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Strutturare un dibattito testuale

Ultimo Messaggio di marlomb il:
  1. #1
    Esperto L'avatar di max0005
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    Strutturare un dibattito testuale

    Vi presento un'idea "alternativa" che mi è venuta in mente stasera.

    Stavo chattando con una mia amica, e ci siamo imbattuti in discorso di cui ogni messaggi poteva essere interpretato in diversi modi (non pensate male... ).

    Arrivando al dunque, praticamente in fondo ad ogni messaggio era necessario aggiungere un piccolo post scriptum in parentesi e una o due smillies per dare al messaggio il giusto senso.

    Mi è quindi venuto in mente: esiste uno "standard" da adottare durante i dibattiti online? Quando la conversazione viene letta/portata avanti da più persone che si inseriscono in momenti diversi, e l'unico metodo di comunicazione è la scrittura, facendo quindi a meno delle sfumature della voce e del linguaggio corporeo... come si ci organizza per dare al messaggio il giusto significato?

    Generalmente, la tecnica più usata è quella di aggiungere smilies o parentesi, ma anche così talvolta si ci ritrovo in delle situazioni spinose. Talvolta penso che sarebbe meglio aggiungere un post-scriptum stile copione teatrale ad ogni messaggio dove si potrebbe aggiungere piccoli messaggi tipo "Sono ironico." oppure "Sono serio, non fraintendetemi."... ma così il messaggio perderebbe molto del suo fascino.

    Voi cosa ne pensate? Avete idee...?

    max

    Dario's Desk- Life is to be taken with a pinch of salt... A shot of tequila, and a slice of lemon!

  2. #2
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    L'avatar di Leonov
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    Citazione Originariamente Scritto da max0005 Visualizza Messaggio
    Mi è quindi venuto in mente: esiste uno "standard" da adottare durante i dibattiti online?
    L'argomento è molto interessante.

    Una "ricetta" semplice semplice che mi viene subito in mente e che mostra carattere generale è "sii preciso/a", al limite della pedanteria; il motivo è evidente: più si è generici nell'espressione, più si corre il rischio di essere fraintesi o di non riuscire ad esprimere con sufficiente accuratezza la propria opinione agli interlocutori.


    Se durante una conversazione, per esempio, affermo:

    "Mi piace David Foster Wallace."

    sto implicitamente supponendo alcune cose (che le altre persone con cui parlo sappiano chi è e cosa fa la persona citata, per dire) e allo stesso tempo ne sto trascurando molte altre ("mi piace" è un giudizio piuttosto chiaro su un piano a due valori "mi piace vs. non mi piace", ma anche tremendamente generico).

    Qualcosa di intermedio, compatibile con le necessità di brevità di una conversazione telematica o una chat, potrebbe essere questo:

    "Trovo la prosa di David Foster Wallace assolutamente geniale: sorprende soprattutto l'equilibrio tra la cultura enciclopedica e la vivacità pop delle frasi."

    Da una formula del genere si evince che Foster Wallace è uno scrittore e si comprende piuttosto precisamente cosa ci piace nella sua opera.

    Aggiungendo sempre altri elementi e arricchendo la frase o il discorso, di solito si riesce a minimizzare il rischio di fraintendimenti più o meno gravi. L'uso di incisi, parentesi, parti tra i trattini, note a margine, precisazioni in calce e via dicendo rappresenta infine un armamentario di utili puntelli per fissare le parti più fragili o cedevoli del discorso


    Fino a qui, però, si è parlato in astratto prescindendo dal contesto, che conta quanto e a volte più delle capacità espressive del singolo.

    Riprendendo l'esempio precedente: in un forum dedicato alle opinioni sulla narrativa e saggistica americana contemporanea magari non c'è bisogno di specificare chi sia David Foster Wallace, così come in una chat tra appassionati di film horror non occorre chiarire il genere in cui si muove George Romero.

    Ancora: parlando tra amici con cui si hanno in comune dei ricordi, menzionare "quella volta che ci siamo ritrovati ubriachi persi alle quattro di notte nel peggior quartiere della città" potrebbe non scandalizzare nessuno; farlo in un newsgroup a tema "Chiesa e Vita" potrebbe risultare gravemente inappropriato.


    Non so però se sto rispondendo alla tua domanda o se sto spingendo il discorso troppo sul generico o sull'accademico.
    MODBiblioteca del Forum gt --- Kàspar Àiolos Lèonov, Ph.D. --- Bibliosaurus ModSenior e Bibliotecario del Forum gt. Al vostro servizio.
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    Sono con te, sei con me.

  3. #3
    Esperto L'avatar di max0005
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    Risposta molto interessante!

    Credo che alla fine bisogna trovare un'equilibrio fra l'essere troppo prolissi (o l'esserlo in modo sbagliato) e lo dare troppe cose per scontate.

    Dipende anche molto dal contesto. Se so con precisione chi leggerà il messaggio e di quali informazioni è già in possesso (in inglese prior knowledge... non so la traduzione in Italiano ) posso anche omettere alcuni particolari necessari invece se la mia comunicazione è aperta a un pubblico non definito.

    A me resta comunque sempre l'idea (e non so neanche bene il perché) che l'uso eccessivo di virgolette, parentesi, note a margine (o a pie di pagina) debbano essere tenuti come ultima risorsa, e cercare ogni volta che è possibile di dare alla frase il giusto senso senza bisogno di spiegazioni addizionali centrati sulla frase stessa piuttosto che sul discorso... ma credo sia una mia interpretazione personale.

    Dario's Desk- Life is to be taken with a pinch of salt... A shot of tequila, and a slice of lemon!

  4. #4
    User L'avatar di marlomb
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    Alcune indicazioni di massima:

    • la comunicazione faccia a faccia è di due tipi:
      • verbale che esprime i contenuti
      • non verbale che esprime il senso (tono, contesto, ...)
    • la comunicazione scritta uno a uno come la chat può senz'altro esprimere i contenuti è difficile che esprima il senso
    • quando leggiamo un libro acquisiamo informazioni e l'elaboriamo attraverso la nostra esperienza, dandogli un senso o perchè conosciamo profondamente l'autore o perchè immaginiamo noi il senso.
    Nella chat quindi avviene un po' quello che accade leggendo un libro, se non conosciamo l'autore dell'e-mail, lo interpretiamo interamente secondo la nostra esperienza, altrimenti lo interpretiamo con la lente di chi scrive insieme alla nostra esperienza, p.e.: se mi scrivesse un prete "ama la tua ragazza lo merita", probabilmente penserei ad un rapporto di amore platonico (agapè), se mi scrivesse Massimo Boldi la stessa cosa probabilmente penserei ad un rapporto d'amore carnale (eros).


    Tornando quindi al problema "strutturare un dibattito testuale", per migliorare la comprensione:
    • o aspettiamo di conoscerci, come sta accadendo tra di noi del forum GT,
    • o cerchiamo di precisare il contesto, non limitiamoci alla sostanza il quadro, ma definiamo anche la cornice.
    ciao
    marlomb

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