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Attenzione alla google tax

Ultimo Messaggio di guadagnaeuro il:
  1. #1
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    Attenzione alla google tax

    Per favore fate una ricerca su google della "google tax", è passata oggi alla camera e sembra impedire di acquistare servizi da aziende che non hanno una partita iva italiana, se ad esempio servisse uno specifico software per lavorare, un servizio in abbonamento qualsiasi, un plugin, ecc. e chi lo vende non ha la partita iva italiana questa legge sembra impedirlo.

    Spero di aver capito male perchè sembra una pazzia totale la cosa.
    Ultima modifica di artasdog; 14-12-13 alle 02:54

  2. #2
    Moderatore L'avatar di lastrobt
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    Il ddl prevede, per chi opera in pianta stabile in Italia (lucrando), il pagamento delle tasse italiane.
    E, pertanto, di avere partita IVA italiana.
    Come qualunque azienda operante in Italia fuori dal web.

    Non è una pazzia, è l'inizio della regolarizzazione di un settore finora vergine da questo punto di vista.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da artasdog Visualizza Messaggio
    Per favore fate una ricerca su google della "google tax"
    Non ti preoccupare: è assolutamente illegale nel mercato europeo. E' solo una piccola mossa demagogica...

    Possono anche approvarla in via definitiva, ma al primo ricorso di Google, se non vengono cambiate le Leggi europee, l'Italia potrebbe addirittura essere sanzionata.
    Ultima modifica di 444523; 14-12-13 alle 09:19

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da artasdog Visualizza Messaggio
    Per favore fate una ricerca su google della "google tax", è passata oggi alla camera e sembra impedire di acquistare servizi da aziende che non hanno una partita iva italiana, se ad esempio servisse uno specifico software per lavorare, un servizio in abbonamento qualsiasi, un plugin, ecc. e chi lo vende non ha la partita iva italiana questa legge sembra impedirlo.

    Spero di aver capito male perchè sembra una pazzia totale la cosa.

    Anch'io ho capito come te.

    L'idea di far pagare le tasse per i profitti che si fanno in Italia non è sbagliato. Ma il mezzo utilizzato anche a me sembra folle. Impedire il libero scambio tra paesi comunitari senza che vi sia stato un accordo all'interno dell'UE, appare una violazione dei trattati. Intravedo una bella procedura di infrazione a danno del nostro Paese, il ricorso delle imprese alla Corte UE che condannerà l'Italia con annesso risarcimento danni che pagheranno i cittadini.
    Ma volendo guardare ancora più in là mi domando quali siano le conseguenze sia per il consumatore finale , sia per la propensione degli investitori esteri a venire in Italia, già ora mortificata. Chi può se ne sta fuggendo in Svizzera, Austria e Slovenia a metter su le fabbrichette e questi vogliono costringere Google e Amazon con un leggina a metter su casa in Italia? Mah....

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da lastrobt Visualizza Messaggio
    Il ddl prevede, per chi opera in pianta stabile in Italia (lucrando), il pagamento delle tasse italiane.
    E, pertanto, di avere partita IVA italiana.
    Come qualunque azienda operante in Italia fuori dal web.
    NON è così.

    Tu pensi veramente che ogni azienda manifatturiera del mondo che voglia vendere anche in Italia debba aprire una sede in italia?!
    Ma quando mai?
    Prova a guardarla al contrario: io - italiano - mi metto a produrre un sw, e lo vendo a 100 €... secondo te, per venderlo ad un'azienda finlandese dovrei aprirmi una partita iva finnica e sottostare alle leggi fiscali finlandesi?!?!
    Di tutte le leggi folli e senza senso partorite da questo parlamento di decerebrati, questa è la più folle...

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da lupomannaro Visualizza Messaggio
    L'idea di far pagare le tasse per i profitti che si fanno in Italia non è sbagliato.
    OK.
    Citami una nazione del mondo (una qualsiasi) che lo faccia.
    Neanche nella Cuba d Fidel Castro esisteva una cosa del genere.
    FORSE (ma anche lì con molte eccezioni) nell'Albania di Hoxha.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Archimede2007 Visualizza Messaggio
    OK.
    Citami una nazione del mondo (una qualsiasi) che lo faccia.
    La tassazione sugli utiili d'impresa esiste in moltissimi Paesi e spesso colpisce ( come nel Regno Unito e in Germania) anche le società straniere, per la quota di profitti prodotti in quello Stato e purchè abbiano un organizzazione all'interno dei relativi confini . Poi però va detto che sono frequenti i trattati internazionali bilaterali che per evitare la doppia imposizione prevedono la reciproca esenzione totale dei redditi per le società straniere.
    A mio parere,ripeto, l'assurdità dell'emendamento Boccia & C, sta proprio nel voler imporre a un impresa estera operante nel web di creare una stabile organizzazione in Italia con una partita Iva attraverso una norma protezionista che lede il principio della libera circolazione di beni e servizi nel mercato interno dell'UE. Se per assurdo quella norma venisse estesa e imitata dagli altri Paesi mi sa che le nostre imprese dovrebbero stabilire una partita IVa in tutti le nazioni in cui esportano.
    Ultima modifica di lupomannaro; 15-12-13 alle 02:33

  8. #8
    User L'avatar di matty75
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    L'idea di far pagare aziende straniere che producono profitti in italia, non è sbagliata, se ne parla in tutta europa, l'assurdità è l'obbligo di apertura di una partita iva italiana, che sicuramente per colossi come facebook o google non è un problema, ma per altre milioni di piccole imprese sarà un deterrente, spero che venga modificata, anche perchè l'europa si sta già esprimendo in modo negativo, con rischio di aprire una procedura di infrazione, sul sole 24 ore di ieri, c'è un interessante articolo che spiega un pò il tutto:
    goo.gl/7zrNgt

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Archimede2007 Visualizza Messaggio
    NON è così.

    Tu pensi veramente che ogni azienda manifatturiera del mondo che voglia vendere anche in Italia debba aprire una sede in italia?!
    Ma quando mai?
    Prova a guardarla al contrario: io - italiano - mi metto a produrre un sw, e lo vendo a 100 €... secondo te, per venderlo ad un'azienda finlandese dovrei aprirmi una partita iva finnica e sottostare alle leggi fiscali finlandesi?!?!
    Possiamo non essere d'accordo sulla modalità applicativa, diventa difficile gestire N partite Iva, ma l'idea di base che io - italiano o chi che sia - se vado a vendere in pianta stabile ed instaurare un mio ramo d'azienda in un altro paese debba pagare le tasse a quel paese, non mi sembra un'eresia.

    Poi credo che andrebbe a colpire chi commercia regolarmente in una nazione, non i venditori "occasionali".

    E ti giro una domanda: a te sembra giusto che questi grandi colossi fatturino in paesi agevolati, eludendo le tasse di tutti quegli altri stati da cui traggono profitto? Allora piuttosto facciamo un regolamento che prevede che chi effettua transizioni in Europa debba avere p.Iva europea, cosi non si scappa, se vuoi lavorare qui, paghi le tasse. Se vuoi fare il furbetto e pagarne di meno, cerca un altro lavoro, non lo puoi più fare.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da lastrobt Visualizza Messaggio
    Poi credo che andrebbe a colpire chi commercia regolarmente in una nazione, non i venditori "occasionali".
    Purtroppo credi male.
    Per come l'hanno scritta, comprende TUTTO.
    Se tu volessi acquistare - come azienda o professionista - un tema Wordpress da 20 $ da un produttore USA, non lo potresti fare: dovresti dire al produttore USA "Ti dispiacerebbe aprirti una partita IVA italiana, così posso acquistare il tuo tema?"

    E ti giro una domanda: a te sembra giusto che questi grandi colossi fatturino in paesi agevolati, eludendo le tasse di tutti quegli altri stati da cui traggono profitto?
    Guarda che non è che queste aziende operino dalle Cayman, eh!
    Hanno sede in Irlanda, e lì pagano regolarmente le tasse, che non sono neppure le più basse in Europa (vanno tutti in Irlanda perchè c'erano dei meccanismo incentivanti, non strettamente fiscali)
    Per la questione della pressione fiscale, vedi qui: http://4.bp.blogspot.com/-wSqwC6JdGZ...4629_n+(1).jpg

    La miopia ed incapacità italiana non è riuscita a rendere l'Italia appetibile in Europa per porci la sede di un'azienda; ed adesso i nostri inetti politici, invece di chiedersi "perchè non ne siamo stati capaci", dicono "Eh no, non gioco più, le regole non mi stanno più bene!"



    Allora piuttosto facciamo un regolamento che prevede che chi effettua transizioni in Europa debba avere p.Iva europea, cosi non si scappa, se vuoi lavorare qui, paghi le tasse.
    Questo regolamento esiste già, ed esistono già le partite IVA comunitarie tipo EU (riservate ad aziende che NON hanno filiali in Europa ma vendono in Europa superando un certo fatturato).
    Ma qui stiamo parlando di aziende che HANNO SEDE in Europa, ed hanno già una partita IVA Intra-CEE (nella fattispecie, nella maggior parte dei casi Irlandese) e che si pretenderebbe aprano ANCHE una partita IVA italiana.

  11. #11
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    Ciao a tutti
    la famigerata "web tax" o "google tax" che dir si voglia è stata modificata e alleggerita. Hanno tolto l'obbligo di dover acquistare servizi o merce solo da soggetti aventi partita iva italiana (non entro nel merito se sia giusto o sbagliato farlo) ma ha lasciato questo obbligo per chi compra banner pubblicitari online o link di advertising.

    Ora io mi chiedo una cosa: per gente come me il cui traffico sul sito è dato principalmente dai Facebook Ads e svolge servizi di consulenza di campagne pubblicitarie, dobbiamo aspettare che Facebook apra la partita iva italiana? Fra l'altro sembra che non si possano più pagare le inserzioni tramite paypal ma solo tramite bonifico bancario o vaglia postali. Con la scusa della tracciabilità delle transazioni si fa l'ennesimo favore alle banche che guadagneranno sulle commissioni.

    Spero tanto che l'Europa per una volta ci venga in aiuto e la bocci perchè sembra complicare comunque le cose di un bel po'...
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  12. #12
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    Buonasera

    Leggendo un articolo sembra che abbiano posticipato solo una parte della webtax e il resto entra in vigore il 1 gennaio 2014 come obbligo di pagare gli acquisti di pubblicita via internet tramite bonifico.

    Leggete qui -> riccardoperini.com/web-tax.php


    Se è cosi significa che non si potra piu comprare pubblicita in tutti i siti che non prevedono il bonifico (su adword o facebook come si compra via bonifico?)

    "L’unico articolo per cui l’entrata in vigore è stata posticipata al 01/07/2014 è il 33, mentre gli articoli 177, 178 e 179 non sono stati posticipati, e sono quindi in vigore dal 01/01/2014."
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  13. #13
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  14. #14
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    Un altro grosso ostacolo è che chi non ha un conto corrente non puo effettuare un bonifico dunque non potra acquistare nessun servizio si pubblicita online.

    Inoltre non ho mai visto siti americani o europei che accettano bonifico (immaginiamoci poi di dover comprare 5 euro di pubblicita e di dover andare in banca per fare un bonifico).

    Molte affiliazioni pagano solo con paypal, dunque non potranno piu essere utilizzate ?

    Speriamo di ricevere chiarimenti.
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