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Scusa se mi sono permesso di dissentire, scusa non di dissentire, solo di meglio precisare.
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Caro Paolo, ma ci mancherebbe, il tuo squisito dissenso e le tue cordiali precisazioni sono più che benvenute.
Poi come spesso accade sui
forum, credo che abbiamo idee molto simili, solo che non è sempre semplice esprimere le varie sfumature.
Credo poi che siamo di fronte ad un argomento abbastanza
articolato, dove possiamo dare per scontato l'opporci ai falsi, ai tarocchi, ai raggiri e truffe ed ai prodotti nocivi o non sicuri.
Per il resto penso sia opportuno essere più cauti, riflettere pragmaticamente ed in modo obiettivo.
Esiste il terzo mondo, e le sue condizioni le conosciamo.
Non solo abbiamo fatto ben poco per loro, (come Paesi civilizzati) ma abbiamo spesso partecipato al depauperamento di quei Paesi.
Hanno condizioni di vita, assistenze sociali, servizi e ...salari infami.
E' a questi Paesi che vogliamo imporre di offrire sul mercato i loro prodotti a prezzi tali da NON essere competitivi e quindi restare invenduti a favore dei nostri?
Pensiamo forse di detenere noi soli il diritto al mercato e di poter imporre le nostre regole a chi dal mercato è rimasto fuori (li abbiamo tenuti forzatamente fuori) sino ad ora?
Alcuni Stati, in alcune situazioni, hanno fatto della "copia a basso costo" una bandiera e raccolto l'enorme consenso del terzo mondo; è nota ad esempio la battaglia della Thailandia contro i detentori dei diritti mondiali dei farmaci per combattere l'aids, costosissimi sul mercato (ma per nulla costosi alla produzione) erano una condanna a morte per i malati che non potevano permettersi una cura al prezzo di 2000 €. . La Thailandia li ha prodotti e messi sul mercato a prezzi ridottissimi, si è beccata una denuncia ed è andata in tribunale dove.... l'azienda che deteneva i diritti ha dovuto rinunciare schiacciata dall'opinione pubblica mondiale.
Certo, i Paesi del terzo mondo non hanno ancora condizioni tali da evitare il dumping ambientale, o per lo meno non abbastanza.
Riteniamo questo sufficente per escluderli?
"Prima vi modernizzate, impiantate attrezzature idonee e sicure, non inquinanti, poi ne parliamo di farvi entrare".
Pensiamo a qualcosa del genere? [dimenticando quanto abbiamo inquinato noi sino ad ora, che noi abbiamo inventato-prodotto le peggiori porcherie mai esistite, e che noi, "occidente" continuiamo a farlo proprio da loro, inquinando loro, e pagandoli zero]
Se sì, forse dovremo applicarlo anche agli Stati Uniti questo concetto, che quasi unici nel mondo non hanno sottoscritto gli ultimi accordi per la riduzione dell'emissione di anidride carbonica, nucleare, anticrittogamici, manipolazione genetica degli alimenti e via devastando?
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è questione di operare sui mercati a parità di condizioni di partenza
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Forse ti è sfuggita l'ironia contenuta in questa frase.
Davvero vogliamo asserire che i Paesi del terzo mondo o in via di sviluppo abbiano "parità di condizioni di partenza?"
Cioè, se un cittadino del Burundi decide di intraprendere, possiamo dire che può godere di infrastrutture tali da considerarlo a "parità di condizioni di partenza?"
E non solo il Burundi ovviamente, che la China stessa, fuori da Pechino o Shangai e qualche altra enorme città non è poi molto diversa, non è che abbia infrastrutture paragonabili al triangolo Brescia-Milano-Bergamo, ad esempio.
Voglio dire che secondo me è terribile leggere di persone che:
1) hanno salari equivalenti ad una tazza di riso;
2) nessuna forma previdenziale;
3) nessuna forma di garanzia sociale
4) sfruttamento minorile;
5) "dumping ambientale" - nessuna tutela ambientale
...non possano vendere i loro prodotti per la lorostessa natura di essere e debbano restare esclusi dal mercato.
Ritengo quindi che i prodotti di basso prezzo e bassa qualità di questi Paesi siano in grado di crearci problemi esclusivamente perchè non abbiamo saputo organizzare, adeguare ed innovare la nostra produzione come invece hanno saputo fare Germania e Francia, che ora non solo non temono questi prodotti, ma hanno l'esportazione in crescita.
Ed una situazione simile di degrado ed abbandono produttivo quale abbiamo oggi in Italia è semplicemente ridicolo pensare di tutelarla perchè "il terzo mondo produce meglio di noi".
In effetti questa è stata la politica sia del Governo sia della Confindustria di questi ultimi anni; ridurre i costi a danno della mano d'opera e non effettuare innovazioni.
Tirare irresponsabilmente a campare insomma, salvo poi scoprire la China e con incredibile miopia invocare dazi.
Fortunatamente sembra che da parte della Confindustria, con Montezemolo, si stiano individuando obiettivi ben diversi ora, purtroppo non ancora recepiti da questo Governo.
Ripeto, credo che siamo di fronte ad un argomento abbastanza
articolato, dove possiamo
dare per scontato l'opporci ai falsi, ai tarocchi, ai raggiri e truffe ed ai prodotti nocivi o non sicuri.
Ma alla produzione competitiva....
