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Costituzione società limitata Ltd in UK

Ultimo Messaggio di TaxLawPlanet il:
  1. #1
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    Costituzione società limitata Ltd in UK

    Salve,

    scrivo sul forum perchè è l'unico mezzo italiano sicuro e serio che possa aiutare a risolvere i miei dubbi. Complimenti a tutto lo staff.

    Dato che ho intenzione a breve di aprire p.iva mi sono trovato a discutere con una persona che mi ha consigliato l'apertura di società a londra. Questo perchè il costo è inferiore rispetto a cio' che sono le tasse in Italia.
    Vorrei pero' gentilmente avere maggiori informazioni e cioè se cio' è regolare al 100% e tranquillo nel senso che poi non ci sono intoppi.

    Navigano ho trovato questo link http://www.************.htm oltre a tanti altri che sembrano mostrare l'apertura piu' facile di quanto pensassi...proprio per questo mi sembra strana la cosa.

    RIngrazio in anticipo per la vostra consulenza.
    Ultima modifica di i2m4y; 18-09-07 alle 10:43

  2. #2
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    Finora a quanto pare ho capito che conviene aprire P.IVA in Italia tranquillamente, soprattutto per il fatto che in questo modo almeno mi metto i contributi e sono in regola al 100% anche se le tasse sono piu' alte.

  3. #3
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    hai dato poche informazioni.
    ti ricordo inoltre che la società che ha stabile organizzazione in italia, paga le tasse in italia.

    considera inoltre il maggior costo del commercialista.

    la fiscalità internazionale è uno strumento utile e legale.
    ma bisogna conoscerla bene e i costi di organizzazione sono giustificati solo da alti redditi e reali esigenze economiche.


  4. #4
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    Sei pronto a pagare il commercialista inglese... ho esperienze un po' traumatiche.... sia sulla qualità che sul costo.

  5. #5
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  6. #6
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    Io ho fatto una LTD e mi sono trovato molto bene. Devo dire che ho speso molto meno di quanto costa fare una SRL e ho anche avuto vantaggi fiscali non indifferenti...
    Prova con www.**********.it
    Ultima modifica di i2m4y; 18-09-07 alle 10:44

  7. #7
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    Mi raccomando prepararsi anche alle eventuali contestazioni del tipo di quelle avute dal noto motociclista!

    Paolo

  8. #8
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    Il noto motociclista, anche se ha residenza a Londra, in realtà vive in Italia e quindi deve pagare le tasse in Italia. Se una persona ha una ditta in Uk, ma denuncia il reddito della sua LTD in Italia, non vedo perchè dovrebbe aver problemi.

    Anche io vorrei aprire una LTD a Londra. Abbiamo dei server in Germania e vorremmo vendere in tutta Europa e una SRL costa troppo, la cosa, all'inizio non è fattibile. Se apriamo una LTD risparmiamo molto. Ovviamente i dividendi della LTD vanno messi nella denuncia dei redditi. Mi informerò da un commercialista.

  9. #9
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    Se una persona ha una ditta in Uk, ma denuncia il reddito della sua LTD in Italia, non vedo perchè dovrebbe aver problemi.

    si, ma allora perdi i vantagi fiscal idella minore imposizione fiscale della ltd: se i lreddito lo produci dall'italia perchè hai unastabile organizzazione in italia le tasse le paghi in italia ,qualunqe sia la nazionalità delal società
    www.dominioinvendita.com Oltre 500 domini .com in vendita

  10. #10
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    Mi piacerebbe sapere che cosa si intende per organizzazione stabile. Dall'Italia bastano un PC per gestire i server all'estero. Il resto sono dei server in Germania, ed eventualmente il sito di ecommerce in UK, visto che, forniamo per ora VPS (Virtual Private Server) Unix.

    Forse ls GDF potrebbe dire che avere due portatili per controllare la propria azienda in UK equivale ad avere una organizzazione stabile in Italia. Il punto è proprio questo.
    Ultima modifica di jotafi; 24-09-07 alle 09:31

  11. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da jotafi Visualizza Messaggio
    Mi piacerebbe sapere che cosa si intende per organizzazione stabile. Dall'Italia bastano un PC per gestire i server all'estero. Il resto sono dei server in Germania, ed eventualmente il sito di ecommerce in UK, visto che, forniamo per ora VPS (Virtual Private Server) Unix.

    Forse ls GDF potrebbe dire che avere due portatili per controllare la propria azienda in UK equivale ad avere una organizzazione stabile in Italia. Il punto è proprio questo.

    L'amministratore o gli azionsti della LTD dove risiedono?
    Il lavoro dove viene svolto?

    Il commercialista inglese ha un costo orario e ti calcola anche il tempo che perde per inviarti un'email o per ricevere un tua telefonata.
    Ma puoi farne a meno, fatta eccezione per la dichiarazione annuale che potrebbe costarti dalle 200 alle 300 Sterline.

    Se vuoi maggiori informazioni
    inviami un'email privata

  12. #12
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    Descrizione

    Gli shareholder sono due, massimo tre, residenti in Italia. Il director e secretary lì farei fare al commercialista inglese, credo con un costo totale di £500 annue. L'annual return dovrebbe costare £100 sterline.

    L'attività è quella di vendere online servizi di web hosting per i clienti da tutto il mondo. Il sito sarà in italiano ed in inglese. I server che ospiteranno i servizi sono in germania.

    I pratica siamo in due italiani con residenza in Italia. Il commercialista che ho contattato mi ha detto che la comunicazione via email è gratuita.

    Un altro problema è: siccome dovremo emettere piccole fatture in gran quantità, almeno 100/200 al mese, come funziona la registrazione delle fatture. Le fatture, da parte nostra venrranno generate dal nostro sistema ecommerce in PDF e spedite via email, quindi in modo automatico.

  13. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da jotafi Visualizza Messaggio
    Gli shareholder sono due, massimo tre, residenti in Italia. Il director e secretary lì farei fare al commercialista inglese, credo con un costo totale di £500 annue. L'annual return dovrebbe costare £100 sterline.

    L'attività è quella di vendere online servizi di web hosting per i clienti da tutto il mondo. Il sito sarà in italiano ed in inglese. I server che ospiteranno i servizi sono in germania.

    I pratica siamo in due italiani con residenza in Italia. Il commercialista che ho contattato mi ha detto che la comunicazione via email è gratuita.

    Un altro problema è: siccome dovremo emettere piccole fatture in gran quantità, almeno 100/200 al mese, come funziona la registrazione delle fatture. Le fatture, da parte nostra venrranno generate dal nostro sistema ecommerce in PDF e spedite via email, quindi in modo automatico.
    Non credo che tu abbia risolto nulla con la società UK
    dato che i proprietari sono residenti in Italia, dovranno pagare allo stato Italiano i redditi personali prodotti
    mentre i redditi della società saranno pagati in Inghilterra.

    Per le fatture, dovrai trimestralmente inviare all'ufficio competente il resoconto delle fatture, indicando importo e partita iva dell'acquirente
    Ovvero, rienpire un prestampato...
    che potreti far fare al commercialista, ma la cosa ti costerebbe cara.

    di dove siete?

    Se vuoi maggiori delucidazioni puoi scrvermi a:
    E_mailMiaCitta@miacitta.net
    non rispondo sul forum.
    Grazie

  14. #14
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    Ti ho inviato una mail. Vorrei fare una LTD perchè costa meno della SRL. Pagherò le tasse su dividendi della LTD in ITalia, come è giusto fare.

    La mia paura, come dici te, è quella di pagare conti salati al commercialista inglese.

  15. #15
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    scusa, ma se:
    - i soci della società inglese sono italiani
    - tali soci oltre che a essere cittadini italiani risiedono in italia (non sono quindi cittadini iscritti all'AIRE)
    - curi l'attività dall'Italia (posto che in germania ci sono solo i server e in uk la contabilità, ma scelte commerciali, operative ecc le fai dall'italia), cioè la realzzazione dell'oggetto sociale della tua attività avviene dall'Italia. Anche 'ipotetico amministraote inglese sarebbe un fantoccio, mero esecutore di volintà altrui (le tue) di persone residenti in Italia
    - probabilmente hai familiari in italia con cui vivi
    - per cui il centro dei tuoi interessi econmici e personali è in Italia

    quindi, per quel poco che so io, siamo nel caso di esterovestizione dell'attività. Non è che paghi in Italia le tasse sui dividenti della LTD: sono gli stessi redditi della LTD, in quanto prodotti in Italai da stabile organizzazione in Italia, a essere soggetti alla noramtiva italiana

    Ti segnalo un po' di link online. Buona lettura:
    http://www.commercialistatelematico....rovestita.html
    http://www.fiscooggi.it/reader/?MIva...articolo=26587
    www.dominioinvendita.com Oltre 500 domini .com in vendita

  16. #16
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    grazie dei link

    ti ringrazio delle informazioni.

  17. #17
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    Si, ho letto i due articoli ed hai ragione. In poche parole non posso aprire una ditta estera.

    In Italia una srl costa troppo, quindi, nulla non posso far nulla.

  18. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da mauro1978 Visualizza Messaggio
    scusa, ma se:
    - i soci della società inglese sono italiani
    - tali soci oltre che a essere cittadini italiani risiedono in italia (non sono quindi cittadini iscritti all'AIRE)
    - curi l'attività dall'Italia (posto che in germania ci sono solo i server e in uk la contabilità, ma scelte commerciali, operative ecc le fai dall'italia), cioè la realzzazione dell'oggetto sociale della tua attività avviene dall'Italia. Anche 'ipotetico amministraote inglese sarebbe un fantoccio, mero esecutore di volintà altrui (le tue) di persone residenti in Italia
    - probabilmente hai familiari in italia con cui vivi
    - per cui il centro dei tuoi interessi econmici e personali è in Italia

    quindi, per quel poco che so io, siamo nel caso di esterovestizione dell'attività. Non è che paghi in Italia le tasse sui dividenti della LTD: sono gli stessi redditi della LTD, in quanto prodotti in Italai da stabile organizzazione in Italia, a essere soggetti alla noramtiva italiana

    Ti segnalo un po' di link online. Buona lettura:
    http://www.commercialistatelematico....rovestita.html
    http://www.fiscooggi.it/reader/?MIva...articolo=26587
    Hai colto nel sengo!
    In Italia, non ci deve essere nessuna attività diretta della società, nè dei suoi soci o dipendenti, altrimenti la società dovrebbe aprire una partita I.V.A. italiana.

    La società UK potrebbe avere dei collaboratori italiani, NON DIPENDENTI, che vendono i suoi servizi o prodotti e che percepiscono, con regolare contratto di collaborazine, una percentuale sulle vendite.

  19. #19
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    Che cosa mi consigliate, come tipo di azienda in Italia, per aprire una attività di web hosting come secondo lavoro? Premetto che sono un dipendente full-time, quindi l'azienda mi paga già L'INPS, spero di non dover ripagarla anche per una snc.

    Credo che una ditta individuale andrebbe bene. Dovrei vendere solamente servizi informatici. Non credo che come libero professionista vada bene. Ovviamente le vendite avvengono via ecommerce. Le entrate sono di circa 1200 euro mensili, con circa 400 euro di affitto di server, quindi 800 euro al mese.

    Grazie.
    Ultima modifica di jotafi; 01-10-07 alle 17:05

  20. #20
    Esperto L'avatar di i2m4y
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    Ciao,

    ti sei già risposto da solo.

    Impresa individuale che con ogni probabilità non darà origine a nuovi obblighi previdenziali se secondaria al tuo attuale lavoro dipendente a tempo pieno. Puoi leggere molti topic in merito a questo ultimo aspetto.

    Paolo

  21. #21
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    Ditta individuale

    Si, grazie, ieri ne ho letti alcuni riguardanti webmaster e rivenditori di spazio web. Mi piace il tuo "con ogni probabilità", visto che, l'INPS sembra rappresentare la spesa maggiore.

    A questo punto resta il problema di credibilità di una ditta individuale rispetto ad una srl. Le ditte di successo nel web hosting sono tutte srl, probabilmente un possibile acquirente, io lo faccio, guarda la ragione sociale per vedere se ha a che fare con ragazzetti o con una ditta seria.

    La mia speranza sarebbe quella di aumentare il fatturato per poi fare una srl. Ho letto che una snc può essere tramutata in srl, non credo che sia possibile passare una ditta individuale a srl.

    Grazie per tutte le dritte.
    Ultima modifica di jotafi; 02-10-07 alle 10:51

  22. #22
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    E' invece possibile tramutare la ditta individuale in srl tramite conferimento.

    Purtroppo il corretto regime previdenziale non è chiaro nemmeno ai dipendenti o dirigenti INPS (alcuni soltanto a dir il vero). Io che non sono uno specialista previdenziale non posso certo metter pezza dove altri designati non riescono.

    Paolo

  23. #23
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    "UK" Stesso problema, ma un vero consiglio...?

    Buongiorno, ho letto e riletto diversi topic, anche quelli che mi sono stati segnalati dal mio programmatore web,.. e diciamocelo, qui non ci capiamo molto su queste cose,.. Sentiamo e leggiamo talmente tanti pareri che ognuno dice la sua sull'argomento...

    L'intento è al solito quello di aprire una società in UK o cmq altrove, basta che sia fuori da questa benedetta Italia che ci mangia tutto in tasse. (è proprio vero che in italia o rubi o non vivi,.. se fai una piccola azienda puoi anche chiudere 1 anno dopo?.. grrrr....incomincio a crederci..)...

    Cmq sia, il "progetto" è basato sulla vendita di servizi on-line legati ad un portale turistico (quindi spazi pubblicitari, banner vari, ed implementazioni con servizi aggiuntivi anche essi a pagamento) il tutto strettamente legati al portale che si va a realizzare..

    La domanda è:
    se riusciamo ad aprire una nuova "azienda" vincolata solo ed esclusivamente al portale in costruzione, ne riceveremo beneficio in quanto a tasse (nel senso risparmiamo qualcosa come commercialista e tasse sull'azienda avendo sede in UK??).. - so bene che il mio reddito è in italia e ci pago anche le tasse su quello che becco dalla UK, ma almeno un risparmio sulla ditta ci sarà o è meglio che faccio tutto in italia e mi faccio mangiare tutto? O_o....

    Grazie in anticipo e scusate, ma l'Italia non permette di avere ottime idee e di svilupparle, per questo si cerca altrove!..

  24. #24
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    La continua lettura dei topic non deve sommergere il principio di fondo:

    un business deve essere redditizio ben prima dell'impatto fiscale.

    Se l'impatto fiscale italiano è troppo per il vostro "business italiano" (evitiamo di mascherarlo con fittizie intestazioni) meglio riconsiderare il business.

    Ricordate che società estere servono bene per business esteri.... l'esterovestizione è dietro l'angolo.

    Aprire una ltd UK va bene, se dovete fare business nei paesi anglofoni.... magari è addirittura meglio in qualche altro stato..... ma per fare affari in Italia e con i titolari dell'attività e del potere decisionale in Italia è molto più corretto operare con soggetti italiani...... salvo ripagare "con gli interessi" quando si verrà pizzicati.

    Paolo

  25. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da i2m4y Visualizza Messaggio
    La continua lettura dei topic non deve sommergere il principio di fondo:

    un business deve essere redditizio ben prima dell'impatto fiscale.

    Se l'impatto fiscale italiano è troppo per il vostro "business italiano" (evitiamo di mascherarlo con fittizie intestazioni) meglio riconsiderare il business.

    Ricordate che società estere servono bene per business esteri.... l'esterovestizione è dietro l'angolo.

    Aprire una ltd UK va bene, se dovete fare business nei paesi anglofoni.... magari è addirittura meglio in qualche altro stato..... ma per fare affari in Italia e con i titolari dell'attività e del potere decisionale in Italia è molto più corretto operare con soggetti italiani...... salvo ripagare "con gli interessi" quando si verrà pizzicati.

    Paolo

    Buonasera a tutti, ho letto con molto interesse le risposte date e vorrei sapere se qualcuno ha dei consigli per il mio caso che è simile ma non uguale.
    Sono italiana e residente in Italia e sono stata contattata da una wedding planner inglese per iniziare una collaborazione con lei per organizzare matrimoni di coppie inglesi in Italia. Questa persona che è Inglese ed è già direttrice di una Ltd in Inghilterra mi ha proposto di iniziare una Ltd con lei in cui io sarei socia al 49%, lei dall?Inghilterra gestirebbe la società ed io qui in Italia accompagnerei le coppie a vedere i vari posti e parlare con i fornitori.
    E' possibile per me essere socia di questa Società? Devo prendere una Partita Iva o c'è un modo particolare di gestire queste cose?
    Posso essere socia di questa società rimanendo in regola con lo stato italiano? Ed essendo i soci in entrambi gli Stati e svolgendo attività in entrambi gli Stati come ci si deve comportare? Premetto che il potere decisionale lo avrebbe la mia socia in Inghilterra.

    Grazie a tutti coloro che vorranno aiutarmi,


    Meggy

  26. #26
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    Ciao e benvenuta,

    non mi occupo direttamente di questa tipologia di consulenza estera, ma mi sembra che tu legittimamente potresti partecipare a quella società. Un commercialista inglese potrebbe darti indicazioni in merito.

    Logicamente dovresti ben meditare una società con un socio sconosciuto e straniero. Lavorare come consulente italiana di quel soggetto estero ?!?!????

    Paolo

  27. #27
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    Ciao e benvenuta,

    non mi occupo direttamente di questa tipologia di consulenza estera, ma mi sembra che tu legittimamente potresti partecipare a quella società. Un commercialista inglese potrebbe darti indicazioni in merito.

    Logicamente dovresti ben meditare una società con un socio sconosciuto e straniero. Lavorare come consulente italiana di quel soggetto estero ?!?!????

    Paolo

    Grazie per la risposta. Sto prendendo informazioni anche da un commercialista inglese e da uno italiano per avere varie indicazioni. Per quanto riguarda il socio sconosciuto, non sono preoccupata, è venuta in Italia la settimana passata ed abbiamo valutato insieme la nostra collaborazione, per quanto riguarda la costituzione della società io non perdo niente se non un po' del mio tempo se va male, sarà la mia socia a pagare le spese iniziali in cambio del 51% della società. Da questo punto di vista mi sento sicura.

  28. #28
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    Bene,

    per te potrebbe essere anche conveniente.
    Corretta iniziativa l'esserti rivolta ai due consulenti.

    Paolo

  29. #29
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    Ma se non ci sono i soldi.....non ci sono alternative alle srl in Italia, che costano meno?? :-P

  30. #30
    Esperto L'avatar di i2m4y
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    Certo,

    società di persone (snc e sas)
    o
    imprese individuali

  31. #31
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    Ciao Paolo...

    volelo, fare una premessa, prima di elencare i miei dubbi:

    Da quello che ho letto un po' in giro, se un italiano, fa un Ltd inglese, o una LLC nel Delaware, e poi vuole operare in Italia, senza incorrere nel gravissimo reato di esterovestizione, deve registrarsi una sede secondaria in Italia, e quindi effettuare apertura di regolare partita IVA, nomina quindi di un rappresentante fiscale in Italia, e comunicazione al REC (camera di commercio).
    Ciò la autorizza ad operare commercialmente in Italia, e a pagare le tasse in Italia per l'utile conseguito con le operazioni di vendita effettuate con sogetti italiani, e a versare ovviamente l'IVA.

    Ciò premesso, mi sorge spontanea una domanda:
    - tutto ciò, esonerebbe il rappresentante fiscale italiano, che poi sarebbe una sorta di direttore generale della sede secondaria operante in Italia, dall'obbligo di iscrizione alla cassa previdenziale (INPS)?
    - si è esonerati dal pagamento della tassa annuale di iscrizione della camera di commercio, visto che non si è formalmente iscritti?
    - vista la nomina di un rappresentante fiscale in Italia, l'apertura di PIVA, e comunicazione al REC, si è totalmente a posto dal punto di vista fiscale e normativo?

    Grazie per le eventuali correzioni e per le cortesi risposte.
    Fabrizio

  32. #32
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    dubbi

    Io credo che per star tranquilli la ditta andrebbe aperta in Italia. Per togliersi i dubbi ci vorrebbe un legale esperto di norme fiscali internazionali. Il costo per una consulenza partono dalle 4000 euro, per quanto sono venuto a sapere. Quinidi aprire una ditta all'estero conviene a chi ha un giro di soldi discreto.

    La cosa principale è, come è stato spiegato in questo thread, dove risiedono i titolari. Se i titolari sono italiani il reato c'è. Soprattutto se vendi in Italia sei esposto a verifiche. Ti ci vorrebbero dei soci stranieri: in questo modo la direzione della ditta sarebbe solamente in parte italiana.

    Aprire una ditta in UK ti conviene se lavorerai anche sul mercato in UK. Altrimenti lascia perdere. La ditta in Delaware è molto più sicura, i soci sono protetti da privacy ed i loro nomi non sono pubblicati.

    Aprire un ufficio di rappresentanza servirebbe ad avere una "interfaccia" con l'Italia. Al contrario se apri una sede italiana con p. iva la cosa si fa più seria ma non so le implicazioni.

    Ovviamente io non sono un commercialista e quindi prendi "con le molle" quello che ti ho detto.

  33. #33
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    Condivido, per piccoli business Italiani si usino soggetti italiani.

    Per business localizzati altrove si usino soggetti esteri.

    Un ns. cliente ha anche il controllo di una LLC delaware, ma le serve per controllare le due controllate statunitensi e per operare su quei mercati.
    Il volume di affari è di dimensioni adeguate a tale struttura.
    In Italia opera la capogruppo di diritto Italiano.... eppure di soldi in pianificazione fiscale internazionale ne sono stati spesi tanti in anni passati.... un motivo ci sarà.

    Paolo

  34. #34
    User Newbie L'avatar di praetorianus
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    Grazie per la risposta.

    In effetti, leggendo in giro, l'errore più comune, è che molti pensarno che aprire una ltd inglese o una LLC delaware, sia conveniente per operare in italia (ovviamente registrandosi la sede secondaria al fisco italiano).

    Molta gente cade in questo "errore" in quanto, pensano che così facendo, risparmiano soldi di costituzione, versamenti previdenziali, e balzelli vari.

    Per i piccoli business, soprattutto all'inizio, la cosa migliore, è di farsi una ditta individuale, e pagare regolarmente i famosi 2500 euro l'anno all'INPS.

    Addirittura, se la ditta viene intestata ad un lavoratore dipendente a tempo pieno, pare che si risparmi pure il versamento contributivo all'INPS di 2500 euro annui (sempre chiedendo caso per caso direttamente all'INPS).

    Ovviamente, la cosa migliore, è sempre quella di chiedere ad uno o più commercialisti, e lasciar perdere la costituzione di ste ditte estere, che molti propinano come super convenienti...

    Fabrizio

  35. #35
    tom
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    Salve, l'argomento delle LTD appare ciclicamente perche' - secondo me - rimangono non risolti alcuni punti di fondo.
    In particolare la domanda di praetorianus circa gli adempimenti di una LTD - costituita in UK ma regolarizzata in Italia - per evitare l'accusa di esterovestizione. Tutto secondo legge, ma che ne e' di Irap ed INPS (confrontando con una SRL equivalente) ?
    Perche' se si verificasse che non sono dovute (ricordo che i soci lavoratori di una SRL devono versare il 20% all'INPS), si avrebbe immediatamente un vantaggio notevole con la via LTD - anche pagando l'Ires - pur se il business e' localizzato in Italia.
    Sto cercando riferimenti normativi a questo approccio (in particolare su come debba avvenire la regolarizzazione) ma nessuno sembra saperne nulla.

    L'altro punto e' che anche nel caso di business totalmente all'estero, se i soci sono residenti in Italia, si avrebbe esterovestizione a meno che questi dimostrino di non avere facolta' decisionali nell'amministrazione.

  36. #36
    User L'avatar di Franco_UK
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    Dispiace leggere quanta disinformazione e' presente anche nei professionisti contabili.
    - L'esterovestizione e' un reato e bisogna non commetterlo.
    - Il consulente italo/inglese serve proprio a questo
    Poi che per un Business di 10k euro sia poco utile, questo lo condivido, in quanto qualsiasi societa' e' poco utile.
    Allora su questo punto concordo con Paolo dove dice "Rivedete il Business"

    Ciao a Tutti

  37. #37
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    Mi limito a ri-segnalare l'articolo del Sole 24 Ore qui sotto:

    http://www.giorgiotave.it/forum/lang...tml#post492846

    Ad ognuno le sue conseguenti decisioni.

    Paolo

  38. #38
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    Non e' costoso aprire una società SRL in Italia !
    Bensi è costoso o impossibile detenere una società se non si è in grado di realizzare profitto !
    Il problema resta il solito...l'imprenditore che non e' in grado di creare plusvalenze deve avere il coraggio di tagliare le perdite. Come ? Chiudendo l'impresa prima di trovarsi in situazioni finanziare disastrose.
    Per chi inizia la cosa e' piu' semplice, vi sono possibilità interessanti e completamente legali per partire "in vantaggio" rispetto ad altre imprese, ma deve essere chiaro che dopo tre anni non si puo fatturare 8.000 euro e lamentarsi che si pagano troppe tasse !
    Un onesto commercialista o consulente puo' valutare con voi le reali possibilità di avviamento anche con investimento "0", ma l'imprenditore deve assolutamente centrare il core business e crescere velocemente.
    Non credete ai luoghi comuni : LTD, off shore,compro prima e pago dopo,non ti costa nulla,la concorrenza e' sleale,tizio lavora in nero, si pagano troppe tasse ecc.Se siete in grado di macinare utili riuscirete sicuramente,e non dimenticate che il problema non sono le tasse semmai le imposte che peraltro su redditti minimi incidono molto poco.
    Parliamo di un individuo singolo....
    Quando pensate a lavorare in proprio fatevi queste semplici domande : chi o che cosa acquisterà il mio servizio o prodotto ? Quanto pagheranno ? Per quante volte ? Quanti saranno i miei clienti ?
    Se a distanza di due o tre anni, la differenza tra i vostri costi e i ricavi non sarà almeno 25.000 euro... significa che il vostro e' un business da chiudere, nessun angelo nemmeno all'estero potrà aiutarvi perche il progetto e' fallito.
    Si, e' vero siete liberi di guadagnare meno ! Ma l'ultima cosa che vi auguro e di fare l'imprenditore sfigato. Perche? Perche distrugge le relazioni sociali e la vostra salute ! Allora, dopo tutto questa pappardella che serve solo come spunto di meditazione consiglio semplicemente a neo imprenditori di partire bene oppure attendere !
    Ultima modifica di pioppo; 18-06-08 alle 16:13

  39. #39
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    Buongiorno,
    purtroppo la discussione è un po' datata, non so se la leggerete.
    ho aperto una società inglese, poi prima di fare qualsiasi operazione ho costituito una stabile organizzazione in italia.
    100% soci italiani, 100% attività in Italia.
    La so italiana sta effettuando tutte le registrazioni contabili/iva ect tipiche di una società residente.
    A fine anno, in italia dichiarerò il dividendo senza alcun problema.
    Rispetto ad una srl di diritto italiano, non andremo a risparmiare e quindi ad evadere 1 centesimo.
    in questo caso l'esterovestizione è stata solo ai fini pubblicistici, perchè vogliamo far vedere la società ai clienti come grande.
    ma in realtà l'amministrazione italiana non riceverà 1 centesimo meno di una srl italiana.
    Assolti gli obblighi fiscali (che rispetto in pieno), non siamo in UE, con la conseguente liberà libertà di insediamento?
    oppure, sig. moderatore, crede che anche questo mio pensiero possa essere eccepito e sanzionato?
    grazie,

  40. #40
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    Citazione Originariamente Scritto da Batcon Visualizza Messaggio
    ma in realtà l'amministrazione italiana non riceverà 1 centesimo meno di una srl italiana.
    Eccetto forse per i costi di costituzione, praticamente irrisori in UK
    Per inps e compagnia bella? gli amministratori sono residenti dove?

    Citazione Originariamente Scritto da Batcon Visualizza Messaggio

    Assolti gli obblighi fiscali (che rispetto in pieno), non siamo in UE, con la conseguente liberà libertà di insediamento?
    oppure, sig. moderatore, crede che anche questo mio pensiero possa essere eccepito e sanzionato?
    grazie,
    io non lo sanziono, anzi lo approvo in pieno

  41. #41
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    la ringrazio per la celere risposta! appunto, solo per i costi di costituzione (cmq a fine anno avrò anche il costo del contabile che depositerà il bilancio in uk, ovvero copia del bilancio italiano).
    l'amministratore è residente in italia (io appunto) per questo dichiarerò il dividendo della uk in unico in ita.
    Anche irap: pago senza pensarci due volte, non voglio rogne.
    Il giorno è stato creato solo per dare un nome internazionale alla società.
    Io credo lo schema funzioni, ma ho già fatto un draft di ricorso.
    le auguro buon weekend,

  42. #42
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    ho scritto "il giorno", ma volevo dire: il gioco

  43. #43
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    Ma in Germania non è propio così...

    Vorrei aggiungere un commento. Io vivo in Germania e qui le Ltd companies britanniche sono viste in modo molto più aperto.

    E' più che normale che un commercialista tedesco suggerisca alle startup di non aprire una GmbH tedesca (l'equivalente della Srl italiana) bensì una più economica Ltd company britannica e registrarla in Germania.

    Mi risulta che in Germania siano state registrate oltre 20mila Ltd companies britanniche da parte di piccoli imprenditori e questo numero sia in rapido aumento.

    Un consulente locale mi ha detto che le autorità tedesche non osteggiano in alcun modo questo processo (anche perché c'è una sentenza comunitaria che vieta agli stati membri qualunque forma di discrimazione). L'Unione Europea promuove infatti il diritto dei cittadini ad aprirsi un business dove vuole - nello stato dell'unione che offre le migliori condizioni - fermo restando l'obbligo di dichiarare i guadagni nel paese di residenza.

    Tutto ciò non ha nulla a che vedere con l'evasione fiscale (anche perché in Germania chi non paga le tasse rischia la galera per davvero) ma solo con il risparmio sulle spese di costituzione e di gestione.

    Mike

  44. #44
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    Ciao Mike, sono d'accordo con te. Infatti l'unione europea promuove questo processo. Che è, se vogliamo ben vedere, semplicemente un incentivo alla concorrenza e all'efficienza del mercato.

    Costituire una società in italia è costoso (si parla di qualche migliaio di euro solo per spese notarili). Costituire una società in uk è economico: si parla di qualche centinaio di sterline.

    In un sistema concorrenziale, dato che il "prodotto" è il medesimo, il prezzo dovrebbe livellarsi verso il basso altrimenti i consumatori compreranno in Uk invece che in Italia il "prodotto" società.

    Evidentemente in germania questa semplice legge di mercato è stata recepita. E migliaia di piccoli imprenditori hanno aperto società in UK.

    In italia siamo sempre un po' indietro. E forse questa legge di mercato sarà capita a pieno tra 5-10 anni

    Questo al netto di ogni risparmio fiscale, una società è semplicemente un "prodotto" che ti permette di svolgere una attività. E' logico che chi è informato acquisti questo prodotto dove costa meno
    Ultima modifica di Leonov; 29-08-09 alle 09:50 Motivo: Quote inutile.

  45. #45
    tom
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    Salve a tutti, continua a sfuggirmi l'inquadramento razionale del caso misto di societa' costituita in UK da residenti italiani (residenti stabilmente in Italia) che svolga il proprio business totalmente all'estero (cioe' per clienti esteri, es. vendendo servizi informatici).

    La normativa vigente rende il tutto un reato di esterovestizione o meno a seconda di dove vengano prese le decisioni gestionali (gli altri requisiti sarebbero ok).
    Se il socio e' unico, immagino sia difficile sostenere che faccia un viaggio a Londra di tanto i tanto per gestire la societa', pero' ... magari e' corretto.
    Se i soci sono due, e' piu' sostenibile, e meglio ancora se vi sono soci non residenti.

    Pero' l'intero argomento e' alquanto scivoloso.

  46. #46
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    Scusami Tom, ma non condivido.
    L'esterovestizione è un aspetto fiscale.
    Non è vietato costituire società all'estero, ma le tasse si pagano dove il reddito si produce.
    io ho una ltd inglese, sono italiano residente in italia.
    Quindi devo pagare le tasse in Italia (appunto la ho registrata in Italia).
    Alla fine ho risparmiato solo l'avvio (notaio, capitale sociale).
    E' diverso che usa in Italia la società inglese incassando all'estero e non dichiarando in Italia.

  47. #47
    tom
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    Tuttavia se la LTD opera esclusivamente con clienti esteri, ed e' registrata in UK, direi che il reddito e' prodotto all'estero.
    Quindi sembrerebbe logico che la societa' paghi le tasse sugli utili societari in UK (sarebbe IRES in Italia).
    Poi i soci residenti in Italia pagheranno in Italia l'IRPEF sugli utili percepiti, dichiarando una partecipazione in societa' estera. Si tratta di due tassazioni differenti.

    Invece se il fisco dimostra che il titolare (o i soci), in quanto residenti in Italia, prendono in Italia le decisioni gestionali, allora si configura un reato di esterovestizione, anche se la localizzazione del business societario e' all'estero.
    In sostanza il fisco vuole anche l'equivalente dell'IRES (se fosse una SRL), non si accontenta di tassare l'utile dichiarato dai soci qualificati.
    E' qui che sta l'anomalia italiana.
    Ultima modifica di tom; 01-09-09 alle 08:55

  48. #48
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    Citazione Originariamente Scritto da tom Visualizza Messaggio
    In sostanza il fisco vuole anche l'equivalente dell'IRES (se fosse una SRL), non si accontenta di tassare l'utile dichiarato dai soci qualificati.
    E' qui che sta l'anomalia italiana.
    Beh, diciamo che come spesso accade forse qualcuno in passato ha esagerato con queste società "scatole vuote" ed il fisco italiano ha tirato le corde.

    Se compri delle azioni della Jaguar e ne divieni comproprietario e partecipante agli utili nessuno ti accuserà mai di esterovestizione, mentre se possiedi la maggioranza di una ltd dislocata fuori del territorio e non ci sono apparenti motivi per cui la tua ltd abbia sede all'estero, tu ne sei l'amministratore e continui a risiedere in italia , insomma... devi ammettere che la cosa puzza.
    Non mi venire a dire che si costituisce una ltd in uk perchè è più "comoda"

    Poi va da se che la cosa migliore sarebbe unificare la tassazione e colmare l'abisso che adesso esiste tra quella italiana e quella uk (o irlandese, o francese, etc). Ma questo è tutto un'altro discorso.

  49. #49
    tom
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    Citazione Originariamente Scritto da Tomcat Visualizza Messaggio
    ...mentre se possiedi la maggioranza di una ltd dislocata fuori del territorio e non ci sono apparenti motivi per cui la tua ltd abbia sede all'estero, tu ne sei l'amministratore e continui a risiedere in italia , insomma... devi ammettere che la cosa puzza.
    Se - come detto sopra - i motivi sono un business completamente localizzato all'estero, non direi che la cosa puzzi, o e' quantomeno questionabile.
    Alla fine l'unico motivo di attrazione e' la residenza del socio/amministratore, ma basta questo per l'accusa di esterovestizione (per la legge basta un solo motivo dei tre possibili).
    Ad es. i miei clienti sono svizzeri, viaggio spesso per gestirli, ma in quanto residente italiano questo non basta al fisco italiano per giustificare una LTD in UK o una domiciliata svizzera.
    Mentre sarebbe normale per il resto d'Europa.

  50. #50
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    Un mio amico vive a Londra e vorremmo aprire una Ltd

    Lui tiene i contatti e compra la merce, io qui in Italia la rivendo e cerco clienti.

    Suppongo che non ci siano problemi di esterovestizione.

    Io che devo fare per mettermi in regola?

    grazie

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