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non serve la partita iva per adsense

Ultimo Messaggio di cassiopea il:
  1. #1
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    non serve la partita iva per adsense

    Ciao, ho scritto all'Agenzia delle Entrate per chiedere come attivare la partita iva, siccome pareva necessario per utilizzare Adsense. Invece mi rispondono che non è così. Che ne pensate?

    Testo richiesta informazioni:
    Buongiorno,..Sono uno studente universitario di 22 anni, senza reddito e senza partita iva, mantenuto dai genitori. Ho un sito internet con un discreto successo di visite e cosi` vorrei farlo fruttare un po' inserendo la pubblicita` di Google Adsense o simili...La mia domanda e` quindi: cosa e come devo fare per essere in regola con il fisco?

    Testo risposta:
    Gentile contribuente,
    per quanto riguarda il discorso della pubblicità su internet (per es. programma GOOGLE Adsense di Google Inc), non deve fare niente di particolare. I corrispettivi sono minimi e i compensi le verranno certificati con ritenuta d'acconto 20 %, se erogati da società italiane, tassate in altro modo se erogati da società straniere. In ogni caso tali redditi vanno dichiarati nel quadro RL del modello Unico al rigo 16: si tratta di redditi derivanti da "obblighi di fare, non fare o permettere" e non percepiti "nall'esercizio di arti e professioni o di imprese commerciali o da società, nè in relazione alla qualità di lavoratore dipendente".

  2. #2
    Utente Premium L'avatar di bmastro
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    E' una risposta interessante, ma cosa intendono con "corrispettivi minimi"?
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  3. #3
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    Risposta molto interessate e importante, considerando che arriva dall'Agenzia delle Entrate.

  4. #4
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    E' una notizia estremamente importante questa.
    Ultima modifica di mister.jinx; 23-01-09 alle 00:46 Motivo: maiuscola.

  5. #5
    Utente Premium L'avatar di andy0087
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    Grazie per la notizia, anche perchè arriva dalla agenzia delle entrate

  6. #6
    Utente Premium L'avatar di Mr.alVerde
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    Una risposta di quel tipo è "ufficiale"? Se un giorno qualcuno mi contesta il fatto di aver guadagnato soldi con AdSense senza avere la p.iva, posso giustificarmi dicendo che l'Agenzia delle Entrate mi ha dato quella risposta tramite email?

    PS Come fanno a dire che i corrispettivi sono minimi dato che nella domanda non c'era alcuna cifra?

  7. #7
    Esperto L'avatar di olaola
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    Citazione Originariamente Scritto da bmastro Visualizza Messaggio
    E' una risposta interessante, ma cosa intendono con "corrispettivi minimi"?
    Una cifra di riferimento potrebbero essere i famosi 5000 euro delle prestazioni meramente occasionali, sotto i quali non è obbligatorio iscriversi alla gestione separata INPS.

    Comunque, temo che non possa essere considerata una voce ufficiale.

  8. #8
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    L'unica voce ufficiale potrebbe essere una circolare specifica dell'AdE che chiarisse definitivamente la cosa.
    Il problema è soprattutto capire se hanno capito (scusate il giro di parole) che cos'è Google AdSense, magari loro immaginano che uno vende un banner pubblicitario per pochi euro.
    Sanno che si tratta di pubblicità FISSE e non di occasionali, cioè che un utente di solito le tiene 365 giorni all'anno sul sito?
    E poi quel "i compensi sono minimi" mi fa supporre che non sappiamo di che cosa si sta parlando.
    Un privato può benissimo arrivare a guadagnare cifre tutt'altro che "minime" se cura un sito molto seguito.

  9. #9
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    Mandi perfavore una nuova email chiedendo maggiori informazioni?

    Interessa anche a me (studente) di 18 anni..

  10. #10
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    Non so se avete mai chiesto informazioni ad impiegati statali tipo INPS o altro: solitamente ne sanno meno di noi!!!
    Quindi non mi fiderei assolutamente di quella risposta che oltretutto è generica, parla di corrispettivi minimi no meglio identificati (e se ci facessi 100'000 € all'anno con AdSense???) e non fa assolutamente fede!

    Avrebbero fatto meglio ad aggiungere in fondo "ricordati però che se ci siamo sbagliati, pagherai tu, non noi!".

  11. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da Phate Visualizza Messaggio
    Non so se avete mai chiesto informazioni ad impiegati statali tipo INPS o altro: solitamente ne sanno meno di noi!!!
    Quindi non mi fiderei assolutamente di quella risposta che oltretutto è generica, parla di corrispettivi minimi no meglio identificati (e se ci facessi 100'000 € all'anno con AdSense???) e non fa assolutamente fede!

    Avrebbero fatto meglio ad aggiungere in fondo "ricordati però che se ci siamo sbagliati, pagherai tu, non noi!".
    in questo caso credo li si possa denunciare..comunque io ho incassato almeno 4-5 pagamenti di 200-350$ da adsense senza avere partita iva..rischio molto?

  12. #12
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    No, rischi nulla. Se li metti tra i redditi diversi, nessuno ti verrà mai a cercare.
    E' più che altro una questione di onestà e correttezza.
    In Italia gli evasori non vanno (quasi) mai in galera... sono gli ultimi che devono temere la giustizia... purtroppo.

  13. #13
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    Io mi auguro che in Italia la Guardia di Finanza abbia di meglio da fare che "stanare" evasori da 200/350 $....però essendo nella Repubblica delle Banane tutto è possibile....

  14. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da eXoduS90s Visualizza Messaggio
    in questo caso credo li si possa denunciare..comunque io ho incassato almeno 4-5 pagamenti di 200-350$ da adsense senza avere partita iva..rischio molto?
    Casomai fondi un tuo partito, ti fai eleggere al Parlamento e dopo cambi le leggi per autoassolverti.
    C'è gente che l'ha già fatto.
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  15. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da bmastro Visualizza Messaggio
    Casomai fondi un tuo partito, ti fai eleggere al Parlamento e dopo cambi le leggi per autoassolverti.
    C'è gente che l'ha già fatto.
    no grazie non ci tengo ad essere criticato da tutti..comunque io ho evaso perchè lo stato non mi ha dato chance. Sono a carico di mio padre che è dipendente statale, non ho partita iva e non posso aprirla anche perchè, i costi sono troppo alti per poter sopportare le spese ed i guadagni non sono molto alti..

    Ora ho sospeso i pagamenti e inserisco gli annunci di un altro sul mio sito che mi paga la metà del ricavato..

  16. #16
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    Eh ma non è che hai risolto molto perché se quell'altro i soldi te li da in nero tu rimani comunque un evasore....

  17. #17
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    Almeno posso dire che si tratta di pagamenti per altre cose..non ci sono fatture o altro..
    Ultima modifica di mister.jinx; 27-01-09 alle 15:16 Motivo: rimosso quote.

  18. #18
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    Mettili nei redditi diversi del tuo 730, nessuno ti metterà in galera, tranquillo, e così ti tieni pure tutta la somma, molto meglio che non dichiarare nulla.

  19. #19
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    Mi dispiace deludervi, ragazzi... ma ricordo perfettamente un utente di un altro forum che alla risposta delle Agenzie delle Entrare chiese di poter avere un documento scritto con dichiarazione che non occorreva la partita Iva con Adsense...

    A quel punto il funzionario tergiversò e alla fine non gli firmò un bel niente... le chiacchiere purtroppo non contano nulla senza un documento ufficiale...

    Provate a farvi rilasciare una dichiarazione scritta su questa affermazione... se ci riuscite (non una semplice email). Se vi dicessi le boiate che hanno dichiarato alla mia famiglia parecchi funzionari nel corso di trent'anni di attività imprenditoriale... ci sarebbe da ridere per non piangere.
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  20. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da archeoita Visualizza Messaggio
    Mettili nei redditi diversi del tuo 730, nessuno ti metterà in galera, tranquillo, e così ti tieni pure tutta la somma, molto meglio che non dichiarare nulla.
    Ma se è uno studente non fa la dichiarazione dei redditi. E se è costretto a farla, allora deve pagare qualcuno che gliela faccia (quindi voglio proprio vedere quanto riesce a mettere da parte).
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  21. #21
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    No può farla lui direttamente, scaricando il software dal sito dell'AdE; poi si portano le carte in un CAF gratuitamente, dove si limiteranno a fare un controllo veloce (ma il modulo l'hai compilato tu).

  22. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da bmastro Visualizza Messaggio
    Ma se è uno studente non fa la dichiarazione dei redditi. E se è costretto a farla, allora deve pagare qualcuno che gliela faccia (quindi voglio proprio vedere quanto riesce a mettere da parte).
    Ma sotto un certo "reddito" non è obbligatorio presentare dichiarazione dei redditi. O sbaglio?

  23. #23
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    Anche se sei dipendente e non hai altri redditi o spese da detrarre o dedurre non sei tenuto alla presentazione del 730 (o unico), a questo pensa il datore di lavoro.

  24. #24
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    La risposta fornita dall'Agenzia delle Entrate mi pare alquanto approssimativa e priva di supporto normativo, di prassi o giurisprudenziale.

    Sarebbe davvero interessante capire attraverso quale percorso di analisi tecnica e normativa siano giunti a quella (a mio giudizio erronea) conclusione non curandosi ad esempio di una nota sentenza della Corte di Giustizia UE, immediatamente applicabile in Italia.


    Mi riferisco in particolare a questo: Corte di Giustizia CEE decisione n. 68/92 del 17 novembre 1993 ha affermato come nelle "prestazioni pubblicitarie" debba intendersi ricompresa ogni attività indirizzata alla trasmissione di un messaggio promozionale, relativo a beni e servizi, purché le prestazioni rese siano riconducibili ad un "unicum", rappresentato dalla prestazione principale(e prevalente), qualificabile come attività pubblicitaria.”

    Tenendo conto che i publisher è l'anello finale ed imprescindibile che consente di far giungere il messaggio pubblicitario, come sarebbe dunque possibile "sganciare" la pubblicazione degli annunci dalla più ampia campagna pubblicitaria ????
    E se è evidentemente non possibile "sganciare" la pubblicazione come è possibile dire che quell'attività è al contempo "attività pubblicitaria" e "obbligo di fare, non fare, permettere" ???
    Se è "attività pubblicitaria" siamo in presenza di una attività d'impresa.... ai sensi del 2195 del CC.
    E se ho anche solo una microorganizzazione (PC, modem, connessione, contratto dominio, hosting, contratto adsense) direi proprio che sei un microimprenditore, pur sempre imprenditore.
    Lo fai occasionalmente??? No.... le pubblicità restano ad ogni visualizzazione....


    Sarebbe davvere tenuto un soggetto extraUE (o UE) ad effettuare e versare una ritenuta d'acconto ??? Mi par superficiale affermarlo nel caso specifico.


    No direi che è certo una soluzione semplificatissima quella scritta dall'addetto dell'Agenzia, ma mi par lontana dalla realtà purtroppo.




    Peraltro segnalo che le risposte via mail o telefono lasciano il tempo che trovano e non tutelano neppure il contribuente che le ha poste ed ha avuto quelle risposte. L'unico metodo sicuro è l'istanza di interpello, che è cosa ben diversa.

    Comunque non mi voglio dilungare qui.

    Paolo
    Ultima modifica di i2m4y; 29-01-09 alle 16:13

  25. #25
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    Vorrei portare anche la mia testimonianza.
    Anche io ho inviato un email all'agenzia delle entrate.
    Ve ne riporto il testo:

    Testo richiesta informazioni:
    Salve, sono proprietaria di un sito internet che da 3 mesi mi sta producendo un piccolissimo guadagno. Vorrei regolarizzare le entrate (lavoro gia`come dipendente per una azienda)ma non so cosa devo fare. Alcune persone dicono che e` sufficiente dichiarare nel 730 sotto 'altre entrate', altri dicono che devo necessariamente aprire partita iva. Ho scritto alla guardia di finanza, che mi ha indirizzato a voi. Il sito non e` e-commerce, ma guadagno solo con i programmi di affiliazione esponendo banner (come google adsense)...Mi potete aiutare? Grazie



    Testo risposta:
    Gentile signora XXXX,
    tutte le operazioni di commercio elettronico diretto, ossia che si realizzano tramite via telematica, sono da considerare sempre prestazioni di servizio a prescindere dai beni o servizi ceduti.La questione merita innanzitutto alcune precisazioni in tema di commercio elettronico, commercio elettronico diretto e indiretto. A differenza di quanto si potrebbe a prima vista pensare, infatti, l'attività di vendita o promozione dei propri beni o servizi via internet non rappresenta di per sé una forma di commercio elettronico in senso stretto. Occorre infatti distinguere tra "commercio elettronico diretto", riguardante la vendita di beni virtuali o di servizi prestati per il tramite di mezzi elettronici (disciplinati a livello normativo dalla direttiva 2002/38/CE), e "commercio elettronico indiretto", in cui rientrano invece tutte le altre attività di compravendita che si servono di internet esclusivamente come mezzo per veicolare o offrire i propri prodotti materiali. Riguardo alla rilevanza ai fini Iva (e ai conseguenti obblighi di fatturazione) delle operazioni di commercio elettronico diretto, poste in essere da operatori Iva residenti in Italia, valgono le regole di cui all'articolo 7 del Dpr 633/72, così come modificate dal Dlgs 273/2003. Esse prevedono che le prestazioni di servizi rese tramite mezzi elettronici (commercio elettronico diretto) sono soggette a regime Iva in Italia se rese a soggetti domiciliati o residenti in Italia. Cordiali saluti


    La presente risposta non è resa a titolo di interpello ordinario ai sensi dell'art.11 della legge n.212 del 2000, bensì a titolo di assistenza al contribuente ai sensi della Circolare Ministeriale n.99/E del 18/05/2000.


    Scusate, sicuramente sarò ignorante io.... ma non ci ho mica capito nulla!...

  26. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da ForumDonne Visualizza Messaggio
    Scusate, sicuramente sarò ignorante io.... ma non ci ho mica capito nulla!...
    No secondo me è il funzionario che non ha capito cosa intendevi, gli dovresti specificare meglio in che modo guadagni con il sito. Cioè gli devi dire che gli utenti visualizzano gli annunci pubblicitari, alcuni cliccano su di essi e vengono riportati al sito dell'inserzionista, per ognuno di questi click tu ricevi un corrispettivo variabile da parte di Google il quale viene a sua volta pagato dall'inserzionista.

    Purtroppo non si può pretendere che tutti sappiano come funzionano i banner o AdSense.

  27. #27
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    Ho posto la stessa domanda dell'inizio di questa discussione all'agenzia delle entrate ed ecco la risposta che è stata data a me:"Testo risposta:
    Gentile contribuente, qualora quella descritta nel quesito sia un'attività abituale e continuativa sarà obbligatorio dotarsi di regolare partita Iva, in modo da fatturare le operazioni pubblicitarie e adottare il regime contabile più consono alla propria attività. Di fatto con la pubblicazione del banner si realizza un contratto di sponsorizzazione con il quale una parte (lo sponsorizzato) si obbliga nei confronti di un altro soggetto (lo sponsor) ad effettuare determinate prestazioni dietro pagamento. La sua attività integrando una prestazione di servizi le imporrà l'obbligo di uniformarsi agli adempimenti Iva. Nell'ipotesi di occasionalità della prestazione i redditi andranno dichiarati nel quadro RL del modello Unico
    La presente risposta non è resa a titolo di interpello ordinario ai sensi dell'art. 11 della legge n. 212/2000, bensì a titolo di assistenza al contribuente ai sensi della Circolare Ministeriale del 18/05/2000 n. 99/E , priva pertanto, di effetti vincolanti per l'Amministrazione. Cordiali saluti."

    ed ecco il mio dubbio:Quando posso essere ritenuta occasionale? In che termini di tempo?

  28. #28
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    Ragazzi, non c'è nulla da fare. Non perdete tempo con email, che vi confondono solo le idee.
    Io la settimana scorsa ho smosso il sederino, e mi sono recata di persona all'agenzia delle entrate.
    E si, SERVE LA PARTITA IVA PER ESPORRE ADSENSE, in quanto i banner sono un "lavoro continuativo".
    Non ci sono scusa, non ci sono eccezioni. La partita iva serve.
    Per chi ha pensato di dichiarare i soldi nel 730... ma fatevi 2 conti!!
    Non potendo fatturare (perchè non avete la partita iva), vi viene trattenuto il 20% di iva dal compenso... poi li dichiarate nel 730... e vi trattengono il 20% di iva. Morale della favola 20%+20% uguale 40% delle entrate andate in fumo! Oltre ad essere COMUNQUE non in regola con il fisco.
    APRITE LA PARTITA IVA, VI BASTA ANDARE ALL'AGENZIA DELLE ENTRATE E NON PAGATE NULLA PER FARLO.
    Poi, se ne avete necessità, trovatevi un commercialista che vi segua almeno inizialmente.

  29. #29
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    Complimenti per l'iniziativa!

    (ed evito battute su come hai mosso il sederino )
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  30. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da ForumDonne Visualizza Messaggio
    Non ci sono scusa, non ci sono eccezioni. La partita iva serve.
    Per chi ha pensato di dichiarare i soldi nel 730... ma fatevi 2 conti!!
    Non potendo fatturare (perchè non avete la partita iva), vi viene trattenuto il 20% di iva dal compenso... poi li dichiarate nel 730... e vi trattengono il 20% di iva. Morale della favola 20%+20% uguale 40% delle entrate andate in fumo! Oltre ad essere COMUNQUE non in regola con il fisco.
    APRITE LA PARTITA IVA, VI BASTA ANDARE ALL'AGENZIA DELLE ENTRATE E NON PAGATE NULLA PER FARLO.
    Poi, se ne avete necessità, trovatevi un commercialista che vi segua almeno inizialmente.
    Aprire la partita iva non costa nulla, certo, però dopo hai da pagare i contributi INPS, e sono almeno 2500 euro all'anno, anche se non guadagni nulla, poi hai le spese del commercialista (magari se fai il regime dei minimi te la cavi), poi dopo il secondo anno hai gli studi di settore (che eviti se fai il regime dei minimi) e lì sono dolori se non guadagni.

    Prima di aprire un'attività è sempre meglio valutare bene la situazione, e qui può aiutare il consiglio di un commercialista.

  31. #31
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    Mi pare ci sia stata dimostrazione in questo (ed in altri altrove) che l'Agenzia delle Entrate forse non ha così chiare le idee su cosa si stia parlando. Meglio i vari funzionari dell'A.d.E. non hanno questa chiarezza..... le risposte, oltre a non vincolarli, suscitano certo perplessità e potrebbero condurre a comportamenti non corretti che resterebbero sanzionabili, nonostante l'e-mail.

    Attenzione dunque.

    Paolo

  32. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da wanttobefree Visualizza Messaggio
    Ciao, ho scritto all'Agenzia delle Entrate per chiedere come attivare la partita iva, siccome pareva necessario per utilizzare Adsense. Invece mi rispondono che non è così. Che ne pensate?

    Testo richiesta informazioni:
    Buongiorno,..Sono uno studente universitario di 22 anni, senza reddito e senza partita iva, mantenuto dai genitori. Ho un sito internet con un discreto successo di visite e cosi` vorrei farlo fruttare un po' inserendo la pubblicita` di Google Adsense o simili...La mia domanda e` quindi: cosa e come devo fare per essere in regola con il fisco?

    Testo risposta:
    Gentile contribuente,
    per quanto riguarda il discorso della pubblicità su internet (per es. programma GOOGLE Adsense di Google Inc), non deve fare niente di particolare. I corrispettivi sono minimi e i compensi le verranno certificati con ritenuta d'acconto 20 %, se erogati da società italiane, tassate in altro modo se erogati da società straniere. In ogni caso tali redditi vanno dichiarati nel quadro RL del modello Unico al rigo 16: si tratta di redditi derivanti da "obblighi di fare, non fare o permettere" e non percepiti "nall'esercizio di arti e professioni o di imprese commerciali o da società, nè in relazione alla qualità di lavoratore dipendente".
    Magari fosse così.... io nel dubbio ho tolto i banner adsense sul mio sito. Aspetto che qualcuno a livello nazionale faccia chiarezza.
    Cmq per chi come me guadagnava 100 euro in 2 anni...per coprirci le spese sul sito, è una bella pezza, avrei voglia di remunerare lo stato per una percentuale di competenza ma capite che aprire una p.iva nel mio caso non converebbe, andrei in perdita. Le leggi sono sbagliate ma le rispetto, addio adsense.

  33. #33
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    Credo che nel tuo caso (e come il caso di molti altri), potresti accontentarti di inserire un tasto donazione.
    Potrebbe essere una soluzione alternativa, che ti fa stare a posto con il fisco.
    Ma che sicuramente ti rende molto molto meno di Adsense....

  34. #34
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    C'è già, ma nessuno ha mai cacciato una lira.
    Ho capito, con queste leggi che non aiuta i piccoli siti e con la oramai conglomerazione di tutti gli utenti verso FACEBOOK, i piccoli portali spariranno.
    Ultima modifica di mister.jinx; 15-02-09 alle 16:46 Motivo: maiuscola.

  35. #35
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    Ciao a tutti,
    io la penso così e spero che nessuno storca il naso. Sono convinto che molti saranno d'accordo con me. Partendo dal fatto che per aprire una partita iva, impresa con adsense bisogna guadagnare una discreta somma per averci realmente un ritorno, per chi guadagna 200/300 dollari al mese (e forse anche di più), la soluzione è non fare assolutamente nulla. Come ho letto in questa discussione, le probabilità di un accertamento sono pari a 0 per quelle somme, visto che l'agenzia delle entrate va a stanare evasioni milionarie e non dei "poveracci". Da un articolo del Corriere della Sera, la media di accertamenti è di una ogni 16 anni per cittadino.
    Scusate lo sfogo, ma per molti versi i piccoli webmaster sono obbligati a questo. Spero non offendere nessuno, nè provocare reazioni indignate. Chi ha sempre fatturato il 100% dei propri ingressi scagli la prima pietra (ripeto il 100%)!
    C'è un'altra soluzione, cambiare nazione di residenza...
    Ultima modifica di arrivederci; 15-02-09 alle 12:49

  36. #36
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    Posso darti ragione che non ha senso che uno studente o un qualsiasi cittadino che guadagna 200 euro al mese grazie ad AdSense per un suo sito "amatoriale" debba fare tutti sti casini (partita IVA, INPS, ecc...) per dichiarare il proprio reddito: dovrebbe essere tutto più semplice e giusto (se fossimo un paese civile).

    Però devi anche capire che se tu guadagni 200 euro al mese con Adsense in un anno ti metti in tasca 2'400 euro PULITI (netti, esentasse, che ti puoi spendere) invece chi paga le tasse per intascarsi 2'400 euro PULITI ne deve guadagnare almeno 5'000 (+ IVA). Quindi fa il doppio del tuo lavoro, il doppio della fatica e guadagna come te....e nemmeno questo è giusto.

  37. #37
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    Hai ragione
    Il mio era uno sfogo per la complessità del tutto. La legge è indietro rispetto alla realtà e i risultati sono due e in entrambi i casi lo stato ci perde:
    - O non si genera ricchezza (ho adsense, guadagno poco, ma per paura del fisco e visto che se mi metto in regola non ci guadagno nulla o ci perdo, lascio stare)
    - O si evade
    La comunità ci perde in ogni caso.
    Ultima modifica di mister.jinx; 15-02-09 alle 16:48 Motivo: maiuscola.

  38. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da Phate Visualizza Messaggio
    Posso darti ragione che non ha senso che uno studente o un qualsiasi cittadino che guadagna 200 euro al mese grazie ad AdSense per un suo sito "amatoriale" debba fare tutti sti casini (partita IVA, INPS, ecc...) per dichiarare il proprio reddito: dovrebbe essere tutto più semplice e giusto (se fossimo un paese civile).

    Però devi anche capire che se tu guadagni 200 euro al mese con Adsense in un anno ti metti in tasca 2'400 euro PULITI (netti, esentasse, che ti puoi spendere) invece chi paga le tasse per intascarsi 2'400 euro PULITI ne deve guadagnare almeno 5'000 (+ IVA). Quindi fa il doppio del tuo lavoro, il doppio della fatica e guadagna come te....e nemmeno questo è giusto.
    si, ma come per me e il mio sito se ne guadagnano 200 euro in 2 anni (che servono per coprire le spese) è ancora maggiormente un'ingiustizia. Anche perchè ho un lavoro dipendente e non mi serve lucrare con il mio sito.

  39. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da eXoduS90s Visualizza Messaggio
    in questo caso credo li si possa denunciare..comunque io ho incassato almeno 4-5 pagamenti di 200-350$ da adsense senza avere partita iva..rischio molto?
    Non puoi denunciare nessuno. La legge non ammette ignoranza e paghi tu anche se a darti il consiglio è il tuo commercialista.

  40. #40
    rev
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    Ravvivo il thread per postare la risposta che ho ricevuto io dall'agenzia delle entrate.
    Ho chiesto se per l'utilizzo di Adsense fosse necessaria obbligatoriamente la p.IVA o se c'era una soglia sotto la quale non era da considerarsi necessaria.

    Ecco la risposta.
    Gentile Contribuente,
    il quesito da Lei proposto non può avere risposta tramite questo servizio di posta elettronica dell'Agenzia delle Entrate, poiché prevede una specifica interpretazione normativa o coinvolge problematiche particolarmente complesse.
    Il servizio è riservato alle questioni non interpretative e che possono essere soddisfatte con risposte brevi: ciò per dare modo al maggior numero di contribuenti di servirsene.

    In pratica... non si sa.

  41. #41
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    Che bella risposta....

  42. #42
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    mettiamo che per i guadagni adsense servisse la partita iva.....

    come mi inquadro come partita iva? (intendo il codice ateco x chi è del mestiere) e soprattutto se sono inquadrato come professionista, non iscritto ad albo...posso ricevere pagamenti da google adsense?

  43. #43
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    Citazione Originariamente Scritto da rev Visualizza Messaggio
    Ecco la risposta.
    Gentile Contribuente,
    il quesito da Lei proposto non può avere risposta tramite questo servizio di posta elettronica dell'Agenzia delle Entrate, poiché prevede una specifica interpretazione normativa o coinvolge problematiche particolarmente complesse.
    Il servizio è riservato alle questioni non interpretative e che possono essere soddisfatte con risposte brevi: ciò per dare modo al maggior numero di contribuenti di servirsene.
    A me sembra più seria questa risposta delle altre...
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  44. #44
    rev
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    Citazione Originariamente Scritto da 444523 Visualizza Messaggio
    A me sembra più seria questa risposta delle altre...
    Probabilmente hai ragione.
    Però che una situazione piuttosto semplice diventi un inferno da comprendere per mancanza di regole specifiche e soprattutto adatte alla situazione è assurdo.

  45. #45
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    Citazione Originariamente Scritto da i2m4y Visualizza Messaggio
    Sarebbe davvero interessante capire attraverso quale percorso di analisi tecnica e normativa siano giunti a quella (a mio giudizio erronea) conclusione non curandosi ad esempio di una nota sentenza della Corte di Giustizia UE, immediatamente applicabile in Italia.


    Mi riferisco in particolare a questo: Corte di Giustizia CEE decisione n. 68/92 del 17 novembre 1993 ha affermato come nelle "prestazioni pubblicitarie" debba intendersi ricompresa ogni attività indirizzata alla trasmissione di un messaggio promozionale, relativo a beni e servizi, purché le prestazioni rese siano riconducibili ad un "unicum", rappresentato dalla prestazione principale(e prevalente), qualificabile come attività pubblicitaria.”
    Secondo me, tu dai di questa sentenza un'interpretazione aberrante.

    Mi spiego con due esempi concreti:

    - volantinaggio, regolato come "collaborazione saltuaria", o "lavoro a chiamata": il singolo (studente, extracomunitario o altro) distribuisce volantini, incassa un corrispettivo, gli viene detratta una ritenuta d'acconto.
    Secondo la tua lettura, ciò è impossibile. Essendo la distribuzione di volantini indubbiamente attività pubblicitaria, per farlo diventa indispensabile la partita IVA. caro il mio Abdul, corri all'ADE con la tua bicicletta ad aprirti la partita IVA, e solo dopo potrai distribuire volantini.

    - un mio anziano ex-vicino di casa, fortunato proprietario di un ente immobiliare anomalo: una ex-portineria come la potevano inventare solo negli 'anni 30, costituita da una sorta di corridoio largo un metro e lungo 10. 10 metri che, per qestioni architettoniche, hanno tre ampie finestre. In pieno centro.
    Quanto valgono tre vetrine in centro?
    Ed infatti lui ha affittato i locali ad una società, che vende quegli spazi pubblicitari: allestendo vetrine, o appiccicando semplici manifesti. A loro gradimento.
    Proprio come adsense, solo che la cosa avviene nel ondo reale e non virtuale.
    Il tipo ha affittato una parte di casa sua ad un'azienda, e questa azienda (quando gli pare, ad ogni ora del giorno e della notte, secondo criteri solo a lei noti) ci mette la pubblicità di terzi che più le aggrada.
    Ovviamente c'è un normalissimo contratto di affitto registrato.
    Ed altrettanto ovviamente il mio ex-vicino denuncia il relativo reddito come semplice reddito da immobile, senza partita IVA o altro.
    Ah, ovviamente le cifre di cui si parla sono confrontabili a quelle di un buon stipendio annuo per un dipendente, e di molto superiori alla sua magra pensione di ex-artigiano.
    Secondo te, dovrebbe immediatamente aprirsi partita IVA?

  46. #46
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    Un modo per ottenere definitiva chiarezza dall'ADE c'è, e si chiama "interpello":

    www1.agenziaentrate.it/documentazione/comunicatistampa/decreti/index.htm


    Quindi, non telefonate, email, chiacchiere da bar: si prende carta e penna, e si scrive una bella raccomandatina:

    "Cara ADE, cosa devo fare per mettere annunci adsense ed essere in regola? Secondo me non occorre fare una mazza, e quello che incasso lo inserirò tra gli altri redditi nel 730. Se non mi rispondi in tempo, così mi comporterò e sarò in una botte di ferro."

    Unico neo: la risposta all'interpello non vale, strettamente, per tutti ma solo ed esclusivamente per il singolo che lo ha eseguito.
    C'è da dire però che, in una certa misura, fanno comunque giurisprudenza, ed un funzionario dell'ADE è sempre restio a disapplicare una risposta ad interpello formulata da altri... e l'unico modo efficace per scardinare una risposta all'interpello è attraverso una risoluzione ufficiale, che nel caso lo smentisca.
    Da notarsi che però anche in quel caso, per chi l'interpello lo ha presentato ed ha in mano la risposta (o il silenzio assenso), comunque non si applica neppure la eventuale successiva risoluzione...

  47. #47
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    Citazione Originariamente Scritto da ForumDonne Visualizza Messaggio
    E si, SERVE LA PARTITA IVA PER ESPORRE ADSENSE, in quanto i banner sono un "lavoro continuativo".
    Il fatto che un'attività sia continuativa non è assolutamente sufficiente per configurare la necessità di partita IVA.
    Potrei sommergerti sotto montagne di esempi di attività "continuative" per le quali non serve partita IVA: dalla locazione di immobili, alla levata di protesti, alla cessione di brevetti, alla registrazione di atti da parte dei segretari comunali, il prestito di garanzie, l'attività sportiva dilettantistica.

    Viceversa, ad esempio la partita IVA è necessaria quando un'attività di servizio viene svolta per una pluralità di soggetti diversi e distinti: se io lo stesso servizio lo presto per UN SOLO soggetto, la partita IVA non serve... ed esistono altre forme per rendere comunque il rapporto regolarissimo ed alla luce del sole.
    Ed adesso rispondi alla domanda: Google è uno o una pluralità?

  48. #48
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    Guarda Archimede, io non sono preparato come te sul piano fiscale, ma ti posso tranquillamente dire che secondo TUTTI i commercialisti che ho interpellalto (ci sono andato di persona, non sto parlando di quelli che scrivono nei forum) mi hanno detto che ospitare banner 24 ore su 24 sul sito è considerata un'attività continuativa, ed è considerata attività d'impresa per la quale è necessaria la partita iva.

    Alcuni commercialisti non conoscendo bene la materia si sono informati all'agenzia delle entrate, e la risposta è sempra stata in linea con quello che ho scritto sopra (se cerchi in questo forum troverai risposte simili dell' A.E. che non hanno valore legale certo, ma significano sempre qualcosa).

    E' ovvio che se uno guadagna poco dica che non è giusto, che non conviene, che non ne vale la pena, ma c'è poco da fare, se si vuole essere in regola bisogna aprire partita iva. E' ovvio che uno cerca di trovare mille scappatoie ed esempi, ma non ci si scappa, se l'A.E. ritiene che sia indispensabile p.iva e tu non ce l'hai, ad un eventuale controllo verrai sanzionato.

    Ripeto, io non sono un esperto, ma se 4 commercialisti mi hanno detto la stessa cosa, se la stessa agenzia delle entrate mi ha detto la stessa cosa, un motivo ci sarà no?

    Gli esempi che hai citato di attività continuative, anche se sono continuative non costituiscono "attività d'impresa" mentre invece la vendita di banner pubblicitari (o di link nel caso di AdSense) lo è.

    Come hai già detto tu, l'unica strada certa sarebbe l'interpello, che però secondo me non è così semplice da fare, e probabilmente richiede la consulenza di un commercialista.
    Ultima modifica di infoman; 08-03-09 alle 11:46

  49. #49
    Utente Premium L'avatar di ForumDonne
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    Citazione Originariamente Scritto da Archimede2007 Visualizza Messaggio
    Un modo per ottenere definitiva chiarezza dall'ADE c'è, e si chiama "interpello":

    www1.agenziaentrate.it/documentazione/comunicatistampa/decreti/index.htm


    Quindi, non telefonate, email, chiacchiere da bar: si prende carta e penna, e si scrive una bella raccomandatina:

    "Cara ADE, cosa devo fare per mettere annunci adsense ed essere in regola? Secondo me non occorre fare una mazza, e quello che incasso lo inserirò tra gli altri redditi nel 730. Se non mi rispondi in tempo, così mi comporterò e sarò in una botte di ferro."

    Unico neo: la risposta all'interpello non vale, strettamente, per tutti ma solo ed esclusivamente per il singolo che lo ha eseguito.
    C'è da dire però che, in una certa misura, fanno comunque giurisprudenza, ed un funzionario dell'ADE è sempre restio a disapplicare una risposta ad interpello formulata da altri... e l'unico modo efficace per scardinare una risposta all'interpello è attraverso una risoluzione ufficiale, che nel caso lo smentisca.
    Da notarsi che però anche in quel caso, per chi l'interpello lo ha presentato ed ha in mano la risposta (o il silenzio assenso), comunque non si applica neppure la eventuale successiva risoluzione...
    Confermo questa cosa, che mi è stata suggerita addirittura da un impiegato dell'agenzia delle entrate.
    Hanno l'obbligo di rispondere entro 90 giorni dal ricevimento della raccomandata, se non lo fanno, o non lo fanno per tempo, vale la possibile "soluzione" che noi abbiamo suggerito loro.
    Rimane di fatto una cosa; si sa che è necessario avere partita Iva.... quindi questa soluzione può essere utile solo per chi non la vuole aprire, ed è disposto a rinunciare al 40% delle entrate.... (- 20% ritenuta d'acconto, -20% tasse nella dichiarazione dei redditi)....

  50. #50
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    Citazione Originariamente Scritto da ForumDonne Visualizza Messaggio
    Rimane di fatto una cosa; si sa che è necessario avere partita Iva.... quindi questa soluzione può essere utile solo per chi non la vuole aprire, ed è disposto a rinunciare al 40% delle entrate.... (- 20% ritenuta d'acconto, -20% tasse nella dichiarazione dei redditi)....

    Scusa ma:
    - le tariffe adsense sono al netto di IVA, ed in ogni caso l'IVA per un soggetto IVA è una partita di giro: quindi, che tu abbia o meno la partita IVA, non cambia nulla su quanto ti viene in tasca
    - Google non ti versa la ritenuta d'acconto, in quanto azienda estera (ed anche se fosse italiana, sarebbe tutto da vedere se questo tipo di prestazione è soggetta a ritenuta d'acconto).
    - comunque, la ritenuta è appunto un acconto: se poi non dovevi pagarci le imposte (ad esempio perchè il tuo imponibile è minimo), in fase di dichiarazione annuale dei redditi (730 o Unico) recupererai questo importo; se invece devi pagarci le imposte, in realtà saranno probabilmente un po' più alte e tu, sempre in fase di dichiarazione, andrai a pagare la differenza.

    Nota che io sostengo che non è indispensabile avere la partita IVA, non che non bisogna pagare le imposte!!!!!!

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