In questi periodi di forte crisi si diffonde la consuetudine di offrire singole camere in affitto del proprio appartamento, locando parzialmente la propria dimora.

Questa scelta può essere eseguita dal proprietario o dall’affittuario, che potrà subaffittare l'alloggio, se il contratto principale lo consente.

Spesso gli affitti vengono fatti in nero, in questo caso il proprietario può essere denunciato all'Agenzia delle Entrate e potrebbe essere costretto a stipulare un contratto.

Perciò è meglio registrare regolarmente un contratto. Se si fitta una sola camera, si dovrà consentire l’utilizzo del bagno e della cucina, oltre a garantire l’accesso all’elettricità, al riscaldamento, al telefono e al televisione. Per tale motivazione si dovrà fittare una stanza munita di ingresso e bagno autonomi, con frigorifero e angolo cottura.

Se si ospita una persona per un periodo prolungato, si potrà configurare una situazione di subaffitto. Solo ricorrendo ad un legale si potrà definire se una ospitalità può essere considerata un vero e proprio subaffitto, per cui bisogna essere sempre attenti quando si ospita qualcuno per lunghi periodi.

Per affittare una sola stanza si potranno stipulare vari tipi di contratto: transitorio, libero 4+4 o convenzionato 3+2.

E’ preferibile ricorrere al contratto definito transitorio, che viene usato per la locazione agli studenti fuori sede e che può durare da un mese a diciotto mesi.

Nel contratto si devono indicare le motivazioni della transitorietà, con la documentazione che la attestano.

Il contratto non deve durare oltre i 18 mesi, con l’apposizione di una clausola che indica che la transitorietà deve essere confermata prima della scadenza tramite l'invio di una raccomandata. Se la transitorietà con viene confermata, il contratto transitorio potrà essere annullato e si potrà formulare un contratto di natura libera.

Quando si formula il contratto si dovrà descrivere l'immobile, allegando una planimetria e indicando con precisione la camera che dovrà essere locata. Si dovrà definire come saranno usati gli spazi comuni e come dovranno essere ripartite le spese.

Per questi contratti sono previsti dei canoni liberi, tranne in alcune cittadine, dove viene indicato un limite, che non potrà essere superiore al 20% in confronto al canone concordato.