Credo che se il paziente riesce ad esprimere la propria volontà, o si riesce comunque a risalire ad essa, le sue decisioni vadano comunque rispettate (sempre che il paziente sia in uno stato che gli permetta di prendere decisioni lucidamente). In ogni caso penso che rispetto ad un'argomento così delicato, la legge non possa decretare una "regola specifica universale" ma debba limitarsi a decidere delle "norme generali di base" lasciando poi i singoli casi alle persone vicine al paziente e ai medici che l'hanno seguito.
