Parallela al Festival dei Due Mondi di Spoleto, è la mostra “Spoleto Arte”, curata da Vittorio Sgarbi, che è stata prorogata fino al 27 agosto 2015 ed è allestita a Spoleto all’interno di Palazzo Leti Sansi. L'evento, organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, ha ottenuto un ottimo riscontro. Tra gli artisti partecipanti alla mostra si inserisce la pittrice Stefania Cappelletti che, intervistata in occasione dell’esposizione, ci parla del percorso svolto, della sua pittura, dei suoi progetti e della presenza all’Expo. Di seguito l’intervista:

1) Abbiamo avuto notizia della sua presenza alla grande mostra di "Spoleto Arte" curata da Vittorio Sgarbi, allestita presso Palazzo Leti Sansi a Spoleto; come nasce l'occasione di partecipare a questa importante iniziativa? È la prima volta che espone a Spoleto?
No, non è la prima volta che espongo a Spoleto che, oltretutto, è la mia città.
Ho vinto varie volte il Premio Spoleto Festival Art, a cura del Dott. Filipponi, che mi è stato confermato anche quest'anno, con mia grande soddisfazione.
Ho partecipato a numerose mostre, interazionali all'estero e anche a Roma, a cura del Prof. Daniele Radini Tedeschi e faccio parte dal 2012 dell'Accademia di S. Lazzaro, da lui presieduta.
Ho esposto alla Triennale di Roma, a cura del Prof. Tedeschi e Achille Bonito Oliva. Certo, essere inserita in una mostra cosi prestigiosa è fantastico. Da cosa sia dipeso, non lo so, la vita in fondo è come percorrere una strada; durante il cammino spesso si trovano incroci in cui si incontrano persone, creano relazioni, nascono occasioni e il percorso cambia ogni volta che si cambia direzione.
Ecco, io ad un incrocio mi sono imbattuta in Spoleto Arte, a cura di Vittorio Sgarbi, e il mio percorso è cambiato, in meglio decisamente.

2) Tra i partecipanti all'esposizione c'è anche la vulcanica e carismatica Amanda Lear, personaggio di fama internazionale; cosa pensa della sua arte pittorica? Ritiene, che abbia delle affinità con lo stile espressivo del suo mentore Salvador Dalì?
Secondo me si, in alcuni lavori, penso però che sia scontato; tutti i grandi maestri influenzano i loro allievi, anche se direi che Amanda Lear ha sviluppato un suo personalissimo stile, soprattutto nell'uso del colore. Adoro i suoi lavori, in particolare il ritratto di Andy Warhol e le nature morte con i fiori; sono fantastici.

3) Quali opere ha esposto in mostra? Con quali tecniche sono realizzate e a quali tematiche si ispirano?
Il mio dipinto si intitola “Flatiron Building NY”. È parte di una serie di dipinti metropolitani dedicati a New York, è un olio su tavola. Non saprei dire perché dipingo così New York, i miei dipinti iniziano in un modo, poi cambiano, dipende dallo stato d'animo, da come ci si sente, da quello che si vuole comunicare, da come si mescolano i colori, non saprei.

4) Ci racconta quali sono i suoi progetti futuri e a cosa sta lavorando attualmente?
Attualmente sono presente con le mie opere qui a Spoleto, con Spoleto Arte 2015 a cura di Vittorio Sgarbi, e con il Premio Spoleto Festival Art 2015 a cura del Dott. Filipponi; a breve, sarò presente all'EXPO 2015, padiglione Cina, a Milano, con 3 opere. Il tutto mi terrà impegnata fino ad agosto e oltre. Poi da settembre altri appuntamenti, ma è presto per parlarne, si vedrà.

5) Si sente ispirato dall'Expo nelle sue creazioni? Ha già realizzato o pensa di realizzare delle creazioni connesse all'Expo?
Come già annunciato, sarò all'Expo 2015, padiglione Cina; per l'occasione sono state selezionate tre mie opere a cui sono molto legata. Ci tengo a sottolineare che le ha scelte una commissione tecnica, non dirò altro sulle opere, se non che sono molto belle e che meritano di essere viste dal vivo, invito tutti, pertanto, ad andare a vederle.