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Vecchio 04-03-09, 11:22   #7 (permalink)
luca
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Da un po' che volevo scrivere su sta cosa. Effettivamente parlando con colleghi qualcosa del genere si intuiva, soprattutto per chi si occupa di promozione sulle google Maps.
Butto giù alcune considerazioni e riflessioni personali poi le organizzerò meglio.

Parto da
- http://www.seobook.com/google-branding
- definizione di marca http://it.wikipedia.org/wiki/Marca
- e per chi volesse divertirsi ecco "qualche" post in merito

Alcuni indizi

1) l'introduzione del rel=nofollow ha posto alcune domande. Quella più estrema è: "Cosa succede se tutti lo usassero?" L'algoritmo PageRank verrebbe sicuramente meno? forse si

2) La Universal search ha allargato la visibilità dei brand. E' importante essere presenti in maniera "multimediale" e "multicanale" (come diceva Giorgio prima). Se io cerco, vedo ed apprezzo un video di un prodotto e di un marchio, oppure una foto o altro è importante? Credo di si

3) SiteLinks: già ora google viene incontro all'utente, prevedendo la sua richiesta. Se cerchi (in genere) un brand ti favorisce la ricerca facendo apparire i SiteLinks.
E ti "precarica" anche la pagina nel browser con il link rel="prefetch" perchè prevede che andrai lì sopra.

4) Google Maps: qui l'algoritmo (da migliorare) per il ranking non si basa più sui LINK in entrata, ma sulle citazioni (anche senza link).

5) Da un qualunque programma di Web analytics si vede come l'utente cerchi comunque il brand magari associato a termini generici. E queste ricerche in tutti i settori sono in genere le "migliori".

La conclusione è che ci sia già (oppure si stian andando) verso un nuovo paradigma di promozione sui motori di ricerca e sul Web in genere. Appunto quello del puntare sul brand e sulle citazioni (come nel vecchio modo di fare promozione offline ?).

Occorre che sul web in ogni modo e in ogni forma si parli del prodotto tipicamente associato brand (sopra ho messo la citazione di wikipedia che approfondisce anche il discorso). Questo brand sarà associato a dei concetti e a delle parole chiave.

Che tu ne prendi una foto di un prodotto, voti un video relativo ad esso, ne descrivi l'uso su di un Social media, lo linki con il rel=nofollow, magari ne parli in una e-mail, e via di seguito,
Google (che controlla una buona parte delle infrastrutture, possedendole direttamente, oppure monitorando con la toolbar o con il suo browser) immagazina i dati e li elabora. E in base a questo fornisce dei risultati.

Algoritmicamente ci sono già vari software e servizi sul web che fanno monitoraggio delle citazioni. E non sono nemmeno difficilissimi.
Vuoi che Google non ne abbia uno simile?


D'altra parte è cambiato un po' il web. Prima c'era un elite che "faceva" i siti (solo con html) e che di fatto "governava" il web, tramite i "voti" dati dai link in uscita.

Ma poi il web si è evoluto, si possono fare un sacco di cose, condividere un sacco di informazioni (anche multimediali), e coloro che possono "votare", esprimere la loro preferenza, sono aumentati a dismisura. E Google si è posto il problema di intercettare in qualche modo queste preferenze.

Cosa ne pensate?
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Luca Bove -
Search Marketing "Il senno di Poi è una scienza esatta"
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