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Vecchio 29-03-09, 13:28   #6 (permalink)
bluwebmaster
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Una gran bella notizia che però, come qualcuno faceva notare, non troverà riscontro.
Qualora anche 4 o 5 publisher si coalizzassero e intentassero una causa a Google, i tempi della giustizia italiana, molto vicino a tempi faraonici, farebbero gustare un eventuale vittoria...quando si è nell'età della pensione.
Il punto cruciale è innanizitutto che il titolare di un account, una volta bannato, dovrebbe richiedere per legge l'eliminazione di ogni informazione detenuta da Google.
Se immaginate che Google dispone del vostro Nome, Cognome, Codice Fiscale e Conto Corrente bancario, questi dati sensibili, ricadono in quelli che per legge se ne può chiedere la cancellazione.
Questo sarebbe un primo passo importante perchè se ad un eventuale verifica ciò non avvenisse con poco si può attivare il Garante della Privacy. E qui le procedure sono molto ma molto più veloci.
La seconda cosa da chiedere legalmente sarebbe quella della trasparenza sui report : report sui click voglio dire.
Io posso verificare il numero dei click, ma non vedere quali IP (anche mascherati magari nelle ultime tre cifre) hanno cliccato.
Non sono un esperto giuridico , ma credo che Google debba fornire, in caso di rescisisone del contratto, perchè di contratto si tratta, per LEGGE la prova della fraudolenza o della violazione del regolamento, che in questo caso assumono valenza di norme contrattuali.
Secondo il giudizio di alcuni amici legali anche la forma stessa dell'affiliazione è irregolare.
In ultima analisi il publisher "affitta" uno spazio ad un agenzia pubblicitaria (Google in questo caso) al buio, nel senso che non sono garantite norme contrattuali che danno facoltà al publisher di sapere la renumeratività della pubblicità che appare negli annunci, che andrebbe predeterminata.
Senza escludere che, come sostengono in molti, il Pay per Click va bene , ma come la mettiamo con quei banner 160x720 che in effetti anche se non cliccati permettono all'inserzionista di farsi pubblicità?
E' quello che accade , ad esempio, con pubblicità tipo tradedoubler in cui addirittura si parla di lead !!!!
Ma nel frattempo i banner i visualizzano con effetto pubblicitario del marchio registrato.
Io faccio sempre l'esempio dello spazio pubblicitario di un giornale : l'inserzionista, constato il numero di copie vendute ecc., paga l'inserzione indipendentemente s ela gente acquisterà quel prodotto reclamizzato.
E' come , in pratica, se l'insezionista dicesse : gurda ti pago pe rogni persona che verrà conla copia del giornale in mano e comprerà un mio articolo.
Beh quella non sarebbe pubblicità, ma rappresentanza commerciale e quale testata accetterebbe?

Io credo, per concludere, che i publisher dovrebbero costituirsi in associazione, in una sorte di network, a tutela dei diritti propri.
Fino a quando ognuno coltiva il suo piccolo orticello , giganti come Google faranno il bello e cattivo tempo.
bluwebmaster non in linea   Rispondi citando