Stamane, accedendo a giorgiotave.it, mi son ritrovato una papina (sberla,schiaffo), in faccia: ovvero questo articolo di Alessio Moretto
socialblog.giorgiotave.it/google-no-social-network/1569
Un pò intimorito, ho appreso meglio l'idea dietro l'articolo. Questa è una mia rielaborazione.
Facebook ha saputo connettere le persone, indipendentemente dalla distanza, dalle loro storie. Grazie a queste connessioni, miriadi e miriadi di gocce di conoscenza ed informazione, hanno colmato il bacino di facebook, divenendo la banca dati personali, più famosa al mondo.
Un modo di fare social
Twitter ha indotto un comportamento del tutto particolare: pesare le parole (255 caratteri) per passare informazioni importanti ed utili. Citiamo, giusto per trattare dati, il comportamento di Twitter, dopo la disgrazia avvenuta in Giappone l'anno scorso. I server del social, sono stati reindirizzati per supportare meglio il traffico di tweet per famigliari, parenti amici, da parte dei dispersi. Un modo di essere social
Foursquare ha stabilito il legame tra spazio reale e social: poter dire agli amici dove è il caffè migliore della città, sembrerà banale, ma il barista ringrazia. Quindi attenzione a quei "avventurieri" pronti a rilasciare giudizi su quel ristorante, piuttosto che su quel parcheggio poco conosciuto e decisamente utile.
Un modo di portare social
Flickr (e prima ancora deviantart) ha preso una strada particolare: le tue foto, i tuoi scatti, quelle immagini di tutti i giorni (o cercate appositamente), le puoi mostrare a chiunque. La tua gallery, è quella collezione di emozioni, da condivdere con chi vuoi ed è l'album dei ricordi, sempre a tua disposizione, come e quando vuoi.
Un modo di entrare social
Ora tutti questi elementi (geotagging, twetting, commentare etc...) sono presenti in tutti i social network. Cosa rimane?
Google +? Beh, qui mi son bloccato: appunto, cosa rimane? Poi, ci ho pensato su.
Il punto di forza di Google+, non è la connessione tra utenti, ne tanto meno la segnalazione di monumenti, fast food o altro. Manco le foto o i video, sono i punti di forza di google+. Nemmeno documenti, ritrovi, videochat, newsletter, blog e via dicendo; google+ non è questo.
Google+ condivide ciò che gli altri danno per scontato: conoscenza. Di fatto, separa l'autore dalla persona fisica e la visualizza come fonte di conoscenza, più o meno buona, e ne offre un pezzo (la visione degli argomenti hot inframezzata nello stream).
Google+ ti permette di approfondire, di tornare a fare qualcosa che a causa del tornado "social" avevamo perso: navigare per cercare informazioni, non per socializzare. Ora, mi allontano ancora di più dal concetto di social (spinto dall'articolo di Alessio Moretto); Google+ è una ricerca, iterattiva, capace di fornire in ogni singolo momento qualcosa che avremmo cercato in futuro. Aggiungendo "fonti di conoscenza"=persone, io dico a Google che quella conoscenza (immagini, video, articoli, di qualunque genere e forma) mi interessa. Entra nella mia cerchia, nella mia mappa mentale e portami informazioni che mi possano piacere. Questo è social.
Questo, secondo me, è la vera forza di Google+: capire cosa voglio, cosa potrebbe aiutare i miei interessi.
Domanda, su questa mia considerazione: cosa mi porta in +?
Proporre Google+ come una soluzione efficace per informare i propri clienti, dandogli la possibilità di poter scegliere cosa vedere, commentare, rendere partecipi tutti noi e di fatto, darci un feedback REALE. Con le newsletter, abbiamo un solo senso per comunicare; con le mailing-list, siamo limitati, perchè ogni nuovo partecipante rimane nell'anonimato; con i socialnetwork, sappiamo quanto sia reale l'autore di certi argomentazioni. Con Google+, possiamo parlare di condivisore d'esperienze: questa, quantificata in numeri(click +1, share,comments,etc...)
Mi interessa, come sempre, sapere la vostra opinione in merito.![]()

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