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Professione di Tributarista?

Ultimo Messaggio di Jacquart il:
  1. #51
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    Se le ragioni di portafoglio non esistessero non esisterebbero nemmeno i dentisti abusivi.
    Bene, allora solo per ragioni di portafoglio lasciamo a rischio migliaia di pazienti italiani. Epperò... risparmiano due euro.
    Anzi facciamo anche l'associazione dei dentisti abusibvi.... e perchè poi non dargli anche il codice deontologico e la tariffa professionale???? Ma si tanto.... sarà il mercato a selezionarli.... rimarranno solo quelli che causeranno meno danni.... solo quelli che magari non avranno un morto alle spalle.




    Ma è logico e ben l'ho scritto a più risprese in questo topic (forse non letto) che la qualità delle prestazioni professionali del singolo si misurano a livello del singolo... sulla sua intelligenza, capacità ecc.
    Forse dunque devo per l'ennesima volta ripetere che io ne faccio un discorso di sistema. Un sistema che con molta probabilità darà più garanzie, tutele e qualità all'utente finale con tutta la serie di presidi che lo stesso legislatore (addirittura quello costituzionale) ha previsto (studi, tirocini, esame di stato, ordine).
    In questo percorso sistematico poi la logica fa ben comprendere che, a parità di altre condizioni, una maggiore preparazione teorica probabilmente condurrà ad una prestazione ancora migliore. XXX meglio della laurea... laurea meglio del diploma... diploma meglio delle medie inferiori... medie inferiori meglio delle elementari ecc.
    Non sono le medesime attribuzioni (compiti) infatti che, a livello di sistema, possono garantire maggiore qualità, ma sono semmai le doti del prestatore che meglio, statisticamente, possono garantirle. Le doti minime che il legislatore ha voluto codificare e che sono dunque di fatto differenti tra i vari attori del panorama.
    Tali differenze sono a livello generale non eludibili. Ci sono state, ci sono e ci saranno e devono essere conosciute.

    E' assolutamente lapalissiano, che, ancora una volta a livello di sistema, un esame condotto da soggetti terzi (esame di stato previsto costituzionalmente) dia più garanzie di imparzialità rispetto ad un esame condotto a livello locale con professionisti locali.

    Per quanto riguarda un ente terzo per i tributaristi, non me ne voglio occupare, lascio a CNDCEC ogni eventuale intervento in merito.

    Paolo
    Ultima modifica di i2m4y; 17-09-08 alle 14:11

  2. #52
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    solo una domanda...perchè non ti sei iscritto ai ragionieri ai tempi?
    non sarebbe tutto più facile?

    ti dico anche che ho colleghi che a 50 anni stanno finendo l'università (3 anni). sono ottimi professionisti e li stimo moltissimo anche per la forza di superare le difficoltà anche con forti sacrifici.

  3. #53
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    Citazione Originariamente Scritto da i2m4y Visualizza Messaggio
    Bene, allora solo per ragioni di portafoglio lasciamo a rischio migliaia di pazienti italiani. Epperò... risparmiano due euro.
    Anzi facciamo anche l'associazione dei dentisti abusibvi.... e perchè poi non dargli anche il codice deontologico e la tariffa professionale???? Ma si tanto.... sarà il mercato a selezionarli.... rimarranno solo quelli che causeranno meno danni.... solo quelli che magari non avranno un morto alle spalle.
    No, attenzione..... non mettermi in bocca parole che non ho mai detto.
    L'abusivismo è abusivismo e come tale va perseguito. Ci mancherebbe altro.
    Occorre considerare, però, anche l'altra faccia della medaglia vale a dire coloro che sono consapevoli di andare da un dentista abusivo per risparmiare dei soldi.... e non penso proprio che si risparmino due euro. Metti anche che il risparmio si aggiri attorno ai 50/60 euro.... ci sono moltissime persone che devono lavorare un giorno per fare quella cifra.
    Io sono sempre stato abituato a rispettare il valore dei soldi. Per cui, ripeto, io non sono mai andato da un abusivo ma conosco persone che, per questi valori (che per loro sono importantissimi), sono disposte a farlo... e lo fanno.

    Ma è logico e ben l'ho scritto a più risprese in questo topic (forse non letto) che la qualità delle prestazioni professionali del singolo si misurano a livello del singolo... sulla sua intelligenza, capacità ecc.
    Forse dunque devo per l'ennesima volta ripetere che io ne faccio un discorso di sistema. Un sistema che con molta probabilità darà più garanzie, tutele e qualità all'utente finale con tutta la serie di presidi che lo stesso legislatore (addirittura quello costituzionale) ha previsto (studi, tirocini, esame di stato, ordine).
    In questo percorso sistematico poi la logica fa ben comprendere che, a parità di altre condizioni, una maggiore preparazione teorica probabilmente condurrà ad una prestazione ancora migliore. XXX meglio della laurea... laurea meglio del diploma... diploma meglio delle medie inferiori... medie inferiori meglio delle elementari ecc.
    Non sono le medesime attribuzioni (compiti) infatti che, a livello di sistema, possono garantire maggiore qualità, ma sono semmai le doti del prestatore che meglio, statisticamente, possono garantirle. Le doti minime che il legislatore ha voluto codificare e che sono dunque di fatto differenti tra i vari attori del panorama.
    Tali differenze sono a livello generale non eludibili. Ci sono state, ci sono e ci saranno e devono essere conosciute.

    E' assolutamente lapalissiano, che, ancora una volta a livello di sistema, un esame condotto da soggetti terzi (esame di stato previsto costituzionalmente) dia più garanzie di imparzialità rispetto ad un esame condotto a livello locale con professionisti locali.
    Sulla qualità... tu parli sempre di sistema..... ma guarda che un utente qualsiasi quando chiede una prestazione professionale mica si rivolge al sistema.... si rivolge al singolo. Ed è il singolo che dovrà dare una prestazione di qualità (se non vuole perdere il cliente, presumo). E allora trovo solare che sia il singolo a fare la differenza e non il sistema di cui fa parte.

    Bene.... vorrei soprassedere su quanto hai scritto in tema di imparzialità di una commissione nella quale ci sono anche professionisti locali (e comunque ripeto che c'era anche un rappresentante della Camera di Commercio ed un magistrato della corte d'appello di Venezia per quelli della mia provincia). Per quanto tu abbia cercato di mascherarle da "discorsi in linea di principio", per me è chiaro quale considerazione hai degli esami e della fatica pari alla tua compiuta da altri professionisti egualmente titolati e con le stesse attribuzioni (che visto che sono riconosciute dallo Stato significa che lo Stato considera che la preparazione e l'esame dei ragionieri commercialisti siano di pari grado rispetto a quanto percorso dai dottori commercialisti). Queste considerazioni, che non ti fanno onore e che ti potevi risparmiare, se tu le avessi fatte di fronte ai membri di un qualunque Consiglio provinciale del disciolto Collegio sicuramente ti saresti beccato una segnalazione.

    Per quanto riguarda un ente terzo per i tributaristi, non me ne voglio occupare, lascio a CNDCEC ogni eventuale intervento in merito.

    Paolo
    non mi pareva tanto scandalosa come proposta.
    Ultima modifica di schifani; 17-09-08 alle 18:08

  4. #54
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    Citazione Originariamente Scritto da SpiderPanoz Visualizza Messaggio
    solo una domanda...perchè non ti sei iscritto ai ragionieri ai tempi?
    non sarebbe tutto più facile?

    ti dico anche che ho colleghi che a 50 anni stanno finendo l'università (3 anni). sono ottimi professionisti e li stimo moltissimo anche per la forza di superare le difficoltà anche con forti sacrifici.
    Non mi sono iscritto ai ragionieri per una questione anagrafica. Quando introdussero (era il '92... ho appurato) la laurea obbligatoria io facevo la quarta superiore, per cui si può dire che sono "arrivato" con due anni di ritardo (per dovere di cronaca... non sono mai stato bocciato ).
    Io cominciai le scuole superiori già sapendo quello che avrei fatto una volta diplomato. Poi sul più bello è intervenuto l'innalzamento del titolo di studio.
    Dopo il diploma avevo bisogno di lavorare e cominciai presso lo studio di un Ragioniere commercialista (che tra l'altro è laureato... tanto per ritornare ai discorsi di prima) con il quale adesso collaboro.
    Ho terminato da poco il praticantato per la professione di consulente del lavoro e rientrando nel periodo transitorio (hanno innalzato anche loro il titolo di sutdio) sono in attesa dell'esame che avverrà a novembre. In tutto questo, se penso al fatto che arrivato a casa al posto di stare con mia moglie dovrei mettermi a preparare anche un esame universitario permetti che mi cascano le braccia.

    I tuoi colleghi di 50 anni che fanno gli esami sono bravissimi e meritano una medaglia per la tenacia e la voglia di fare. Ma occorre considerare che hanno (presumo... me lo dirai tu) i crediti derivanti dall'iscrizione all'albo (per cui molti meno esami da fare) ed in più a 50 anni secondo me si ha più tempo da dedicare ad attività collaterali rispetto all'ufficio.
    E poi non tutti sono uguali. C'è chi ha tre lauree e chi invece non ce la fa a finire le superiori.
    Tutto qui.

  5. #55
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    Ma ti immagini tornare a casa la sera dopo aver lavorato per mettersi a preparare l'esame, per esempio, di matematica generale che non mi servirà mai a nulla?
    O l'esame di inglese (molto utile per fare un bilancio)? O quello di geografia economica.......

  6. #56
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    si lo so è dura.
    ma diventa consulente del lavoro allora!!!

    in bocca al lupo!!

  7. #57
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    Citazione Originariamente Scritto da schifani Visualizza Messaggio
    Sulla qualità... tu parli sempre di sistema..... ma guarda che un utente qualsiasi quando chiede una prestazione professionale mica si rivolge al sistema.... si rivolge al singolo. Ed è il singolo che dovrà dare una prestazione di qualità (se non vuole perdere il cliente, presumo). E allora trovo solare che sia il singolo a fare la differenza e non il sistema di cui fa parte.
    Si ma qui si parla di riconoscimento da parte dello stato di categorie e non di singoli è dunque obbligatorio pensare al generale, al sistema. E' solo studiando e delineando bene il sistema, lo scheletro, i requisiti, i paletti... che lo stato può garantire e tutelare il pubblico nella sua interezza.
    Lo Stato nel riconoscere una categoria e nel regolamentarla pensa al pubblico, mai al singolo. Le leggi si fanno per la collettività e non per i singoli.


    Citazione Originariamente Scritto da schifani Visualizza Messaggio
    fatica pari alla tua
    Questa proprio non la capisco. 5 anni di università (senza reddito, anzi spendendo soldi) dopo cinque anni di scuola superiore, sono identici a soli 5 anni di scuola superiore ???? No, sono cosa diversa e certamente non paragonabile.


    Citazione Originariamente Scritto da schifani Visualizza Messaggio
    egualmente titolati
    No, un laureato è diverso da un diplomato quanto a titoli. Inutile tentare di fare confusione. Diverso tanto che
    Citazione Originariamente Scritto da schifani Visualizza Messaggio
    hanno innalzato anche loro il titolo di studio
    , evidentemente ritenendolo non più sufficiente alle nuove epoche.


    Infine per esame interno non intendo quello dei consulenti del lavoro (che descrivi) che non conosco.


    Non mi devo risparmiare un bel nulla e non ho bisogno di chi mi dica da dove viene l'onore per aver semplicemente descritto dati di fatto.

    Non avrei potuto fare alcuna affermazione davanti al "disciolto collegio" in quanto non era il mio collegio.
    Potrei farle anche domani davanti al mio Ordine, e sono certo che non potrebbero far altro che dirmi che si tratta di dati di fatto, che peraltro trovano piena conferma nel redigendo albo cartaceo dell'Ordine, dove, in bella evidenza, sono posti i titoli di studio differenti di accesso, che altrimenti non avrebbero avuto ragione di essere riportati.

    Piuttosto mi preoccuperei delle conseguenze legali di certe affermazione fatte qui a proprosito ad esempio dell'Ordine CNDCEC.

    Comunque per approfondimenti sulla questione qualche materiale interessante è rinvenibile qui:
    http://@@@.comitatotutelaprodocom.it/ [sostituire le @@@ con www]

    Paolo
    Ultima modifica di i2m4y; 18-09-08 alle 10:16

  8. #58
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    Crepi.

    Preciso che, comunque, anche qualora superassi l'esame non cambiano le mie idee.

  9. #59
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    in bocca al lupo ugualmente
    ;-)

  10. #60
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    Non far finta di non capire.
    Se io avessi scritto, qui, che i dottori commercialisti superano esami di dubbia imparzialità tu cosa avresti risposto?
    Dire che un Ragioniere commercialista ha fatto un esame non imparziale equivale ad una diffamazione. Se tu questa diffamazione l'avessi fatta di fronte ad un qualsiasi consiglio provinciale del disciolto Collegio sicuramente il disciolto Collegio avrebbe fatto una segnalazione all'Ordine dei dottori (ti va bene così?)...... segnalazione che sarebbe stata, ovviamente, cestinata data la considerazione che hanno verso i Ragionieri commercialisti (e che attraverso le parole che leggo nei tuoi post ritrovo più che mai forte).
    Quello che invece ho scritto io sono cose che ho visto con i miei occhi o che sono state ben descritte (e mai smentite dai diretti interessati) sui quotidiani e che noto passare inosservate agli occhi di chi, invece, dovrebbe controllare. Può darsi che adesso che l'Albo unico forma un'entità più importante questo tipo di fenomeni diminuirà drasticamente.... me lo auguro. Ma questo non cancella ciò che ho visto e ciò che ho letto. Tu potrai credere o meno alle parole che leggi nei miei post ma dubitare, qui certamente senza alcuna prova dimostrativa (che poi non servono nemmeno perchè, come ho già scritto, i Ragionieri non temono nessun tipo di confronto), che gli esami dei Ragionieri non siano imparziali è una diffamazione verso un'intera categoria identica alla tua, formata da singoli con le stesse tue conoscenze utili alla professione, e verso chiunque, non solo facente parte del Collegio, abbia svolto la funzione di commissario d'esame.

    Quando dico "egualmente titolati" intendo dire che sono Commercialisti gli uni e Commercialisti gli altri. A meno che tu non voglia riproporre la questione, finita in tribunale per quanto sterile fosse, dell'utilizzo del titolo "commercialista".
    Non esiste un Ragioniere Commercialista che non sia in grado di superare l'esame che fanno i Dottori Commercialisti. Non esiste un Ragioniere che tema il confronto professionale con un Dottore e per quanto riguarda l'intera categoria dei Ragionieri non esiste, nelle materie (tutte) oggetto della vostra professione, una preparazione inferiore rispetto ai Dottori
    E' Chiaro il concetto adesso?

    Tornando al "sistema", e tanto per fare l'ennesmo esempio, pare che, nell'ambito ristretto della mia cittadina (che conta comunque circa 30.000 abitanti), l'unico ctu in grado di fare i calcoli utili al giudice per decidere sulle cause per anatocismo sia un Ragioniere (ex) Collegiato, che io conosco e che non è laureato... e di dottori commercialisti ti garantisco che qui ce ne sono. In base al tuo ragionamento "di sistema" il giudice dovrebbe affidare tale perizia ad occhi chiusi ad un professionista estratto a caso dalla categoria che tu sostieni abbia la preparazione più elevata e la qualità più elevata.. e invece, alla prova dei fatti, non è così.

    Si ma qui si parla di riconoscimento da parte dello stato di categorie e non di singoli è dunque obbligatorio pensare al generale, al sistema. E' solo studiando e delineando bene il sistema, lo scheletro, i requisiti, i paletti... che lo stato può garantire e tutelare il pubblico nella sua interezza.
    Lo Stato nel riconoscere una categoria e nel regolamentarla pensa al pubblico, mai al singolo. Le leggi si fanno per la collettività e non per i singoli.
    Ma guarda che un'intera categoria passa obbligatoriamente per i singoli... se non ci fossero i singoli non esisterebbe nemmeno la categoria.

    Il documento che hai linkato l'avevo già letto e già ne ero rimasto disgustato.
    E comunque i dottori non pensino che i Ragionieri siano contenti della fusione. Le ragioni politiche che hanno indotto i vertici delle due categorie alla fusione, attraverso un percorso lungo molti anni, non trovano appoggio nemmeno tra la base dei Ragionieri. E da quello che si evince dalle dichiarazioni di Saltarelli anche a livello di Cassa previdenziale la Cassa dei ragionieri non teme l'esaurimento e non smania dalla voglia di fondersi.
    Ultima modifica di schifani; 18-09-08 alle 11:06

  11. #61
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    in bocca al lupo ugualmente
    ;-)

  12. #62
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    Non far finta di non capire.
    Se io avessi scritto, qui, che i dottori commercialisti superano esami di dubbia imparzialità tu cosa avresti risposto?
    Dire che un Ragioniere commercialista ha fatto un esame non imparziale equivale ad una diffamazione. Se tu questa diffamazione l'avessi fatta di fronte ad un qualsiasi consiglio provinciale del disciolto Collegio sicuramente il disciolto Collegio avrebbe fatto una segnalazione all'Ordine dei dottori (ti va bene così?)...... segnalazione che sarebbe stata, ovviamente, cestinata data la considerazione che hanno verso i Ragionieri commercialisti (e che attraverso le parole che leggo nei tuoi post ritrovo più che mai forte)..
    Non mettermi Tu in bocca parole mai dette, infatti io non ho sminuito l'esame dei ragionieri, ho invece scritto dell'esame di stato, esame che parrebbe la massima categoria prevista dal legislatore vista la citazione costituzionale. Avrà esso la stessa valenza di altri tipi di esami ?? Evidentemente No, altrimenti non avrebbe avuto citazione (unico) costituzionale, oppure si sarebbero citati altri tipi di esame.

    Faccio sempre un discorso privo di valutazioni personali, a differenza tua. Non entro nel merito di argomenti simili alla "cosiderazione....".



    Citazione Originariamente Scritto da schifani Visualizza Messaggio
    Quello che invece ho scritto io sono cose che ho visto con i miei occhi o che sono state ben descritte (e mai smentite dai diretti interessati) sui quotidiani e che noto passare inosservate agli occhi di chi, invece, dovrebbe controllare
    Bene vediamo i quotidiani che hanno "immortalato" le notizie che hai dato: i colleghi lavorare in aula anzichè stare attenti alla lezione, oppure mentre firmavano libretti di praticantato fittizio, oppure gli ordini locali non compiere i loro doveri di fronte a denunzie circostanziate. A patto poi che i quotidiano siano attendibili.
    Qui una categoria (quella a cui appartengo) è stata sminuita ed attaccata... vorrei delle prove circostanziate.


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    A meno che tu non voglia riproporre la questione, finita in tribunale per quanto sterile fosse, dell'utilizzo del titolo "commercialista".
    Sinceramente non ricordo tale questione e non sono al corrente dell'evoluzione giurisprudenziale in merito, ricordo solo una sentenza della cassazione che riservava quel titolo ai soli dottori [Suprema Corte di Cassazione con sentenza del 19/10/2004 n. 3369 depositata il 18/2/2005.]


    Citazione Originariamente Scritto da schifani Visualizza Messaggio
    Non esiste un Ragioniere Commercialista che non sia in grado di superare l'esame che fanno i Dottori Commercialisti. Non esiste un Ragioniere che tema il confronto professionale con un Dottore e per quanto riguarda l'intera categoria dei Ragionieri non esiste, nelle materie (tutte) oggetto della vostra professione, una preparazione inferiore rispetto ai Dottori
    E' Chiaro il concetto adesso?

    A beh, convinto tu.... anche qui vedo dati di fatto.
    Perchè mai alcune categorie avrebbero alzato i titoli di studio necessari all'accesso ????




    Citazione Originariamente Scritto da schifani Visualizza Messaggio
    Tornando al "sistema", e tanto per fare l'ennesmo esempio, pare che, nell'ambito ristretto della mia cittadina (che conta comunque circa 30.000 abitanti), l'unico ctu in grado di fare i calcoli utili al giudice per decidere sulle cause per anatocismo sia un Ragioniere (ex) Collegiato, che io conosco e che non è laureato... e di dottori commercialisti ti garantisco che qui ce ne sono. In base al tuo ragionamento "di sistema" il giudice dovrebbe affidare tale perizia ad occhi chiusi ad un professionista estratto a caso dalla categoria che tu sostieni abbia la preparazione più elevata e la qualità più elevata.. e invece, alla prova dei fatti, non è così.
    Parli di sistema e poi ti sposti immediatamente sul singolo?? Non ha senso.

    Si parla di sistema e di garanzie. Di generale capacità di un ordinamento giuridico di istituire qulle forme di controllo e regolamentazione che da sole riescano con maggiore probabilità a dare una risultato di garanzia per la platea degli utenti.
    Inutile riproporre discorsi di singoli... alcuni ragionieri, fiscalisti, tributaristi, dottori, consulenti, esperti, saranno anche migliori nella fisica nucleare di Rubbia... non lo metto in dubbio... peccato che al legislatore per tutelare determinati scopi generali ciò non interessi.... il titolo di questo topic è chiaro e riguarda una categoria, una pluralità da regolare (eventualmente).


    Citazione Originariamente Scritto da schifani Visualizza Messaggio
    E comunque i dottori non pensino che i Ragionieri siano contenti della fusione. Le ragioni politiche che hanno indotto i vertici delle due categorie alla fusione, attraverso un percorso lungo molti anni, non trovano appoggio nemmeno tra la base dei Ragionieri. E da quello che si evince dalle dichiarazioni di Saltarelli anche a livello di Cassa previdenziale la Cassa dei ragionieri non teme l'esaurimento e non smania dalla voglia di fondersi.
    Al di la che è tutto da dimostrare l'equilibrio di una cassa previdenziale (qualsiasi) senza più alcun iscritto... ed anche qui non vedo prove di un esame attuariale. Non mi preoccupano gli umori di quella che fu la base dei ragionieri.
    Ultima modifica di i2m4y; 18-09-08 alle 17:28

  13. #63
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    ragazzi io vi abbandono qui.
    mi spiace ma la discussione si sta incartando su se stessa.

    Sono assolutamente convinto della buona fede di paolo, che ha riportato fatti ed opinioni assolutamente lecite.

    comprendo lo stato d'animo di schifani ma qui stiamo andando un pò oltre.

    spero di ritrovarvi in discussioni più costruttive e serene.

  14. #64
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    Non penso sai si stia incartando, penso che a dati di fatto si sia risposto con non dati di fatto.

    Penso che un ragionamento sul generale si sia tentanto di spostarlo su singoli.

    La reputo invece costruttiva in quanto chiarifica elementi utili per evitare confusioni.


    Paolo
    Ultima modifica di i2m4y; 18-09-08 alle 11:53

  15. #65
    Bax
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    Quello che invece ho scritto io sono cose che ho visto con i miei occhi o che sono state ben descritte (e mai smentite dai diretti interessati) sui quotidiani e che noto passare inosservate agli occhi di chi, invece, dovrebbe controllare. Può darsi che adesso che l'Albo unico forma un'entità più importante questo tipo di fenomeni diminuirà drasticamente.... me lo auguro. Ma questo non cancella ciò che ho visto e ciò che ho letto.
    Allora faresti meglio a citare gli episodi e le fonti, altrimenti le tue affermazioni non hanno nessun rilievo. In ogni caso è meglio chiarire se ti riferisci a singoli episodi o a una prassi generalizzata. Per dire un mio ex collega aveva tentato l'esame in una sede in Calabria. Eppure quella volta non ha superato l'esame, lo ha superato invece successivamente in un'altra in Emilia Romagna. Questo dimostra che ci vogliono molte prove per ragionare in senso massimalista com hai fatto tu.


    Tornando al "sistema", e tanto per fare l'ennesmo esempio, pare che, nell'ambito ristretto della mia cittadina (che conta comunque circa 30.000 abitanti), l'unico ctu in grado di fare i calcoli utili al giudice per decidere sulle cause per anatocismo sia un Ragioniere (ex) Collegiato, che io conosco e che non è laureato... e di dottori commercialisti ti garantisco che qui ce ne sono. In base al tuo ragionamento "di sistema" il giudice dovrebbe affidare tale perizia ad occhi chiusi ad un professionista estratto a caso dalla categoria che tu sostieni abbia la preparazione più elevata e la qualità più elevata.. e invece, alla prova dei fatti, non è così.
    non mi sembra un ambito strettamente di competenza dei dottori commercialisti. Per fare i calcoli sull'usura e l'anatocismo si trovano software in rete (anche certificati) che non ci vuole un genio ad adoperare. Importante è invecere conoscere bene la normativa e questo è compito dell'avvocato.




    E comunque i dottori non pensino che i Ragionieri siano contenti della fusione. Le ragioni politiche che hanno indotto i vertici delle due categorie alla fusione, attraverso un percorso lungo molti anni, non trovano appoggio nemmeno tra la base dei Ragionieri. E da quello che si evince dalle dichiarazioni di Saltarelli anche a livello di Cassa previdenziale la Cassa dei ragionieri non teme l'esaurimento e non smania dalla voglia di fondersi.
    Se anche i ragionieri non volevano la fusione alla fine perchè è stata fatta? Tempo fa leggevo dichiarazioni di vari esponenti dei vari ordini locali. Le voci contrarie non erano poi così tante neanche tra i dottori commercialisti.

  16. #66
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    La preparazione ed i titoli

    Qualcuno parlava della durata del tirocinio per dottori commercialisti, necessario per sostenere l'esame di stato.
    Sentite la mia esperienza :

    Con una laurea (di vecchia data) in economia e commercio
    ma non un diploma di ragioniere ma la maturita' scientifica potevo:

    1) sostenere l'esame di stato per dottore commercialista senza
    necessita' di tirocinio

    2) non potevo fare il tirocinio per ragioniere commercialista
    poiche' non avevo il diploma di ragioniere.
    Non riuscii a superare l'esame di stato immediatamente e cominciai
    a lavorare presso uno studio di dottori commercialisti come impie
    gato. Nel frattempo cambio' la legge e si rese necessario aver fatto il tirocinio. Volevo riprovare l'esame ma i miei anni di lavoro
    presso lo studio non contavano bisognava prima rifare iltirocinio.

    Lascio a voi ogni considerazione.

    A
    n

  17. #67
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    mamma mia che battaglia. tuttavia laurea o meno l'importante è di offrire al cliente professionalità e di avere una polizza assicurativa per una maggiore tutela. però l'unico neo che avevo notato negli esami di stato era che per i ragionieri commercialisti serviva solo 2 anni di proaticantato mentre per i dottori occorrono tre anni...dopo aver sudato 7 camicie per ottenere quella benedetta laurea..ma non dovrebbe essere stato al contrario??
    sinceramente parlando farei all'interno dell'università un corso di specializzazione e uno stage presso uno studio e presso un'azienda obbligatorio per chi volesse fare questa professione (naturalmente sarà l'università a fornire agli studenti un elenco di studi e azienda ove poter fare lo stage).
    l'esame di stato lo toglierei visto che è oneroso e accademico.

  18. #68
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    Più che eliminare l'esame di stato (il che è impossibile visto che sono decenni che se ne parla) lo cambierei RADICALMENTE, lo farei settoriale es. settore contabilità, settore fallimento, settore ricorsi,settore operazioni straordinarie...dato che ormai l'attività è talmente complessa che nessuno può realmente ipotizzare di sapere tutto, così come cambierei anche l'esame da avvocato nei diversi settori oltre che nel civile e nel penale in sotto settori come tributario, commerciale,...
    Concordo sul fatto che sia oneroso, non si capisce perchè in alcune facotà si arriva a pagare € 350 per l'iscrizione (oltre ai € 50 per lo stato), mentre per l'avvocato si limita tutto nel pagare solo la tassa statale.

  19. #69
    Esperto L'avatar di criceto
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    Quì non si vede l'unica grande verità...
    In ogni lavoro esistono solo e soltanto due categorie di persone.
    1) quelle che sanno fare tale lavoro
    2) quelle che non sanno farlo
    L'unico vero metodo per giustificare gli ordini, gli esami di stato e non etc... e per dare a tutto questo un significato ed una garanzia ai clienti sarebbe la presa di responsabilità di tali entità consistente nel risarcimento di eventuali danni.
    Fino a che tale risarcimento non sarà garantito dagli appartenenti come categoria .... si sentirà sempre il PUZZO (puzzo è forse un poco troppo, diciamo odorino) di cartello.

    PS: io sono personalmente favorevolissimo a ferree norme di ingresso nelle varie categorie, associate però ad altrettante ferree norme sulla responsabilità civile COLLETTIVA di tali categorie e sul risarcimento COLLETTIVO del cliente danneggiato da uno degli appartenenti, (ovviamente poi i panni si laverebbero in seguito con il responsabile magari espellendolo dalla categoria e levandogli anche la camicia) MA IL CLIENTE DEVE ESSERE SACRO!!!.
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  20. #70
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    Interessante poi scoprire che non servono titoli e neppure esami per essere accreditati ufficialmente ..... sempre che non sia una bufala ma in tal caso non sarebbe pubblicizzato su questo stesso sito.
    ---------------------------------------------------------------------------------
    Scegli la via spagnola... Ottieni il tuo titolo! > procedura senza esami






    Sensazionale! Sempre maggiori sono le possibilità offerte dall'Unione Europea: il titolo di commercialista in Spagna è sempre più a portata di mano, da oggi con ****** puoi ottenere il titolo di commercialista spagnolo e successivamente, se vuoi, quello di commercialista italiano senza dover sostenere nessun esame integrativo in spagnolo, uno scambio di documentazione con le istituzioni spagnole ed il gioco è fatto!

    TUTTO QUESTO COMODAMENTE SEDUTO SULLA POLTRONA DI CASA TUA!!!!!!!

    ****** si occuperà per te di svolgere TUTTI gli adempimenti burocratici ed amministrativi. Al termine del predetto procedimento le Istituzioni spagnole ti potranno accordare direttamente l'iscrizione presso l'ordine spagnolo dei commercialisti*. Tale iter, della durata di circa 6 mesi, potrà essere percorso solo da chi ha svolto la pratica professionale. A seguito dell'iscrizione in Spagna, sarà possibile poi chiedere il riconoscimento del titolo in Italia**.

    *Ricorda che il rilascio del provvedimento da parte delle istituzioni spagnole, che permette l'iscrizione all'ordine spagnolo dei commercialisti, dipende solo ed esclusivamente da una valutazione discrezionale realizzata dalle suddette istituzioni e NON DA UN ESAME IN SPAGNOLO.
    **Ricorda che il rilascio del provvedimento da parte delle istituzioni italiane, che permette l'iscrizione all'ordine italiano dei commercialisti, dipende anche in questo da una valutazione realizzata dalle suddette istituzioni.

    Ma non è finita qui!!!
    L'iter volto all'iscrizione presso l'ordine spagnolo senza sostenere alcun esame potrà da te essere avviato autonomamente od in contemporanea ad un altro procedimento che ********** come sempre ti offrirà in esclusiva.

    Registrati subito alla nostra area studenti per maggiori informazioni oppure contattaci!!!
    Ultima modifica di Nimue del Lago; 05-10-10 alle 13:31 Motivo: evitiamo di promuovere (e/o denigrare) procedure dalla dubbia liceità.
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  21. #71
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    Temo che la strada si stia facendo difficile anche per gli avvocati: guarda un po' qui. Si muoveranno, spero presto, anche per i commercialisti.

    Volevo precisare una cosa però: dici di aver visto la pubblicità al sito che nominavi prima anche su questo forum. Credo che tu ti riferisca agli annunci adsense che google passa su queste pagine; su essi non esiste possibilità di agire da parte del forum: girano automaticamente secondo gli algoritmi applicati da google stesso e li riconosci dalla scritta in fondo .

    Se mi stessi sbagliando, potresti indicarmi dove hai trovato il riferimento?
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  22. #72
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    In testata, di fianco alla scritta Giorgio Tave Forum GT.
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  23. #73
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    Buongirno

    Ok, oggi l'ho visto anche io. Sono appunto gli annunci pubblicitari di adsense: google analizza la pagina, comprende che qui si parla degli esami in Spagna e seleziona le pubblicità in modo che siano il più inerenti possibili. Giorgio Tave non ha voce in capitolo né rapporti diretti con la società che suggerisce questi esami.

    Se entri ad esempio nella sezione dei minimi puoi trovare pubblicità sul regime stesso, su software per tenere la contabilità, ecc. Una spiegazione al riguardo era doverosa.

    Ritornando sull'argomento di cui si parlava qui, sperimento sulla mia pelle ogni giorno come sia difficile essere una brava commercialista, attenta, aggiornata, seria... Il titolo, ad un anno oggi dal conseguimento, mi ha regalato due cose: la libertà di non dover passare tutti i miei dopo-cena a studiare nell'ansia di non riuscire subito a passare l'esame [] e un sacco di spese tra iscrizioni, bolli e tasse []. Il mestiere non è nel titolo ma nei neuroni che ogni giorno cerco di far connettere con le sinapsi.

    Anche ammesso che questo modo di ottenere titoli consenta davvero un'equiparazione in Italia - mi chiedo - ma poi il lavoro come lo porti avanti? Veramente possiamo pensare di essere di fronte a commercialisti preparati che avevano come unica difficoltà il superamento dell'esame? A me pare che nel nostro mestiere l'esame sia stato solo un piccolo scoglio e che le vere prove da superare arrivino dopo. Ma forse avevo solo studiato...


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  24. #74
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    Salve, ho letto un pò la discussione (abbastanza lunga).

    Tralasciando le discussioni sull'esame di stato per accedere ad una determinata professione il cui esito può dipendere da tante cose, ma che resta comunque necessario per discrimanare la volontà e l'intenzione a voler intraprendere una determinata professione.
    (Io non l'ho superato sto ancora aspettando l'esito degli scritti :-(

    Penso una sola cosa, che con la sola pratica o con la sola teoria non si và da nessuna parte. Sono l'una parte dell'altra.
    Il sistema Università crea una forma mentis tale che il discente al compimento del titolo di studio oltre ad avere acquistato delle conoscenze (knowledge) acquisisce anche una maturità tale da far si chè un domani potrà affrontare una nuova sfida lavorativa attraverso un metodo di studio consolidato ben sperimentato durante il superamento degli esami più svariati e fantasiosi.
    In seguito grazie alla pratica può consolidare tali conoscenze (know how) e imparare a muoversi nell'ambito lavorativo. Inoltre stimolato dalla curiosità professionale potrà ben saldare alcune lacune o alcune dimenticanze che derivano dal solo studio teorico.
    Condito tutto ciò con l'esame di Stato, al discente, che dovrà riprendere i libri, (non quelli vecchio perchè obsoleti) ritorna il piacere di studiare e capisce quanto importante è per lui questa pratica che si pensava sepolta al fine di poter migliorare e competere nella vita di tutti i giorni.

    Questa piccola premessa ci fà capire che l'università è importante per affrontare il modo di oggi che non è fatto solo di esperienza pratica ma anche di uno studio continuo visto che il mondo cresce in maniera veloce e se per metterci in pari dobbiamo aspettare l'esperienza ... beh potrebbe essere già tardi !!!
    Voglio riportare un piccolo esempio:
    ai tempi di mio nonno per fare l'infermiere bisognava avere la terza media
    dopo fù introdotto un corso professionalizzante con un piccolo esame,
    poi ci voleva il diploma e il corso
    adesso ci vuole la laurea triennale...ma vi siete mai chiesti perchè???
    Fare l'infermiere non è più : fare le siringhe ai malati come ai tempi di mio nonno, adesso bisogna conoscere i nuovi farmaci, i loro principi attivi, le incompatibilità, bisogna saper utilizzare i nuovi macchinari, computer e software, ed in alcuni ospedale anche l'iphone che è uno strumento di monitoraggio dei pazienti in terapia intensiva. Bhè è vero che anche un diplomato con esperienza è in grado di farlo ma è anche in grado di aggiornarsi???
    E chi me lo garantisce??? Non certo il diploma...ma la laurea si, si basa su un metodo ben consolidato, gli esami e ne sono tanti, e su una tesi di laurea. Tutto questo racchiude volontà, serietà, organizzazione, sacrificio, impegno, maturità, e molte altre doti che in una persona si possono leggere esclusivamente dal raggiungimento di questo obiettivo: la laurea.
    PERONALMENTE mi affiderei di più ad un infermiere giovane che ha studiato ed è preparato che non ad uno dei tempi di mio nonno che sà tutto o almeno crede di saperlo...ma che sicuramente le siringhe le fà bene perchè è pratico ma se poi mi somministra due farmaci incompatibili che mi causano la morte (può capitare che il medico si sbagli o che sia incompetente) che importa così almeno ha fatto esperienza ed ora che è più pratico non ripeterà lo stesso errore (o almeno spero

  25. #75
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    Per quella che può essere la mia esperienza, posso dire che senza gli studi universitari, e in particolare certe materie come Ragioneria, Diritto tributario e Diritto commerciale, non avrei avuto le basi per fare questa professione, nemmeno lontanamente.
    Quando sento qualcuno dire che l'università non serve a niente, in genere parto lancia in resta per contraddirlo.

    Poi, com'è ovvio, la teoria pura da sola non è sufficiente.
    Commercialista on line: vai su www.reteimprese.it/studioaymerich

  26. #76
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    Concordo appieno sull'importanza dell'università. Che poi ci siano ampi, anzi ampissimi, spazi di miglioramento è indiscutibile. Credo che poi negli ultimi anni la qualità dgenerale ell'istruzione sia ulteriormente calata, soprattutto con l'avvento di nuovi soggetti. Ciononostante sono convinto che se uno ha voglia possa imparare e studiare anche se frequenta la peggiorre università.

  27. #77
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    Personalmente penso che l'università di oggi non sia adeguata alla professione (e io mi sono laureato in una ritenuta una delle migliori in economia), io ho notato un abisso tra l'università e la professione e sinceramente la maggior parte della preparazione mi derivava dal diploma di ragioneria, naturalmente per coloro che provengono da un liceo l'università è fondamentale.

    Io ritengo sia la persona a fare il professionista e non il titolo dato che nella professione personalmente ho avuto la fortuna di trovare ragionieri (iscritti all'albo) altamente preparati e commercialisti (dottori) del tutto impreparati (per non direi ignoranti) nella materia.

  28. #78
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    Consulente Fiscale

    Buongiorno, sono nuova del forum e vorrei avere qualche informazione. Ho un diploma universitario in economia e amministrazione delle imprese vecchio ordinamento (riconosciuto laurea triennale in economia), da sei anni lavoro stagionalmente (da marzo/aprile a giugno/luglio di ogni anno) in un caf e tutti gli anni frequento corsi di aggiornamento in materia fiscale. Vorrei aprire uno studio mio di consulenza al cittadino.....oppure collaborare stabilmente con qualche caf o commercialista della mia provincia (Frosinone). Potrei aprire una partita iva come consulente fiscale? E potrei avere accesso ad entratel autonomamente? Vi ringrazio in anticipo per la disponibilità.

  29. #79
    Esperto L'avatar di criceto
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    Non so voi ma io se dovessi partecipare ad una azione bellica preferirei avere al comando un buon sergente che un tenente di prima nomina ...
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  30. #80
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    ...ma quindi concludendo....

    ...al di la delle polemiche e dei vari punti di vista comunque per definizione soggettivi...per le attività che non sono per legge riservate ai soggetti iscritti in albi professionali (dottori commercialisti nel nostro caso)è necessaria l'iscrizione ad una associazione di tributaristi oppure è possibile tenere la contabilità ed ottenere l'abilitazione a entratel per l'invio delle dichiarazioni come libero professionista non iscritto a alcuna associazione o albo?
    Grazie

  31. #81
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    Per avere Entratel bisogna rientrare nelle rigide fattispecie previste nella domanda da presentare all'AGE.
    Ci sarebbe una soluzione.. adeguarsi!

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