Esposto a “Spoleto Arte” Fabrizio Pinzi: il surrealista pittore di mondi fantastici, magici, dominati da colori brillanti, da personaggi che sembrano bloccati in una dimensione misteriosa ed inquietante, quasi aspettino un cenno per risvegliarsi dalla loro immobilità. Nei suoi quadri è come se la componente onirica catalizzi il tutto dandogli luce e tono. Pinzi è stato intervistato in occasione dell’esposizione delle sue opere alla prestigiosa mostra “Spoleto Arte”, prorogata per il successo riscosso fino al 27 agosto 2015 e curata da Vittorio Sgarbi a Spoleto all’interno di Palazzo Leti Sansi. La gestione organizzativa dell'evento è ancora una volta del manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte. Intervistato, Pinzi ci parla della sua pittura, dei temi affrontati e dei suoi progetti, ma anche della sua stima per la grande scienziata Margherita Hack e dell’importanza della Biennale di Venezia e dell’Expo. Di seguito l’intervista:

1) Abbiamo avuto notizia della sua presenza alla grande mostra di "Spoleto Arte" curata da Vittorio Sgarbi, allestita presso Palazzo Leti Sansi a Spoleto; come nasce l'occasione di partecipare a questa importante iniziativa? È la prima volta che espone a Spoleto?
Già nel 2014 mi è stata offerta la possibilità di partecipare alla mostra "Spoleto Arte" e allora ero rimasto ben impressionato da tutto il contesto che si svolgeva attorno alla mostra. Questa esperienza mi ha portato a partecipare anche all'edizione 2015.

2) Quali opere ha esposto in mostra? Con quali tecniche sono realizzate e a quali tematiche si ispirano?
Le opere esposte sono: “Il gioco del potere”, “Introspezione”, “Fantasmi omerici”, “Passaggio generazionale quale futuro ereditiamo?”. La tecnica è olio su tela, quella che io prediligo, e che mi da i risultati migliori. Le tematiche che mi ispirano sono intimamente legate a me e a tutto ciò che mi circonda, con una forte componente onirica che catalizza il tutto.

3) La mostra di "Spoleto Arte" ha fatto da simbolica cornice di contorno alla seconda edizione del "Premio Margherita Hack"; un suo pensiero sulla figura dell'esimia scienziata e sul suo prezioso contributo dato nei tanti anni di studi e di ricerche.
Ritengo che tutto ciò che si fa per mantenere e valorizzare il ricordo di illustri italiani valga la pena di essere fatto. In particolare di una grande donna come Margherita Hack, che è stata un esempio non solo di vita, ma anche una grande scienziata.

4) Ci racconta quali sono i suoi progetti futuri e a cosa sta lavorando attualmente?
Attualmente ho in ponte una serie di paesaggi della mia Toscana visti e realizzati alla mia maniera. Inoltre, sto per iniziare una nuova collaborazione con una Galleria Americana, in passato, ho già avuto rapporti con Gallerie Americane ottenendo ottimi risultati.

5) Questo è l'anno dell'Expo; è andato o andrà in visita alla grande esposizione universale? Pensa possa risultare utile e positivo anche per il comparto dell'arte?
Non so se andrò a visitare Expo, ma ritengo che sia un'ottima vetrina per mostrare al mondo quanto siano geniali gli Italiani in tutti i campi partendo dal cibo (che Arte è).

6) In concomitanza con l'Expo c'è anche la prestigiosa Biennale Venezia; come considera questa vetrina internazionale e quale sinergia può esserci con l'Expo?
Direi che c'è un'ottima sinergia tra le due cose. Sono entrambe manifestazioni importanti che esprimono e risaltano il modo di essere Italiani che, in fatto di Cibo, Arte, Cultura, organizzazione, non hanno nulla da invidiare a nessuno.