa una parte delle tasse.
IVA: l’iva è l’imposta sul valore aggiunto, ed è un’imposta dello stato che colpisce il consumatore finale. Il titolare di partita IVA, in quanto riceve ed emette fatture, si ritrova ad “incassare” iva (tramite le fatture emesse – la cosiddetta iva a debito) e a “pagare” IVA (tramite le fatture ricevute - la cosiddetta iva a credito).
Le diciture “a debito” e “a credito” si riferiscono a debiti e crediti nei confronti dello Stato. Quando emettete fattura, è come se foste un esattore statale che sulla transazione economica che intrattenete col cliente “si prende” il 20% in più sulla transazione.. Quando invece ricevete fattura, l’esattore è il vostro fornitore, che vi chiede, per conto dello Stato, il 20% in più sulla transazione. Così, quando emettete fattura, siete “in debito” con lo Stato perché l’importo IVA è appunto di competenza statale, e lo dovete versare, appunto, allo Stato. Così, essendo chi è un possessore di partita IVA un soggetto neutro ai fini IVA, dovrete fare il conto dell’iva a debito e dell’iva a credito. Se risultate debitori, cioè se l’iva a debito è superiore di quella a credito, la differenza la dovrete versare allo Stato compilando un apposito modulo. In caso contrario, l’IVA vi dovrà essere rimborsata dallo Stato, sotto forma di credito per il prossimo versamento o in denaro.


INPS: all’inps ci si va perché con l’apertura della partita iva scatta l’obbligo di iscrizione alle liste previdenziali (entro 30 giorni da inizio attività). In pratica, insieme alle dichiarazioni dei redditi per il pagamento delle tasse (irpef, irap..) il lavoratore è tenuto al versamento di una percentuale all’INPS, che concorre a formare quello che potremmo definire il fondo per la pensione del lavoratore (che verrà calcolato, a fine carriera, col metodo contributivo, cioè vi viene data la pensione in base a quanto avete versato nel corso degli anni)


Come ci si iscrive: recandosi alla sede inps competente del proprio comune, i lavoratori autonomi (liberi professionisti) si iscriveranno alla gestione separata. L’iscrizione va fatta entro trenta giorni dall’inizio dell’attivtà, ma il termine non è perentorio, nel senso che non ci sono sanzioni per il mancato adempimento nei termini previsti. http://www.inps.it/Modulistica/Modul...RIZIONE_GS.pdf
mentre le imprese individuali potranno iscriversi alla sezione ARTIGIANATO http://www.inps.it/home/default.asp?...u=1&iNodo=4728 , che comporta comunque dei costi fissi di versamento annuale di 2.500 euro, costi che invece la gestione separata non ha.
Per info su quale iscrizione effettuare: http://www.giorgiotave.it/forum/viewtopic.php?t=7234
http://www.giorgiotave.it/forum/viewtopic.php?t=7205

Rivalsa del 4%: il lavoratori autonomi possono praticare un 4% in più sulla fattura come rivalsa INPS: questo in pratica comporta che un 4% del (solitamente) 18% che dovrete versare all’INPS viene pagato dal cliente in fattura. In realtà la cosa conviene al professionista non tanto per quel 4% ma perché il calcolo del 4% in fattura è sul lordo, mentre voi l’INPS la pagate sul netto (guadagni), con la conseguenza che il cliente in realtà vi versa un po’ di più.


L’INPS prevede inoltre la possibilità di riscatto della laurea, convertendo gli anni passati all’università in anni lavorativi su cui versare i contributi (questo perché gli studi universitari possono essere considerati come un investimento in strumenti produttivi, in quanto in quegli anni si acquistano competenze e specializzazione che si andranno in effetti a riversare sul lavoro, specializzando il lavoratore). Chi vuole approfittarne, conviene che lo faccia durante il primo esercizio della sua attività, in quanto le cifre da versare per il riscatto vengono calcolate in base ai ricavi dell’esercizio durante il quale fate richiesta (quindi si presuppone che il primo esercizio sia quello in cui guadagnate meno, perciò andreste a pagare meno per il riscatto)

Riscatto laurea: http://www.inps.it/Modulistica/Modul...isc_Laurea.pdf
__________________
Roma

Ultima modifica di i2m4y : 11-12-06 10:38.
Ryan Giggs 79 non in linea   Rispondi citando