La Dottoressa Silvia Parisi,
psicologa a Novara
, ci parla delle alterazioni a livello neurotrasmettitoriale nei soggetti affetti da schizofrenia, nello specifico del Glutamato.
nel passato studi post mortem dimostrano alterazioni neuronali nelle cortecce prefrontali ed ippocampali i soggetti affetti da schizofrenia, alcuni studi più recenti evidenziano, invece, il coinvolgimento di neuroni glutamatergici in queste due aree cerebrali.
In particolare, si riscontrano alterazioni sia della concentrazione di glutammato sia dei suoi recettori nelle cortecce prefrontale ed ippocampale.
Notevole impulso tale linea di ricerca proviene dal fatto che alcune droghe, quali la PCP (Fenciclidina) e farmaci chimicamente simili, come la Ketamina (usata in anestesiologia), possono provocare sintomi luminescenti di disturbi psicotici.
Perché tali farmaci agiscono antagonizzando i recettori NMDA del glutamato (il neurotrasmettitore eccitatorio presente in maggior quantità nell'encefalo), sembrano essere coinvolte nella genesi dei sintomi psichiatrici e, quindi, nella patofisiologia della schizofrenia.
Presso molti laboratori si procede ad analisi di questo tipo. Studi di neuroimaging funzionale in soggetti sani e schizofrenici dimostrano che la Ketamina altera la neurotrasmissione glutamatergica soprattutto a livello della corteccia prefrontale, causando un non fisiologico rilascio di glutamato, che è correlato ad un disturbo del rilascio di dopamina sottocorticale e a sintomi psicotici indotti dal farmaco.
In conclusione, alterazioni glutamatergiche sembrano rivestire una posizione chiave insieme alla dopamina nel determinare un alterato funzionamento delle cortecce prefrontali e nel determinare l'insorgenza di alcuni sintomi psicotici.


Articolo scritto da :
Psicoterapeuta a Novara, Dott.ssa Silvia Parisi