Salve.
Qual è la vostra opinione sul fenomeno dell'autoproduzione letteraria e del cosiddetto "print-on-demand" che sta invadendo il mercato editoriale negli ultimi anni?
Si tratta secondo voi di un progresso rivoluzionario nel mondo della scrittura, oppure siamo di fronte al definitivo colpo di grazia alla qualità della produzione letteraria, manualistica e scrittoria?
Di recente si è affermata una tendenza nuova nel mondo della scrittura creativa: qualcosa che ha permesso, grazie al progresso tecnologico, di offrire a tutti una possibilità di diventare Autori - e non penso ai blog.
Mi riferisco a quei servizi per lo "scrittore fai da te" (i principali sono Lulu, The Boopen e Blurp) che consentono di inviare un manoscritto in formato pdf o equipollente ad un sito / portale, stabilire dimensioni del tomo, immagini e prezzo di copertina, quindi mettere l'opera in una "vetrina virtuale" dalla quale può essere acquistata anche in piccolissime quantità - perfino una singola copia.
È l'autore a fare tutto: non solo l'atto materiale del comporre e correggere la bozza, ma anche l'organizzazione della relativa "campagna marketing", con scelta del prezzo (e dunque del margine di guadagno) e delle soluzioni tipografiche.
Fino a non molti anni fa tutto questo era accessibile solo ai più abbienti, che potevano permettersi le spese di una tipografia professionale - la quale non si muoveva mai se l'ordine era al di sotto di certi numeri - e comunque spesso restavano oberati di un enorme invenduto.
Oggi è tutto cambiato: le stampanti-rilegatrici automatiche sono in grado di gestire quantitativi irrisori di copie e inoltre il titolo è sempre disponibile e non esce mai dal catalogo (e chi come me ha cercato inutilmente un testo magari fondamentale sparito dai distributori dopo pochi mesi sa quale fastidio sia).
Di certo siamo di fronte ad una grandissima possibilità di sviluppo, molto democratica e promettente, che quasi non sembra presentare difetti.
Tuttavia, esistono dei contro: manca ad esempio la figura dell'editor, l'esperto che revisiona le bozze e - a volte - salva letteralmente un buon libro penalizzato da un incipit mediocre o da una conclusione scontata (cui però magari l'autore è troppo affezionato per cambiare).
Molti scrittori famosi ringraziano pubblicamente i loro editor (Stephen King o, in Italia, Alessandro Piperno), e il relativo servizio offerto dalle case editrici cui gli esordienti non possono accedere - il ruolo in quest'ultimo caso è spesso ricoperto da un amico che legge il manoscritto e dà qualche dritta, ma se non è un esperto può anche peggiorare il risultato finale.
Inoltre, il fatto che tutti, ma proprio tutti, possano diffondere le proprie idee al mondo offre il fianco ad ogni sorta di imbonitori, demagoghi, mentitori e ciarlatani, che possono oggi contare su una cassa di risonanza immensa per le loro tesi demenziali o inaccettabili (oltre al fatto di poter raggiungere un maggior numero di persone che non dispongono degli strumenti etici, intellettuali e culturali per sfuggire a certi raggiri).
Da che parte stare, insomma? Voi cosa ne pensate?

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). Guardo la copertina, la quarta di copertina e nel caso, leggo gratis il primo capitolo.

