Tutta la politica dunque sta per essere travolta dall’uso delle
tecnologie informatiche.
Pochi politici però hanno compreso che sulla Rete si giocherà la vera sfida dei prossimi decenni.
Ed in rete, di fronte ad un popolo informato e smaliziato, capace di accedere alla conoscenza, contano ben poco i santini e lo spot in TV o i cartelloni sei per tre. I voti dovranno essere conquistati con idee vere e capaci di trascinare un popolo, come ha saputo fare Vendola, e come i pugliesi gli hanno confermato.
Passeranno cinque o sei anni, ma poi la curva demografica dei giovani che si informano
in rete e non in TV diventerà inesorabile, come la crescita esponenziale di
blog “liberi” ed informativi.
Tra una decina d’anni la maggioranza dei cittadini avrà gli strumenti adeguati per farsi una idea chiara su chi votare oppure no.
E quella sarà la fine della formula
soldi-comunicazione politica-potere e dei parolai venditori di verità, di destra e di sinistra.
Perché
internet non si controlla come le TV o la stampa, (chi può mai “controllare” i mille blog d'opinione?) ed è gestito di fatto dalle masse, dai suoi umori e pulsioni, bisogni e passioni; chi racconta panzane semplicemente è ignorato.
Alcuni tra i politici si stanno accorgendo di questa rivoluzione, hanno intuito che
Obama ha sconfitto la ricca e potente lobby dei Clinton con la rete e si sta attrezzando.
Alcuni, maldestramente, hanno tentato e tenteranno censure e limitazioni, ignari di avere di fronte una rete globalizzata che nemmeno le dittature Irachena e Cinese riescono più a controllare;
da Time Magazine di ieri:
Ma tanti altri dormono, convinti che internet sia solo chat, virus e porno.
E quando gli diranno che quel formidabile momento lobotomizzante che è la TV è finito, che linee bizzarre di Partito decise dalle Segreterie dei partiti non sono più recepite da una base autoinformata e capace di autodecidere, (come è appena avvenuto in Puglia) non sapranno da che parte voltarsi.