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collaborazioni occasionali e contratto a chiamata

Ultimo Messaggio di MarcoR il:
  1. #1
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    collaborazioni occasionali e contratto a chiamata

    Ciao a tutti!

    innanzitutto grazie per le ottime informazioni sulle collaborazioni occasionali...una ventata di chiarezza!

    Io sono una decoratrice ed eseguo anche lavori di restauro, da gennaio mi capiterà certamente di svolgere lavori come collaborazioni occasionali (almeno se va tutto bene!!!).
    Per arrotondare lavoro la sera in un locale ove figuro con un "contratto a chiamata"...

    Domanda:ciò che percepisco con questo contratto in che modo può influire con le mie eventuali collaborazioni occasionali?
    Rientra nei 5000?
    Viene sommato ad esse come reddito finale?

    E' un contratto che non conosco e il proprietario del locale non ne sapeva molto, potreste aiutarmi voi?

    Grazie!

  2. #2
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    Per quanto ne so io il contratto a chiamata detto anche contratto di lavoro intermittente è a tutti gli effetti un contratto di lavoro dipendente che può essere indeterminato o a tempo determinato, quindi fa cumulo come reddito finale ma non rientra nei 5000.

  3. #3
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    Ti ringrazio!!
    Ma allora io alla fine dell'anno lo dovrò dichiarare?
    So che non sono obbligata visto che non ho proprietà...
    Dovrò farmi rilasciare qualcosa di specifico?

  4. #4
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    (Il mio non è un parere legale)
    Se quest'anno non hai fatto collaborazioni occasionali, ma solo il lavoro a chiamata, nel 2007 non è necessario fare alcuna dichiarazione.
    Se nel 2007 svolgerai anche collaborazioni nel 2008 farai il 730.

    Devi farti rilasciare il CUD 2007 per il lavoro svolto quest'anno, non ora però.

    Ciao
    Ultima modifica di fausand; 17-12-06 alle 21:30

  5. #5
    Esperto L'avatar di i2m4y
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    Ciao e benvenuta, purtroppo conosco solo per nome il contratto a chiamata.... preferisco non rispondere senza approfondire un caso che per me sarebbe raro.

    Paolo

  6. #6
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    Grazie mille a entrambi!!
    Ho un'altra domanda...sono proprio ignorante su queste cose, scusatemi...

    Per "pubblicizzare" un pò il mio lavoro e per agevolarlo quando ricevo dei contatti ho fatto un sito internet...non sono in nessun motore di ricerca, ma avendo letto una discussione attiva al proposito sul forum, mi è venuto il dubbio di correre qualche rischio a livello legale...

    Io non ho ancora PIVA, possono nascermi problemi?

    Grazie!

  7. #7
    Esperto L'avatar di i2m4y
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    Personalmente eviterei di farmi pubblicità se rendo prestazioni occasionali..... darebbe l'idea della professionalità.

    Paolo

  8. #8
    Esperto L'avatar di Robi Callipo
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    ciao haudrey,
    ti giro il contenuto di alcune slide di un corso fatto ( ): valuta se può aiutarti a chiarire le idee... il contenuto è generico, un adeguata valutazione andrebbe poi fatta sul tuo caso specifico...

    Il contratto di lavoro intermittente o a chiamata è un contratto di lavoro subordinato mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro per :
    a) svolgere determinate prestazioni di carattere discontinuo o intermittente secondo le esigenze individuate dai CCNL
    oppure
    b) svolgere prestazioni in determinati periodi nell’arco della settimana, del mese o dell’anno ai sensi dell’art. 37 del D.lgs 276/2003
    Può essere stipulato
    g da qualunque impresa che abbia effettuato la valutazione dei rischi ai sensi del D.lgs 626/94 e succ modif. e integrazioni
    g Con qualunque lavoratore per prestazioni di carattere discontinuo indicate dalla tabella allegata al R.D. 6 dicembre 1923 n. 2657 ( in attesa di regolamentazione dei contratti collettivi)
    g Con lavoratori con meno di 25 anni o con più di 45 anni, anche pensionati e indipendentemente dall’attività
    g NON PUO’ ESSERE STIPULATO DALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
    Può essere stipulato
    g Nei week end ( da venerdì dopo le 13 alle 6 di lunedì mattina
    g Vacanze natalizie: 1 dicembre- 10 gennaio
    g Vacanze pasquali: domenica delle palme – martedì successivo al lunedì dell’Angelo
    g Ferie estive: 1 giugno – 30 settembre
    Ulteriori periodi possono essere individuati dai CCNL
    g Può essere a tempo indeterminato o determinato ( non si applica d.lgs 368/2001)
    g Forma del contratto: scritta
    g Elementi essenziali del contratto:
    Durata
    Motivi di ricorso
    Luogo
    Modalità di disponibilità
    Preavviso ( non inferiore a 1 giorno lavorativo)
    Trattamento economico normativo
    Indennità di disponibilità
    Tempi e modalità di pagamento
    Modalità di rilevazione della prestazione ( registro presenze, badge..)
    Eventuali misure di sicurezza specifiche


    Al lavoratore è dovuto un trattamento economico pari a quello spettante ai lavoratori di pari livello e mansione, riproporzionato in base all’attività effettivamente svolta
    L’indennità mensile ( non inf. 20% della retribuzione) è dovuta per i periodi di inattività e solo se il lavoratore si sia obbligato a rispondere immediatamente alla chiamata ( fatta eccezione per il lavoro in determinati periodi)
    Tale indennità non spetta nei periodi di malattia o di altra causa che renda impossibile la risposta alla chiamata.
    Il rifiuto di rispondere alla chiamata senza giustificato motivo può comportare:
    a) La risoluzione del rapporto
    b) La restituzione della quota di indennità di disponibilità
    c) Il risarcimento del danno

    FONTI:

    g D.LGS276/2003 ( artt. 33- 40)
    g D.lgs 251/2004 ( art. 10)
    g D.M. 10 /03/ 2004 ( quantificazione indennità di disponibilità)
    g D.M. 23 ottobre 2004 ( attività per cui è ammesso il lavoro intermittente in attesa dei CCNL)
    g Nota Ministeriale 12 luglio 2004 ( utilizzo nei week end o in periodi predeterminati )
    g Circolare Ministeriale n. 4 del 3 febbraio 2005 ( indicazioni operative)
    g Legge 80/2005, art. 1 bis ( “soggetti con – di 25 anni e con + di 40 anni anche se pensionati”)

    ciao
    robi callipo

  9. #9
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    Ciao a tutti. vi ringrazio sin da ora per l'attenzione. ho un problema praticamente analogo a quello di haudrey. in pratica negli ultimi anni, 3 per essere precisi, per pagare l'università ho collaborato con un'azienda che si occupa di sviluppo di siti web. ho sempre stipulato contratti di collaborazione occasionale e non ho mai superato il limite di 5000euro annui (mediamente ho percepito da tale società 1500 euro l'anno).
    ora per arrotondare da circa 2 settimane lavoro come barista con contratto a chiamata. le mie domande sono le seguenti:
    1. negli anni passati, su consigli di conoscenti e visto le cifre irrisorie guadagnate, non ho mai fatto la dichiarazione dei redditi. questo anche perchè tutti mi hanno sempre detto che sarebbe stato meglio se io fossi figurato sempre a carico dei miei genitori. Ho sbagliato? Nel caso si può rimediare?
    2. sapendo che il reddito derivante dal lavoro come barista fa cumulo con quello delle prestazioni occasionali ora credo, visto che le cifre saranno maggiori, sia opportuno fare la dichiarazione dei redditti. è corretto? nel caso devo farla a partire da che anno o entro che termini?
    3. facendo la dichiarazione dei redditi non risulto più a carico dei genitori oppure se non oltrepasso certi limiti di reddito lo sono ancora?
    Grazie mille.

  10. #10
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    Ciao
    Quello che so io a proposito è che, se tu vivi ancora con la tua famiglia, ovvero fai parte del nucleo familiare, puoi "uscire" dal carico dei tuoi genitori solo con un reddito annuo di 7500 euro.

    Non so però come vengano considerate a tale proposito le collaborazioni occasionali

  11. #11
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    ciao roby callipo

    Grazie mille per le informazioni sul contratto, non avrei potuto ottenere di meglio!!!

  12. #12
    User Newbie
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    Grazie mille haudrey. anche io avevo sentito ci fosse il limite dei 7500 euro. Qualcuno di voi comunque sa dirmi qualcosa in più? Soprattutto se magari le collaborazioni occasionali creano qualche "problema" se si è carico?

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