E’ stato esaurito lo scorso 18 settembre il fondo incentivi stanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico che ha subito reso noto quali sono stati i settori di investimento privilegiati e come è avvenuta la ripartizione dei fondi.
Di fatto inizialmente erano stati stanziati ben 60 milioni di euro che dovevano essere destinati all’edilizia residenziale e in particolar modo alle eco case e alla bioedilizia ma in realtà solo il 33% di tali fondi è andato a finanziare iniziative di questo tipo. Essenzialmente da 10 mila ostruzioni ecocompatibili del finanziamento iniziale ne sono state realizzate circa 3600. Un dato che sottolinea ancor di più la marcata differenza dell’Italia con gli altri stati europei, in particolar modo quelli nordici, che in tale settore hanno una sensibilità molto evidente ed innovativa.
Nonostante questo però ci sono stati anche dei meccanismi che hanno reso difficoltoso l’accesso ai fondi nonostante l’iter burocratico nel suo complesso abbia funzionato adeguatamente. Un tasto dolente però erano i requisiti richiesti per avere accesso ai fondi, requisiti che sono stati definiti troppo rigidi e troppo lontani da quelli che sono gli standard costruttivi italiani, che nel settore del verde e della bioedilizia hanno ancora molto da fare. Molte sono state infatti le restrizioni relative ai consumi per appartamenti progetti e case: ossia per accedere ai fondi bisogna che l’edificio consumi meno e segua i principi della case passive, altrimenti niente contributo. E’ evidente quindi come sino di molto superiori le spese nella costruzione di abitazioni con mura coibentate, doppi vetri, pannelli solari e molto altro, tanto da far rinunciare in molti casi al contributo.
Analizzando i dati delle statistiche dei fondi erogati si possono notare però alcune caratteristiche della distribuzione del marcato edilizio ed immobiliare in Italia. Una situazione moto diseguale tra nord e sud: 2900 case in bioedilizia al nord contro le 650 tra centro e sud del paese. Dati che sottolineano come la sensibilità tali problematiche e la ricerca in tale settore siano molto più sentite nelle regioni dove la produzione di legno e i costi per il riscaldamento sono molto più elevati. In testa alla classifica delle città più sensibili a tali tematiche vi è Milano, seguita da Bergamo e da Bolzano. E non è un caso che tra le nuove costruzioni a Milano gli immobili più richiesti siano quelli agli ultimi piani dei palazzi, caratteristica questa che risulta determinante nell’acquisto di un immobile Milano insieme allo stato di manutenzione generale del palazzo e la zona in cui lo stesso è collocato.
Sicuramente la crisi che ha colpito il mercato immobiliare, se da un lato ha rallentato la compravendita di abitazioni, dall’altro ha aiutato a capire quali siano le esigenze di chi acquista un0abitazione e le caratteristiche che questa deve avere per poter entrare con successo nel mercato immobiliare. Sicuramente una delle caratteristiche fondamentali sono gli impianti e la predisposizione alle energie rinnovabili nonché i materiali di costruzione. Oltre questo però la caratteristica che più determina l’acquisto di un immobile è la qualità abitativa, un parametro che deriva dalla somma di numerosi fattori tra loro combinati tra zona di collocazione, stato dell’immobile, qualità dell’arredamento o infrastrutture e servizi presenti nella zona.
A cura di Martina Celegato
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