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    DOC, Italians do it better

    I tempi sono cambiati e stanno ancora decisamente cambiando anche per quanto riguarda abitudini e prodotti decisamente tradizionali: il parrucchiere si cerca online, il corso di trucco si fa tramite un tutorial pubblicato su youtube, la macchina dei sogni si vede su blog, video postati online direttamente dalle case di produzione e non più in concessionario, il cucciolo si sceglie cliccando tra annunci online di privati e allevamenti da tutta Italia.

    Stessa sorte sembra essere toccata anche al vino, peccato di gola per il quale oggi esistono Applicazioni per mobile e tablet, siti internet di aziende vinicole, blog per appassionati e chat di condivisione. Tecnologia a parte, la tutela, la promozione ed il controllo qualità dei grandi vini italiani ha nel nostro Paese un’importanza sempre maggiore, dato il fatto che –grazie alle rete appunto, ed alle spedizioni veloci, la concorrenza globale incide non poco nelle vendite nazionali; la qualità dei vini italiani deve temere certamente ben pochi rivali ma ciononostante la globalizzazione va a mettere a rischio non poco, soprattutto la fascia di vini di media qualità-che nello specifico negli ultimi anni, sono oggetto di contraffazione da parte di aziende straniere che li vendono ai wine shop spacciandoli per prodotti Italiani.

    E’ appunto la volontà di tutelare i vini di qualità italiani DOC, che ha spinto molti consorzi e lo stato italiano stesso a muoversi in questo senso, attuando delle leggi e restrizioni che contrastino il dilagare questa tendenza globale di copiare il Made in Italy DOC.

    Da qualche giorno ad esempio, in Sicilia, è partito il servizio garantito dall’Istituto Vite e Vino, riconosciuto come unico ente certificatore che va a sostituire la camera di Commercio; questo istituto è diventato quindi pienamente operativo nel servizio di certificazione dei vini DOC ed avrà sede a Palermo, dove il direttore Dario Cartabellotta, le commissioni di degustazione dei vini a Denominazione di Origine all'Istituto regionale del Vino e dell'Olio di Sicilia collaboreranno con un segretario e con dei tecnici di degustazione iscritti agli albi regionali per tutelare la Denominazione di Origine Controllata dei vini siciliani famosi nel mondo.

    Questo sistema di tutela è stato tariffato secondo il minimo previsto dal Ministero, in modo da facilitarne il lavoro e l’efficienza, senza gravare troppo sulle casse; il lavoro dell’istituto prevede un sistema informatico attraverso il quale le aziende potranno dialogare con l’ente e mandare via telematica la documentazione necessaria per sottoporsi al controllo; per la fase del controllo vero e proprio si prevede invece una squadra composta da 25 tecnici che copriranno l’intero territorio e che si recheranno direttamente presso le aziende per prelevare un campione dei vini, il quale in un secondo momento verrà sottoposto ad un controllo nei laboratori dell’ente stesso.

    Una volta superati i test chimici, i vini arriveranno alla commissione di assaggio per il rilascio della certificazione ufficiale DOC che dovrebbe avvenire entro 20 giorni; il tempo complessivo che passa fra la presentazione della domanda di esame, alla consegna effettiva della certificazione, è quindi decisamente ridotto e il procedimento stesso è semplificato dato che è l’organo stesso, attraverso i suoi esperti e tecnici della degustazione a valutare il rilascio o meno della certificazione di qualità.

    Serena Rigato

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