Gli affitti illegali in questi anni grazie alla riduzione delle imposizioni fiscali si sono molto ridotti. Affittare in nero è anche molto rischioso, perchè le sanzioni previste sono molto pesanti.

Se il contratto non viene regolarmente stipulato sono previste gravi conseguenze sia per il padrone di casa che per l’inquilino. Bisogna distinguere tra conseguenze di natura civilistica e conseguenze di natura tributaria.


La legge stabilisce che il contratto di affitto è un accordo con il quale il locatore, garantisce il godimento del bene oggetto della locazione, a favore del locatario. A sua volta il locatario si impegna a versare al proprietario, con una cadenza stabilita, un canone di locazione, per poter usufruire del bene.
L‘affitto non regolarmente registrato comporta delle sanzioni sia per l’inquilino che per il padrone, innanzitutto in relazione al pagamento dell’imposta di registro. Difatti, l’Agenzia delle Entrate quando scopre che non è stata pagata l’imposta di registro, pretenderà il pagamento dell’imposta con una maggiorazione, che sarà a carico sia del proprietario che dell’affittuario. La legge stabilisce che il proprietario deve registrare il contratto di locazione entro 30 giorni dalla firma del contratto, comunicando la registrazione effettuata entro 60 giorni all’inquilino.
Si potrà eseguire la registrazione del contratto anche in ritardo rispetto ai 30 giorni previsti dalla legge. Nel caso in cui il contratto venga registrato entro un anno si potrà ricorrere al ravvedimento operoso, che consente di pagare una sanzione inferiore. Per evitare sanzioni l’inquilino potrà registrare il contratto e richiedere il rimborso dell’imposta al proprietario.
Il proprietario che non riporta nella dichiarazione dei redditi gli affitti percepiti sarà sottoposto a sanzioni che vanno dal 60% al 120% dell’imposta che ha evaso. Se invece dichiara degli affitti per un ammontare inferiore a quello percepito potrà andare incontro a sanzioni che vanno dal 90% al 180%.
Se il contratto non viene regolarmente registrato, il proprietario non potrà mandare via l’inquilino sia quando il contratto scadrà sia nel caso in cui l’inquilino non pagherà l’affitto dovuto.
In caso di evasione fiscale, anche per l’inquilino sono previste delle sanzioni. Esse riguardano, il caso in cui non c’è stata registrazione del contratto di locazione. In tale circostanza lo Stato potrà richiedere il pagamento della sanzione sia all’inquilino che al proprietario.
L’inquilino potrà richiedere nel termine di sei mesi dalla scadenza del contratto, di ottenere un rimborso delle somme maggiorate che ha pagato in confronto a quelle previste dalla legge.
Pertanto, nel caso in cui il contratto di fitto non sia registrato il proprietario rischia di più rispetto all’inquilino. Difatti, l’inquilino potrebbe anche decidere di pagare una somma inferiore non rispettando gli accordi. In questa circostanza la legge potrebbe non consentire al proprietario un ricorso per decreto ingiuntivo e potrebbe invece consentire all’inquilino di pagare un canone inferiore rispetto a quello pattuito se quest’ultimo non si discosta dai prezzi medi di mercato.

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