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non serve la partita iva per adsense

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  1. #51
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    Citazione Originariamente Scritto da infoman Visualizza Messaggio
    Guarda Archimede, io non sono preparato come te sul piano fiscale, ma ti posso tranquillamente dire che secondo TUTTI i commercialisti che ho interpellalto (ci sono andato di persona, non sto parlando di quelli che scrivono nei forum) mi hanno detto che ospitare banner 24 ore su 24 sul sito è considerata un'attività continuativa, ed è considerata attività d'impresa per la quale è necessaria la partita iva.
    Ed è proprio qui che, secondo me, casca l'asino!
    Su cosa sia "attività d'impresa" sono stati spesi fiumi di inchiostro; e secondo questi fiumi:
    - un'attività non organizzata, personale, per un sito amatoriale che ospita pubblicità adsense NON è attività d'impresa
    - mentre invece un'attività coordinata, organizzata, stabile, condivisa magari tra più persone ovviamente lo è.

    Precisamente, l'attività d'impresa è definita dal C.C. come "un'attività economica organizzata, al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi".
    Quindi una attività "d'impresa" deve rispettare tutti i seguenti punti:

    a) deve essere svolta in modo professionale, continuativo e abituale;
    b) con un fine economico;
    c) attraverso un'organizzazione dei fattori produttivi impiegati;
    d) orientata al mercato attraverso lo scambio di beni o servizi.

    Adesso: il privato che si gestisce un blog, magari su una piattaforma gratuita, aggiornandolo quando gli capita, inserendoci quello che ha voglia e quando ne ha voglia e se ne ha voglia, anche se ci mette la publicità adsense non rispetta almeno 3 dei 4 punti sopra citati.
    Quindi, solo un funzionario ubriaco oserà avanzare l'ardita ipotesi che si tratti di "attività d'impresa".

    Come hai già detto tu, l'unica strada certa sarebbe l'interpello, che però secondo me non è così semplice da fare, e probabilmente richiede la consulenza di un commercialista.
    No, l'interpello è facile (almeno, relativamente facile) e non serve il commercialista. Sul link che ho postato trovi tutte le istruzioni.
    Anzi, quasi quasi appena ho dieci minuti presento personalmente un interpello a questo proposito e poi vediamo cosa rispondono.

  2. #52
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    Io personalmente concordo con Archimede2007 su quanto dice e aggiungo che sarebbe davvero PREOCCUPANTE se l'AdE si occupasse dei guadagni realizzati da un blog amatoriale di uno studente....

    Quindi concordo che il codice civile, la legislazione fiscale, il buon senso e mere considerazioni sull'attività di controllo dell'AdE e della GdF (mi conviene sprecare tempo e risorse per dimostrare che quella persona che dichiara 2/3 mila euro all'anno doveva aprire partita IVA??) portano a pensare che effettivamente per questo tipo di attività non sia necessaria la partita IVA.

    Ma badate bene: ciò comunque non vuol dire non pagare le tasse!!!

  3. #53
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    Citazione Originariamente Scritto da Archimede2007 Visualizza Messaggio
    Adesso: il privato che si gestisce un blog, magari su una piattaforma gratuita, aggiornandolo quando gli capita, inserendoci quello che ha voglia e quando ne ha voglia e se ne ha voglia, anche se ci mette la publicità adsense non rispetta almeno 3 dei 4 punti sopra citati.
    Quindi, solo un funzionario ubriaco oserà avanzare l'ardita ipotesi che si tratti di "attività d'impresa".
    Si, in questo particolare caso potrei anche essere d'accordo (blog su spazio gratuito). Però già quando si acquista un dominio, si installa un CMS, si inseriscono contenuti che rimangono online 24 ore su 24 assieme ai banner, questa può già essere considerata un'attività organizzata e continuativa.

    Organizzata perchè per mettere in piedi il blog il webaster ha compiuto una serie precisa di azioni che richiedono competenze tecniche volte a realizzare il sito che poi gli produrra del guadagno (non importa se 1 centesimo al giorno).

    Continuativa perchè anche se non scrive tutti i giorni, i contenuti sono online 24 ore su 24 e soprattutto lo sono i banner, che possono portare un guadagno 24 ore su 24, ancora una volta, non importa quanto si guadagna. Se io metto su un blog, scrivo 10 articoli e lo abbandono per 1 anno, ma però con AdSense duadagno 1 euro al giorno è un'attività che mi porta un guadagno continuativo.

    E c'è pure lo scambio di servizi, in quanto viene offerto un servizio pubblicitario a pagamento, chi si fà pubblicità paga Google, poi Google paga il Webmaster.

    Citazione Originariamente Scritto da Archimede2007 Visualizza Messaggio
    No, l'interpello è facile (almeno, relativamente facile) e non serve il commercialista. Sul link che ho postato trovi tutte le istruzioni.
    Anzi, quasi quasi appena ho dieci minuti presento personalmente un interpello a questo proposito e poi vediamo cosa rispondono.
    Mah, per me sarebbe difficile spiegare in modo chiaro e in linguaggio "fiscalese" come funziona AdSense, ricorda che dall'altra parte probabilmente c'è uno che sa a malapena che cos'è Google, e se non capisce bene è probabile che nel dubbio ti dica che devi aprire P.Iva.

    Se lo fai e rendi pubblica la risposta fai un grande favore a molti webmaster (anche se l'interpello avrà validità solo nei tuoi confronti).

  4. #54
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    Io di preciso non conosco le leggi "fiscali", in quanto al momento non ho esperienza nel settore....
    Però vi dico questo: STATE MOLTO ATTENTI...
    Un amico finanziere mi ha avvisato che sono partiti con i controlli dei siti che hanno banner pubblicitari e NON hanno la partita iva esposta nel loro sito....
    Si rischia una multa che va dai 160€ ai 2000€....
    Inoltre si rischia una "denuncia" o segnalazione (o come si chiama) per evasore totale....
    Quindi fate voi...
    Io l'iva l'ho aperta subito...
    In pochi giorni sono stati controllati oltre 600 siti.... da una sola persona.... Quidi direi che è solo una questione di tempo...
    Possiamo stare qua a discutere all'infinito.... Ma dubito che quando verrete contattati le vostre ragioni basteranno per evitare una multa...
    Uomo avvisato.... mezzo salvato.....

  5. #55
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    Citazione Originariamente Scritto da Phate Visualizza Messaggio
    Io personalmente concordo con Archimede2007 su quanto dice e aggiungo che sarebbe davvero PREOCCUPANTE se l'AdE si occupasse dei guadagni realizzati da un blog amatoriale di uno studente....
    Guarda, tu hai ragione, e te lo dice uno studente!

    Però, per cortesia non iniziamo a fare i classici discorsi del tipo "la guardia di finanza ha ben altro a cui pensare" "se lo fanno gli altri significa che si può fare", Come se chi guadagna poco fosse in qualche modo "giustificato a non essere in regola"

    Questi ragionamenti non portano da nessuna parte, basti pensare a quello che sta succedendo su Ebay, tutti quelli che vendevano regolarmente senza avere partita iva erano soliti usare quelle espressioni, ora c'è il panico, questi personaggi sono spariti, e moltissimi hanno tolto tutti gli articoli che avevano in vendita in quanto Ebay gli ha comunicato di aver consegnato i loro dati alla guardia di finanza su richiesta di quest'ultima.

    Ma questo è un'altro discorso e non voglio andare off topic, per ulteriori info si veda:

    i-dome.com/docs/index.phtml?_id_articolo=13292-Il-Fisco-batte-le-aste-on-line.-Venditori-a-rischio-accertamento.html

  6. #56
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    Lungi da me il voler essere qualunquista! Infatti quello era solo un elemento del discorso: come ha detto Archimede2007 ci sono molte attività che non necessitano di partita IVA e la legge fornisce sufficienti elementi per pensare che anche quella di avere un blog amatoriale rientri fra quelle.

    Ad esempio: anche dare ripetizioni private è un'attività che non necessita di partita IVA e secondo te non è un'attività organizzata e continuativa?? Però se non è il primo lavoro (e visto che nella maggior parte dei casi sono professori a dare lezioni private e quindi non è il loro primo lavoro) non devi aprire partita IVA ma ciò non toglie che tu debba pagare le tasse!

    Quindi non vuol dire non essere in regola o fare i furbi, io non la vedo assolutamente così.

    Il discorso di eBay è diverso perchè anche in quel caso non sono certo andati a chiedere i nominativi del pensionato che s'è svuotato la cantina e ha venduto 3/4 pezzi usati su eBay ma quelli che facevano davvero business su eBay (con fatturati da migliaia di euro).

  7. #57
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    Come sono andati a chiedere i dati ad eBay, lo faranno anche con Adsense, potete starne certi!

    Citazione Originariamente Scritto da ForumDonne Visualizza Messaggio
    In pochi giorni sono stati controllati oltre 600 siti.... da una sola persona.... Quidi direi che è solo una questione di tempo...
    600 siti in pochi giorni?

    Ma con un sistema automatizzato ne potrebbero controllare 600 al minuto
    Ultima modifica di mister.jinx; 09-03-09 alle 13:54 Motivo: messaggi uniti
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  8. #58
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    Citazione Originariamente Scritto da Phate Visualizza Messaggio
    Ad esempio: anche dare ripetizioni private è un'attività che non necessita di partita IVA e secondo te non è un'attività organizzata e continuativa??
    Non ti so rispondere, io mi esprimo solo per quanto riguarda il caso specifico di AdSense perchè mi sono informato in prima persona attraverso il consulto con vari commercialisti e con l'agenzia delle entrate, per il resto io non ho la competenza necessaria.

    Citazione Originariamente Scritto da Phate Visualizza Messaggio
    Il discorso di eBay è diverso perchè anche in quel caso non sono certo andati a chiedere i nominativi del pensionato che s'è svuotato la cantina e ha venduto 3/4 pezzi usati su eBay ma quelli che facevano davvero business su eBay (con fatturati da migliaia di euro).
    Si, è vero, su Ebay la cosa era molto più palese perchè su Ebay vedi quanti oggetti un utente vende, vedi se è roba nuova, e vedi i prezzi di quello che vende. Però ti posso assicurare che ci sono diversi publisher che alla fine del mese si portano a casa 400/500 euro NETTI e non pagano un euro di tasse, solo che quelli non li riconosci facilmente come su Ebay...ma ci sono... e sono quelli che acidamente ti rispondono che in Italia le tasse sono già alte e che la guardia di finanza si dovrebbe concentrare su chi ruba veramente.

    Ma prima o poi si scoperchierà la pentola come è successo con Ebay.
    Ultima modifica di infoman; 09-03-09 alle 13:47

  9. #59
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    Ribadisco che non ho mai detto che chi guadagna anche solo 10 euro al mese di AdSense non li debba dichiarare (è un concetto che ho espresso più volte nei miei interventi: le tasse DEVONO pagarle tutti!) però se uno guadagna fino a 5'000 euro all'anno li può benissimo dichiarare negli "Altri importi" facendo la dichiarazione dei redditi quindi senza necessità di aprire partita IVA.

    Certo, devono sussistere le condizioni dette prima ma se uno è studente o ha un altro lavoro e ha un blog o sito amatoriale (ma anche con dominio registrato, non mi sembra che cambi molto) e lo aggiorna quando vuole lui, nei ritagli di tempo o nel weekend, non mi sembra proprio si possa considerare attività continuativa....e come detto così facendo uno non è che evade! Li deve dichiarare eccome quegli introiti e pagarci le dovute tasse.

    Quindi alla fine il problema qual è??

  10. #60
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    Citazione Originariamente Scritto da Phate Visualizza Messaggio
    Quindi alla fine il problema qual è??
    Non c'è nessun problema, il fatto è che molti (non io, ma esperti del settore fiscale) la ritengono una attività continuativa per i motivi che ho già detto prima, punto. In quell'ottica non basta dichiararli nella denuncia dei redditi ma bisogna per l'appunto aprire P.Iva e pagare MOLTE più tasse.

    I 5000 euro si riferiscono ad attività occasionali che non superano i 30 giorni di lavoro annuali, con un banner guadagni 365 giorni all'anno, e spesso anche la gestione di un sito "amatoriale" occupa complessivamente più di 30 giorni all'anno.

    Fino a quando un interpello o un intervento diretto dell'agenzia delle entrate non chiarirà definitivamente la cosa tu puoi PRESUMERE di essere in regola, ma non ne hai la certezza, tutto qua.
    Ultima modifica di infoman; 09-03-09 alle 15:07

  11. #61
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    Questo non te lo so dire... ma siamo in Italia, non mi stupirei molto se le cose vengono fatte ancora nel modo più complesso possibile...
    Certo è che non me lo sono inventato! hehe...

  12. #62
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    Citazione Originariamente Scritto da infoman Visualizza Messaggio
    In quell'ottica non basta dichiararli nella denuncia dei redditi ma bisogna per l'appunto aprire P.Iva e pagare MOLTE più tasse.
    Falso che con una partita IVA si paghino più tasse (o, meglio, imposte).
    Hai maggiori costi fissi e maggiori rotture di scatole (tenuta contabilità, dichiarazioni annuali ecc.), ma in linea di principio paghi MENO (anche MOLTE MENO) imposte.

    I 5000 euro si riferiscono ad attività occasionali che non superano i 30 giorni di lavoro annuali, con un banner guadagni 365 giorni all'anno, e spesso anche la gestione di un sito "amatoriale" occupa complessivamente più di 30 giorni all'anno.
    Vero che la storia dei 5000 non c'entra nulla, vero che non c'entra nulla la questione dell'occasionalità - ma semplicemente perchè non c'entrano nulla le "collaborazioni saltuarie e non continuative" (regolamentate appunto dalla storie dei 30 giorni). E non c'entrano neppure i 5000 euro, che sono semplicemente il limite sotto il quale le collaborazioni saltuarie e non continuative non sono soggette al versamento di contributi previdenziali.
    (Hai la possibilità di farti pagare un milione di euro per collaborazioni saltuarie? Nulla osta. Solo che su 995.000 euro dovrai pagarci i contributi INPS per parasubordinati, il committente ti pagherà 800.000 euro e 200.000 li verserà allo stato a titolo di titenuta d'acconto, e tu a fine anno dovrai compilare il 730 o UNICO e pagare il conguaglio delle imposte (che ci sarà, se hai incassato un milione di euro... e sarà anche una bella botta )

    Fino a quando un interpello o un intervento diretto dell'agenzia delle entrate non chiarirà definitivamente la cosa tu puoi PRESUMERE di essere in regola, ma non ne hai la certezza, tutto qua.
    Attenzione: questa frase è VERA SEMPRE, in qualsiasi situazione ed in qualsiasi rapporto con l'ADE!!!!

    Le certezze fiscali in Italia NON ESISTONO!!!!!!!

  13. #63
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    Quoto l'intevento di Archimede.
    Se il tuo reddito da AdSense è basso (diciamo 5-6 mila euro su che so 10-12 mila euro di fatturato) potresti pagare poco o nulla di tasse, il problema lo avrai con gli studi di settore dal secondo anno, sempre che tu non voglia optare per il regime dei minimi, ma in quel caso perderesti molte detrazioni e deduzioni fiscali.
    Ovviamente poi bisogna anche viverci con quei soldi.

    Comunque, in tutta sincerità, per me come stanno andando le cose con AdSense, pensare di avviare un'impresa pensando quasi esclusivamente ad AdSense è secondo me sbagliato. Google sta tagliando i costi sulla nostra pelle, quindi o hai un progetto d'impresa a più larghe vedute, dove AdSense è una parte marginale, o la vedo dura altrimenti.

  14. #64
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    Citazione Originariamente Scritto da infoman Visualizza Messaggio
    Guarda Archimede, io non sono preparato come te sul piano fiscale, ma ti posso tranquillamente dire che secondo TUTTI i commercialisti che ho interpellalto (ci sono andato di persona, non sto parlando di quelli che scrivono nei forum) mi hanno detto che ospitare banner 24 ore su 24 sul sito è considerata un'attività continuativa, ed è considerata attività d'impresa per la quale è necessaria la partita iva.

    Alcuni commercialisti non conoscendo bene la materia si sono informati all'agenzia delle entrate, e la risposta è sempra stata in linea con quello che ho scritto sopra (se cerchi in questo forum troverai risposte simili dell' A.E. che non hanno valore legale certo, ma significano sempre qualcosa).

    E' ovvio che se uno guadagna poco dica che non è giusto, che non conviene, che non ne vale la pena, ma c'è poco da fare, se si vuole essere in regola bisogna aprire partita iva. E' ovvio che uno cerca di trovare mille scappatoie ed esempi, ma non ci si scappa, se l'A.E. ritiene che sia indispensabile p.iva e tu non ce l'hai, ad un eventuale controllo verrai sanzionato.

    Ripeto, io non sono un esperto, ma se 4 commercialisti mi hanno detto la stessa cosa, se la stessa agenzia delle entrate mi ha detto la stessa cosa, un motivo ci sarà no?

    Gli esempi che hai citato di attività continuative, anche se sono continuative non costituiscono "attività d'impresa" mentre invece la vendita di banner pubblicitari (o di link nel caso di AdSense) lo è.

    Come hai già detto tu, l'unica strada certa sarebbe l'interpello, che però secondo me non è così semplice da fare, e probabilmente richiede la consulenza di un commercialista.
    Non è attività d'impresa concedere spazio a Google o ad altri, che ne faranno quello che vogliono, magari ci faranno passare della pubblicità.
    Diamo in concessione, uso, affittiamo uno spazio. Niente di più. Non svolgiamo alcuna azione tipica dell'impresa.
    Saluti

  15. #65
    Utente Premium L'avatar di Girovago
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    Che caos

    Mi chiedo come uno studente possa guadagnare legalmente con adsense. E' impossibile, che paese allo sbando...

    Aprire P.Iva per chi guadagna qualche dollaro al mese è impensabile. Badate, ho scritto qualche dollaro, non centinaia.

    Mettiamo che sono uno studente, non compilo alcuna dichiarazione dei redditi e guadagno 200$ in un anno intero con Adsense: come caspita posso mettermi quei soldi in tasca senza avere sorprese?

  16. #66
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    Citazione Originariamente Scritto da Arturobamo Visualizza Messaggio
    Non è attività d'impresa concedere spazio a Google o ad altri, che ne faranno quello che vogliono, magari ci faranno passare della pubblicità.
    Diamo in concessione, uso, affittiamo uno spazio. Niente di più. Non svolgiamo alcuna azione tipica dell'impresa.
    Saluti
    No, non è che ne fanno quello che vogliono, il contratto che TU hai sottoscritto spiega cosa fanno, e non è che "magari" ci fanno passare della pubblicità, ci faranno SICURAMENTE passare SEMPRE la pubblicità visto che è un circuito pubblicitario al quale TU hai aderito, quindi sei la catena finale di una campagna pubblicitaria, che a seconda di molti è attività d'impresa. Comunque ci sono già post interminabili che parlano di questo, andiamo sempre al solito punto, dipende dal'interpretazione, non si arriverà mai ad un punto d'incontro fino a quando non ci sarà una presa di posizione decisa da parte dell'agenzia delle entrate.

  17. #67
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    Abbiamo discusso ampiamente questo argomento ed io ed altri abbiamo messo in luce la fondamentale differenza tra lo svolgere un'attività di impresa e l'utilizzo di adsense, che molti fanno finta di non vedere.
    A questo punto, non posso dire che ognuno faccia secondo scienza e coscienza.
    Per me non è attività di impresa, ma una semplice messa a disposizione di spazio al pari di chi fitta il terreno per far installare un cartellone pubblicitario o di chi fitta un appartamento dal quale poi magari trasmettono con una stazione radio della pubblicità.
    Sono le nostre azioni soggettive a farci diventare impresa e non azioni passive.
    E' chiao poi che i redditi vanno dichiarati.
    Altra cosa è se vendi in prima persona della pubblicità, ossia se hai effettivamente una agenzia di pubblicità.
    Queste due peculiari attività sembrano simili ma sono totalmente diffenrenti.
    Saluti

  18. #68
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    Ciao a tutti.
    Vorrei a questo punto porvi 3 quesiti pragmatico: posto che la pi sia necessaria (non è questo oggetto di discussione), io posso posticipare i miei pagamenti adsense. Ora: 1)per quanto? 2)posso inserire i banner, toglierli per qualsiasi MIO motivo personale e non reinserirli per diversi mesi, oppure dopo un certo lasso temporale di inutilizzo di adsense, si viene automaticamente bannati dal programma? 3) in questo modo forse non sarebbe più configurabile una prestazione continuativa (si parla di redditi minori soglia), quindi, se non ho capito male, dichiarabili con semplice 730 in altri redditi..
    Perfavore scrivetemi qualcosa.. oggi stesso ho aderito al programma (in realtà devo ancora terminare la procedura), quindi a seconda di cosa mi dite tengo "parcheggiato" il mio account, che userò soltanto in un eventuale futuro (con piu visite e/o PI).
    Grazie ciao.
    ALE.

  19. #69
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    Citazione Originariamente Scritto da alexandr1 Visualizza Messaggio
    Ciao a tutti.
    Vorrei a questo punto porvi 3 quesiti pragmatico: posto che la pi sia necessaria (non è questo oggetto di discussione), io posso posticipare i miei pagamenti adsense. Ora: 1)per quanto?
    Per certo non te lo dire, nè sul contratto mi pare sia specificato nulla al proposito.
    Posso dirti che io avevo un account che, dopo aver accumulato pochi dollari, è rimasto completamente inutilizzato per oltre un anno... e non è successo nulla. L'account funziona ancora, il saldo è ancora là, e se inserisco dei banner funziona tutto regolarmente.

    3) in questo modo forse non sarebbe più configurabile una prestazione continuativa (si parla di redditi minori soglia), quindi, se non ho capito male, dichiarabili con semplice 730 in altri redditi..
    Fiscalmente, c'entra nulla. La questione del "non continuativo" è solo per le prestazioni di lavoro occasionale. Mentre tra gli "altri redditi" nel 730 possono per certo figurare dei redditi che sono sicuramente continuativi (esempio: cessione di licenze, di brevetti, prestazione di garanzie e fidejussioni, contratti di mutuo, ecc. ecc.)

    Perfavore scrivetemi qualcosa.. oggi stesso ho aderito al programma (in realtà devo ancora terminare la procedura), quindi a seconda di cosa mi dite tengo "parcheggiato" il mio account, che userò soltanto in un eventuale futuro (con piu visite e/o PI).
    Attivalo tranquillamente, comincia ad accumulare crediti... e magari lasciali lì, sospendendo i pagamenti in attesa di avere prima o poi delle certezze. Quel che è certo è che fino a quando adsense non ti bonifica i soldi, fiscalmente quel guadagno non esiste.


  20. #70
    Esperto L'avatar di i2m4y
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    Come ripetuto più e più volte in centinaia di topic, sospendere i pagamenti non serve a nulla per qualificare la tipologia di reddito e la necessità o meno di partita Iva.

    L'incasso/pagamento non è altro che la regolazione finanziaria di un credito/debito... nulla più.

    Bisogna invece considerare l'attività che si va a fare.

    Si è messo in piedi un intereo sito su cui si ospita adsense?
    Si sono sottoscritti contratti di registrazione dominio?
    Si sono sottoscritti contratti di hosting?
    Si è dotati di un computer, stampante, modem ecc.?
    Si ha un contratto adsl o dial up?
    Si dedica tempo alla gestione sito e/o aggiornamento e/o posizionamento?
    Si è sottoscritto un contratto pubblicitario (Adsense) ?
    L'ospitare adsense è cosa continuativa?
    Si raccolgono click magari quotidianamente?
    Si "manovra" per migliorare la resa dei click ?
    Si fa tutto ciò per ricevere dei soldini (anche magari solo per coprire dei costi) ?

    Se avete risposto si a qualcuna delle domande sopra (in utta sincerità) beh allora state svolgendo in modo continuativo, organizzato (seppur minimamente) una attività commerciale con scopo di lucro.

    Bene, serve un inquadramento serio ed obbligatorio: l'impresa individuale con partita Iva.

    A nulla vale il minimo ricavo.... in Italia non esiste un limite di esenzione (purtroppo). E' semmai vero il contrario: esistono regimi fiscali agevolati appunto per le microimprese.... e ciò evidenzia la volontà del legislatore di non concedere (per ora) esenzioni alle attività d'impresa anche micro.

    Paolo

  21. #71
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    La visione del commercialista Paolo può essere vera in taluni casi, ma non vera in tanti altri.
    Onestamente altri commercialisti ed avvocati la pensano in modo totalmente diverso.
    Onestamente pensare che avere un hosting, un pc, aver comprato un dominio ed avere una connessione internet, possano senza altre condizioni configurare un'impresa per il semplice fatto di fare un guadagno nell'arco di un anno, mi sembra una super forzatura.
    Per il limite a 5000 euro, altri commercialisti ed avvocati si esprimono in modo diverso.
    La discussione è stata lungamente posta in questo forum. Io vi invito a vautare caso per caso.
    Saluti

  22. #72
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    Citazione Originariamente Scritto da Arturobamo Visualizza Messaggio
    Onestamente pensare che avere un hosting, un pc, aver comprato un dominio ed avere una connessione internet, possano senza altre condizioni configurare un'impresa per il semplice fatto di fare un guadagno nell'arco di un anno, mi sembra una super forzatura.
    Saluti
    Non è una forzatura... è semplicemente la Legge. Anche i commercialisti che ho consultato la pensano così... la forzatura è la tua, che "pieghi" la Legge per propria convenienza personale...

    Unica certezza: chi non ha partita IVA rischia. Può andargli bene, può andargli male... ma smettiamola di dire che è nella legalità fiscale. Perchè questo non è vero.

    E' una legge ingiusta? Sì lo è... ma non possiamo abrogarla personalmente caso per caso. Esiste, ed è piuttosto chiara, e l'Agenzia delle Entrate potrebbe applicarla a chiunque non abbia i requisiti per fare attività pubblicitaria...

  23. #73
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    Porto anche io la mia esperienza personale: sono andato all'A.d.E. in carne ed ossa e dopo una lunga e tortuosa ricerca sono riusciti ad indicarmi colui che capiva di cosa stavo parlando (adsense, p.iva e fisco).
    Mi ha detto: non fare nulla finchè non superi la soglia minima di guadagni annuali (cioè partita iva ecc) ma solo inserire i guadagni nella dichiarazione.
    In pratica anche loro non hanno ancora avuto disposizioni certe su come interpretare tali situazioni dal punto d ivista fiscale.

  24. #74
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    Vale meno di 0 purtroppo... non avresti alcun appiglio in caso di controllo.

    Ripeto: la responsabilità è personale, almeno in democrazia.

    Inutile far chiacchiere: ognuno può rischiare. Però non venga poi a dire che non lo sapeva. Almeno per chi legge questo forum...

  25. #75
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    Citazione Originariamente Scritto da 444523 Visualizza Messaggio
    Non è una forzatura... è semplicemente la Legge. Anche i commercialisti che ho consultato la pensano così... la forzatura è la tua, che "pieghi" la Legge per propria convenienza personale...

    Unica certezza: chi non ha partita IVA rischia. Può andargli bene, può andargli male... ma smettiamola di dire che è nella legalità fiscale. Perchè questo non è vero.

    E' una legge ingiusta? Sì lo è... ma non possiamo abrogarla personalmente caso per caso. Esiste, ed è piuttosto chiara, e l'Agenzia delle Entrate potrebbe applicarla a chiunque non abbia i requisiti per fare attività pubblicitaria...

    Mi dispiace ma state prendendo un grosso granchio. E clamoroso.
    Ho già spiegato migliaia di volte quello che accade e quello che non accade. Un ultimo argomento a favore della mia tesi, per chi riuscirà a capirlo, è ad esempio la recente crociata contro i link dei casinò, non autorizzati da AAMS.
    Un'altra argomentazione a favore della mia tesi, sempre per chi la vuol capire, è il fatto che le pubblicità di google fanno parte di una vera e propria pagina diversa da quella del mio sito (come già spiegato tempo addietro da un esperto di informatica proprio su questo forum). Lo stesso dicasi per le pop under pubblicitarie di altre aziende.
    Comunque alla fine ognuno può agire secondo scienza e coscienza.

  26. #76
    User L'avatar di lele2481
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    Io non ne capisco tanto di queste cose (tributi, fisco ecc) però sono favorevole a pagare le tasse in quanto civilmente e socialmente giusto.
    Detto questo penso che rendere le cose difficili e complicate (aprire la p.iva per un blog da 100 euro al mese) non è utile a nessuno nè allo stato, nè ai publisher, nè agli utenti.
    Anzi mi sembra che chi si accanisce (anche in questo forum qualcuno c'è) contro coloro, che pur dichiarando i propri guadagni, non adempiono a tutta una serie di incombenze (non ancora palesemente obbligatorie) siano persone che vogliano difendere il proprio orticello impedendo l'ingresso a nuovi competitor.
    Capisco che l'italia è il paese delle corporazioni, ma aprire - regolamentandolo - il mercato, rendere le cose più semplici, è la cosa più utile per tutti.
    Quindi mi auguro che tutti gli addetti ai lavori si uniscano chiedendo regole certe, ma semplici.
    Voi che ne pensate?

  27. #77
    Esperto L'avatar di i2m4y
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    Qui non si tratta di "inserire in dichiarazione"... non si tratta di "forzare" una norma o individuare "soglie di reddito" o "soglie di ricavo".

    Vi smonto una per una le questioni:

    1) "inserire in dichiarazione": bene! Dove lo metto ??? Nel campo indirizzo, o nel campo firma del contribuente???
    Parliamo seriamente... "inserire in dichiarazione" non significa nulla. Un reddito va per primo definito e per farlo non si può prescindere da capire chi lo sta producendo ed in che modo. Se lo si produce perchè si cerca lucro (anche minimo) con una organizzazione (anche minima) compiento in modo continuativo attività d'impresa (servizi pubblicitari rientranti nell'art. 2195 Codice civile)... beh, non c'è dubbio, siamo a fronte a redditi d'impresa (anche minimi, anche al paradossalmente a perdite d'impresa) perchè prodotti da un imprenditore (micro, ma imprenditore).... ci sono tutti... tutti i requisiti per esserlo.

    2) "forzare" una norma... io non ho forzato nulla... forza semmai chi tenta di estrarre dall'ambito del reddito d'impresa ciò che evidentemente vi rientra... forza chi cerca di non leggere le sentenze della corte di giustizia UE (che più volte ho citato) che ci dicono che siamo a fronte di servizi pubblicitari e non di altre fattispecie semmai forse inquadrabili tra i redditi diversi di cui all'art. 67 del tuir. Quello è forzare una norma.

    3) "soglie di reddito".... "soglie di ricavo": una volta per tutte IN QUESTO AMBITO NON ESISTONO soglie. I "famosi" 5.000 euro sono una "soglia di esenzione da contributi previdenziali delle prestazioni occasionali di lavoro autonomo".... solo ed esclusivamente per quell'ambito ultra specifico valgono questi 5.000 euro e tale soglia NON è applicabile a nessun, ripeto nessun altro ambito.
    Esistono appositi regimi fiscali per i micro imprenditori e se il Legislatore avesse voluto indicare una soglia al di sotto del quale non si fosse stati imprenditori l'avrebbe fatto.
    Addirittura fino a poco tempo fa esisteva un regime (della "franchigia") applicabile a soggetti Iva che con volumi sino a 7.000 euro!!!! Capite che al Legislatore non interessano limiti inferirori?!?!?!? Non li ha individuati perchè non esistono. Un imprenditore non deve per forza guadagnare... può anche produrre ricavi uguali a zero.... ma restare imprenditore... può produrre anche perdite, ma resta imprenditore.
    Chiunque voglia individuare soglie sta forzando la norma, che quelle soglie non prevede.
    Speriamo che futuri interventi normativi le prevedano specificatamente, ma ad oggi NON è così.

    Sfido a dimostrare che esistano al contrario.


    Continuando:

    bene, adsense è uno script estraneo alla mia pagina ? I pop up/under e così via sono fuori dalla mia pagina ???
    Benone.... e chi gli da la possibilità di manifestarsi se non il publisher? Chi trae lucro da questa azione se non il publisher ? Chi organizza computer software, collegamenti, hosting, sito web, contenuti, posizionamento, il proprio lavoro, se non il publisher ?

    Deve essere ben chiaro: fine di lucro + attività continuativa + microorganizzazione (mezzi e/o capitali e lavoro) + attività commerciale = Impresa (magari minima, ma impresa.... null'altro) e ciò è inciso nel nostro sistema normativo a partire da codice civile e Tuir.


    Paolo
    Ultima modifica di i2m4y; 02-04-09 alle 17:20

  28. #78
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    Non riesco a capire come mai qualunque altra considerazione venga fatta in questo forum non ha "valore". Vuoi perchè non è ufficiale, vuoi perchè non viene ritenuto valido da non so quale gruppo di super esperti, ecc.
    E non riesco a capire poi perchè si voglia a tutti i costi far passare per buona l'interpretazione generalista a favore dell'essere azienda.
    Qualcuno grida è la Legge. Forse è la sua Legge, o la sua interpretazione della Legge. La Legge si conosce nel momento in cui un giudice pubblica la sentenza.
    Abbiamo provato in questo forum che posso gestire un blog da un internet point, e cioè posso utilizzare Adsense senza avere: pc, connessione, adsl, programmi, hosting. Dunque la presenza di questi elementi non sono condizioni sufficienti (per chi mi capisce) per definire un'impresa.
    Le condizioni sufficienti per definire l'impresa devono essere ricercate in un altro contesto.
    E' stato più volte ricordato che queste condizioni sufficienti non sono facili da individuare, sia perchè il soggetto (ipotetico impreditore) le subisce e non è parte attiva in nessun momento. E' stato più volte ricordato che se passa la vostra interpretazione dovremmo far diventare impreditori migliaia di locatori di appartamenti o di terreni sui quali vengono posti cartelloni pubblicitari, o migliaia di procacciatore d'affari occasionali.
    E' stato più volte ricordato che sebbene il limite a 5000 euro non sia chiaramente dichiarato, sia invece ritenuto indicativo dell'esistenza di un'attivitàcommerciale. Ad esempio un autore può vendere i suoi libri nel corso dell'anno emettendo normale ricevuta (non iva) se non supera i 5000 euro di guadagno e non si è obbligati a diventare editori (Impresa). E di altri esempi se ne possono fare a migliaia.
    Mi sapete spiegare perchè siete così convinti che la vostra interpretazione sia la LEGGE?
    Non lo sanno nei posti chiave e lo sapete Voi (con tutto il rispetto che posso avere)?
    Ma ripeto alla fine ognuno agisca secondo coscienza, io dico soltanto a tutti di valutare caso per caso e non accettare per LEGGE quello che viene essere dicharata la LEGGE.

    Ps. Come ripetuto milioni di volte: le Tasse si devono pagare e si pagano sui ricavi Adsense. Quel che si discute è se si deve essere necessariamente impresa o no.
    Ultima modifica di Arturobamo; 02-04-09 alle 17:20

  29. #79
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    La locazione di beni immobili produce un determinato reddito (TUIR) diverso da quello d'impresa.

    L'autore di libri o testi produce altri tipi di redditi (TUIR) diversi da quelli d'impresa.

    Una sentenza della Corte di Giustizia UE ci ha spiegato che anche l'ultimo anello di una campagna pubblicitaria è servizio pubblicitario.
    Ospitare adsense consente la materializzazione finale della pubblicità quindi configura tale ultimo anello.
    I servizi pubblicitari sono attività di cui all'art. 2195 CC.
    Chi svolge attività di cui all'art. 2195 del CC con continuità e organizzazione è imprenditore.
    Chi è imprenditore dalla sua attività produce reddito d'impresa (TUIR) che è diverso dal reddito da locazioni e da quello da sfruttamento di diritti d'autore.

    Soglie di reddito possono essere nella ragionevolezza di alcuni, ma non sono incise nella norma che anzi ha dimostrato nella sua storia di non volerne (regime della "franchigia").


    Purtroppo gli esempi non sono calzanti.

    Paolo

  30. #80
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    Si producono dei redditi. Punto. Si dichiarano e si pagano le tasse, ad esempio come afferma una nota commercialista di Como, tua concittadina, e come affermano altri commercialisti.
    Da qui a farli diventare d'ìmpresa ve ne passa.
    Come già detto altre volte, a mio parere, corri troppo basandosi su l'ordinario, ossia su quelle che sono le interpretazioni generiche.

    Per le popunder che si aprono in un'altra pagina, la pubblicità non appare sul mio sito ma su un altro sito. Quindi in questo caso non mostro un bel niente in modo continuativo. Ho solo inserito uno script che potrebbe mostrare della pubblicità in modo continuativo nel caso ci fossero visitatori in modo continuativo, ma potrebbe anche non mostrarla poichè i visitatori non sono garantiti.
    Spero che non vorrai far diventare impresa una persona che dichiara di voler fare l'imprenditore ma che mai decide di farlo.

  31. #81
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    Un autore se supera i 5000 euro di vendita è tenuto a diventare Editore ossia impresa. Prima invece è un lavoro autonomo.
    Un proprietario di un terreno che affitta 10 metri quadrati del suo terreno ad un'azienda di pubblicità e dunque permette di installare il cartellone e quindi il passaggio della pubblicità non è e non può essere considerato l'ultimo anello, del tuo discorso, e quindi per tal motivo diventare imprenditore.
    Lo stesso dicasi se su casa mia faccio installare un cartellone pubblicitario.
    Proprio per definire il reddito, come tu stesso dici, devi vedere cosa fa l'ipotetico imprenditore.
    Vediamo cosa fa un webmaster proprietario di un sito e che usa adsense.
    Il proprietario del sito (casa o terreno), permette di installare (installa) lo script (cartellone) e dunque permette all'azienda Google o altra di veicolare attraverso lo script (cartellone) e dunque mostrare al pubblico della pubblicità (hosting, pc, connessione,... non hanno correlazione con questo).
    Questo fa il proprietario di un sito.

    Poi tu potresti aggiungere:
    1) il proprietario del sito posiziona, migliora.
    Risposta: Tutte considerazioni gratuite. Perchè ad esempio io non posiziono, anzi abbandono al suo destino il sito. Non miglioro per Adsense, ma per il sito in se stesso.
    2) Ma poi devi dimostrare al fisco.
    Risposta: non stiamo parlando di dimostrare o non dimostrare, stiamo parlando di capire quali sono le condizioni affinchè l'uso di adsense configuri un'attività d'impresa.


    Altra cosa è se invece sono io stesso, proprietario del sito, a ricercare la pubblicità da inserire sulle pagine del mio sito. Qui il discorso cambia radicalmente e si è impresa.

  32. #82
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    Citazione Originariamente Scritto da Arturobamo Visualizza Messaggio
    Si producono dei redditi. Punto. Si dichiarano e si pagano le tasse, ad esempio come afferma una nota commercialista di Como, tua concittadina, e come affermano altri commercialisti.
    Da qui a farli diventare d'ìmpresa ve ne passa.
    Come già detto altre volte, a mio parere, corri troppo basandosi su l'ordinario, ossia su quelle che sono le interpretazioni generiche.
    Mi spiace deluderTi. Le affermazioni generiche sono queste:

    "Si producono dei redditi. Punto."
    "Si dichiarano e si pagano le tasse"

    Mi spiace NON è così... i soli rudimenti basilari di diritto tributario insegnano che prima di tassare qualsiasi tipologia reddituale essa va qualificata.
    Per essere più semplici: perchè mai la dichiarazione dei redditi si comporrebbe di tanti quadri e fogli se bastasse un solo rigo dove indicare un importo ?!?!?!?
    Prima si definisce il tipo di reddito, poi si quantifica secondo le regole specifiche ad esso applicabili e solo poi lo si tassa.
    Moooooolto diverso e più complesso.

    Senza contare gli altri comparti tributari in cui il diverso inquadramento genera diverse soggettività passive (IVA, INPS, IRAP ecc.)

    Semplificatorio e assolutamente generico è dunque questo Tuo approccio.


    Potrai leggere peraltro un mio commento nel blog della mia concittadina cui ti riferisci dove Le sottopongo il problema dopo aver letto la Sua posizione. Purtroppo una risposta a quel mio commento non è stata molto argomentata, come avrai modo di leggere. Ma con Elena avrò modo di approfondire nella commissione ITC del nostro ordine di cui entrambi facciamo parte.




    In ordine al tuo secondo post al di la di chiedermi ancor ora dove sta scritta l'afferamzione secondo la quale oltre i 5000 euro l'autore diviene editore.... mi chiedo allora una cosa ancora una volta:
    perchè mai l'editore di una rivista cartacea dovrebbe mai essere un imprenditore.... in fondo egli si limita a mettere a disposizione di un terzo (l'inserzionista), una pagina cartacea dove il terzo (l'inserzionista) pubblica la sua pubblicità. La differenza con il publisher sarebbe solo il supporto, virtuale in un caso e cartaceo nell'altro.... perchè un diverso trattamento ??????????????????????

    Paragoniamo media con media e non locazioni o similari che qui non centrano.




    Inutile dire (l'ho ripetuto tante e tante volte) che spero in qualche apposito intervento legislativo che apra la possibilità a guadagni di questa natura.... basterebbe anche una interpretazione ministeriale che "pieghi" (per una volta a favore del contribuente) le norme esistenti.... magari con una delle motivazioni fantascentifiche cui ultimamente ci hanno abituato.
    Speriamo.

    Per ora... però c'è poco da fare.

    Paolo
    Ultima modifica di i2m4y; 02-04-09 alle 18:49

  33. #83
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    Citazione Originariamente Scritto da i2m4y Visualizza Messaggio
    1) "inserire in dichiarazione": bene! Dove lo metto ??? Nel campo indirizzo, o nel campo firma del contribuente???
    Nel 730/2008: quadro D, rigo D5, colonna 2 (per il 730/2009 ancora non so, non avendolo ancora visto...)

    Per il resto: non sono d'accordo con te sul fatto di voler vedere l'adsenser per forza come "imprenditore": IMHO mancano le caratteristiche proprie dell'imprenditore, nell'attività dell'adsenser "dilettante".

    Chiunque voglia individuare soglie sta forzando la norma, che quelle soglie non prevede.
    Su questo invece sono pienamente d'accordo.

    bene, adsense è uno script estraneo alla mia pagina ? I pop up/under e così via sono fuori dalla mia pagina ???
    Benone.... e chi gli da la possibilità di manifestarsi se non il publisher? Chi trae lucro da questa azione se non il publisher ? Chi organizza computer software, collegamenti, hosting, sito web, contenuti, posizionamento, il proprio lavoro, se non il publisher ?
    Facciamo un parallelo con una vetrina piano strada.
    Io sono il proprietario della vetrina, e la affitto ad un'azienda che fa pubblicità, e la riempie di manifesti.
    E' pacifico che la mia situazione fiscale, in questo caso, è limpidissima: dichiaro i proventi nel 730 coem redditi da immobili, e morta lì. Nessuna partita IVA, nessuna registrazione in CCIAA, nulla di nulla. Solo un normalissimo contratto di affitto.

    Bene, vediamo adesso come suona la tua frase adattata a questa situazione:

    bene, i manifesti sono estranei alla mia vetrina ?
    Benone.... e chi gli da la possibilità di manifestarsi se non il proprietario della vetrina? Chi trae lucro da questa azione se non il proprietario della vetrina ? Chi ha installato la vetrina, curato la posa del vetro, scelto il colore dell'infisso, curato la pitturazione del muro retrostante, se non il proprietario ?
    Un bel nonsense, vero?

  34. #84
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    Citazione Originariamente Scritto da i2m4y Visualizza Messaggio
    Una sentenza della Corte di Giustizia UE ci ha spiegato che anche l'ultimo anello di una campagna pubblicitaria è servizio pubblicitario.
    OK. Allora allora applichiamo questa sentenza anche a tutti gli affitti di spazi pubblicitari, che da questo momento non potranno più esser considerati redditi da immobili ma redditi d'impresa.
    E gli extracomunitari che fanno volantinaggio... via, tutti ad aprirsi partita IVA!!!
    Mi sta bene. In Italia c'era proprio bisogno di un paio di milioni di partite IVA in più...
    Prima che il fisco abbia smaltito il contenzioso per questi casi, e possa passare agli adsenser, saranno trascorsi quindici anni e tutto si sarà prescritto...

  35. #85
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    Citazione Originariamente Scritto da i2m4y Visualizza Messaggio
    Potrai leggere peraltro un mio commento nel blog della mia concittadina cui ti riferisci dove Le sottopongo il problema dopo aver letto la Sua posizione.
    Link, please?



    Paragoniamo media con media e non locazioni o similari che qui non centrano.
    Lasciamo stare, che qui si entra in un campo minato...
    Ti ricordo che svariati tentativi legislativi che volevano assimilare la pubblicazione su internet all'editoria "classica" sono naufragati a furor di popolo, proprio perchè è un'assurdità questa assimilazione...



    Inutile dire (l'ho ripetuto tante e tante volte) che spero in qualche apposito intervento legislativo che apra la possibilità a guadagni di questa natura.... basterebbe anche una interpretazione ministeriale che "pieghi" (per una volta a favore del contribuente) le norme esistenti.... magari con una delle motivazioni fantascentifiche cui ultimamente ci hanno abituato.
    Speriamo.
    Su questo, standing ovation

  36. #86
    Esperto L'avatar di i2m4y
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    Il paragone non regge con la locazione di beni immobili che genera redditi definiti come "fondiari".

    Qui si parla di redditi di categoria differente. Non posso dire che sto affittando un immobile.... significa che non sto producendo redditi fondiari.
    L'adsesenser sta facendo altro.... sta facendo esattamente quello che fa l'editore della rivista cartacea. Presta una pagina all'inserzionista. E da qui non si fugge.

    Se quello che fa lo lo fa continuativamente, ritrae click (ricavi) quotidianamente, ha una seppur microorganizzazione e lo scopo di lucro bene.... è fatta!


    Istruzioni 730:


    Nel
    rigo D5 indicare:

    • nella colonna 1 il tipo di reddito contraddistinto dal codice:

    1 per i redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente;


    Ammesso e non concesso che i ricavi adsense si possano inquadrare tra i "redditi diversi" (art. 67, c.1, lett. i) del Tuir) direi che il "non esercitate abitualmente" proprio non possa esistere:
    - ospito adsense continuativamente
    - ricavo da click quotidianamente
    - riscuoto periodicamente.

    Non abituale è al limite l'attività del procacciatore d'affari occasionale, che in un anno magari procaccia due affari e guadagna 2 provvigioni, ma non certo l'azione continuativa di lucro compiuto, magari anche in forma automatizzata, tramite il sistema Adsense.

    Giudico un rischio (certo limitato dai remoti controlli fiscali) dichiarare quei redditi quali redditi diversi.


    In ultimo Ti segnalo che anche i siti web che contengono informazioni, se aggiornati a periodicità definita, sono soggetti alla normativa sull'editoria (L. 62/01 e succ. modif.) [ h t t p ://punto-informatico.it/2322890/PI/Commenti/perche-quel-blogger-stato-condannato.aspx ]

    Paolo
    Ultima modifica di i2m4y; 02-04-09 alle 21:58

  37. #87
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    i2m4y: ammettendo la veridicità delle tue interpretazioni, 2 cose:
    1) il sospendere la pubblicazione dei banner google per un dato lasso temporale , potrebbe influire sulla continuità o meno dell'attività prestata?
    2) Una mia ignoranza: tu dici che non ricevere il primo pagamento per un anno non influisce, essendo solo manifestazione finanziaria di un ricavo imputabile al periodo: è una mia ignoranza però significherebbe che un publisher dovrebbe redarre un bilancio annuale in cui contabilizzare i crediti come ricavi di CE e quindi utile. o sbaglio qualcosa?
    Sto solo cercando la scappatoia all'assurdità della situazione..

  38. #88
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    La continuità dell'attività di prestazione di servizi pubblicitari verrebbe naturalmente interrotta.

    Una impresa determina il proprio risultato economico ed il proprio reddito per "competenza" quindi contabilizzarebbe tra i ricavi di periodo in conto economico i profitti da click con contropartita uncredito verso Google. Il credito si chiuderebbe con il suo incasso anche magari dopo anni.

    Capisco e condivido pienamente l'assurdità se si osserva la sostanza di moltissime realtà. Come detto spero in norme più adatte a microbusiness web da pochissime migliaia di euro.
    E' anche da dire che controlli fiscali potrebbero essere davvero remoti e dunque la strada di dichiararli come da te indicato non portare a problemi particolari.

    Paolo
    Ultima modifica di i2m4y; 02-04-09 alle 23:59

  39. #89
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    Appunto...va bene tutto (le leggi, le regole, ecc...io sono il primo a rispettarle e voglio che tutti le rispettino) però se uno blocca i pagamenti di AdSense per un anno (o 2...o anche 3 ) e apre partita IVA solo nel momento in cui decide di ricevere i soldi....beh, direi che è decisamente "scusabile".

    Anche perchè chiedo ai commercialisti iscritti al forum di dirmi se nella loro carriera (e in quella dei loro colleghi) hanno mai sentito di qualcuno che sia stato multato per evasione fiscale PRIMA di aver incassato il suo primo €!!!!!

    Sarebbe il primo caso (credo) al mondo....

  40. #90
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    Citazione Originariamente Scritto da i2m4y Visualizza Messaggio
    Una impresa determina il proprio risultato economico ed il proprio reddito per "competenza" quindi contabilizzarebbe tra i ricavi di periodo in conto economico i profitti da click con contropartita uncredito verso Google. Il credito si chiuderebbe con il suo incasso anche magari dopo anni.
    SNI.

    Un reddito può esser contabilizzato per competenza o per cassa.
    Il fatto che venga contabilizzato per competenza dipende da determinate opzioni di tenuta contabilità che NON sono la norma, soprattutto nel caso di singoli imprenditori/professionisti.
    Anzi, direi che nel caso di singoli imprenditori/professionisti la norma prevalente è proprio quella della competenza per cassa.

  41. #91
    Esperto L'avatar di i2m4y
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    Citazione Originariamente Scritto da Archimede2007 Visualizza Messaggio
    SNI.

    Un reddito può esser contabilizzato per competenza o per cassa.
    Il fatto che venga contabilizzato per competenza dipende da determinate opzioni di tenuta contabilità che NON sono la norma, soprattutto nel caso di singoli imprenditori/professionisti.
    Anzi, direi che nel caso di singoli imprenditori/professionisti la norma prevalente è proprio quella della competenza per cassa.
    Mi spiace ma Ti sbagli.

    Gli imprenditori hanno l'obbligo generale di utilizzare il principio di competenza, salvo alcune componenti di reddito specificatamente individuate dal TUIR.

    I lavoratori autonomi (intellettuali e professionisti) hanno invece l'obbligo di utilizzare il principio generale di cassa, salvo alcune componenti di reddito specificatamente individuate dal TUIR.

    NON vi è scelta e neppure commistione tra i due casi che restano distinti e separati. Ti invito a leggere con cura gli artt. 54, 56 e 109 del DPR 917/86.

    L'unico caso che scombussola questi criteri generali è il regime fiscale dei "contribuenti" minimi, che applica generalmente il principio di cassa.


    Paolo

  42. #92
    User L'avatar di lele2481
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    Poichè, come si evince da questa interessante discussione, ci si sta soffermando esclusivamente sulle interpretazioni, io vi chiedo è possibile ragionare su quello che dovrebbe essere, piuttosto che su quello che "forse" è?
    In altre parole, come andrebbe struttuturato effettivamente il sistema?
    Regole flessibili o rigide? Mercato chiuso o aperto?
    E' utile imporre regole dure anche a chi utilizza sistemi (p.e. adsense) anche in maniera amatoriale?
    Insomma, più che servire o non servire la p.iva, la domanda è: per il sistema/paese, e al web in particolare, è conveniente aprire il mercato?

  43. #93
    Esperto L'avatar di i2m4y
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    Che regole nuove ci vogliano è indubbio.

    Che interpretazioni qui ci siano... un po' meno... le norme sono norme e qui, per quanto mi riguarda, di interpretazioni ne ho date davvero poche. Personalmente ho parlato di principi sanciti in sentenze UE che non sono interpretabili, quelli sono, e quelli sono immediatamente applicabili in Italia. Ho parlato di norme di base del TUIR e di articoli di base del codice civile che dispongono paletti fondamentali, ma che lasciano poco spazio all'interpretazione.

    Si può discutere (e dunque interpretare) se si ha il comando o meno di adsense, ma non sul suo contenuto di servizio pubblicitario. Si può discutere su cosa si intenda per microorganizzazione, ma non sul fatto che se essa è presente si è di fronte ad uno dei requisiti per avere impresa. Si può discutere sul fatto che due click al mese configurino un ricavo continuativo, ma non sul fatto che click quotidiani lo siano. Ci si prenderebbe in giro.

    Il tutto però su di uno scheletro normativo per ora indiscutibile... quello è ed a quello ci si deve adattare, anche se non piace.

    A mio giudizio l'amatoriale non esiste quando ciò che si persegue aderendo ad adsense è il lucro... il vero aspetto amatoriale è il gestire il proprio sito od aggiornare il proprio blog.... quello è amatoriale... quando però se ne trae profitto... allora ci si discosta dall'amatoriale... si cerca il lucro.... e se esistono anche abitualità ecc. beh allora....




    Il sistema andrebbe a mio giudizio strutturato con l'istituzione di un regime fiscale specifico per i micro-web-imprenditori. Escluso dall'ambito Iva se i capitali/beni strumentali impiegati stanno sotto 5000 euro, non vi sono collaboratori ed i ricavi annui incassati sotto i 3000-5000 euro (da decidere).
    Soggetto ad una imposta sostitutiva di tutte le altre imposte diciamo del 15-20% e dichiarabile anche in 730 e senza la possibilità di dedurre costi. Con obbligo di sola conservazione di tutti i documenti emessi/ricevuti e nessuna altro obbligo contabile. Senza alcun obbligo previdenziale, ma comunicazione iniziale esclusivamente all'Agenzia delle Entrate di inizio attività.
    Logicamente riservato ai servizi web e non all'e-commerce. Per quest'ultimo si potrebbe studiare un sistema simile, ma sarebbe certo più complesso e da meditare.


    Ne guadagnerebbero tutti.




    Paolo
    Ultima modifica di i2m4y; 03-04-09 alle 12:54

  44. #94
    User L'avatar di lele2481
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    Non volevo e non voglio provocarti, e mettendomi nei tuoi panni di commercialista, capisco il tuo ragionamento (d'altra parte è il tuo lavoro e se tu non avessi ragione ne risentirebbe...).
    Innanzitutto continuo a parlare di interpretazioni perchè basta parlare con 2 o 3 uffici dell'AdE e ci si rende conto che danno tutti risposte diverse: mancanza di uniformità di giudizio di solito vuol dire interpretare, che poi non è una brutta parola (anche i giudici interpretano la legge).
    In secondo luogo continuo a ritenere che bisogna cominciare a capire come dovrebbero essere le cose, per esempio posto che ciò che dice i2m4y e altri sia vero (purtroppo smentito da qualche funzionario dell'AdE e da qualche collega) è questo il miglior modo di affrontare la situazione?
    Oppure il sistema andrebbe reso più flessibile in base alle fasce di guadagno, aprendo il mercato?

  45. #95
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    Citazione Originariamente Scritto da i2m4y Visualizza Messaggio
    Il sistema andrebbe a mio giudizio strutturato con l'istituzione di un regime fiscale specifico per i micro-web-imprenditori. Escluso dall'ambito Iva se i capitali/beni strumentali impiegati stanno sotto 5000 euro, non vi sono collaboratori ed i ricavi annui incassati sotto i 3000-5000 euro (da decidere).
    Soggetto ad una imposta sostitutiva di tutte le altre imposte diciamo del 15-20% e dichiarabile anche in 730 e senza la possibilità di dedurre costi. Con obbligo di sola conservazione di tutti i documenti emessi/ricevuti e nessuna altro obbligo contabile. Senza alcun obbligo previdenziale, ma comunicazione iniziale esclusivamente all'Agenzia delle Entrate di inizio attività.
    Scusa, mi è sfuggita l'indicazione della lista con cui ti candiderai alle prossime elezioni... non per altro, ma per ricordarmi di garantirti il mio voto...

  46. #96
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    Citazione Originariamente Scritto da i2m4y Visualizza Messaggio
    Mi spiace ma Ti sbagli.

    Gli imprenditori hanno l'obbligo generale di utilizzare il principio di competenza, salvo alcune componenti di reddito specificatamente individuate dal TUIR.

    I lavoratori autonomi (intellettuali e professionisti) hanno invece l'obbligo di utilizzare il principio generale di cassa, salvo alcune componenti di reddito specificatamente individuate dal TUIR.
    Vero, ma io sono più propenso a considerare un adsenser (o anche un publisher, non legato solo ad adsense) un lavoratore autonomo che non un imprenditore...

    Ed anche volendolo considerare un imprenditore, sarebbe necessariamente nel 99% dei casi un imprenditore minimo... e quindi anche qui principio di cassa e non di competenza.

  47. #97
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    Un aspetto che, sinceramente, non ho approfondito è quello del tipo/entità di sanzioni che verrebbero irrogate, e del meccanismo con cui verrebbero identificate (e quindi della probabilità che vengano contestate).

    Nel senso, poniamo:
    - un adsenser incassa tot in un anno
    - lo dichiara nel 730 come "altri redditi", non detraendo nessun costo

    L'unica possibilità di contestazione la vedo nei seguenti casi:
    - tracciamento delle operazioni internazionali di valuta (improbabile, se non ci si trova di fronte a cifre molto importanti o comunque ad altri indizi che portino a sospettare attività ilelcite o comunque irregolari)
    - normale controllo sul 730 (che avviene però a campione, e che solitamente richiede di produrre solo determinate documentazioni non allegate alla dichiarazione... tipo il classico "ci manda per fax le pezze d'appoggio delle spese sanitarie?")
    Inoltre, in questi casi si dovrebbe avere proprio la sfiga di trovarsi di fronte il funzionario che è convinto che adsense configuri attività d'impresa...
    Quindi, le possibilità di contestazione mi sembrano molto remote...

    Non saprei invece quantificare le eventuali (ed io direi anche ipotetiche) sanzioni a cui si andrebbe incontro, in quanto comunque non ci sarebbe alcuna evasione di imposta (i proventi sono stati dichiarati in 730, e tassati in maniera probabilmente superiore a come lo sarebbero stati come reddito d'impresa o professionale... nè c'è alcuna evasione di IVA, visto che si tratta di prestazione intra-UE)

  48. #98
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    Interessante post questo di Archimede2007..

  49. #99
    Esperto L'avatar di i2m4y
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    Citazione Originariamente Scritto da Archimede2007 Visualizza Messaggio
    Vero, ma io sono più propenso a considerare un adsenser (o anche un publisher, non legato solo ad adsense) un lavoratore autonomo che non un imprenditore...
    Purtroppo non è questione di essere più o meno propensi a qualcosa.

    Sul punto non ci possono essere interpretazioni.

    I servizi pubblicitari rientrano nelle attività d'impresa di cui all'art. 2195 CC e non possono essere resi da lavoratori autonomi art. 2222 CC. Qui proprio di interpretazioni non ce ne possono essere.... la legge sul punto è di chiarezza cristallina.

    Paolo
    Ultima modifica di i2m4y; 04-04-09 alle 00:38

  50. #100
    Consiglio Direttivo L'avatar di lorenzo-74
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    Citazione Originariamente Scritto da i2m4y Visualizza Messaggio
    Il sistema andrebbe a mio giudizio strutturato con l'istituzione di un regime fiscale specifico per i micro-web-imprenditori. Escluso dall'ambito Iva se i capitali/beni strumentali impiegati stanno sotto 5000 euro, non vi sono collaboratori ed i ricavi annui incassati sotto i 3000-5000 euro (da decidere).
    Soggetto ad una imposta sostitutiva di tutte le altre imposte diciamo del 15-20% e dichiarabile anche in 730 e senza la possibilità di dedurre costi. Con obbligo di sola conservazione di tutti i documenti emessi/ricevuti e nessuna altro obbligo contabile. Senza alcun obbligo previdenziale, ma comunicazione iniziale esclusivamente all'Agenzia delle Entrate di inizio attività.
    Logicamente riservato ai servizi web e non all'e-commerce. Per quest'ultimo si potrebbe studiare un sistema simile, ma sarebbe certo più complesso e da meditare.
    Ciao Paolo
    Concordo su tutto quello che hai detto: ospitare adsense = attività d'impresa = partita iva.

    Per quanto riguarda lo scenario da te proposto però c'è qualcosa che non mi torna: posso immaginare che tutti i frequentatori di questo forum apprezzino la tua idea (e nel contempo ciò che dirò potrebbe risultare "sgradevole" ai più); mi chiedo però: perchè l'Agenzia delle Entrate dovrebbe creare un regime fiscale "di favore" solo per i micro-web imprenditori? Perchè non applicarlo anche a chi inizia l'attività di professionista (avvocato, ingegnere, commercialista, ecc)? Perchè non applicarlo a chi apre un piccolo negozietto (virtuale o reale)?
    Il problema per tutti, e quindi anche per i webmaster, è quello di valutare preventivamente all'inizio dell'attività se il gioco vale la candela. Se tasse e contributi da versare portano a redditi infinitesimali o addirittura a perdite vuol dire che c'è qualcosa che non va nel business intrapreso.

    I servizi pubblicitari rientrano nelle attività d'impresa di cui all'art. 2195 CC e non possono essere resi da lavoratori autonomi art. 2222 CC. Qui proprio di interpretazioni non ce ne possono essere.... la legge sul punto è di chiarezza cristallina.
    Esatto; è per questo motivo che tutti i professionisti (seri e in regola) non ospitano gli adsense nei propri siti web.
    Ultima modifica di lorenzo-74; 05-04-09 alle 12:47

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