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Vecchio 29-04-06, 10:24   #7 (permalink)
LowLevel
 
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Mi rammarico di non aver potuto seguire la sessione con Piersante (al quale do il benvenuto sul forum), visto che tutti ne hanno parlato bene.

A causa di ciò, chiedo scusa in anticipo se non conosco bene il case history in questione e se commetterò degli errori di interpretazione, ma penso di poter fornire qualche informazione su alcuni dei temi esposti da Piersante nel suo primo post.

Ci sono tre elementi principali in gioco:

1) I link di affiliazione;
2) Il link flood;
3) La canonizzazione.

Storicamente, i link di affiliazione sono sempre rientrati in quei casi che Google è costretto a gestire a parte, inizialmente creando elenchi di network di affiliazione per identificarne i link e svalutandone gli effetti.

E' avvenuto qualcosa di molto simile per il log spam, ad esempio, che ha costretto Google a redarre una lista di software di statistiche e ad identificare le pagine da essi prodotti al fine di ignorarne i link che puntavano ai siti indicati nei referer.

Nel corso degli anni, Google ha cercato di passare dal metodo della blacklist dei circuiti di affiliazione ad un metodo in grado di identificare autonomamente i link di affiliazione. Non ho idea di quanto questi due metodi siano stati integrati, ma in passato non sempre hanno funzionato bene (da qui i rumors a cui fai riferimento) e rimane ferma intenzione del motore attribuire a quei link uno status di "nofollow".

Come sai, recentemente Google è passato ad una nuova infrastruttura (BigDaddy) che è stata sviluppata anche per risolvere "alla base" alcuni dei problemi con i redirect e la canonizzazione degli URL.

Non possiedo prove che gli effetti da te riscontrati derivino proprio da un "glitch" della nuova infrastruttura, temporaneamente incapace di identificare e/o svalutare i link affiliati, ma la concomitanza del fenomeno con il recente cambiamento di tecnologia mi pare possa essere considerata quantomeno un indizio a favore dell'ipotesi del "glitch".

Le due conseguenze della temporanea valutazione (e dico temporanea perché Google vorrà correre ai ripari non appena se ne renderà conto) dei link di affiliazione con 301 sono il link flood e il relativo contributo che i nuovi link rappresentano per l'algoritmo di canonizzazione degli URL.

Un link flood non è di per sé penalizzante ma gli effetti variano da caso a caso: ho conseguito fino a decine o centinaia di migliaia di link (di qualità non alta) in una sola notte e Google ha apprezzato la cosa in tempi estremamente brevi.

Di sicuro i nuovi link 301 influiscono sul PageRank della pagina, e siccome il PageRank è uno dei parametri usati dall'algoritmo per la canonizzazione, si notano conseguenze anche sui vari (sotto)domini che compongono il sito.

Nota importante: il calcolo e l'influenza del PageRank sono pressoché immediati (ho osservato fino a sole 24 ore, non ricordo se persino meno) per quanto concerne alcune specifiche operazioni svolte da Google, mentre l'influenza è più lenta per quanto riguarda il contributo alla posizione delle pagine.

Ad esempio, l'influenza del PageRank sulla frequenza del passaggio dello spider o sulla scelta dell'URL canonico (dalla quale dipende in parte anche la scelta dei contenuti considerati "quelli originali") avviene subito dopo la scoperta dei backlink da parte di Google.

Questo non dovrebbe stupire perché, come probabilmente sai, negli ultimi anni il PageRank è stato sfruttato sempre meno per stabilire direttamente la posizione delle pagine e sempre più come strumento utile a migliorare le attività di spidering e di canonizzazione, che influiscono sulla posizione delle pagine in modo indiretto.

Ci sarebbero altre cose da aggiungere, ma non avendo assistito al tuo intervento non escludo di non aver capito un cavolo di quello che hai realmente osservato, e pertanto preferisco chiudere il becco prima di spararle ancora più grosse.

Proporrò ad un mio amico, che tempo fa aveva osservato un fenomeno simile, se non proprio questo, di intervenire in questa discussione. Penso che abbia analizzato la cosa a fondo.
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