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Pubblicità su sito web >> (deontologia professionale)

Ultimo Messaggio di Arturobamo il:
  1. #1
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    Pubblicità su sito web >> (deontologia professionale)

    Salve a tutta la Community,
    Sono un libero professionista, ho uno studio di ingegneria civile, e come attività integrativa realizzo siti internet. Ho regolare partita IVA quale studio tecnico di ingegneria.
    Potrei inserire dei banner pubblicitari nei miei siti, fatturando alle imprese con la mia partita iva? Se devo fare modifiche o integrazioni alla mia posizione IVA, cosa dovrei fare?
    Vi ringrazio anticipatamente.

  2. #2
    Consiglio Direttivo L'avatar di lorenzo-74
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    Ciao carmelo777 e benvenuto nel Forum GT

    Temo che tu non possa farlo per due ragioni:

    - inquadramento come professionista e non come impresa
    - codice deontologico

    Non ti nascondo comunque che l'argomento riguarda anche me, visto che abbiamo posizioni simili;

    in realtà io qualche volta realizzo siti internet (fatturandoli con la partita iva da architetto), ma senza vendere ne servizi (ad es. hosting) ne tantomeno pubblicità o adsense. Quindi attività pura di webdesigner e grafica digitale

    Attendiamo qualche altra posizione chiarificatrice.
    Sposto in problemi fiscali del web
    Ciao
    Ultima modifica di lorenzo-74; 21-06-08 alle 16:10

  3. #3
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    Eppure qualcosa mi dice che si può aggirare l'ostacolo, qualora ci fosse...

  4. #4
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    Onestamente non se ne può più di queste storie: questo non si può fare, quest'altro non è lecito.
    Negli Stati Uniti, puoi fare 100 mestieri. In Italia ci sono paletti ogni "metro".
    Ma per quale motivo un architetto non dovrebbe poter fare un sito internet, per quale motivo un ingegnere non potrebbe fare il pittore, il dipendente non può far un secondo lavoro. Insomma una personalità poliedrica (o semplicemente che ha bisogno) non può esprimersi come meglio crede.
    Insomma, ribelliamoci a questi codici scritti da non si sa chi e appartenenti al Medioevo.
    Scusate lo sfogo, ma l'Italia, e cioè chi governa di volta in volta, si rende conto che il Mondo è cambiato.
    Ogni giorno si perdono occasioni di lavoro e di guadagno, per la paletti, lacci e lacciuli assurdi.
    Ultima modifica di Arturobamo; 22-06-08 alle 00:49

  5. #5
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    Ti quoto, caro Arturo, ti quoto, eccome...
    Nessuno vuole rubare, ma penso sia esagerato e troppo burocratico aprire mille Partite IVA, quando già con una potresti assolvere a tutti gli adempimenti verso il fisco.

  6. #6
    Consiglio Direttivo L'avatar di lorenzo-74
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    Citazione Originariamente Scritto da Arturobamo Visualizza Messaggio
    Ma per quale motivo un architetto non dovrebbe poter fare un sito internet, per quale motivo un ingegnere non potrebbe fare il pittore
    Ciao Arturobamo e Benvenuto nel Forum GT

    Attenzione però.
    Anche in Italia c'è la possibilità di svolgere più di una attività; esistono però delle limitazioni, come ad esempio per le professioni protette

    L'architetto può fare siti internet e grafica digitale, l'ingegnere anche.
    Ma sempre all'interno dell'attività libero - professionale.

    Vendere oggetti, servizi o pubblicità, però, non rientra tra le attività contemplate per le professioni intellettuali; quindi io penso che sia consigliabile, per non incorrere in sanzioni fiscali o deontologiche, di limitarsi al webdesign.
    Ultima modifica di lorenzo-74; 22-06-08 alle 11:28

  7. #7
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    Sì, sì, sicuramente ci sono i paletti legali. Ma sono proprio quelli che sono inconcepibili. Negli Stati Uniti un medico può fare il cameriere.
    Sanzioni deontologiche... altre assurdità. Qualcuno scrive dei regolamenti e devo per forza accettarli. Io credo che l'unico regolamento esistente e sensato è la Legge. Niente più, nè regolamenti deontologici, di gruppi di potere. Se divento architetto devo poter fare quello che mi pare nel rispetto della Legge e oserei dire Europea, non dei Romani.
    Il mio ragionamento è in generale e non solo per architetti o ingegneri. Se la Costituzione mi concede il diritto al lavoro, devo poterlo esplicare come mi pare. Devo poter lavorare 24 ore al giorno (se voglio) o zero ore al giorno. E' una mia scelta.
    Una persona con più saperi non può sfruttarli? Perchè? Lasciateci liberi di lavorare.
    Ultima modifica di Arturobamo; 23-06-08 alle 15:36

  8. #8
    Consiglio Direttivo L'avatar di lorenzo-74
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    Ciao Arturobamo
    Sinceralmente parlando non condivido il tuo punto di vista!
    Che ne pensi di un architetto o ingegnere che si mette al centro della piazza a volantinare e con striscioni tipo: Udite Udite: "ti ristrutturo la casa a metà prezzo", "per una DIA e per un docFa offro un piano di sicurezza in regalo".
    O un commercialista che ogni 2 contabilità ne offre una in regalo.
    O un medico che ogni 2 visite offre un botulino in omaggio.

    Secondo la mia opinione il codice deontologico serve, altrimenti se chiunque facesse come gli pare non solo si minerebbe il decoro delle professioni, ma potrerebbe ad un inesorabile scadimento dei servizi, a tutto svantaggio dei consumatori finali.

    Si può discutere se è giusto per un ingegnere vendere hosting o mettere adsense, ma alcuni paletti comunque per me è giusto che ci siano.

    Naturalmente è il mio modestissimo parere.

    Ciao

  9. #9
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    Nemmeno io condivido il tuo punto di vista, ma lo rispetto e so che le tue motivazioni sono le motivazioni con cui si cerca ancora di giustifare l'esistenza degli ordini, che, se non vado errato, sono una realtà solo italiana o quasi.
    Però se tu (ipotetico) decidi di essere architetto di tipo A, non puoi influenzare il mio modo di esere o di voler essere architetto di tipo A plus o A minus.
    Mi riesce difficile pensare che se io offro due progetti al prezzo di uno, ne vada di mezzo la credibilità di tutti gli architetti; mentre invece è credibile che ci vada di mezzo la "tasca" degli architetti, meno capaci. In fin di Renzo Piano ne esiste solo uno...

    Sarebbe come dire che dato che se un Supermercato riesca a fidelizzare dei clienti con il tre per due, ci vada di mezzo la credibilità di un altro Supermercato.
    L'economia di tutte le cose è retta dalla Legge della domanda e dell'offerta e quindi il miglior prezzo delle cose si ottiene dal confronto della domanda e dell'offerta e non da paletti, blocchi, lacci, eccetera.

    Un ordine, e quindi un codice, ha un senso solo se si è liberi di aderirci o no, ma è una vera i oppressione se si è obbligati all'adesione.

    Per finire, non ci vedo niente di male se un medico o un ingegnere facciano delle offerte particolari per conquistarsi la clientela, ma vedo malissimo il fatto che un nuovo ingegnere non abbia praticamente alcuna possibilità di conquistarsi il mercato, per i blocchi posti da suoi simili.
    Perchè un mio simile deve avere questo potere su di me? Ha diritto a questo potere solo per il fatto di essere nato prima?
    Si parla di liberalizzare e allora? Siamo in Europa o siamo in Africa?
    Mai nessun politico si è sentito in colpa, come categoria, se qualche altro è finito sotto inchiesta o addirittura in galera. Perchè un architetto A si dovrebbe sentire offeso, come categoria, se io faccio offerte che altri non vogliono, o non sanno, fare?
    Tutto qua.

    Ps. Il mio discorso non riguarda gli architetti, né gli ingegneri, né i medici, ma tutte gli operatori delle categorie di produzione di beni e servizi.

  10. #10
    Consiglio Direttivo L'avatar di lorenzo-74
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    Ciao Arturobamo
    Innanzitutto penso che ne sia uscito un argomento interessante, e meritevole di approfondimenti, magari esteso anche ad altri utenti e moderatori del forum.

    Considera che sono anni che è in corso un dibattito sulla cosiddetta riforma delle professioni intellettuali.
    C'è chi protende per l'abolizione degli Ordini e per la totale abolizione delle regole deontologiche.
    C'è invece chi difende a spada tratta lo status attuale.
    Oltre naturalmente a posizioni intermedie.

    Uno scossone è stato comunque dato dalla recente riforma Bersani, e su due fronti prima intoccabili: il divieto di pubblicità e le tariffe minime.
    Anche se francamente, soprattutto per il secondo aspetto, ci sono ancora forti resistenze.

    Sarebbe interessante sondare anche il pensiero degli altri professionisti del forum.

    Francamente io non credo nella conservazione della situazione attuale, ma che degli interventi innovativi possano essere fatti, ma soprattutto attuati quelli già legiferati.

    Non sono però d'accordo sull'esercizio totalmente sregolato della professione, in primis perchè ne pagherebbero il conto certamente i clienti. A fronte infatti a una guerra al ribasso delle tariffe, alle vendite promozionali di servizi (per chiamarle così) si assisterebbe ad un progressivo calo della qualità dei servizi erogati.
    Ultima modifica di lorenzo-74; 24-06-08 alle 13:16

  11. #11
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    Sono per un libero mercato e per le libere professioni, per i liberi musicisti e per i liberi commercianti...ecc.
    Non posso accettare che altri nati prima di me indichino come gestire la mia attività, non posso accettare che altri nati prima di me limitino la mia fantasia e la mia forza lavorativa nello svolgere una professione o nel gestire un'impresa.
    Si deve accettare solo la Legge, nessun ordine può venire emanato da un Ordine; nessuna regola può essere imposta ad un commerciante perchè 100 prima di lui l'hanno dettata e accettata. Al massimo può essere proposta, valutata ed eventualmente accettata.
    Solo la Legge deve essere seguita.
    Il cliente finale di ogni attività o professione ne avrà del bene dal mercato, a patto che il mercato stesso non diventi un mercato in cui aziende o professionisti si coalizzino per mantenere e aumentare i prezzi dei servizi o dei prodotti offerti.

    Contro questi oligopoli agisce, e deve agire, la Legge.

    La qualità dei servizi non calerà, anzi si avrà più qualità ad un prezzo inferiore; il professionista ha due parametri su cui lavorare per fare clienti: migliorare la qualità del servizio, oppure offrirlo ad prezzo inferiore.

    Lo stato attuale delle cose invece tende a mantere quell'aurea mediocrità, fatta eccezione per pochi grandi professionisti. La mediocrità è certa e il compenso è alto; nessuno si migliora (o meglio pochi si migliorano), fioriscono i conti dei professionisti della domenica. Il cliente non ottiene che servizi di qualità mediocre.
    Un esempio: se in un paese di 1000 abitanti vi fosse un solo avvocato, potrebbe tranquillamente andare avanti nella sua mediocrità (se fosse un mediocre avvocato!) confidando che mai nessuno arriverà a mettere in discussioni i guadagni giornalieri. Ma se vi fosse la possibilità di aprire uno studio legale ogni anno, allora dovrebbe cominciare a "preoccuparsi". Cosa dovrebbe fare per mantenersi i clienti? Offrire più qualità, cioè dovrebbe informarsi, migliorarsi, informatizzare l'ufficio... e in ultimo abbassare i compensi.
    Questo non un esempio balzano, questo è quello che accade nelle professioni, nel commercio e in tante attività ove l'ingresso dei giovani è in qualche modo limitato da "strategie" a dir poco raccapriccianti.
    Se poi vi fossero professionisti caproni o addirittura imbroglioni toccherebbe alla Legge farne piazza pulita.
    Insomma una liberalizzazione totale non può che far bene, ma la verità è che in Italia quasi nessuno vuole mettersi in discussione e tutti ricercano e generano quei "giri" di stabilità per quelli già "esistenti".
    Ultima modifica di Arturobamo; 10-02-10 alle 02:19

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