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Vecchio 16-04-06, 02:39   #2 (permalink)
LowLevel
 
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il tempo di permanenza di un utente su una pagina di un sito è un parametro da prendere in considerazione?
Attualmente, in misura minima.

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E' qualcosa che i motori calcolano già?
Calcolare probabilmente sì, sfruttare i dati per stabilire la posizione delle pagine probabilmente non ancora o solo in misura minore.

Ora come ora viene dato più peso, almeno da Google, al comportamento degli utenti sulle pagine delle SERP.

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E' plausibile che qualora non lo facciano lo faranno in futuro?
Sì, ma penso che rimarrà un parametro piuttosto secondario perché un tempo di permanenza maggiore non necessariamente indica un maggiore interesse nei confronti del sito.

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i motori possono sapere, ora o in futuro, se ad esempio un link in una pagina è stato mai cliccato
Se l'utente è provvisto di toolbar o se usa un proxy fornito dal motore, sì.

Anche in assenza di toolbar e proxy, i motori possono calcolare approssimativamente la probabilità che un link ha di essere cliccato.

Globalmente, ovvero per quanto riguarda l'intero Web e non la singola pagina, questa probabilità di click/visita viene chiamata "PageRank" da Google e "WebRank" da Yahoo.

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e di conseguenza se il link è stato messo a capocchia
Sì.

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non è visibile
Sì.

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non è materialmente cliccabile
Questo è più difficile da individuare, ma non impossibile.

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se il suo testo sottende un argomento totalmente estreneo all' argomento che si sta trattando?
Sì.

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Massimizzare il rendimento con il minimo sforzo, è una pratica che trova particolare applicazione nella link popularity.
Però conta che il peso si sta pian piano spostando dalla link popularity alla global popularity, ovvero ad una popolarità calcolata in base a molteplici fattori.

Bisogna tener presente che i link erano in passato il mezzo più accessibile per farsi un'idea (e ribadisco, solo un'idea) della popolarità di un sito. Oggi questo non è più vero, ed i motori necessitano di segnali più consistenti per calcolare unindice di popolarità abbastanza preciso.

Una volta esistevano solo i meta tag ed i webmaster credevano che il posizionamento fosse quello. Quando le cose cambiarono, si trovarono spiazzati. Il secondo spiazzamento avvenne quando le enormi quantità di link non erano sufficienti a fregare il PageRank di Google.

Il prossimo spiazzamento avverrà (e in misura minima sta già avvenendo) quando ci si renderà conto che il concetto di link popularity è tanto falsato e falsabile che i motori hanno tutta l'intenzione di ridimensionarlo in favore di nuovi elementi.


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Ecco allargare il target. O meglio, espansione della query.
No, io intendevo una cosa diversa. Per "allargare il target" intendevo tutti i possibili interventi (a cominciare da quelli di marketing) che permettono al sito di attrarre l'attenzione di persone che prima non venivano attratte.

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Chiedo innanzitutto se in questo modo non perdo specificità nelle serp, o almeno se c'è il rischio.
Se ti riferisci all'uso di termini correlati, sì, il rischio c'è.

Se prendi tutti i termini correlate che riesci ad individuare con i vari tool di suggerimento keyword e li piazzi in una pagina, è sicuro che quella pagina non verrà tematizzata su nulla. E' solo un minestrone.

Se invece separi contenuti diversi in sezioni diverse del sito e usi con accortezza i sinonimi e le keyphrase, allora puoi ottenere ottimi risultati.

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Devo pensare solo agli utenti, solo ai motori, o come mi autorispondo ad entrambi?
Ad tutti e due, come giustamente dici. Anche perché, al di là dell'influenza sulle posizioni, se fai un sito dal quale la gente scappa subito, hai fatto un sito inutile.


[nota a margine: leggo molti utenti che usano l'espressione "espandere la query" come se fosse un compito del SEO. Ad espandere le query sono i motori, non le persone. Il SEO al massimo può espandere i termini di un testo affinché combacino con le query espanse dal motore. Giusto per fare il precisino... ]
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