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#1 (permalink) |
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User
Data di registrazione: Jul 2010
Messaggi: 558
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Brevetti e marchi registrati per nomi comuni di cose
Non ho capito una cosa sul marchio registrato o brevetto.
Mi sembra che i nomi comuni di cose, di pubblico dominio non si possano registrare come marchio o brevettare, giusto? Ma mettiamo l'esempio di Apple = Mela. (Parlo solo della parla non del logo della mela morsicata) Non è un marchio registrato giusto? Quindi se io avessi potuto comprare un dominio tipo apple.com o .net o .it avrei potuto? O anche meteo, ad esempio. Come funziona in questi casi? Soprattutto in merito ai nomi dominio. |
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#2 (permalink) |
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Moderatore
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Non so come funzioni in generale per i nomi comuni di cosa, però nel caso della apple il principio sarebbe stato un altro:
tu acquisti un dominio che corrisponde alla denominazione di un'azienda che è marchio registrato. Secondo la legge, se loro hanno registrato il marchio prima che tu acquistassi il dominio e se il nome a dominio corrisponde alla loro denominazione, possono richiedere che il dominio venga riassegnato. In alcuni casi, e con una buona schiera di avvocati, inoltre, anche se vanti dei diritti su quel nome, potrebbero farti causa per attività lesive dell'immagine della loro azienda (se ci sono gli estremi) o perché hai sfruttato indebitamente la loro immagine (e questo purtroppo capita). Non ne sò molto in questo campo, ma dovrebbe esserci anche un discorso di ambito: quando registri un marchio, se non hai tanti tanti soldi da buttare, registri il marchio solamente per alcuni settori. Se tu chiami la tua azienda Apple e vendi ortofrutta e lo registri in quel settore, mentre la Apple si è registrata per gli articoli tecnologici, se ti compri il dominio Apple prima di loro ne hai tutti i diritti. Questo chiaramente finché il tuo sito parla di frutta e verdura. E' più complicato di così, ne sono certo, e oltretutto non ne sò abbastanza per poterti dare indicazioni certamente valide, però spero di aver dato qualche informazione utile. Per il resto, è meglio rimanere in attesa di un esperto... ![]() Comunque, per un sorriso pensando a cosa vuol dire avere i soldi da buttare, dai un'occhiata qui: www. apple.com/legal/trademark/appletmlist.html |
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Ultima modifica di lucabartoli : 03-09-10 14:33. |
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#3 (permalink) |
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User
Data di registrazione: Jul 2010
Messaggi: 558
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Si, d'accordo, ma l'azienda in questo caso (apple) usa un nome di pubblico dominio (mela).
Almeno concettualmente, secondo me, la Apple non può arrogare diritti di marchio o trademark sulla parola Apple anche se la sua azienda si chiama Apple Inc. Almeno secondo me, per questo chiedo spiegazioni anche in abse a richiami legislativi o esempi concreti. Ma a quanto pare sbaglio: The Apple® iMac® computer comes with iWeb™ software. — credit line: Apple and iMac are trademarks of Apple Inc. |
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#4 (permalink) |
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Moderatore
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Beh, comunque quella pagina fa riferimento alla copertura sui diritti negli Stati Uniti. Già qui in italia l'applicazione di quei diritti è diversa.
Quello che intendevo dire è che quando registri un marchio, depositi l'utilizzo che ne viene fatto. Quindi la Apple non può depositare il nome "mela" generico, ma può registrare il nome "Apple" in ambito tecnologico. Quindi un americano che scriva "I went to the market to buy an apple" non deve mettere il simbolo del marchio registrato dopo "apple", ma se scrivesse "I choose to buy an Apple pc", allora dovrebbe metterlo, almeno la prima volta che scrive "Apple" e citare il detentore dei diritti di marchio. Questo è il motivo per il quale si registra un marchio in determinati settori... Sarebbe assurdo e improponibile se tutte le volte che in vita mia devo scrivere "mela" devo preoccuparmi di inserire il simbolo "r" e citare chi detiene i diritti sulla parola... ![]() |
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#5 (permalink) |
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ModSenior
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Concordo con Luca (tranne per la raccapricciante associazione di pc ad Apple) per quanto riguarda l'uso del marchio contestuale al settore merceologico, almeno in Italia.
Ho seguito, qualche anno fa, un cliente che fu citato da una nota ditta produttrice di antifurti per uso illecito del suo marchio; la ditta del mio cliente è omonima ma opera in un settore differente. Al di la delle mie esperienze, qui c'è una discussione che potrebbe esservi utile. Valerio Notarfrancesco |
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#7 (permalink) |
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User
Data di registrazione: Jul 2010
Messaggi: 558
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Quindi possiamo dire che anche un nome di cosa comune può essere registrato in riferimento ad alcuni settori di mercato?
Insomma se dopo che esiste la Apple fosse per miracolo o errore loro libero apple.t io non potrei comunque averlo? |
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#8 (permalink) |
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ModSenior
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Sia dai commenti in quell'altro thread sia per mia esperienza, penso che se trovassi libero apple.it potresti registrarlo e pubblicare un sito che parla e vende mele.
Tuttavia, se l'azienda cliente è grande o se pensi che il sito avrà un'enorme eco mediatico, è sempre bene sentire un esperto di marchi perché poi le cose potrebbero non andare come la logica e il buon senso suggerisce. P.S. L'associazione corretta è Apple + Computer Valerio Notarfrancesco |
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#9 (permalink) |
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User
Data di registrazione: Sep 2010
Messaggi: 35
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Le leggi sui marchi almeno in Italia continuo a non capirle.
Leggendo in giro sembra che non si possa registrare presso l'ufficio brevetti un nome comune. Però facendo un rapido controllo sul sito dell'UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) si scopre l'esatto opposto. Per esempio se si cerca la parola "chat" si scoprono 58 occorrenze (e non solo con la parola chat composta ad altre ma anche presa singolarmente) Stessa cosa per "apple" 142 occorrenze. La contraddizione è nel fatto che sono nomi comuni in teoria usabili in un dominio e che dovrebbero essere vietati come marchio ma allo stesso tempo sembrano essere dei marchi registrati e quindi non usabili in un dominio. |
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#11 (permalink) |
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Moderatore
Data di registrazione: May 2006
Ubicazione: Varese
Messaggi: 1,271
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Il concetto di marchio è legato a diversi elementi.
Uno è il territorio, uno è il tempo e uno è l'effettivo ambito di utilizzo. Ovvero se provo a registrare un prodotto specifico con il suo nome specifico, ad esempio il cacciavite "Cacciavite", questo mi verrà rifiutato. Ma se il cacciavite lo voglio chiamare "Svitato" nessuno mi farà opposizione. Se io volessi realizzare un kit Ikea e lo chiamassi "Svitato", visto che l'ambito di utilizzo è diverso, nessuno mi verrebbe a dire nulla, ma se realizzassi una chiave torsiometrica e la volessi chiamare "svitato", probabilmente avrei problemi.Ma penso che il punto della discussione sia altro. Ovvero, può un cittadino registrare un nome comune e riterlo proprio a pieno titolo? Il quid è nella parola "titolo". Ovvero se ho titolo, è mio. Il titolo nello specifico è una ragione valida per cui io debba utilizzarlo. Ad esempio il mio cognome è apple, ho una ditta che si chiama applicazioni lente (app.le) , oppure un altro titolo valido qualunque.Se l'ho registrato perchè mi piaceva, ma non ho nulla a che spartire con il nome, potrò solo vedermelo riassegnato. D'altra parte è come se qualcuno aprisse una società che si chiama Berlusconi e lui non ha nessun motivo per farlo. Chiaro che rischia. Se invece di cognome fa Berlus e vende coni ![]() |
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#12 (permalink) | |
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User
Data di registrazione: Jul 2010
Messaggi: 558
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Quote:
Ma il senso del mio discorso era un altro, comunque: dalla parte di chi vuole usare nome domini nello specifico con nomi di cosa comune che però sono anche marchi registrati. Il tuo intervento mi è molto utile per capire la relatività di un marchio rispetto al territorio, al tempo e alla fetta di mercato o azione. | |
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#13 (permalink) |
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User
Data di registrazione: Sep 2010
Messaggi: 35
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Ho capito finalmente perchè esistono nomi comuni registrati come marchi, ma non si è capito come si dovrebbe procedere per la registrazione di un dominio e per essere sicuri di non commettere degli illeciti.
Come deve fare un privato cittadino che vuole registrane un dominio costituito da termini comuni solo perché gli piace e non ha titoli? Per esempio restando sull'esempio di svitato, un comune cittadino potrebbe registrare il dominio "svitato" punto qualcosa senza che l'azienda che detiene il marchio "svitato" per i cacciavite lo porti in tribunale? Potrei capire che non possa registrare il dominio "cacciavitesvitato" ma non che la stessa azienda blocchi di fatto qualsiasi uso di un nome comune (tipo "blogsvitato", "svitatochat", ecc ) Notare che poi le aziende sono più di una quindi per restare nell'esempio chi registra il dominio "svitato" viene portato in tribunale da ogni azienda che lo usa come marchio per ogni settore? Poi per finire non conta anche la data di registrazione del dominio? Tipo se io ho registrato cacciavitesvitato come sito per l'hobby del bricolage nel 2000 e nel 2010 un'azienda registra svitato come marchio per i cacciavite, non dovrei essere tutelato? |
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Ultima modifica di Miky81 : 05-09-10 23:05. |
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#14 (permalink) |
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User
Data di registrazione: Jul 2010
Messaggi: 558
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Esatto, vorrei avere una risposta sicura proprio a questo, con il richiamo alla legge.
Tornando al caso pratico della apple che trovo emblematico. Io vorrei registrare un giorno una estensione nuova (appena esce) tipo apple.xxx e averne il pieno diritto. Posso farlo dato che che si tratta di una parola presente nel dizionario come nome comune di cosa? E se no, in base a quale articolo legale? |
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#15 (permalink) |
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Moderatore
Data di registrazione: May 2006
Ubicazione: Varese
Messaggi: 1,271
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Ovviamente un cittandino può registrare un sito "svitato.nazione dove è registrato quel marchio peril cacciaveite" e se ci parla di una persona con le rotelle fuori posto, non ha commesso atti illeciti.
Questo però non lo salva dall'eventuale riassegnazione del dominio, qualora il titolare del marchio omonimo lo richieda (qui sarebbe difficile valutare la riassegnazione, ma penso sia probabile). Per intenderci non è illecito registrare (la legge non ha previsto neanche questa possibilità), ma lo sfruttare o il denigrare. ![]() |
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| Tags: brevetti, marchio registrato |
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