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Vecchio 28-01-10, 17:17   #2 (permalink)
marlomb
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Tutta la politica dunque sta per essere travolta dall’uso delle tecnologie informatiche.

Pochi politici però hanno compreso che sulla Rete si giocherà la vera sfida dei prossimi decenni.
Ed in rete, di fronte ad un popolo informato e smaliziato, capace di accedere alla conoscenza, contano ben poco i santini e lo spot in TV o i cartelloni sei per tre. I voti dovranno essere conquistati con idee vere e capaci di trascinare un popolo, come ha saputo fare Vendola, e come i pugliesi gli hanno confermato.

Passeranno cinque o sei anni, ma poi la curva demografica dei giovani che si informano in rete e non in TV diventerà inesorabile, come la crescita esponenziale di blog “liberi” ed informativi.
Tra una decina d’anni la maggioranza dei cittadini avrà gli strumenti adeguati per farsi una idea chiara su chi votare oppure no.
E quella sarà la fine della formula soldi-comunicazione politica-potere e dei parolai venditori di verità, di destra e di sinistra.

Perché internet non si controlla come le TV o la stampa, (chi può mai “controllare” i mille blog d'opinione?) ed è gestito di fatto dalle masse, dai suoi umori e pulsioni, bisogni e passioni; chi racconta panzane semplicemente è ignorato.

Alcuni tra i politici si stanno accorgendo di questa rivoluzione, hanno intuito che Obama ha sconfitto la ricca e potente lobby dei Clinton con la rete e si sta attrezzando.
Alcuni, maldestramente, hanno tentato e tenteranno censure e limitazioni, ignari di avere di fronte una rete globalizzata che nemmeno le dittature Irachena e Cinese riescono più a controllare; da Time Magazine di ieri:
Ma tanti altri dormono, convinti che internet sia solo chat, virus e porno.

E quando gli diranno che quel formidabile momento lobotomizzante che è la TV è finito, che linee bizzarre di Partito decise dalle Segreterie dei partiti non sono più recepite da una base autoinformata e capace di autodecidere, (come è appena avvenuto in Puglia) non sapranno da che parte voltarsi.

La tecnologia ed in particolare la Rete sta travolgendo molti modi antichi di detenere il potere, ed è proprio per questo che i potenti, che vivono secondo la strategia ciclica potere => soldi => disponibilità di strumenti coercitivi psichici (media) o fisici (illegalità) => soldi => potere non dormono, ma, come in Cina e Iran apertamente e nelle Democrazie Occidentali in maniera subdola, tentano di governare ed indirizzare la Globalizzazione, sperando d'imbrigliare la Rete.


Quello che oggi permette ancora una libertà d'opinione nella Rete è a mio parere:
  • la mancanza ancora di un'incidenza decisiva politica (esistono i successi locali come Vendola, ma movimenti come i Global per ora non attecchiscono; l'esempio di Obama lo considero relativo sia perchè appartiene alle eccezioni iniziali, sia perchè Obama non era povero)
  • la grossa incidenza economica accentratrice, la forte spinta, fin dagli inizi d'Internet, al business commerciale, (da progetto inizialmente militare divenne universitario finanziato da aziende che intravidero la potenzialità commerciale), infatti grazie a questo strumento è stato possibile:
    • trasferire fabbriche in luoghi a basso costo del lavoro, (flessibilità ... dello stipendio)
    • vendere in maniera rapida su più mercati
    • tagliare la distribuzione geografica dei prodotti
    • spostare masse di capitali con un clic
    • ...
naturalmente ci sono anche altri lati sociali positivi, ma state tranquilli che se Obama protesta contro la censura d'Internet da parte della Cina è perchè oggi quello è il mercato potenziale più ambito.

In conclusione godiamoci l'espansione della tecnologia della Rete finchè contiene i germi di una nuova Democrazia, e facciamone la nostra forza per costruire una generazione non più lobotomizzate dai media (TV, giornali, radio), ma attenzione che anche la Rete è un media che tenta di propinare la visione consumistico-capitalistica dei potenti.

ciao
marlomb
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