Secondo il mio modestissimo parere, la forma migliore per la composizione del testo corrisponde alla prima alternativa che hai indicato, almeno nel caso in cui per racchiudere il discorso diretto si usino le virgolette "caporali" come hai fatto tu.
Ciò per sottolineare il necessario e doveroso distacco tra il discorso diretto che si riporta parola per parola (il quale, in qualità di unità autonoma, è dotato di una propria punteggiatura intrinseca) e il resto del flusso di scrittura.
Diverso sarebbe il caso in cui si facesse ricorso al trattino lungo "—" per indicare il discorso diretto (e l'incidentale fosse posta nel mezzo di un brano riportato), come in questo esempio:
— Davvero una brutta storia — commentò il tipografo — quella della composizione sincrona: ben presto il nostro lavoro diventerà obsoleto.
In questo caso l'uso del trattino e l'inserimento dell'inciso nel mezzo del discorso diretto riportato fanno prevalere le parole altrui sul nostro testo (il quale diventa a sua volta una proposizione parentetica all'interno del discorso diretto), portando all'omissione della punteggiatura.
Ciò vale anche nei casi "misti", cioè con discorso diretto chiuso da caporali nel quale un inciso sia delimitato dai trattini, come di seguito:
«Davvero una brutta storia — commentò il tipografo — quella della composizione sincrona: ben presto il nostro lavoro diventerà obsoleto.»
Ciò almeno in italiano e nel caso indicato; immagino esistano molte varianti possibili e, trattandosi di punteggiatura, molte alternative lecite.
Tuttavia, procedendo come hai proposto tu nel primo caso (e come ho chiosato io con i successivi esempi) mi sembra che la coerenza logica della struttura sia sempre salvata e anche il "respiro" del testo proceda nel modo più naturale possibile.
I motivi possono essere tanti, però sono certo che prima o poi qualche esperto linguista o semplice cultore del bello scrivere passerà di qui e ci illuminerà con una risposta.
Poi magari deciderà di tornare e scrivere qualcosa, e tornare ancora, e ancora, attirando altri appassionati come lui...
Nell'attesa che ciò accade, non possiamo che continuare a provare noi per primi – pur consci della nostra inesperienza o inadeguatezza – a dare una mano a chi pone domande.
Ho scoperto che non ci sono regole fisse. Entrambe le soluzioni che ho riportato all'inizio sono valide. Spesso la scelta dell'una piuttosto che dell'altra dipende dagli standard del singolo editore.
Ciao, penso anche io che non ci sia una revola univoca. Personalmente, mi pare di ricordare che mi sia stato insegnato di non mettere la virgola dopo le virgolette, perchè la chiusura delle virgolette funge già di per sè come "pausa", ma è pur vero che basta essere dei lettori più o meno accaniti e si scopre che i punti di vista in merito cambiano in base all'editore...!
Io sono una fan sfegatata del tratto lungo! E' all'americana, sì, ma io lo adoro. Mi cava d'impaccio un sacco di volte quando ho fretta di scrivere e poco tempo per rielaborare una frase