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Stuart
Solitamente non cerco l'autocelebrazione a tutti i costi,
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(io si, sono un insopportabile egocentrico

, ma resisterò alla tentazione di linkare qualche mio
post passato

)
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era un macrofattore facilmente desumibile già da almeno un anno.
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Sono perfettamente d'accordo. Penso che qualcosa fosse intuibile già nella seconda metà del 2004.
Secondo me i due più grandi fattori che la maggior parte dei
SEO ha finora ignorato sono l'analisi del traffico e quella delle query. Assieme, è quello che io chiamo "net buzz".
In particolare, analizzando le query è possibile individuare temi su cui si concentra l'attenzione degli utenti (una tecnica ideata inizialmente per
Google News), questo buzz potrebbe giustificare un improvviso aumento di
link verso quei siti che discutono l'argomento oggetto delle ricerche. Quindi di per sé un picco nell'aumento dei link non è sospetto, dipende dal contesto.
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se un sito è in 60esima posizione e viene cliccato 10 volte, passa in 50esima. Quando è in 50esima il numero dei click deve aumentare proporzionalmente, altrimenti non serve che sia in 5 pagina.
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Sempre tenendo conto dei siti che lo precedono. Perché per quanto l'aumento di click non sia lineare, la curva di crescita necessaria può essere più o meno ripida a seconda di quanto la query sia competitiva.
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I dati del traffico non sono ovviamente gli unici ad entrare nei processi di valutazione di Google (come LowLevel insegna, nessun motore serio fa affidamento ad un solo modello) , ma a mio parere sono più rilevanti di quanto generalmente si è pensato fino ad ora.
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Convengo anche su questo. E' necessario mettersi nei panni del motore e cercare di capire che tipo di informazioni gli saranno utili in futuro per migliorare la qualità delle
SERP.
Che l'era della
link popularity sia all'inizio della sua decadenza, dovrebbe essere una cosa evidente a tutti.