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Hey Amico Visitatore, Condividi con noi le tue idee e la tua conoscenza Aprendo una nuova discussione nella sezione Partita IVA - Ditte individuali e liberi professionisti |
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#1 (permalink) |
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User
Data di registrazione: Nov 2007
Messaggi: 12
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Lavoro Artistico con Pubblicità, senza P.IVA
Ciao sono Pamela, sono una disegnatrice, illustratrice, fumettista e pittrice.
Vorrei essere informata su come poter operare in sicurezza, eseguendo dipinti e ritratti da privato a privato. Mi spiego meglio. Sono iscritta all'ufficio di collocamento, non sono iscritta a nessun albo e sono "figlio carico". Mi sono informata sulle ricevute per "prestazione occasionale" e sia su questo forum (veramente molto ben fatto ) che su altri siti, ho scoperto che la ricevuta per prestazione occasionale, si può fare tra privato e privato e senza la ritenuta d'acconto, in quanto il privato essendo sprovvisto si P.IVA, non può trattenere o versare la R.A. La cosa rimarebbe legale e documentata. Fin qui tutto bene.Ora il problema sorge nel fatto che io vorrei, si, lavorare da privato a privato con prestazione occasionale, ma vorrei farmi pubblicità con volantini e locandine. Ipotizzo che nel momento in cui si faccia questo, si determini una documentazione che comprovi l'intenzionalità a svolgere attività, cosa ben diversa dal lavorare "occasionalmente". E quindi si entra in conflitto?? Tuttavia il lavoro occasionale rimarebbe però tale, nonostante l'attività pubblicitaria. L'attività pubblicitaria non interviene nella funzione occasionale, perchè se così fosse vorrebbe dire che determina i rapporti lavorativi nelle loro "qualifiche", mentre l'attività pubblicitaria può eventualmente aumentare il numero dei lavori "occasionali" ma è forse lei che determina la "continuità" dei rapporti lavorativi con un singolo ente o privato?? E' forse la pubblicità a "trasformare" la tipologia di lavoro, tramutandolo da occasionale a continuativo??? Se non è lei a determinare questo, quale sarebbe l'aspetto che determina il conflitto con la pubblicità?? Tuttavia io vorrei sapere come fare per agire nel modo più corretto, vorrei sapere se c'è o ci sono altri modi di agire, anche al di là di questo. Prima di aprire una P. IVA, vorrei per lo meno vedere come potrebbe andare quest'attività e quindi di conseguenza ponderare e valutare di aprirla, ma allo stato attuale delle cose (non ho neppure iniziato, figurarsi avere un materiale da valutare e prendere in considerazione), non credo che mi convenga aprirla. Comunque sia, vorrei trovare un modo "legale" per poter fare questo, senza negarmi la possibilità di fare pubblicità. Cosa potrei fare in tal senso? L'associazioni no-profit, possono essere d'aiuto? Se così fosse, in che misura? Spero di poter avere dei chiarimenti e soprattutto dei "suggerimenti". Vi ringrazio fin da adesso della vostra disponibilità. Cordialmente Pamela ![]() |
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Ultima modifica di lorenzo-74 : 06-04-08 03:07. |
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#2 (permalink) |
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Moderatore
Data di registrazione: Feb 2007
Ubicazione: Modigliana / Venezia
Messaggi: 2,225
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Ciao e benvenuta,
se hai letto il topic in evidenza sulle collaborazioni occasionali avrai chiarito bene tale concetto. Detto questo a mio avviso la pubblicità è un mezzo per uscire dall'occasionalità. Mi spiego meglio la pubblicità può aiutarti ad incrementare il tuo giro di clienti e quindi a superare quella soglia ipotetica di 4 o 5 lavori all'anno che delimitano l'occasionalità. Quindi fai pure pubblicità e il costo potrebbe essere dedotto dai compensi occasionali che percepisci, ma tieni presente che oltre i 5 lavori all'anno (limite non scritto ma sensato) dovrai regolarizzare diversamente la tua attività. Lascia stare le associaizioni non profit che per defiizione non hanno scopo di lucro. Fabrizio |
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![]() ![]() DOTTORE COMMERCIALISTA consulenza anche a distanza Commercialista Faenza - Commercialista Forlì |
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#3 (permalink) |
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User
Data di registrazione: Nov 2007
Messaggi: 12
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Definizione lavoro occasionale
Ma allora che cosa determina l'"Occasionalità" del lavoro???
Da quello che ho letto e sto leggendo su questo forum (ricchissimo d'informazioni) e su altre ricerche in rete, la definizione che viene data di lavoro occasionale è ridimensionata essenzialmente in due aspetti:
Quindi potrebbero variare dall'uno o anche centro prestazioni annue, basta che siano singolarmente svolte in un limite di tempo di 30 gg e che "nell'insieme" non superino i 5.000 euro. Grazie Fab per il benvenuto e per avermi gentilmete risposto.Aspetto nuove chiarifiche. Pamela. p.s. Se veramente la pubblicità è un mezzo per uscire dall'occasionalità, come puoi suggerirmela? ![]() |
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Ultima modifica di karamella_s : 28-11-07 13:22. |
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#4 (permalink) |
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Moderatore
Data di registrazione: Feb 2007
Ubicazione: Modigliana / Venezia
Messaggi: 2,225
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Non è proprio così. Puoi ad esempio fare un'unica prestazione di 10000 euro in un anno e resti nell'occassionalità ma per la parte superiore a 5000 euro devi versare i contrubuti inps.
Il limite di 30 giorni vale per le collaborazioni occasionale mentre la tua attività pur potendosi configurare come occasionale non rientra nel concetto di collaborazione. Per la pubblicità non è che te la consiglio, ti dico solo che non è il fatto di farsi pubblicità che fa uscire dall'occasionalità ma il numero di prestazioni svolte. Fabrizio |
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![]() ![]() DOTTORE COMMERCIALISTA consulenza anche a distanza Commercialista Faenza - Commercialista Forlì |
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#5 (permalink) | ||
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User
Data di registrazione: Nov 2007
Messaggi: 12
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??
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quindi quante? chi è che lo stabilisce?? Vorrei sapere se nella definizione di lavoro occasionale non viene menzionato il numero delle occasioni di lavoro, come si può stabilire??? Ti ringrazio in anticipo della disponibilità ![]() | ||
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#6 (permalink) |
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Moderatore
Data di registrazione: Feb 2007
Ubicazione: Modigliana / Venezia
Messaggi: 2,225
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Per collaborazione si presuppone che ci sia un'azienda o comunque un soggetto per il quale si collabora, la tua attività invece la inquadrerei più come "attività commerciale svolta occasionalmente".
Come ti ho già detto non c'è un limite numerico fissato dalla Legge oltre il quale l'attività non è più occasionale ma a mio parere oltre la 4 o 5 vendite c'è il rischio che l'Agenzia delle Entrate ti contesti la non occasionalità. Fabrizio |
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#7 (permalink) | ||
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User
Data di registrazione: Nov 2007
Messaggi: 12
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Quote:
C'è per forza una collaborazione con un altro. Non capisco. Però tu mi dici che la collaborazione c'è solo in una determinata condizione. E che l'inquadratura dei miei rapporti lavorativi è diversa, perchè non "collaboro con altri"? Spiegami, per quale motivo è diversa?? Inoltre che differenza c'è tra "attività commerciale svolta occasionalmente" e "lavoro occasionale"?? Perchè da come dici tu, mi fai capire che ci sia una differenza, per lo meno così capisco. Quote:
Ti ringrazio in anticipo per la disponibilità ![]() | ||
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#8 (permalink) |
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User
Data di registrazione: Nov 2007
Messaggi: 12
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Ho provato a rileggere la discussione e a vederla sotto un'altra luce, ma mi risulta difficile capire queste tipologie lavorative.
Da quello che mi hai detto ho capito che:
La pubblicità non ti da nessuna garanzia. Può esistere un contatto come non esistere. Può darsi che uno faccia pubblicità, ma non lo chiama nessuno, come il contrario, che uno faccia pubblicità e lo chiamano, ma rimane tutto "ipotetico", non c'è garante. Quindi la natura dei contatti rimane "fortuita", occasionale, quindi che cos'è che cambia??? |
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Ultima modifica di karamella_s : 28-11-07 15:46. |
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#9 (permalink) |
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Moderatore
Data di registrazione: Feb 2007
Ubicazione: Modigliana / Venezia
Messaggi: 2,225
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Solitamente sono chiaro ma oggi si vede che non mi riesce.
La tua è una prestazione occasionale ma secondo me non è una collaborazione occasionale il che non la fa sottostare al limite dei 30gg lavorativi nell'anno. L'occasionalità non nasce dal fatto che uno può chiamarti o meno ma dal fatto che tu completi un numero limitato di lavori nell'anno. La pubblicità non c'entra nulla puoi publicizzarti oppure no ma l'importante è che completi pochi lavori nell'anno altrimenti devi inquadrare il lavoro con partita iva. Fabrizio |
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#10 (permalink) |
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User
Data di registrazione: Nov 2007
Messaggi: 12
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!!!
Ho capito!!!!!!!!!!!!!!!
grazie!!!! ![]() 30 giorni annuali ok. Faccio delle prestazioni che messe insieme non devono superare 30gg in un anno (la natura occasionale). Se quello che guadagno supera i 5.000, quello che va oltre lo pago all'inps. Inoltre non entro in conflitto se faccio pubblicità. Giusto? Dimmi se ho capito, soprattutto la parte della pubblicità. Dammi conferma. Ti ringrazio, aspetto conferma Pamela. |
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#11 (permalink) |
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Moderatore
Data di registrazione: Feb 2007
Ubicazione: Modigliana / Venezia
Messaggi: 2,225
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Ok.
dimenticati il limite di 30gg e ricordati di non fare più di 4 o 5 lavori all'anno. Per il resto va bene. Fabrizio |
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![]() ![]() DOTTORE COMMERCIALISTA consulenza anche a distanza Commercialista Faenza - Commercialista Forlì |
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#13 (permalink) |
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User
Data di registrazione: May 2007
Messaggi: 161
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Secondo me dal momento in cui ti fai pubblicità perdi il regime di occasionalità delle prestazioni.
Il concetto di occasionalità non è un concetto prettamente numerico ma esprime una non organizzazione dell'attività. E' quindi ininfluente se di fatto il numero di prestazioni è basso, anche se non capisco che senso abbia farsi pubblicità per mantenere poi lo stesso business!?!?. Per il fisco hai dato inizio ad una attività imprenditoriale nel momento in cui proponi offerte al pubblico in modo organizzato (volantini, sito web, biglietti da visita etc etc) |
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FotoLivorno Lo Stradario Fotografico |
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#14 (permalink) |
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User
Data di registrazione: Nov 2007
Messaggi: 12
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???
Se uno ad esempio fa un'attività in cui non da un prezzo o un listino prezzi neanche di base, ma l'offerta è libera la fa chi prende il prodotto, si può considerare attività "commerciale"??
e soprattutto, in che modo si può configurare quest'attività se si fa pubblicità? Cambia qualcosa??? Fa differenza se nella pubblicità si scrive che non c'è un listino prezzi, ma solo offerta??? Spero di avere al più presto risposte. grazie ![]() Essenzialmente vorrei capire se la pubblicità fa diventare comenrciale quello che non lo è .... |
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#15 (permalink) |
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User
Data di registrazione: May 2007
Messaggi: 161
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Non esiste il concetto di offerta libera nella prestazione professionale, ancorchè occasionale, ma ciò non vuol dire che praticandola non si è comunque imprenditori, commercianti o liberi professionisti qualora questa attività sia organizzata e continuativa.
Direi che verrebbe commessa una irregolarità amministrativa sanzionabile in una cornice comunque di attività imprenditoriale. Talune offerte libere sono tuttavia tollerate, come gli zingari che lavano i vetri al semaforo o che si ebisiscono in spettacoli itineranti ma stiamo parlando di attività border line che nulla hanno a che fare con il commercio. In buona sostanza se esegui qualche ritratto o dipinto occasionale tra privato e privato nessuno ti dirà mai nulla, ma se ti fai pubblicità allora il rapporto diventa tra professionista e cliente in quanto la pubblicità ripeto è un'offerta al pubblico. L'amico che ti ripara lo scarico del lavandino intasato non è certo un libero professionista, ma se lo stessa persona distribuisce bigliettini da visita offrendo "pronto intervento idraulico a offerta libera" difficilmente potrà spiegare alla Guardia di Finanza che non è tenuto ad avere la partita IVA in quanto riceve solo mance volontarie. |
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FotoLivorno Lo Stradario Fotografico Ultima modifica di france974 : 02-12-07 01:44. |
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| Tags: associazione, lavoro, partita iva, prestazione occasionale, pubblicita |
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