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Apertura sito e tasse

Ultimo Messaggio di studionicola il:
  1. #1
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    Apertura sito e tasse

    Buonasera, innanzitutto mi scuso se ho sbagliato sezione.
    Ho da poco aperto un sito, i guadagni di questo sito me li paga una società che mi ha permesso di aprirlo, quindi prendo una percentuale da loro, e la loro società ha sede in svizzera. E un lavoro fisso e continuativo, e il sito stesso è a nome mio, è una sorta di franchaising.
    Come faccio ad essere in regola, calcolando che ho già un lavoro a tempo indeterminato e questo secondo lavoro lo gestisco comodamente da casa quando ho voglia?
    I guadagni sono medio-bassi considerando uno stipendio medio qui in italia, ma stanno aumentando. Come faccio a essere in regola adesso e come faccio se dovessi arrivare a guadagnare di più?
    Grazie mille delle risposte, spero di essere stato chiaro.

  2. #2
    Moderatore L'avatar di fab75
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    Ciao,
    per essere in regola devi aprire partita IVA. Avendo già un lavoro dipendente non devi pagare contributi INPS sul reddito della partita IVA.
    Optando per il regime dei minimi pagherai solo un 5% di imposte sul reddito.
    Fabrizio

  3. #3
    Moderatore L'avatar di Ramses
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    Pongo anche io una domanda in merito:
    Sono un lavoratore dipendente e ho un sito internet molto visitato sul quale si può "prenotare" un prodotto.
    Dopo la prenotazione via Form, viene inviata al cliente una email con gli estremi di pagamento del fornitore che poi gli invierà la merce alimentare.
    In realtà quindi io non faccio niente ma procaccio clienti al fornitore che poi a fine anno mi corrisponderà una provvigione.
    Basta la ritenuta di acconto in questo caso?

    Poi ad inizio 2015 farò un sito ecommerce per la vendita online di prodotti, in questo caso con il regime dei minimi
    conviene metterlo a nome mio o di mia moglie che è disoccupata a casa? Qual'è la soluzione più conveniente? Premetto che ho 48 anni e non so se rientro nel regime dei minimi.

    grazie

  4. #4
    Moderatore L'avatar di studionicola
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    Se l'attività è svolta in via continuativa occorrerebbe aprire partita iva a prescindere dagli importi effettivamente riscossi. La prestazione occasionale, a rigor di norma, avrebbe dei limiti abbastanza ridotti.
    Nella prassi, comunque, quando gli importi sono molto ridotti, si opta per l'inquadramento con ritenuta d'acconto proprio per evitare l'apertura della partita iva e soprattutto la "spesa" contributiva che è comunque possibile evitare se si è dipendenti full-time contemporaneamente.
    Anche avendo 48 anni è comunque possibile optare per il regime dei minimi che, se permangono tutte le condizioni, dura 5 anni compreso quello di apertura.
    Se il titolare della partita iva (e-commerce) è contemporaneamente dipendente full-time si può ottenere la completa esenzione contributiva alla gestione commercianti (attualmente il "risparmio" è di circa 3500 euro minimali annui).

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