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Personalmente credo che il Testamento Biologico sia un'ottima idea, se affrontata nel modo giusto: avevo sentito, infatti, che nel ddl del Governo sul Testamento Biologico, era prevista una clausola che in pratica impediva ogni tipo di sospensione di alimentazione e idratazione indotta... in pratica vieterebbe di agire come è stato fatto nel caso di Eluana.
Il mio pensiero è che ogni uomo debba aver diritto a perseguire lo stile di vita che desidera e che meglio lo rappresenta: ognuno ha un'idea diversa di "vita dignitosa" e questa soggettività trova spazio nella libertà personale.
Per me una vita dignitosa è quella in cui io posso pensare ed esprimere i miei pensieri; posso provare felicità e trovare il modo di provarla; posso provare dolore e sconfiggerlo o accettarlo; posso mangiare e bere per piacere o quando ne sento il bisogno, ma sempre per mia scelta; posso avere desideri e cercare di realizzarli; per me una vita dignitosa è quella in cui posso essere autonoma, posso camminare, correre, uscire liberamente, decidere di assumere droghe o alcool, decidere di portare avanti un pensiero con le mie forze. Ovviamente la mia idea di vita dignitosa non può andare contro le istituzioni: per esempio, qualora vi fosse un divieto nell'assunzione di droghe, io accetterei il fatto di non poterne assumere, ma questa mancanza non andrebbe contro la mia concezione di vita dignitosa; (altro caso cruciale è quello in cui una persona tenta di raggiungere la propria felicità provocando la morte di qualcuno o commettendo reati di vario tipo, ma non è questo il luogo adatto per affrontare queste situazioni che comunque non sono pertinenti con ciò di cui stiamo parlando).
Quindi c'è una scala gerarchica nei valori: ci sono i cosiddetti beni primari che sono impescindibili e per me sono la libertà e la facoltà di respirare e nutrirmi autonomamente; la libertà di opinione e la facoltà fisica di poterla esprimere; la libertà di scelta e l'appoggio delle istituzioni a perseguire questa libertà se non va contro la legislazione; la libertà di decisione della mia vita, sempre in accordo con le leggi vigenti, ma questo accordo può avere a che fare solo quando entra in gioco una seconda parte e a mio parere non dovrebbe incidere quando le decisioni hanno a che fare solo con me.
Per contro esiste una sorta di imperativo morale che è il dovere verso me stessa; e questo dovere non dovrebbe prevedere il suicidio, l'omicidio assistito e l'eutanasia; però, sostengo che il mio imperativo morale di dovere verso me stessa possa ammettere un'eccezione nel caso in cui l'immagine di me stessa coicnide con la mia personale idea di vita dignitosa.
Quindi l'eccezione deve essere ammessa e le istituzioni dovrebbero (se volessero essere coerenti con i loro stessi presupposti) ammettere un appoggio per queste eccezioni rispettando le scelte personali nell'ambito dell'idea di vita dignitosa.
Quindi, sono fermamente favorevole all'idea del testamento biologico, anche perchè coloro che vi si oppongono non trarrebbero alcun svantaggio dalla cosa e continuerebbero ad essere liberi di perseguire il loro ideale di vita dignitosa come io potrei essere libera di perseguire il mio.
Inoltre, se questo non venisse fatto, lo Stato implicitamente si schiererebbe dalla parte di queste persone che non ammettono alcun tipo di eutanasia, omicidio assistito eccetera, e questa cosa andrebbe contro i presupposti del liberalismo, dal momento che le istituzioni liberali non devono e non possono favorire posizioni che si appellano a questioni morali; quindi non possono effettuare un giudizio sul valore morale di una determinata posizione. Quindi lo Stato non dovrebbe scoraggiare o incoraggiare alcuna posizione in cui entra in ballo una questione morale di grande portata come in questo caso; ma è abbastanza chiaro che il nostro Stato (liberale) non agisce così, schierandosi apertamente dalla parte di coloro che non ammettono che ognuno possa avere una diversa concezione di vita dignitosa e voglia portarla avanti. Senza parlare del fatto che questo è l'ennesimo caso in cui ci si è dimenticati della laicità dello Stato.
Per quanto riguarda i paletti credo che non siano necessari, purche si possa disporre di obiettive valutazioni sanitarie dei casi in questione: come mai ci sono medici che affermavano che Eluana non provava nulla, che non aveva sensazioni nè contatti con il mondo esterno, e ce ne sono altri che addirittura asserivano che Eluana sorridesse? Quindi, ci vogliono delle relazioni che possano essere considerate attendibili in merito ai vari casi in cui si possa richiedere un intervento per accelerare il processo di morte. Tali paletti possono, a mio parere, essere costruiti sulla base dei beni primari di cui ho parlato prima: quindi non credo si possa ammettere un omicidio assistito in caso di amputazione di una gamba, per esempio. Quindi: stabilire una gerarchia dei valori, stabilire l'effettiva irreversibilità della situazione clinica del paziente e rispettare i propri desideri in merito.
A mio parere il Testamento Biologico dovrebbe essere scritto e preferibilmente convalidato; per quello verbale ho dei dubbi, in quanto non è detto che le persone alle quali si confidano i propri desideri in merito siano poi disposte effettivamente a rispettare tali volontà; probabilmente sarebbe un caso isolato, ma credo sia preferibile evitare di scontrarcisi.
Comunque, per semplificare: il testamento biologico permetterebbe a me di decidere della mia vita; la mancata possibilità del testamento biologico permetterebbe a coloro che sono contrari di dicidere della loro vita e anche della mia.
Credo che questo basti per capire quale delle due posizioni rispetta la nozione di libertà personale e quale invece vi si scontra pesantemente.
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