Vedo che nessuno ha raccolto lo spunto provocatorio del "gratis"... e l'ampliamento di discussione che volevo lanciare.
Come già detto nel
post precedente distinguerei il lavoro giornalistico da quello di copywriting... sono un giornalista, mi è capitato anche di scrivere qualche redazionale (quindi pagato a parte dalla pubblicità, si trattava però di lavoro per il cartaceo, per lo stesso quotidiano).
Il punto, in internet, è capire meglio come funziona questo mezzo di espressione: per me, inizialmente,
forum e
blog (diario, no?) erano strumenti di espressione personale, o di condivisione, che non implicavano pagamenti.
Che i "siti" poi potessero avere un responsabile web o un responsabile testi lo so bene e ci ho pure fatto corsi.
Il punto
è capire quando il sito -non strutturato come evidente espressione aziendale, o editoriale- diventa "commerciale". Ecco... qui mi faceva piacere un ampliamento di discussione, perchè in quella giungla c'è un discorso di tariffe variabili a seconda anche del committente -del tipo di prodotto, della regolarità del pagamento, etc- e della condizione (professionale, p.iva, competenze, nome, etc.) dell'articolista.
Come prezzi la mia conoscenza personale si ferma comunque a quanto già detto, paghi il giornalista per giornalista ed il resto o è gratis -blog forum-, o rientra nel copywriting...
la sfumatura di prezzi in mezzo, tra questi due estremi ben definiti, andrebbe discussa cercando di fare una mappa della situazione attuale delle
tipologie di siti e di chi (perchè, come etc) li fa.
Qui non saprei dire molto... e rilancio a chi già si muove nei meandri del nuovo panorama della comunicazione disegnato dal web: mappare la tipologia di siti, cioè del "mercato" dei datori di lavoro per il copywriting per poi poter capire dove si puo' parlare di quei prezzi "professionali" che la categoria vuole sostenere.