Roma 11 Aprile 2017-Fa discutere in casa Snami l’ennesima uscita sulla stampa dell’enfatizzazione della figura dell’infermiere che sostituirebbe in mansioni fondamentali un Medico che secondo alcuni “avrebbe troppo da fare e trascura i suoi pazienti.” Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami Abbiamo scritto più volte che per Noi l’infermiere del territorio, quando è un buon giocatore, può far parte di una squadra allenata dal Medico di Medicina Generale. La storia calcistica ci insegna che viceversa, seppur con delle buone potenzialità, l’atleta che vorrebbe sostituire l’allenatore, dare indicazioni di chi deve e come si deve giocare, arriva a non sedersi neanche più in panchina Quello che sta succedendo in Piemonte continua Gianfranco Breccia, segretario nazionale Snami è spia di una improvvisazione alquanto pericolosa. Si sono inventati “l’infermiere di famiglia” a cui è seguito il messaggio sui media che “gli infermieri farebbero quello che una volta facevano i medici condotti”, andrebbero di casa in casa a seguire chi non può o non vuole muoversi e quando verificano qualche problema, in accordo con il medico specialista, invitano a fare un accertamento diagnostico. Mi auguro conclude Angelo Testa che si sia andati “fuori tema” per un eccesso di “pubblicizzazione del proprio ruolo” in un attimo di enfasi e che invece debba prevalere il buon senso di capire il profondo significato della distinzione dei ruoli, netta e separata anche se si lavora in team. Viceversa sarebbe utile una codifica alla virgola di “chi e cosa deve fare” e credo che comunque non gioverebbe a chi vorrebbe fare invasione di campo. Siamo sicuri ad esempio che il triage al pronto soccorso, compito delicatissimo e di grande valenza professionale, sia assolutamente più consono ad una infermieristica rispetto a quella medica? Sicuramente i Medici che lavoreranno in diurno nella prossima ri-modulazione dell’assistenza territoriale svolgerebbero tale percorso meglio di chiunque altro!