• User Newbie

    Aiuto, Prigioniero della propria società

    Buongiorno a tutti.
    Ho un grosso problema (di cui un po? mi vergogno ed è stato anche per questo motivo che sono arrivato a questo punto).

    Faccio parte di una società s.a.s. formata da 4 soci a livello familiare, (originariamente formata da 3 soci, io e mio fratello siamo subentrati per donazione di quota solo successivamente, perchè uno degli ex soci è uscito dalla società e ha donato a noi, all'epoca appena diciottenni, la sua quota di capitale).
    La società è formata da 4 membri di cui 3 accomandatari (uno di questi sono io) con poteri di firma disgiunta, e 1 accomandante.
    Le quote del capitale sono così ripartite, 1 socio Accomandatario (mio padre, il fondatore) possiede il 50%, 1 socio Accomandante (mia madre) possiede il 40%, e io e mio fratello, Accomandatari entrambi possediamo il 5% ciascuno.

    Premesso che non ho mai avuto problemi perchè entrando giovanissimo, la ripartizione delle quote era solo simbolica, infatti essendo a conduzione familiare, nè io, nè mio fratello percepivamo un'utile, ma come molti giovani chiedevamo ai nostri genitori una paghetta quando e se ne avevamo bisogno (cioè senza una cadenza fissa), non pensavamo ad un "dividendo/stipendio". Purtroppo siamo rimasti "schiavi" di questo "sistema" fino alla nostra attuale età (trentenni). Ora però la situazione non mi va più bene come una volta perchè io (bontà mia e aggiungo finalmente e meglio tardi che mai) mi sono deciso a farmi una vita mia. E qui sta la fregatura/guaio, infatti, pur lavorando molto nell'impresa di famiglia da oltre 17 anni senza mai guadare l?orario di lavoro, ne i giorni festivi (e non avendo mai percepito uno stipendio/dividendo) sono entrato in contrasto con i miei genitori, i quali non vogliono riconoscermi la mia autonomia economica e di vita (lo so al termine che state pensando "padre padrone" e non siete lontani). Ora avendo una percentuale bassissima (5%) anche se chiedessi la mia quota di introiti, la cifra sarebbe inadeguata a sopravvivere fuori dalle mura paterne (se si pensa solo all?affitto, cibo e mantenimento solo per me, figuriamoci se dovessi mantenere una famiglia).
    A questo punto, non potendone più di questa situazione, ho preso la decisione di cercare lavoro altrove, e qui arrivano i miei problemi, infatti:

    1. posso essere ingaggiato rimanendo accomandatario anche se con quota pressoché irrilevante (5%)?

    2. posso modificare il mio stato di socio accomandatario in accomandante e lavorare altrove? (non mi va, se possibile, di perdere definitivamente qualcosa che ho contribuito a far crescere per oltre 17 anni)

    2A) Se si, necessita di una modifica con atto notarile? e se si, le spese dell'atto a chi devono essere caricate alla sociètà o al socio che chiede la modifica?

    2B) Gli altri soci possono opporsi a questa modifica chiedendomi ad esempio la totale uscita dalla società?

    2C) in che modo si deve chiedere ufficialmente tale richiesta, in modo che venga presa sul serio?

    2D) Possono obbligarmi a uscire completamente dalla società?

    3)Possono fare ostruzionismo? (ritardare l'atto o roba del genere?)

    3A) Se si, nel frattempo posso tutelarmi con una lettera di dimissioni o qualcosa del genere per far decadere eventuali responsabilità dal momento in cui chiedo la modifica?

    1. Premesso che non possedendo nulla di mio, nel caso in cui mi obbligassero ad uscire finirei praticamente in mezzo alla strada, mi spetta qualcosa per l?uscita? (ipotesi molto remota, ma meglio essere preparti).

    Mi scuso per la quantità di domande, ma sono disperato, e quindi vorrei conoscere la situazione a 360 gradi, cioè includendo scenari improbabili (come quello di trovarmi completamente solo)

    Ringrazio anticipatamente coloro i quali volessero fornirmi informazioni.
    Saluto tutti.


  • Moderatore

    Penso che puoi opporre all'azienda il fatto che tu hai lavorato "gratis" e ottenere addirittura il versamento dei contributi INPS e gli arretrati dello "stipendio". Mi pare di ricordare che i contributi INPS sono tutti, mentre lo stipendio si va indietro di max 5 anni.
    Ovviamente questo dipende da tanti fattori, il mio consiglio è quello di verificare effettivamente questa situazione con qualche esperto (se non vuoi spendere soldi c'è il CAF) e poi opporre alla tua famiglia in dato di fatto, in modo che smussino la loro posizione e ti riconoscano qualcosa.
    Sconsiglio sempre di andare per vie legali, specie con la famiglia.

    Magari mi sbaglio, non prendere per oro colato 🙂
    Aspetta altri pareri!


  • User Newbie

    Chiedi uno stipendio per il lavoro che svolgi.
    Non andare altrove, restando nella ditta familiare ne hai i vantaggi, ma devi essere pagato per il lavoro svolto.