Lo storico Palazzo Leti Sansi a Spoleto, situato tra via Arco di Druso e Piazza del Mercato, ha ospitato la proiezione dell'inedito docu-film "Sgarbistan" con protagonista il noto critico d'arte Vittorio Sgarbi, nelle vesti di attore principale. L'evento si è svolto con successo lo scorso 24 luglio e ha visto la presenza di un pubblico divertito e partecipe, che ha assistito con entusiasmo anche al vivace dibattito a fine programmazione. L'iniziativa è stata organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes durante la grande mostra di "Spoleto Arte" curata da Sgarbi, che resterà allestita in loco fino al 27 agosto 2015 ed è visitabile ad ingresso libero. Tra le interessanti opere in esposizione è possibile visionare gli originali dipinti della poliedrica e vulcanica Amanda Lear, personaggio di fama internazionale e musa ispiratrice del celebre maestro Salvador Dalì.

La regista e film-maker Maria Elisabetta Marelli ha seguito Sgarbi per 37 giorni distribuiti nell'arco di 3 mesi e ha realizzato un girato di 190 ore, trasformato poi in un montaggio di 75 minuti globali. La Marelli ha raccontato: "Sgarbi è capace di innamorarsi di qualunque cosa lo interessi, un quadro, una donna, un libro, una canzone, un tiramisù, per un tempo inversamente proporzionale all’intensità della passione che lo agita, da cui l'abitudine di divorare tutto, appropriandosene totalmente in pochi minuti. In un pomeriggio è capace di amare, allestire una mostra, visitare una chiesa, tenere una conferenza, dettare un articolo al telefono, rispondere a un'intervista e finire la giornata in un talk show televisivo. Potete immaginare quante cose può fare in 3 mesi?".

Sgarbi spiega: "Il titolo -Sgarbistan- significa questo è il mondo in cui vive Sgarbi nella vita di tutti i giorni, senza filtri. È quindi un mondo a parte, in cui non ci sono regole che governano normalmente la vita delle altre persone. Il mio è un mondo molto libertano, che negli anni è un po' cambiato, non mi è più possibile vivere come prima, ma in linea generale la mia condotta di vita è sempre stata molto libera e piena d'occasioni e questo viene fuori in modo estremamente chiaro dal film. Il mio regno, senza confini fisici, ma solo intellettuali di cui sono io a decidere. Sgarbi è quindi un'opera ibrida, a metà strada tra l'agiografia, il film comico, la parodia e il reality show".