Salve a tutti,
apro questa discussione su questo forum per approfondire una questione a me legata personalmente.


Mia madre è proprietaria al 50% di un immobile con annesse dipendenze insieme al suo compagno, che detiene l'altro 50%. Entrambe sono vedovi ed io sono l'unico erede legittimo di mia madre, mentre il suo compagno ha una figlia che anche lei è unica erede. Questa figlia è poi residente insieme al proprio coniuge all'interno del suddetto immobile.


Effettuando una visura catastale sull'immobile in questione e, in seguito, richiedendo gli atti depositati dal notaio (nel 2012), ho scoperto che mia madre ha donato la nuda proprietà della sua parte di immobile (con annesse dipendenze) alla figlia del compagno, riservandosi l'usufrutto vitalizio. In questo modo, la beneficiaria della donazione si è assicurata alla morte di mia madre e di suo padre la proprietà al 100% dell'immobile.


Molto probabilmente questa donazione non è una specifica volontà di mia madre e penso che sia stata in un qualche modo 'raggirata', visto il suo stato di salute e l'età avanzata.


Ho consultato in merito alla questione un legale, che una volta studiati gli atti, che ha ritenuto che è possibile intraprendere un'azione di riduzione sul patrimonio solo dopo il decesso di mia madre, in quanto subentrerò come erede a tutti gli effetti.


Alla luce di quanto detto, avrei due quesiti da porre:


1. E' dunque possibile intervenire solo e soltanto dopo la morte di mia madre in qualità di erede, oppure è possibile mettere in atto un'azione legale volta a modificare tale atto di donazione mentre mia madre è ancora in vita?


2. E' inoltre possibile che la beneficiaria della donazione possa annullare l'atto di donazione e convincere mia madre ad effettuare una simulazione di vendita?


Spero che il problema e le domande esposte risultino chiari, nel frattempo ringrazio chiunque risponderà ai miei quesiti;


Cordiali Saluti