+ Rispondi alla Discussione
Pagina 3 di 3 PrimaPrima 123
Risultati da 101 a 138 di 138

non serve la partita iva per adsense

Ultimo Messaggio di cassiopea il:
  1. #101
    Esperto L'avatar di i2m4y
    Data Registrazione
    Mar 2005
    Località
    Como
    Messaggi
    7,947
    Lorenzo concordo pienamente con te, su ogni punto, salvo però che nella mia proposta ho considerato la specificità della questione qui portata avanti. Il micro-web business

    Chi inizia come lavoratore autonomo, negoziante, avvocato, commercialista ecc. ha già a disposizione alcuni regimi agevolati molto ben predisposti e che soprattutto considerano ricavi, ma anche costi delle attività.... difficilmente rinunciabili dunque.

    Quello che ho io qui ipotizzato è una cosa diversa. Semplificata al massimo.... utile proprio solo a chi ha microbusiness e non "piegabile" artificiosamente per comodi utilizzi diversi. Un regime senza deducibilità dei costi. Solo per ricavi (non redditi) esigui... e quelli tassati per cassa ed integralmente ad aliquota agevolata. Ciò che incassi tassi.
    Facili da controllare (i pagamenti di servizi web sono al 99% canalizzati su banche o poste).... e comunque con obbligo di pagamento tracciabile.
    Un regime davvero poco utilizzabile fuori da un microbusiness ed allo stesso tempo non formattato per un business preciso... in modo tale da adattarsi a quello che esprime ora internet ed a quello che esprimerà in futuro.


    Insomma un piccolo passo del legislatore per dare un minimo di flessibilità nell'approccio alle nuove tecnologie.... ricordiamoci infatti che è dai garage che è nata l'informatica... sarebbe un aiuto ai garage italiani.

    Io la vedo così.

    Paolo

  2. #102
    Consiglio Direttivo L'avatar di lorenzo-74
    Data Registrazione
    Jan 2007
    Località
    Roma
    Messaggi
    13,520
    Segui lorenzo-74 su Twitter Aggiungi lorenzo-74 su Facebook
    Ciao Paolo.
    Ben vengano tutti gli interventi legislativi finalizzati alla semplificazione e alla riduzione delle imposte da pagare.
    Il problema per i publisher adsense - ma anche in generale per altre categorie - è purtroppo lo scoglio del minimale inps che impone a fasce di contribuenti che non hanno redditi adeguati il pagamento di sostanziosi contributi .
    Forse il semplice assoggettamento alla gestione separata potrebbe risolvere molti problemi. Infatti, fiscalmente parlando, il regime dei minimi potrebbe essere paragonato ad una prestazione occasional/continuativa legalizzata, vista anche l'assenza degli studi di settore.

    Comunque in assenza di interventi legislativi in materia, se mai verranno, i publisher adsense che non possono vantare altri redditi avranno non pochi problemi a intraprendere un'attività in regola e redditizia.

    Ciao

  3. #103
    Esperto L'avatar di i2m4y
    Data Registrazione
    Mar 2005
    Località
    Como
    Messaggi
    7,947
    Hai ragione, infatti ho ben scritto nella mia proposta "senza alcun obbligo previdenziale". Una specie di tributo "flat" omnicomprensivo e logicamente limitato ai microvolumi d'affari.

    Paolo

  4. #104
    Consiglio Direttivo L'avatar di lorenzo-74
    Data Registrazione
    Jan 2007
    Località
    Roma
    Messaggi
    13,520
    Segui lorenzo-74 su Twitter Aggiungi lorenzo-74 su Facebook
    Giusto; mi era sfuggito quel passaggio!
    Comunque "parlando inter nos" la vedo dura!

  5. #105
    Utente Premium
    Data Registrazione
    Mar 2009
    Località
    Udine
    Messaggi
    529
    Dura, ma non impossibile: regimi agevolati del genere ne esistono già diversi. Ad esempio quelli per la micro-vendita di beni agricoli autoprodotti, o per la vendita dell'usato ai mercatini dell'antiquariato...

  6. #106
    User
    Data Registrazione
    May 2008
    Messaggi
    72
    "Sul punto non ci possono essere interpretazioni.

    I servizi pubblicitari rientrano nelle attività d'impresa di cui all'art. 2195 CC e non possono essere resi da lavoratori autonomi art. 2222 CC. Qui proprio di interpretazioni non ce ne possono essere.... la legge sul punto è di chiarezza cristallina."


    I servizi pubblicitari rientrano... ma non è questo che bisogna stabilire nel caso di Adsense e di alttri programmi.
    Bisogna stabilire invece:
    1) il proprietario di un sito, con l'inserimento di Adsense, effettua servizi pubblicitari reali o concede spazio del suo sito a Google? (e qui la risposta potrebbe essere data in relazione al motivo per il quale si vien pagati)
    2) il propietario di un sito con l'inserimento di Adsense effettua in automatico attività continuativa e abituale al pari di una impresa? (E qui bisogna considerare che le strutture web (siti, blog, ecc. hanno una esistenza continuativa di per sè, cosa che influisce sull'effetto finale. )
    3) Un sito senza Adsense, ma con programmi diversi (Zanox, Tradedouble, e ove si venga pagati per acquisto fatto, rientra nel caso del procacciatore occasionale o non? (e questo va stabilito).
    4) L'idea che un pc, e una connessione diano l'organizzazione è una idea senza senso. Infatti, basta che non mi collego mai da casa mia, ma aggiorno un mio blog (concesso gratis da Google) da un punto internet o da casa di un amico, 4 o cinque volte l'anno senza regolarità e viene meno il tuo discorso, sebbene possa inserire all'atto della creazione del blog i con tenuti Adsense e quindi guadagnare.

    Il problema non può essere affrontato solo dall'analisi di un commercialista sebbene sia da ringraziare. Il problema non è affrontabile nemmeno da un qualunque direttore dell'Agenzia delle Entrate, che magari per imposizione darà, e darà corso..., una sua interpretazione.
    Occorre un team di commercialisti, giudici e informatici. Per chiarire la questione di fondo.

    Al solito dichiaro che i redditi percepiti devono essere dichiarati. Ma su tutto il resto è opportuno attendere una commissione di esperti.

    Ps. L'ultima questione. Spesso si sente dire che bisogna valutare prima la possibilità del business. Questo è vero in certi casi, ma in tanti altri non è vero. Un avvocato, un dentista, un commercialista, un libero professionista in generale dovrebbe ( e forse ha) avere un periodo di tre anni di "prova", ossia di poter accedere ad un regime agevolato nei suoi primi tre anni di attività. Non so se una simil cosa è prevista dallo Stato Italiano, ma io la trovo utile per evitare sperperi di soldi da parte di professionisti non fortunati (Nel mio paese ci sono centinaia di ragionieri, ma solo tre studi...come mai? E' ovvio e tutti sappiamo il perchè: come investire senza la sicurezza di riprendere quanto investito e guadagnarci?)
    Come può un giovane commercialista, ad esempio, aprire uno studio se nei primi anni deve pagare contributi, affitto, ecc., per un importo superiore a 10000 euro, senza la certezza di avere un ritorno economico, con l'arrivo di un certo numero di clienti? Questo stato di cose agevola le caste già esistenti e non mi sembra degno di un paese civile.
    Chi ha soldi lavora e apre lo studio, chi non ha soldi deve fare la fame? Ma la fame è cattiva consigliera, non dimentichiamolo. Mai!
    Lo stesso dicasi per internet: abbiamo la possibilità di creare piccoli imprenditori a costo zero (solo la manodopera del webmaster e il suo talento) e cosa succede in Italia? Devi chiudere perchè le Leggi non riconoscono un aiuto a queste persone.
    Di questi tempi, mi sembra un vero e proprio delitto. Si perdono posti di lavoro a iosa e qualcuno che guadagna pochi euro al mese, deve o dovrebbe rinunciare perchè si verrebbe a configurare un'impresa. Impresa che esiste nella fantasia delle persone, ma non nella realtà.
    La soluzione è rapida e indolore. Basta aggiungere il limite di guadagno: 5000 euro all'anno.

    Saluti a tutti.
    Ultima modifica di Arturobamo; 19-04-09 alle 15:39

  7. #107
    User Attivo
    Data Registrazione
    Mar 2009
    Messaggi
    2,105
    Citazione Originariamente Scritto da Arturobamo Visualizza Messaggio
    "
    Lo stesso dicasi per internet: abbiamo la possibilità di creare piccoli imprenditori a costo zero (solo la manodopera del webmaster e il suo talento) e cosa succede in Italia? Devi chiudere perchè le Leggi non riconoscono un aiuto a queste persone.
    Di questi tempi, mi sembra un vero e proprio delitto. Si perdono posti di lavoro a iosa e qualcuno che guadagna pochi euro al mese, deve o dovrebbe rinunciare perchè si verrebbe a configurare un'impresa. Impresa che esiste nella fantasia delle persone, ma non nella realtà.
    La soluzione è rapida e indolore. Basta aggiungere il limite di guadagno: 5000 euro all'anno.
    Il problema è che per anni e anni si sono promulgate leggi, regolamenti , che anzichè favorire la lotta all'evasione fiscale e la nascita di imprese individuali e quindi lavoro, hanno peggiorato sensibilmente la situazione.
    Pare che qualcosa si stia muovendo in tal senso.
    Non ha senso infatti che allo start up di un progetto un giovane debba mettere in conto contributi ecc. che non sa se nei primi 3 anni riuscirà a recuperare.
    Credo che una legge che stabilisca un periodo "allegerito" di contribuzione per i progetti allo start up di almeno 3 anni, con semplificazione totale degli obblighi , favorirebbe la creazione di valore e contribuirebbe ad avere chiaro il quadro degli obblighi.
    Non sono un esperto ma mi riferisco all'esperienza di qualche amico : basti pensare agli odioso e famigerati "studi di settore" una vera pietra al collo di chiunque voglia tentare la strada dell'imprenditoria.
    Un giovane che debba mettere in conto contributi di 10.000 euro in un anno per un attività che nel primo anno probabilmente a stento recupererà (forse!) è un giovane che ...sarà tentato di evadere.
    Speriamo che gli annunci di programma di questo governo portino, oltre che a una semplificazione delle leggi, a favorire lo startup di imprese giovanili (e non) .
    E il limite dei 5.000 euro , a mio avviso, è bassissimo.
    Sarebbe ragionevole , nei primi tre anni, fissare il tetto di 18.000 euro con una tassazione globale del 10/12 % (compreso contributi ecc. ) .
    Poi dal quarto anno farlo rientrare nell'ordinario.
    In questo modo , a mio avviso, lo Stato avrebbe anche più facoltà di controllo e visibilità.

  8. #108
    User Newbie
    Data Registrazione
    Apr 2009
    Messaggi
    1
    Salve a tutti.
    E' il mio primo post qui.
    Mi chiamo Ilaria.
    Leggevo del cambio di valuta da $ in € per Google Adsense.
    E all'improvviso ho pensato all'iva.

    Mi vergogno un pò ma non ci capisco tanto, anzi nulla.
    Vorrei che mi aiutaste a capire. Grazie.

    Ho aperto a novembre 2008 un dominio su aruba, quello annuale.
    Ho inserito 2 annunci di Google Adsense e ora sono alla cifra di 80$.
    Non ho ancora mai ricevuto nessun pagamento.
    In ogni caso, esiste una soglia massima che se non viene superata non bisogna dichiarare nulla?

    Mi spiegate per favore?

    Ho un lavoro fisso.
    Ciao.
    Ilary

  9. #109
    User Newbie
    Data Registrazione
    May 2009
    Messaggi
    4
    Salve a tutti,
    io, come tanti altri, sono un lavoratore dipendente che ha la passione di internet e che, per questo, ha aperto un sito a proprie spese e con il proprio tempo.
    Solo per coprire queste spese ho pensato, un po' ingenuamente magari, di metterci gli annunci adSense.
    Fino ad ora, in un anno da inizio pubblicazione annunci, ho ricevuto un pagamento di circa 110$ (80 euro + o -).

    Dico la verità, dopo aver letto questa discussione ho tolto subito gli annunci adSense. Non vorrei che una semplice passione si trasformi in un problema ).

    Ora vi chiedo questo, vado sul concreto, e, se preferite, rispondetemi anche in MP. Mi scuso in anticipo per l'ignoranza in materia:
    - per il pagamento pregresso che ho ricevuto e su cui non ho fatto assolutamente nessuna dichiarazione, cosa si può rischiare? Potete quantificarmi a cosa si può andare incontro?
    - Mi conviene fare il 730 (anora sarei in tempo) mettendo questa cifra (80euro) su redditi diversi o non so cos'altro o è meglio che lascio stare?
    - fa qualche differenza passare subito a pagamenti in euro (relativamente al pregresso pagamento dico)?

    Riguardo infine adSense e la sua natura di "impresa" in quanto legata all'attività di pubblicità, ho un dubbio.
    Con adSense, infatti, posso pubblicare un link, che di per se non rappresenta nessun logo o immagine che possa essere ricondotta a pubblicità. Inoltre verrò pagato solo se qualcuno compie l'atto di cliccare su quel link. Tutto questo rende, secondo me, adSense molto diverso dal concetto di classica pubblicità.

    Grazie e spero che quasta interessantissima discussione riprenda vita.

  10. #110
    User
    Data Registrazione
    Jan 2008
    Messaggi
    13
    Citazione Originariamente Scritto da gitti Visualizza Messaggio
    - Mi conviene fare il 730 (anora sarei in tempo) mettendo questa cifra (80euro) su redditi diversi o non so cos'altro o è meglio che lascio stare?
    Ciao Gitti, lungi dame suggerirti di evadere le tasse, ma per 80 euro pregresse sul tuo conto non credo che a questo punto valga la pena preoccuparti. Tuttavia farei più attenzione per il futuro

    Citazione Originariamente Scritto da gitti Visualizza Messaggio
    Riguardo infine adSense e la sua natura di "impresa" in quanto legata all'attività di pubblicità, ho un dubbio.
    Con adSense, infatti, posso pubblicare un link
    .....Inoltre verrò pagato solo se qualcuno compie l'atto di cliccare su quel link. Tutto questo rende, secondo me, adSense molto diverso dal concetto di classica pubblicità.
    Su questo non sono d'accordo, ci si può girare attorno quanto vuoi sul fatto che non è detto che guadagnerai con AdSense, ma dal punto di vista fiscale non regge. Prova a dire alla guardia di finanza: guarda io ho messo su un negozio di scarpe ma non sono un imprenditore perché guadagno solo nel caso qualcuno viene a comprarle

  11. #111
    User
    Data Registrazione
    Aug 2008
    Messaggi
    219
    Il fatto che l'agenzia delle entrate abbia risposto in 3 modi diversi alle email fa capire come mai l'Italia è presa un po' male.

    Lasciando perdere le persone che hanno un lavoro, e che quindi a mio avviso hanno anche i soldi materiali per aprirsi una p.iva (poi ammesso che con adsense coprano le relative spese), credo che si dovrebbe risolvere il problema degli studenti.

    Prima di tutto Google se ne lava le mani, dice che sei tu utente che ti devi arrangiare con le leggi del tuo Paese.

    Molti studenti hanno un loro blog o un loro sito che ricopre una loro passione, e viene spontaneo pensare a coprirsi almeno le spese, e anche perché no guadagnarci un po'.
    Perché allora agli studenti non si permette di aprirsi la p.iva, magari mettendo un tetto di tot euro l'anno (che può anche essere bassisimo 500-1000€), ed essenti da inps e tasse varie, e anche magari essenti da agevolazioni varie.

    Il parlamento ci metterebbe due secondi a farlo.

  12. #112
    Utente Premium
    Data Registrazione
    Oct 2006
    Località
    Italia
    Messaggi
    1,465
    Lo scoglio maggiore credo che siano i versamenti INPS obbligatori, dato che già oggi ci sono gli strumenti per operare a bassissimi costi e tassazione ragionevole, un esempio è il regime dei minimi che per la gestione non richiede un commercialista e non è interessata da adempimenti IVA.
    Non sono d'accordo sull'esenzione IRPEF, che andrebbe più che bene in via forfettaria (un 10 o 15%), più che altro si dovrebbe trovare una soluzione per la questione INPS.
    Il tutto però ponendo molto bene dei paletti sul fatturato (max 2-3 mila euro annui), questo per non andare a creare sacche di concorrenza ingiusta verso chi invece soffre di tutto il fardello burocratico-amministrativo-tributario dei regimi superiori.

  13. #113
    User
    Data Registrazione
    Aug 2008
    Messaggi
    219
    Certamente hai ragione archeoita.
    Il paletto reddito massimo può essere di 2-3 mila euro, ovviamente basso, diciamo adatto a:
    - iniziare/provare un'attività;
    - tenere un'attività che produce un reddito basso.
    Una tassazione forfettaria del 10-15 va benissimo, ma anche 20%, ma logicamente non puoi far pagare 3mila euro di inps, come altri dicevano l'unico vero problema è l'inps.

    Comunque credo che faremo prima a viaggiare nel tempo prima che i nostri politici facciano una cosa del genere.

    Secondo me, se nasce una cosa del genere moltissimi lo farebbero e cosi non evaderebbero più...logico che poi per attività corpose o attività che iniziano a fruttare si passa ai regimi normali.

  14. #114
    Utente Premium
    Data Registrazione
    Oct 2006
    Località
    Italia
    Messaggi
    1,465
    Beh se consideriamo che ad OGGI l'Agenzia delle Entrate non ha ancora inquadrato chi fa questo tipo di attività con uno studio di settore specifico, semplicemente per l'AdE italiana, questo settore NON ESISTE.

    Del resto l'Italia è il paese che è trattato alla stregua della Nigeria per quanto riguarda l'affidabilità del suo servizio postale nel commercio elettronico internazionale (sorvoliamo sulle tariffe)

    Poveri noi

  15. #115
    User
    Data Registrazione
    Jan 2006
    Messaggi
    405
    Ultima modifica di Andrez; 30-06-09 alle 13:36

  16. #116
    Utente Premium
    Data Registrazione
    Mar 2009
    Località
    Udine
    Messaggi
    529
    Quello è un campo minato... c'è chi ci vede addirittura l'attività di agenzia, con tutte le conseguenze del caso...

  17. #117
    Utente Premium
    Data Registrazione
    Dec 2007
    Messaggi
    355
    Mi intrometto in questa bellissima discussione giusto per chiedere a voi, esperti più o meno del caso, se ci sono delle guide molto semplificate per chi è meno esperto.
    Un semplice diagrammino di flusso dove ci sono freccette del tipo: fai questo apri partita iva, fai quello non apri partita iva, guadagni tanto allora paghi tanto, guadagni di meno allora paghi di meno..

    Grazie

  18. #118
    User
    Data Registrazione
    Aug 2008
    Messaggi
    219
    Secondo me, il problema più grande sta nel fatto che i nostri politici sanno ZERO sul mondo informatico e perciò sparano cose che non stanno ne in cielo ne in terra (ci ricordiamo tutti di quando volevano creare un registro nazionale di tutti i blog/blogger perché lo vedevano come qualcosa di giornalistico, ma tutti noi sappiamo che un giornale e un blog sono due cose distinte, oppure di quando il ministro Bondi voleva che tutti gli utenti avessero un ip statico personale ecc.).

    Gli stessi giudici devono, a volte, interpretare leggi che non centrano con Internet perché c'è un buco normativo.

    Attualmente c'è la possibilità che studenti, disocuppati ecc, possano guadagnare qualcosa con Internet tenendo semplicemente aperto un sito, per legalizzarlo dovrebbero avere delle spese, la più ingente è l'INPS, quindi loro spendono 100, ma guadagno 20. E' logico che evadono le tasse.

    Provate ad immaginarvi se fosse possibile quello che avevo accennato nell'altro mio post, chiamiamola "partita iva baby". A mio avviso l'erario avrebbe un boom di entrate, perché a quel punto si, io guadagno 50€ al mese col mio sito, do la tassa forfettaria di tot, e sono in regola e non mi converebbe più evadere.

    Ma ovviamente siamo in Italia, e tutto questo può essere solo un miraggio...

    Integrazione: rileggendo la maggior parte dei post è chiaro che qui noi abbiamo le idee chiare, e anche la soluzione (variano un po' i tetti massimi ecc), ma la soluzione c'è. Perché i nostri politici non ce l'hanno? Beh mi riaggancio a quello che ho già detto: di informatica, web e Internet sanno poco o nulla!!!
    Ultima modifica di glucaweb; 04-07-09 alle 16:08

  19. #119
    Utente Premium
    Data Registrazione
    Oct 2006
    Località
    Italia
    Messaggi
    1,465
    Forse sarebbe sufficiente una circolare dell'AdE che dicesse espressamente che questo tipo di attività entro tot euro (un limite basso) può essere fatta anche da privati cittadini senza partita IVA, con l'obbligo però di inserirlo in dichiarazione nei redditi diversi.
    Ad oggi, non c'è nulla che faccia pensare che questo comportamento sia legale, anche se ho letto di commercialisti che fanno spallucce e dicono di fare così (con la solita frase: tanto chi vuoi mai che ti venga a controllare...).
    Comunque hai fatto bene a sottolineare: studenti e pensionati.
    Perché già oggi un lavoratore dipendente ha gli strumenti per fare quello che diciamo, basta aprire una partita iva con il regime dei minimi, e il gioco è fatto: viene meno anche il balzello dell'INPS dato che vale la posizione già aperta come dipendente (che è la prevalente); in questo caso non ci sarebbero i costi del commercialista, non ci sarebbero gli studi di settore e si potrebbe operare fino ad un fatturato di 30.000 annui (fatturato e non reddito), l'unica cosa è che si potrebbero perdere delle detrazioni come dipendente (quindi occorre valutare molto bene).
    Ultima modifica di archeoita; 04-07-09 alle 16:18

  20. #120
    Utente Premium
    Data Registrazione
    Oct 2008
    Messaggi
    212
    In questo post

    http :// www . giorgiotave.it/forum/problemi-fiscali-del-web/115468-interpello-adsense.html

    è stata inserita la risposta dell'Agenzia delle Entrate ad un interpello relativo alla tassazione dei compensi di Adsense.

  21. #121
    User Newbie
    Data Registrazione
    Aug 2009
    Messaggi
    2
    Citazione Originariamente Scritto da alexandr1 Visualizza Messaggio
    Perfavore scrivetemi qualcosa.. oggi stesso ho aderito al programma (in realtà devo ancora terminare la procedura), quindi a seconda di cosa mi dite tengo "parcheggiato" il mio account, che userò soltanto in un eventuale futuro (con piu visite e/o PI)
    Citazione Originariamente Scritto da Archimede2007 Visualizza Messaggio
    Attivalo tranquillamente, comincia ad accumulare crediti... e magari lasciali lì, sospendendo i pagamenti in attesa di avere prima o poi delle certezze. Quel che è certo è che fino a quando adsense non ti bonifica i soldi, fiscalmente quel guadagno non esiste.

    Citazione Originariamente Scritto da i2m4y Visualizza Messaggio
    Come ripetuto più e più volte in centinaia di topic, sospendere i pagamenti non serve a nulla per qualificare la tipologia di reddito e la necessità o meno di partita Iva.
    Quindi non si può neanche cominciare ad accumulare crediti e tenerli in sospeso -(in attesa di verificare se conviene aprire la partita iva) ?
    Ultima modifica di Nimue del Lago; 06-08-09 alle 12:13 Motivo: Fare attenzione a maiuscole e spazi.

  22. #122
    User
    Data Registrazione
    Dec 2008
    Messaggi
    23
    Il punto, per quanto mi riguarda, è: qualcuno sprovvisto di PI è mai stato oggetto di accertamento fiscale? Ad oggi ho accumulato 10 euro, rischio qualcosa in pratica?

  23. #123
    User
    Data Registrazione
    Aug 2008
    Messaggi
    219
    Citazione Originariamente Scritto da alexandr1 Visualizza Messaggio
    qualcuno sprovvisto di PI è mai stato oggetto di accertamento fiscale?
    Forse si o forse no, non credo che centri molto il fatto "non fanno accertamenti fiscali e quindi anche se non ho PI chi se ne frega procedo con il mio adsense". Come detti da qualcuno, basterebbe una semplice circolare dell'agenzia delle entrate che dica che per importi modesti si può dichiarare gli introiti di adsense come "redditi diversi".
    Ultima modifica di Nimue del Lago; 06-08-09 alle 12:14 Motivo: Iniziare la frase con una maiuscola.

  24. #124
    Utente Premium L'avatar di bmastro
    Data Registrazione
    Nov 2007
    Messaggi
    1,940
    Citazione Originariamente Scritto da alexandr1 Visualizza Messaggio
    Il punto, per quanto mi riguarda, è: qualcuno sprovvisto di PI è mai stato oggetto di accertamento fiscale? Ad oggi ho accumulato 10 euro, rischio qualcosa in pratica?

    Non funziona così, i controlli non vengono fatti a caso. Come è successo per ebay l'anno scorso, si fanno dare l'elenco di tutti quelli che hanno ricevuto dei compensi rilevanti nel corso di tutto l'anno e dopo procedono.
    Figurati se sprecano il tempo di una pattuglia di finanzieri per controllare chi ha beccato 10 euro.
    Per ebay, se ricordo bene, erano 1000 euro annui.
    Top Web Hosting - Il Web Hosting ideale per chi ha più siti internet

  25. #125
    User Newbie L'avatar di dgcreations
    Data Registrazione
    Jul 2007
    Messaggi
    4

    Soluzioni alernative

    Ciao a tutti, seguivo questa conversazione molto interessante, anche io ho un piccolo Blog, ma i ricavi dagli annunci adsense non giustificano l'apertura di una partita IVA, inoltre essendo un lavoratore dipendente non potrei neanche farlo (non sono daccordo su questo) cmq la mia domanda è questa, posso cedere i miei spazi pubblicitati a titolo gratuito ad un mio parente che possiede regolarmente partita iva e relativo account adsense?

    Mio cugino possiede già un network di siti intestati al suo studio, io come privato posso cedere gratuitamente i miei spazi e farci mettere il codice adsense del suo account?

    E' necessario un accordo scritto? per me sarebbe una soluzione, naturalmente non chiederi certo soldi a mio cugino, non sarebbe regolare pero sicuramente mio cugino a natale potrebbe farmi un regalo di egual valore alle revenue ottenute dal mio blog
    http://www.salento-turismo.com

  26. #126
    Utente Premium
    Data Registrazione
    Nov 2006
    Messaggi
    865
    Citazione Originariamente Scritto da dgcreations Visualizza Messaggio
    inoltre essendo un lavoratore dipendente non potrei neanche farlo (non sono daccordo su questo)
    Perchè non potresti? Lavori già in campo informatico come dipendente?

  27. #127
    User Newbie L'avatar di dgcreations
    Data Registrazione
    Jul 2007
    Messaggi
    4
    Citazione Originariamente Scritto da 444523 Visualizza Messaggio
    [***]
    No! Lavoro come dipendente pubblico e per quanto ne so io non posso svolgere altra attività, naturalmente questa è un'ingiustizia, perche sono condannato a campare con lo stipendio che mi danno, mentre permettendomi di fare impresa potrei ad un certo punto lasciare il lavoro da dipendente e dedicarmi all'attività in proprio e lasciare libero il mio posto ad altri.
    Ultima modifica di Leonov; 08-08-09 alle 11:21 Motivo: Per favore, evitare quote inutili ed iniziare ogni frase con lettera maiuscola.
    http://www.salento-turismo.com

  28. #128
    Utente Premium L'avatar di bmastro
    Data Registrazione
    Nov 2007
    Messaggi
    1,940
    Ho conosciuto diversi dipendenti pubblici con P. IVA, possono esercitare la libera professione soltanto in regime di rapporto part-time. In pratica lavori meno ore per lo Stato e prendi circa il 30-40% in meno di stipendio, non so di preciso.
    Casomai informati con chi di dovere.
    Top Web Hosting - Il Web Hosting ideale per chi ha più siti internet

  29. #129
    User L'avatar di MZ412
    Data Registrazione
    Jul 2010
    Messaggi
    19
    Dopo essermi letto da cima a fondo questo thread,sto seriamente pensando di eliminare ad sense dal mio blog!

    Certo che è una vergogna la situazione in Italia,mai una cosa chiara!

    Anche io,come alcuni che hanno partecipato alla discussione,sono uno studente universitario,tra l'altro fuori sede, e a carico dei genitori.
    Gestisco un blog su un argomento che mi appassiona e da meno di un mese ho aperto un account AdSense e ho pubblicato qualche inserzione.
    Al momento il mio saldo è di 35 centesimi,ma davvero non riesco a capire come dovrei muovermi per regolarizzarmi.

    Non ho una dichiarazione dei redditi,non ho un lavoro nulla!
    non è che posso aprire la partita iva per così poco.
    Certo,magari col tempo le entrate aumenteranno,ma probabilmente comunque saranno cifre irrisorie.

    Ma volendo regolarizzarmi,mi sembra di capire che non c'è modo per chi è nella mia situazione!
    O sbaglio?

  30. #130
    Non iscritto
    Data Registrazione
    Jun 2010
    Messaggi
    39
    Citazione Originariamente Scritto da lord_frankye Visualizza Messaggio
    Quindi non si può neanche cominciare ad accumulare crediti e tenerli in sospeso -(in attesa di verificare se conviene aprire la partita iva) ?
    Leggendo l' interpello all' Agenzia delle entrate (link nei messaggi precedenti) mi è sembrato di capire che anche loro non hanno le idee molto chiare.
    Ma mi è anche sembrato di capire che fino a quando non inizi a risquotere (comunicando i tuoi dati fiscali a Google) non dovresti avere problemi: come puoi pagare le tasse su dei soldi che non hai ancora guadagnato?

    Per chi invece già risquote credo sia possibile aprire la partita iva come libero professionista (web domainer) anzichè come impresa: in questo caso non sarebbe prevista l' iscrizione alle Camere di Commercio e i contributi Inps sarebbero calcolati in percentuale al reddito (credo 26%).
    Questo è quanto ho appreso recentemente leggendo altre discussioni, chiaramente è tutto da verificare...

  31. #131
    User
    Data Registrazione
    Mar 2007
    Messaggi
    108
    dunque signori, vediamo di riassumere, in maniera pratica ed essenziale, i punti CHIARI:

    1)l'applicazione della norma, come suggerisce il commercialista del thread, non lascia spazi a dubbi: aprire un account adsense comporta, allo stato attuale, attività di impresa, e dunque richiede l'apertura di una posizione IVA, e questo indipendentemente dall'entità dei guadagni
    2) AdE non ha le idee chiare in merito, tanto è vero che perfino in sede di interpello non hanno saputo dirimere la questione in maniera chiara e definitva. Siamo infatti di fronte ad un chiaro intento di "microbusiness" e, come sottolineato dal commercialista, sarebbe necessaria una tassazione ad hoc (aliquita fissa del 20%) per chi ha intenzione di aprire un blog e non riceverne gudagni superiori a 300-400 euro al mese.
    3) Nella pratica: se effettivamente non guadagno più di 5000 euro annui con Adsense, e inserisco detta cifra in "redditi diversi", le possibilità di accertamento sono remote, e quasi nulle quelle di un eventuale sanzione.

    Dato questo scenario mi chiedo: allo stato attuale, cosa deve fare chi vuole (come me) iniziare un'attività di microimpresa con Adsense? Ci sono 3 possibilità:
    1) iniziare con partita iva
    2) inserire i proventi della nostra attività in "redditi diversi"
    3) fregarsene di entrambe le soluzioni precedenti, e andare avanti
    4) rinunciare

    Ora, la prima soluzione è palesemente folle, per via dei costi di gestione assolutamente sproporzionati rispetto al nostro presunto "intento imprenditoriale".

    La terza soluzione è da evitare, in quanto sarebbe chiaro l'intento di "evasione" (per quanto, aggiungo io, allo stato attuale si tratterebbe di una evasione più che legittima. Tu, AdE, non fai chiarezza? Bene, finché non fai chiarezza ASSOLUTA, come dire che se affitto casa devo pagare le tasse, allora io non pago nulla).

    Escludendo la soluzione remissiva e patetica di rinunciare, io direi a questo punto, finché non sarà DAVVERO tutto chiaro e limpido, di optare per la soluzione 3): inserisco i guadagni in redditi diversi.

    La domanda finale dunque è: statisticamente, quante sono le probabilità di essere effettivamente sanzionati, inserendo un guadagno Adsense inferiore a 4000-5000 euro annui in "redditi diversi"? 1 su 100? 1 su 1000? 1 su 10000?
    A questo punto, credo che il succo della questione sia tutto qui.
    Quando una situazione non è chiarissimoa, ma soltanto "quasi chiara", per poter andare avanti non si può che affidarsi alla statistica.
    Perciò, chiunque voglia rispondere a questa domanda, con la competenze e l'esperienza per farlo, credo che riceverà i ringraziamenti di molti.

  32. #132
    User
    Data Registrazione
    Jul 2008
    Messaggi
    166
    Ci sono novità secondo questo aspetto?

  33. #133
    Non iscritto
    Data Registrazione
    Jun 2010
    Messaggi
    39
    aprire un account adsense comporta, allo stato attuale, attività di impresa, e dunque richiede l'apertura di una posizione IVA,
    Non credo che sia esattamente così. Qualsiasi obbligo fiscale scatta nel momento in cui si incassa denaro (tramite assegno o bonifico). Attivando un account AdSense si inizia ad accumulare credito, che però rimane nelle casse di google fino a quando non si imposta il metodo di pagamento desiderato. Un banner pubblicitario vicino ai miei contenuti mi sembra un po' pochino per contestarmi un' evasione fiscale. E oltretutto mi risulta che una parte dei guadagni viene devoluta in beneficenza.

    Riguardo al giusto inquadramento fiscale credo sia opportuna un' interpellanza al ministero competente, magari attraverso qualche canale affermato.

  34. #134
    User Newbie L'avatar di ultraman7
    Data Registrazione
    Aug 2011
    Località
    Messina
    Messaggi
    5
    Ciao a tutti, ho letto con molto interesse questa conversazione, anche perchè si avvicina molto ad un mia idea che coltivo da parecchio tempo, il mio dubbio è questo: se l'annuncio adsense fosse parte integrante di un software distribuito gratuitamente, dove al suo interno oltre alle funzioni sue di base (Es.: una gestione di una palestra) vi sia una sezione con dei widget, tipo "Meteo", "News", "Oroscopo"... ed il banner. Questo non potrebbe dal punto di vista fiscale ricadere nello "fruttamento economico di un'opera d'ingegno" e quindi tutelato dalle leggi sul diritto d'autore, con tutto quello che ne scaturisce fiscalmente?

    P.s.: Comunque non ricordo bene se i siti web ricadano anch'essi nel calderone delle opere d'ingegno (naturalmente questo vale se ad usufruirne è il creatore dell'opera).

  35. #135
    Esperta L'avatar di cassiopea
    Data Registrazione
    Jan 2006
    Località
    Verona
    Messaggi
    1,890
    Ciao Ultraman7,

    per regolamento non si possono inserire i banner Adsense in Software e applicazioni.
    Comunque anche se fosse possibile io eviterei, è sempre meglio controllare direttamente i siti che espongono i banner tramite la funzione consentiti per evitare click fraudolenti o altre violazioni del regolamento che in questo caso non dipenderebbero da te ma potrebbero causare il ban.

  36. #136
    User Newbie L'avatar di ultraman7
    Data Registrazione
    Aug 2011
    Località
    Messina
    Messaggi
    5
    Citazione Originariamente Scritto da cassiopea Visualizza Messaggio
    Ciao Ultraman7,

    per regolamento non si possono inserire i banner Adsense in Software e applicazioni.
    Comunque anche se fosse possibile io eviterei, è sempre meglio controllare direttamente i siti che espongono i banner tramite la funzione consentiti per evitare click fraudolenti o altre violazioni del regolamento che in questo caso non dipenderebbero da te ma potrebbero causare il ban.
    Grazie Cassiopea,
    ha questo problema non avevo riflettuto, pensavo di risolvere il problema fiscale che non mi rendevo conto che avrei infranto i regolamenti di Google e compagnia bella... (i quali ho letto solo questa mattina ).
    Alla prossima...

  37. #137
    Non iscritto
    Data Registrazione
    Jun 2010
    Messaggi
    39
    Salve a tutti
    Recentemente mi sono iscritto ad un forum/sito straniero dove gli utenti registrati possono contribuire postando articoli o progetti. Sembra che ogni utente abbia la possibilità di guadagnare con gli annunci nei propri contenuti, basta inserire il publisher ID nel mio pannello di controllo.
    Vorrei chiedere se questa cosa è consentita dal regolamento AdSense e inoltre se per caso è considerata attività di impresa, visto che il sito in qustione ospiterebbe i miei contenuti, ma di fatto non è il mio sito.

  38. #138
    Esperta L'avatar di cassiopea
    Data Registrazione
    Jan 2006
    Località
    Verona
    Messaggi
    1,890
    Ciao Andreapg ,

    il problema della partita Iva per Adsense non dipende da dove inserisci i banner, ma eventualmente da quanto guadagni e da come sei inquadrato fiscalmente.
    Comunque per questo e per questioni fiscali dovresti sentire il tuo commercialista che di sicuro saprà consigliarti la cosa migliore da fare.
    Perché al momento attuale c'è parecchia confusione almeno secondo me.
    Io non sono un commercialista e su questo non ti posso aiutare.

    Però ti posso dare un consiglio:inserire i propri banner in siti di cui non si ha il diretto controllo è molto pericoloso per 2 motivi.
    Il primo motivo è che non puoi sapere quali argomenti possano essere inseriti in altri siti e alcuni utenti potrebbero postare articoli o immagini che violano il regolamento e possano causare il ban e trascinare anche il tuo account.

    Il secondo motivo più importante forse è che tu non hai accesso alle statistiche dell'intero sito e non puoi controllare eventuali anomalie o click fraudolenti fatti da altri sui banner di altri utenti.

    In sostanza potresti avere tu un ctr normale e altri utenti un ctr alle stelle e in questo caso rischieresti che il sito e tutti gli account collegati anche se non responsabili vengano bannati come è già successo.

    Pensaci bene prima di mettere il codice in siti che non controlli direttamente.
    Se pensi che ti possa essere utile postare articoli nel forum straniero, inserisci la tua firma piuttosto così ricevi traffico verso i tuoi siti ed è sempre una bella cosa.
    Ultima modifica di cassiopea; 18-08-11 alle 12:31

+ Rispondi alla Discussione
Pagina 3 di 3 PrimaPrima 123

Tag per Questa Discussione

^ Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
  • Il codice BB è Attivato
  • Le faccine sono Attivato
  • Il codice [IMG] è Attivato
  • Il codice [VIDEO] è Attivato
  • Il codice HTML è Disattivato
  • Trackbacks Attivato
  • Pingback Attivato
  • Refback Attivato

SEO by vBSEO 3.6.0 PL2 ©2011, Crawlability, Inc.