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avviamento dropshipping

Ultimo Messaggio di Sèvero il:
  1. #1
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    avviamento dropshipping

    Salve a tutti,
    da qualche settimana sto cercando info su apertura partita iva e dropshipping, ho già letto alcuni post sul vostro forum ma preferirei spiegarvi la situazione specifica.
    Premetto che non lavoro e non ho mai lavorato. La mia intenzione sarebbe quella di lavorare in dropshipping attraverso amazon, ebay e sito e-commerce.
    Mi sono informata telefonicamente con l'agenzia delle entrate proprio stamane e se ho capito bene per aprire la partita iva si fa un'unica comunicazione che viene inoltrata anche a INPS, INAIL e Camera di Commercio. Ma non ho ben chiari i costi, mi hanno detto che per aprire la partita iva non c'è un costo, ma per l'iscrizione alla camera? E che codice dovrei utilizzare (il negozio venderebbe gadget e oggetti da collezione)? Chi mi ha "iniziato" a questa possibilità lavorativa mi parlava di iscrizione all'artigianato (dicendomi che per il primo anno è gratuita). Dovrei aprirla come ditta individuale?
    Un'ultima cosa: io occasionalmente realizzo alcuni lavori di grafica per i quali emetto ricevuta con ritenuta d'acconto; se dovessi aprire la partita iva per il negozio e mi capitasse qualche lavoro del genere dovrei continuare a emettere le ricevute uguali a ora?
    Scusate se possono sembrare domande banali ma per chi come me non si muove bene nel mondo fiscale questi dubbi creano una gran confusione.
    Grazie

  2. #2
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    Ciao! Per quanto riguarda le spese e l'apertura della partita iva posso aiutarti io a fare un po di chiarezza. Leggi attentamente:

    Allora, aprire la partita iva è INDISPENSABILE per poter svolgere qualsiasi attività commerciale, che sia essa produzione o scambio di beni o servizi. Da aggiungere, però, che la partita iva ha dei costi elevati, che a breve andremo a vedere; quindi, prima di aprirne una, dobbiamo essere certi di poter coprire le spese riguardanti le tasse, oppure avere in mano una strategia tale da permetterci di ricavare il guadagno necessario.
    Lo stato non vede come ATTIVITà COMMERCIALE le vendite che non superano 5.000 euro in un anno; altrimenti non potresti vendere neanche ciò che non usi su eBay.

    Una volta superata la soglia delle vendite di 5.000 euro in un anno, la tua non è più una VENDITA OCCASIONALE, bensì una vendita duratura, che produce reddito.

    In questo caso, se non si vuole incorrere in problemi con le autorità competenti, bisogna aprire la partita iva, esistono due tipi di p.iva e sono:

    Partita iva REGIME DEI MINIMI e partita iva regime delle nuove iniziative produttive e imprenditoriali.

    Per capire la differenza tra le due, dobbiamo prima andare ad esaminare i costi e le tasse che comporta una partita iva. Al momento dell'apertura non dobbiamo pagare nulla, bisogna semplicemente fare richiesta via web al "registro delle imprese" che provvederà a convalidare la tua richiesta smerciandola all'INPS (istituto nazionale previdenza sociale) e alla CAMERA DI COMMERCIO. Questo, ribadisco, non ha nessun costo.
    Nel nostro caso, noi apriremo una partita iva REGIME DEI MINIMI, questa partita iva non deve superare un reddito annuale (quindi differenza tra costi e ricavi) di 30.000 euro in un anno. Con tale partita iva i costi sono (nota bene):

    -INPS= in un anno i contributi da pagare all'inps ammontano a 2887 euro, questa somma sarà pagata a rate di 3 o 4 mesi, non ricordo bene. Chiamasi modelli F24. Arrivano direttamente a casa, precompilati. Una sorpresina appena varcata la soglia di casa.

    -IMPOSTA del 20% sull'utile prodotto. Significa che dai nostri ricavi annuali detraiamo i costi e otteniamo gli utili ( ricavi-costi = utili/reddito). Quest'altra zavorra si paga ogni anno, alla dichiarazione dei redditi.

    -Un'altra tassa riguarda sempre l'inps nel caso, e dico, SOLO NEL CASO tu superi il reddito annuale di 14.000 euro; in tal caso si aggiunge un'ulteriore 20% sul reddito.

    Insomma, se fai un calcolo approssimativo, per non chiudere il bilancio in rosso, bisogna oltrepassare annualmente la soglia di guadagno di circa 5.000 euro. Questa è approssimativamente la cifra minima delle tasse allo stato. Da dire però, che con la partita iva regime dei minimi:
    -non puoi aprire società.
    -Non puoi esportare.

    In compenso, però:
    -Scarichi l'iva (cosa che non puoi fare con la partita iva regime delle nuove iniziative produttive e imprenditoriali. In pratica non la paghi.
    -Non paghi l'irap e l'irpef.

    Insomma, il discorso della partita iva è un po tumultuoso e molto propenso a scoraggiare chi l'affronta, ma tu non demordere, non saresti la prima alle prese con questi problemi, e non sarai neanche l'ultima, tieni duro!

  3. #3
    User L'avatar di Sèvero
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    Citazione Originariamente Scritto da valerio_1991 Visualizza Messaggio
    Lo stato non vede come ATTIVITà COMMERCIALE le vendite che non superano 5.000 euro in un anno; altrimenti non potresti vendere neanche ciò che non usi su eBay.
    I famosi 5.000 euro riguardano le prestazioni occasionali e non la cessione di beni.

    Ciao

  4. #4
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    SALVE A TUTTI.


    E' da un po' di tempo ormai che cerco in rete notizie sul sistema del dropshipping e mentre dal punto di vista funzionale e pratico ci sono un sacco di notizie, dal punto di vista commerciale e contabile non si può dire la stessa cosa.


    Premesso che sto per iniziare una mia attività di dropship, attraverso un sito e-commerce, di oggetti che provengono per lo più da droshipper cinesi, e il cui valore complessivo (cioè costo vivo, imballaggio, spedizione) è inferiore a 22 euro (in media), e che sto per aprire a questo scopo una ditta individuale, partita iva etc., vi chiedo gentilmente, sperando di fare cosa gradita a tutti quelli che si trovano nella mia posizione, di rispondere alle seguenti domande:

    1) E' vero che la legge doganale attualmente in vigore non prevede il pagamento di dazi e iva per oggetti importati il cui valore complessivo è inferiore a 22 euro?


    2)il costo fisso di 5,50 euro (che poi di fatto varia a secondo del tipo di oggetto e del paese di provenienza se non ho capito male) lo devo pagare comunque? (cioè lo pagherà il cliente finale quando gli porterà il pacco il postino?


    3) la figura del dropshipper (cioè IO) com'è configurabile dal punto di vista commerciale? come agente di commercio o intermediario oppure come imprenditore? che tipo di contabilità dovrò tenere?


    4) come mi devo registrare all'agenzia delle entrate, e quale codice di attività dovrò utilizzare?


    5)Mettiamo il caso che io in un secondo momento vorrei, con il mio catalogo prodotti andare a vendere al dettaglio nei negozi o centri commerciali, posso farlo? cioè rispetto a come andrò a configurami dal punto di vista fiscale e contabile questa cosa è concessa e legale? se no, cosa dovrei farlo per essere in regola?


    6) Come funziona il sistema della fatturazione e dell'IVA nel dropshipping? Il grossista fattura al cliente finale (e per quale importo?)e io a chi fatturo? o devo emettere solo una bolla di accompagnamento?


    7)Ma l'iva si paga? e chi la paga in questo caso? oppure c'è il sistema dell'esenzione in base alla Cir. Min. 22.05.1981, n. 18?

    Premettendo comunque di avere, un sacco di materiale a disposizione sul dropshipping, lista di droppishipping affidabili di qualsiasi oggetto, società di spedizioni, leggi e altre cose che metterò a disposizione gratuitamente a chiunque me ne faccia espressamente richiesta, spero che qualcuno con un po' di pazienza voglia rispondere anche in parte alle domande di cui sopra, nella convinzione, ribadisco che sicuramente saranno utili a tante persone!!!!

    Infinitamente grazie

  5. #5
    User Newbie
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    salve a tutti,
    mi unisco alle richieste di lebowski78 ed aggiungo un'altra domanda...

    premetto che ho già un'attività online con P.IVA e mi interesserebbe il discorso dropshipping.

    Ho creato il mio sito ecommerce attraverso lo strumento opensource Virtuemart, permette di aggiungere un negozio e diversi "produttori" di beni.
    Il problema principale riguarda la gestione dei pagamenti, ovvero, il sitema (così come molti altri) permette di inserire solo un riferimento nella gestione pagamenti quali carta di credito/paypal etc.

    Quindi, quando un utente acquista un oggetto, il conto di riferimento è il mio, poi io dovrei girare il conto stornato del mio comperso, al produttore che si occuperà dell'invio della merce all'utente.

    In effetti, io non vendo nulla, sono solo da tramite, ma così facendo, rischio di diventare un semplice dettagliante agli occhi del fisco?
    La mi attività è inquadrata come e-commerce o ci sono alternative?

    Ringrazio in anticipo.

  6. #6
    User L'avatar di Sèvero
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    Al fisco non importa se il magazzino lo hai tu o ti appoggi ad altri, sei a tutti gli effetti un negoziante.

    Ciao

    Sèvero

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